Penna a quattro colori

Penna a quattro colori . Quello che negli anni settanta, per un alunno era fare la differenza…era poter disporre della mitica Quattro colori , la penna biancazzurra dalla forma particolare che però, attraverso quattro tasti a innesto manovrava altrettante cannucce di colore. Quasi sempre la penna , – acquistata dopo insistenze varie con i genitori, i quali nicchiavano sostenendo che fosse troppo cara e superflua (le biro allora costavano meno di 10 centesimi l’una) – diventava una trecolori ( ah ah ah)  perché è vero che c’erano anche verde e rosso, ma poi si finiva quasi sempre per usare il blu o il nero. E non c’erano santi, quando la cannuccia terminava la penna finiva per azzopparsi. La frontiera estrema della penna multicolore, però, era quella con 16 e oltre colori: una specie di corpo contudente in vendita nelle cartolerie di tutt’Italia, che annegava al suo interno colori in qualsiasi sfumatura. Un piccolo pezzo di storia…che noi alunni ricordiamo alla perfezione.

Ricreazione

Ricreazione . La ricreazione.  Ampia nelle elementari…stringata nelle medie e nelle superiori. A scuola era , diciamocelo francamente , il momento piu’ atteso. Significava tante cose. Ovviamente era un momento nel quale si poteva un attimo rilassare la testa : le elementari erano sempre il primo scoglio nell’apprendimento …e quindi nonostante il programma light…era sempre molto impegnativo. La ricreazione aiutava molto. Si poteva inoltre gustare la merenda che la mamma ti aveva preparato con tanto amore . Si andava di solito…su di un ottimo panino…oppure fette biscottate e marmellata. Alternativa era la merendina confezionata o un pacchetto di patatine ( rigorosamente con sorpresa). Queste cose si potevano comperare anche in un piccolo punto vendita della scuola ( dove ovviamente…costava un po’ di piu’..il tutto).  Se si disponeva di un ampio cortile….c’era la possibilita’ di correre…giocare a nascondino..a ruba bandiera : insomma….fare anche un minimo di attivita’ fisica. Tristissimo il momento della campanella che ti annunciava che si doveva rientrare. Alle medie lo spazio temporale e fisico era ridottissimo. Al massimo si andava nel corridoio e l’ntervallo era di una decina di minuti. Poche le strutture che avevano un cortile. Alle superiori …idem come sopra…..e se mettiamo che la mole lavorativa era veramente pesante….si puo’ arrivare a dire che i dieci minuti d’aria ..erano veramente pochi. Era l’occasione per socializzare..scambiare due chiacchere..parlare dell’ultimo 45 giri acquistato…etc etc.Medie e superiori ….la merenda si acquistava direttamente andando a scuola…..spesso e volentieri . C’era il punto strategico di una focacceria..pizzeria…che sfornava a raffica….tutto quello che serviva. Spesso in zona…c’era anche una sala giochi…..strategica anche quella. La ricreazione rimaneva comunque un punto fermo e inossidabile nella giornata dello scolaro. Guai se mancava : inimmaginabile. Una volta..si socializzava e non si passava il tempo sul telefonino.

Il pranzo è servito

Il programma venne ideato da Corrado e dal suo staff di autori (il fratello Riccardo Mantoni , Stefano Jurgens Stefano Santucci e Jacopo Rizza ) La conduzione del programma venne affidata per otto stagioni, dal 1982 al 1990, allo stesso Corrado, successivamente sostituito da Claudio Lippi, che però dovette abbandonare il programma dopo breve tempo per problemi di salute, e poi a Davide Mengacci.Il programma era un gioco a quiz a cui prendevano parte due concorrenti che si misuravano in varie prove, tra cui domande classiche dette “domande da fermo”, alcune prove pratiche e tre domande finali. Scopo ultimo del gioco era quello di completare un tabellone raffigurante le cinque portate tradizionali del pranzo: primo, secondo, formaggio, dolce e frutta. Ogni risposta esatta o prova superata consentiva ai concorrenti di girare una ruota che girando permetteva – attraverso un apposito foro – di vedere le portate da conquistare apparirvi dentro; alle cinque portate si aggiungevano il jolly che permetteva di guadagnare una portata a scelta, e la “Dieta”, che invece non faceva guadagnare nulla ai concorrenti. A partire dal 14 settembre 1992, il programma cambiò la fascia oraria e cambiò il nome in La cena è servita e cambiò pure la rete, da Canale 5 a Rete 4, la scenografia e alcune norme del regolamento, sempre condotto da Mengacci. Dal primo marzo 1993, in seguito ai bassi ascolti, venne deciso il ritorno al vecchio formato, con alcune modifiche all’orario e alla scaletta; tuttavia questo non migliorò le cose e il programma venne chiuso definitivamente il 26 giugno 1993. Un gran pezzo distoria della televisione italiana…e un immenso Corrado…. principalmente.

