Spuma

Spuma. La spuma è una bibita analcolica soft drink a base di acqua gassata, zucchero, quantità variabili di caramello e aromi vari (tra cui, succo di limone, infuso di scorze di arancia, rabarbaro, vaniglia, spezie); il termine, generico, è una denominazione commerciale di fantasia[1] e risale ai tempi in cui esistevano molti produttori locali di bibite gassate, per cui il nome delle singole marche era meno importante di adesso. Il termine è equivalente all’anglosassone “soda”, anch’esso adatto a indicare qualunque bibita analcolica “con bollicine” a prescindere dal fabbricante. In Austria si produce una bevanda dal gusto molto simile, l’Almdudler. La spuma bionda nasce nei primi anni venti; nel 1925 la spuma della Paoletti Bibite di Ascoli Piceno  già vinceva a Bruxelles un concorso internazionale. La spuma nera è stata prodotta per la prima volta nel 1938 dall’azienda Spumador, probabilmente per la mancanza di materie prime per il chinotto. La spuma bionda sembra invece dovuta a un innalzamento del prezzo del cedro. La spuma è usata per la preparazione di vari cocktail, per esempio la spuma nera abbinata al vino rosso viene chiamata Sù e giò o “picio pacio”, in Val di Sole e nei dintorni è detta misto rós o misto blànch a seconda se è utilizzato vino bianco o rosso. Spumador presenta le 7 meraviglie del “Bevo Vero”: la collezione di cocktail a base di Spuma, create dal Gustosofo Michele Di Carlo.

The Stray Cats

The Stray Cats . Gli Stray Cats sono stati un gruppo rockabilly statunitense originario di Long Island (nello stato di New York) formata nel 1979 dal cantante e chitarrista Brian Setzer insieme ai compagni di scuola Slim Jim Phantom e Lee Rocker. Il gruppo nasce nel ’79 in piena ondata punk, ma si differenzia subito per lo stile rétro che omaggia la musica degli anni cinquanta e per la voce unica di Brian Setzer. La strumentazione è semplice: una chitarra elettrica, un contrabbasso e una semibatteria. La band inizia presto a farsi conoscere nella scena musicale di New York per la forte energia che si sprigionava dai loro concerti. Nel 1980 gli Stray Cats cercano di allargare i propri orizzonti nel Regno Unito dove riescono a pubblicare qualche singolo. Ed è proprio a Londra l’incontro con il produttore Dave Edmunds (già impegnato in ambito rockabilly con i Rockpile), che nel 1981 riuscì a ottenere un contratto per un album con la Arista Records. Il successo dell’album d’esordio Stray Cats superò ogni aspettativa e la casa discografica ai rammaricò di aver pubblicato l’album solo in Europa. Il successo, però, fu di breve durata e sempre nel 1981, l’album Gonna Ball venne accolto da giudizi negativi costringendo gli Stray Cats a tornare negli Stati Uniti. Nel 1982 venne firmato il contratto con la EMI America per il terzo album Built for Speed composto sia da inediti e sia da canzoni già uscite nel Regno Unito. Con questo album ottennero il successo anche negli USA e l’anno successivo decisero di pubblicare un secondo album Rant n’ Rave with the Stray Cats che ebbe un discreto successo. Nel frattempo i singoli Rock This Town e Stray Cat Strut scalarono le classifiche. Dal 1984 in poi, seguirono una serie di continui scioglimenti e album di poco successo. Rocker e Phantom formarono un trio insieme a Earl Slick (il futuro chitarrista di David Bowie), mentre Setzer intraprese una carriera solista. Nell’86 la band si riunì, registrò Rock Therapy e si sciolse nuovamente. Nell’1989 ci fu una seconda reunion da cui nacquero quattro album di scarsissimo successo: Blast Off! (1989), Let’s Go Faster (1990),Choo Choo Hot Fish (1992) e Original Cool (1993). Nel 2004 dopo una lunga pausa uscì l’album live Rumble In Brixton (con l’inedita Mystery Train Kept a Rollin) a cui seguì un lungo tour del 2007 insieme ai Pretenders e agli ZZ Top.Nel 1990 Brian Setzer fa alcuni concerti insieme alla sua Brian Setzer Orchestra, mentre Rocker e Phantom pubblicheranno qualche lavoro a fianco di altri artisti Rockabilly.

Nando Gazzolo

Nando Gazzolo . Nando Gazzolo, all’anagrafe Ferdinando Gazzolo (Savona, 16 ottobre 1928 – Nepi, 16 novembre 2015), è stato un attore e doppiatore italiano.     Figlio dell’attore e doppiatore Lauro Gazzolo e dell’annunciatrice radiofonica Aida Ottaviani Piccolo, fratello maggiore dell’attore Virginio Gazzolo e padre di tre figli, uno dei quali è l’attore Matteo Gazzolo. Dopo il suo esordio alla radio debutta in teatro a vent’anni, nel 1948, con Antonio Gandusio e raggiunge il successo nell’Antonio e Cleopatra allestito da Renzo Ricci nel 1951. Nel 1954 interpreta Orazio nell’Amleto, messo in scena da Vittorio Gassman e Luigi Squarzina con il Teatro d’Arte Italiano. Oltre che nel teatro, dalla metà degli anni cinquanta lavora per il doppiaggio e negli anni seguenti intraprende una brillante carriera televisiva. Con la televisione conquista una più vasta popolarità legando il suo volto e la sua straordinaria voce all’interpretazione di numerosi sceneggiati quali Capitan Fracassa nel 1958, La cittadella nel 1964 e La fiera della vanità nel 1967, diretti da Anton Giulio Majano. L’esordio nel cinema è nel 1961 con il film storico Costantino il Grande, cui seguiranno altri ruoli cinematografici. Intenso è il lavoro nel doppiaggio cinematografico prestando la voce a interpreti prestigiosi tra i quali David Niven, Michael Caine, Frank Sinatra, Yul Brynner, Marlon Brando, Robert Duvall, Donald Sutherland, Laurence Olivier, Clint Eastwood, Louis Jourdan, Henry Fonda e altri. Nel 1963 è la voce narrante de Il mulino del Po, sceneggiato televisivo di Sandro Bolchi. Nel 1968 è il protagonista della serie televisiva italiana Sherlock Holmes. Nel 1971 è Thomas nello sceneggiato I Buddenbrook di Thomas Mann, con la regia di Edmo Fenoglio. Negli anni settanta ha partecipato al famoso programma televisivo pubblicitario Carosello in tre serie: prestando la sua voce nell’episodio pubblicitario a favore del Gruppo Finanziario Tessile, tra il 1972 e il 1976; negli episodi Poesie di tutti i tempi e poi Tradizione cliente, andati in onda in più cicli tra il 1965 e il 1976, per pubblicizzare l’Amaretto di Saronno dell’Illva, e ne Il primo anno di vita (voce) per la Società del Plasmon, nel 1970. Negli anni ottanta partecipa come narratore ai Raccontastorie, raccolta di fiabe per bambini lette da attori e doppiatori italiani. Parallelamente al suo lavoro in televisione ha continuato a recitare in palcoscenico in un repertorio di teatro soprattutto classico, diretto da registi come Walter Pagliaro, Mario Ferrero, Dario Fo, Orazio Costa, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi e Sandro Sequi. Tra gli allestimenti teatrali memorabile (ma contrastato) quello nel 1976 della commedia di Dario Fo Chi ruba un piede è fortunato in amore. Oltre alle pièce teatrali, ha letto opere di poeti come D’Annunzio, García Lorca, Leopardi, Neruda, Montale, Pascoli, Pasolini, Quasimodo, Saba, Ungaretti. Dal 2002 lavora alla realizzazione di una collana di CD contenente una vasta selezione di brani di prosa e poesia. Tra gli ultimi lavori a teatro, Sul lago dorato di Ernest Thompson nel 2003, Servo di scena di Ronald Harwood nel 2006 e Il burbero benefico di Goldoni nel 2007. Nando Gazzolo muore il 16 novembre 2015 in una clinica di Nepi, dove era degente da una settimana, all’età di 87 anni. «Gazzolo era ricoverato – spiega la famiglia – per il complessivo aggravarsi delle condizioni in seguito anche a una frattura del femore di cinque anni fa».