Astuccio scolastico

Astuccio scolastico . La scelta dell’astuccio scolastico era un momento importante nella vita di uno scolaro. Ai miei tempi la scelta era tra due posti : la classica bottega ( cartoleria…o carto libreria ) oppure nel classico grande magazzino di quei tempi ( leggi…Standa). La piccola bottega e’ quella dove hai preso le tue prime matite…dove prendi i fogli protocollo…..le penne BIC …..e diciamo che ti ha visto crescere negli anni. La scelta non è vastissima e ovviamente i prezzi sono piu’ altini. Il grande magazzino ti offre una scelta vastissima sia come scelta che come prezzi. Astucci normali….a spessore normale…o con doppio spessore ( questo ultimo molto ambitissimo ….). La dotazione variava a seconda delle dimensioni. Il piu’ semplice aveva spazoio per penna..matita..righella…temperino…gomma . L’altra parte era riservata per le matite colorate. Il doppio spessora in piu’..generalmente aveva un’ampia scelta di pennarelli. Ma le varianti erano molteplici. Era importante l’esterno : si sceglieva un qualcosa che ti distinguesse dagli altri. Ma alla fine se in quel periodo ..che so..andava Goldrake….18 alunni su 22…prendevano lo stesso astuccio. Secondo i genitori…l’astuccio doveva durare piu’ anni..secondo l’alunno..andava cambiato ogni anno scolastico. Le battaglie erano lunghe ed estenuanti e le vittorie nell’arco degli anni..si dividevano equamente tra le due fazioni. Alla fine poi dentro …ci si incastrava di tutto : forbicine….colla…i refill per la stilo….la penna multicolore tanto in voga in quegli anni e via cosi’. Il volume cresceva…ed inevitabilmente la plastica cominciava a creparsi qua e la’. Quanti ricordi.

Lunedi’ di Pasqua

Lunedi’ di Pasqua . Le vecchie gite per Pasquetta erano molto diverse ..una volta.  Pasqua stessa era diversa : era sempre l’occasione per trascorrere la festivita’ in famiglia…..a differenza del proverbio ( Pasqua con chi vuoi) . SE Pasquetta veniva tardi…poteva essere anche la prima occasione per fare la prima uscita stagionale al mare ( visto che io vengo da una citta’ di mare). Ma se no…. la classica gitarella era quasi sempre un  must. Elemento essenziale era il classico plaid…ampio e spazioso…destinato ad accogliere su di lui….i partecipanti al pic nic e le varie vivande ( che era meglio metterle sul plaid anziche fuori……facile preda delle formiche…). Se si aveva fortuna..si poteva avere in certe zone..anche dei tavoli apposta per i gitanti……ma a quel tempo..era raro.  Oppure l’alternativa era una bella passeggiata in compagnia e poi tappa al classico ristorantino un po’ rustico magari…ma dove si mangia bene e si spende poco ( almeno le leggende …narravano cosi’ : la realta’ poi era un po’ diversa..). Bello sicuramente …..la soluzione piu’ “avventurosa”…sul plaid…circondati magari da tanto verde ( e dalle formiche..) e lontani da un po’ di smog di dove si abitava ( anche se quaranta e passa anni fa…l’aria era veramente diversa…). Le soluzioni erano due : o portarsi lo stretto necessario per un veloce ristoro : panini e bevande…di solito…oppure optare per un ristoro da venti portate ( anche se alla fine magari siete in 5 o 6 ) con tanto di melanzane alla parmigiana….frutta nei contenitori di plastica…80 kg di salumi..panini per un esercito…e ettolitri di vinello. Alla fine…non avanzava poi molto ed era bello poter passare insieme in famiglia…..una giornata diversa. Ad un certo punto il vino o la birra annebbiava il tutto e i ricordi si facevano confusi. Un riposino per ristabilire il giusto equilibrio..e si tornava a casa . Erano bei tempi..erano bei tempi. W la gitarella del Lunedi’ di pasqua. E voi..che ricordi avete ? A proposito : Buona Pasqua a voi e famiglie…….una Pasqua Vintage…ovviamente.

Fabrizio Frizzi

Fabrizio Frizzi . Il mio ricordo oggi va a Fabrizio Frizzi : un signore della televisione ……ma a prescindere…un signore. Fa parte del nostro passato e dico purtroppo…visto che non potra’ piu’ essere parte ( fisica )  di questo presente e neanche del futuro.  La sua era una televisione garbata….gentile…rispettosa e mai urlata. Il profondo rispetto che sempre aveva verso chi aveva davanti…… lo collocavano come…uno di noi…sempre. Ha lottato come un leone contro una incurabile malattia ….avendo come suo unico pensiero…quello della piccola figlia da veder crescere. Un padre…un marito…un amico. Non siamo qui a parlare della sua lunga carriera televisiva…ma dell’uomo. Spesso i personaggi televisivi non sono come uno li vede in televisione. Ma lui..a detta di tutti….era proprio cosi’…..come lo si vedeva. Gentile…garbato…allegro …rispettoso…umile. Quando si muore ad una eta’ non proprio vetusta….fa sempre male ( figuriamoci poi quando nel mondo muoiono tanti bambini……) : io trovo che la morte di personaggi come Fabrizio colpiscano in maniera particolare perchè proprio come quando muore un bambino, una persona dice : ma perchè proprio a lui ? E lui in fondo è rimasto sempre un gran bambinone. Ciao Fabrizio.
Mi va di ricordare un episodio . Nel 2000 donò il suo midollo osseo ad una bambina , Valeria Favorito, una ragazzina di Erice .  salvandole la vita. Frizzi raccontò così l’accaduto: « All’epoca il mio midollo risultò compatibile con quello di una bimba le cui condizioni erano preoccupanti. […] Sei anni dopo, la più bella sorpresa della mia vita. Ero ancora al timone della partita del cuore, stava finendo la diretta e già scorrevano i titoli di coda, quando una ragazzina mi corse incontro per abbracciarmi. Capii subito che si trattava di Valeria, la bimba alla quale avevo donato il midollo e che era venuta a salutarmi dicendomi di essere la mia sorellina.». Per questo motivo, Erice ,  paese in provincia di Trapani ,  gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

HERVÉ JEAN-PIERRE VILLECHAIZE

Hervé Jean-Pierre Villechaize. Hervé Jean-Pierre Villechaize (Parigi, 23 aprile 1943North Hollywood, 4 settembre 1993) è stato un attore francese di origini filippine. È ricordato per il suo ruolo come assistente di Mr. Roarke, Tattoo, nella serie televisiva Fantasilandia (19781984); inoltre è conosciuto per aver interpretato il cattivo Nick Nack nel film di James Bond Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro. Villechaize soffriva di una forma di nanismo o acondroplasia, a causa di una disfunzione della tiroide. Nato e cresciuto a Parigi, Villechaize, nonostante il tentativo del padre medico di curare la malattia, cessò di andare a scuola per le sue condizioni e trovò conforto nella pittura. Dopo aver studiato arte al college, andò negli Stati Uniti per cercare di evitare il pregiudizio contro le persone affette da nanismo in Francia. Si stabilì in una sezione bohemienne di New York, imparò l’inglese guardando gli show televisivi e continuò la sua carriera come artista e fotografo. Recitò in produzioni off-Broadway, inclusa un’esibizione con Sam Shepard, prima di cominciare la sua carriera cinematografica. La sua prima apparizione al cinema fu nel film Chappaqua nel 1966, seguito da numerose altre produzioni come Crazy Joe, Seizure (diretto da Oliver Stone), The Gang that Couldn’t Shoot Straight e The Forbidden Zone. La svolta nella sua carriera avvenne con il film Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro nel 1974. Da quel che diceva il suo compagno di produzione Christopher Lee, il periodo di Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro fu probabilmente il più felice nella vita di Hervé. Divenuto popolare Villechaize dimostrò di essere un attore difficile in Fantasilandia, dove continuamente faceva proposte sessuali alle donne e litigava con i produttori. Fu licenziato, ma la popolarità dello show calò dopo il suo abbandono, tanto è vero che presto ne fu decisa la cancellazione. Oltre ad essere un attore, negli anni ’70 e ’80 Villechaize divenne membro attivo di un movimento della California contro gli abusi infantili, spesso andando egli stesso sulle scene dei misfatti per confortare le vittime degli abusi. In conseguenza della sua instabile salute e dei suoi problemi professionali, divenne un alcolista e depresso negli ultimi anni della sua vita, diventando anche violento. Nel 1993 si tolse la vita con un colpo di pistola mentre era a casa sua, e fu trovato da sua moglie, Kathy Self. Morì in ospedale a North Hollywood, California, all’età di 50 anni.

Una rotonda sul mare

Una rotonda sul mare . Una rotonda sul mare è stato un programma televisivo italiano andato in onda per due edizioni nelle estati del 1989 e 1990. La trasmissione era un varietà musicale, condotto in entrambe le edizioni da Red Ronnie coadiuvato da Marco Predolin (1989) e Mara Venier (1990), in onda il venerdì in prima serata su Canale 5.Il titolo era ispirato alla celebre canzone omonima degli anni sessanta di Fred Bongusto. Ideale prosecuzione di un’altra trasmissione similare condotta da Red Ronnie nel 1989, Vent’anni dopo, si trattava di una gara tra interpreti sulle note di brani musicali degli anni sessanta, allargata poi a canzoni degli anni settanta nella seconda edizione. Gli interpreti originali venivano chiamati a reinterpretare i propri pezzi e ad affrontarsi in una gara di scontri ad eliminazione diretta. Il programma contribuì a rilanciare tanti artisti “dimenticati”.Ad esprimere il proprio giudizio sui brani in gara, il pubblico composto da genitori e figli, equamente divisi tra ventenni e quarantenni,attraverso l’applausometro.La prima edizione della trasmissione fu proposta dal 7 luglio all’8 settembre 1989 il venerdì in prima serata.[2] Conduttori furono Red Ronnie e Marco Predolin con la partecipazione di Massimo Boldi e Teo Teocoli.. Vincitore risultò Maurizio Vandelli (ex leader del gruppo Equipe 84) con il brano 29 settembre davanti a Don Backy con Poesia. La seconda edizione è stata trasmessa a partire dal 22 giugno, sempre su Canale 5 il venerdì sera.. Conduttori furono Red Ronnie e Mara Venier con la partecipazione di Massimo Boldi e Teo Teocoli. Vincitrice risultò Patty Pravo con il brano Pazza idea davanti ai Dik Dik con L’isola di Wight.

Dopobarba Mennen

Il dopobarba Mennen è sicuramente uno dei piu’ famosi al mon do ed e’ ancora in produzione. Iòl Bracer e’ senza dubbio il piu’ conosciuto. In commercio dal 1931.Lo Skin Bracer di Mennen è uno dei dopobarba più antichi ancora in commercio. Le Mennen (oggi appartenente al gruppo Colgate-Palmolive) fu fondata in America nel 1878 da un immigrato tedesco, tale Gerhard Heinrich Mennen. Uno dei prodotti di più largo successo fu proprio il suo dopobarba, lanciato – secondo Basenotes – nel 1931. E’ un dopobarba di stampo molto classico e fresco. Sono percepibili delle note talcate, debolmente mentolate, arrichiti da accordi di vaniglia. SkinBracer l’original After Shave di Mennen made in USA. Rinfresca ed idrata la pelle. Fragranza fresca da uomo che lascerà la vostra pelle profumata per tutto il giorno. . Lo abbiamo usato tutti noi maschietti alle prime armi con la barba…o no ?

 

Sperlari

Sperlari.  Sperlari è un’azienda italiana specializzata nella produzione di caramelle, torrone,torroncini , mostarda e dolcificanti. Fu fondata nel lontano 1836 da Enea Sperlari . Ha sede a Cremona e dal 2017 è controllata dal gruppo tedesco Katjies International Gmbh. Nel 1836 , il fondatore ,  avviò a un negozio di specialità tipiche dolciarie della città come torrone e mostarda , che ebbe talmente successo che i suoi prodotti divennero presto popolari anche al di fuori del territorio locale, sbarcando persino negli Stati Uniti , presso le comunità di immigrati Italiani .Nel 1935 la proprietà venne ceduta a Pernigotti . Negli anni 50 , la produzione si allargò alle caramelle , facendo diventare il marchio Sperlari uno dei più prestigiosi del settore, soprattutto con l’invenzione del mitico cofanetto Sperlari , una lussuosa confezione regalo di caramelle, simile a quelle che fino a quel momento erano state usate per i cioccolatini . L’americana Heinz Company , nel 1981 , rilevò Sperlari dalla Pernigotti . Nel 1993 la Hersey Foods Coroporation , diventò il nuovo azionista dell’azienda pagandola 120 milioni di dollari. Nel 1997 Huhthamaki OYJ  acquistò Sperlari: in questo periodo con Dietorelle e successivamente Socalbe forma il gruppo Leaf Italia SRL . Venne poi rivenduta nel 1999  a CSM NV.Nel 2005  CVC Capital Partners e Nordic Confectionery Limited (Nordic Capital) acquisirono per 850 milioni di dollari il 100% di Leaf International BV a cui faceva capo Leaf Italia. Nel mese di settembre 2017  è avvenuto un nuovo cambio di proprietà: gli svedesi hanno ceduto la società per un valore di circa 46,5 milioni di euro ai tedeschi del Gruppo Katjes International i quali hanno raggruppato i quattro stabilimenti italiani in una nuova società, la Sperlari s.r.l. Tanti cambi , per una ditta che ci ha regalato negli anni che furono..tanti momenti dolci.