Jingle Bell Rock

Jingle Bell Rock.  Jingle Bell Rock è un noto brano natalizio, inciso e pubblicato originariamente nel 1957 dal cantante statunitense Bobby Helms . Gli autori dalla canzone sono Joe Beal e Jim Boothe.  Il brano ha raggiunto una grande notorietà divenendo un classico natalizio del tardo Novecento , venendo riproposto in occasione della festività del Natale  sia nella sua versione originale, più volte rientrata nelle classifiche di vendita dei singoli nel corso degli anni, sia grazie a numerose cover  incise da altri artisti. La versione originale è stata inoltre riproposta in innumerevoli raccolte di canzoni natalizie da parte della casa discografica. È stata inoltre inserita, nella versione di Helms, nella colonna sonora  del noto film  Mamma, ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York , avente come protagonista Macaulay Culkin . La notorietà del brano presso il pubblico è stata mantenuta grazie anche alla sua riproposizione attraverso versioni alternative, incise e riprese da altri artisti più o meno noti. Tra le prime cover  del brano spicca la versione della cantante statunitenze Brenda Lee , proposta nel 1964 e di particolare successo soprattutto negli Stati Uniti . Ancora prima, nel 1959, la versione di Max Bygraves  è entrata in classifica in Regno Unito . Altra versione nota di quegli anni è quella incisa da Chubby Checker e Bobby Rydell  nel 1961. Nel 1963 è stata incisa una nuova versione da parte del duo musicale Paul & Paula , inclusa nel loro album Holiday for Teens. Wayne Newton  ha inciso la sua versione nel 1966. L’anno successivo è stata incisa da Floyd Cramer . Nel 1968 da Herb Halpert & The Tijuana Brass per l’album Christmas Album.  Nel 1969 da Johnny Mathis , per il disco Give Me Your Love for Christmas. Nel 1983 è stato poi ripreso da D.Hall & J.Oates , dai The Platters  per Christmas Love Songs (1986) e tre anni dopo da Teresa Brewer per Teenage Dance Party. La canzone è stata inoltre reincisa nel 1992 da due artisti: da Neil Diamond e poi da Randy Travis .  Nel primo decennio del Duemila  il brano è stato rieseguito in altre numerose versioni, tra cui quella dei 38 special  del 2001, del 2005 delle Girls Aloud  e del 2006 di Billy Idol .  Altre cover sono state realizzate da Ashanti, Ashley Tisdale, Bill Haley , Kylie Minogue e Vanessa Hudgens .  In Italia , il pezzo è stato inciso nel 2009 da Cristina d’Avena  per il suo disco Magia di Natale  (la cantante riproporrà questa sua interpretazione anche nell’edizione deluxe dell’album, pubblicata cinque anni più tardi) e nel 2013 da MIna per il disco Christmas song Book .

 

Discoteca Studio 54

Discoteca Studio 54 . Lo Studio 54 è stata una nota discoteca di New York  situata al numero 254 della 54a strada ovest a Manhattan , tra la Settima e l’Ottava Avenue, aperta tra il 1977 e il 1986 . Il club era stato allestito all’interno di un teatro  , che fino al decennio prima fungeva da studio televisivo  (da cui il nome) e che a tale uso venne riadattato dopo la chiusura della discoteca. Caratteristica principale del locale erano le provocazioni al costume e la stravaganza delle serate proposte. L’intento dei gestori originari del locale, Steve Rubell e Ian Schrager , era infatti quello di garantire ogni sera «la festa più grande del mondo», nonché quello di scioccare con gli eccessi la città di New York : la musica ad altissimo volume, le scenografie allusive (emblematica era l’immagine di una falce di luna imboccata da un cucchiaino contenente cocaina) e le serate che ogni sabato prevedevano una nuova sorpresa o un nuovo eccesso. Al culmine di ogni serata appariva dall’alto l’Uomo sulla Luna, che calava tra il pubblico ed offriva ai presenti lo scintillante contenuto di un cucchiaino d’argento. Lo Studio 54 era un luogo dove le etichette sociali venivano a non contare più nulla, dove tutti potevano essere protagonisti. Il pubblico sentiva parlare di scene orgiastiche  e di favolosi megaparty a tema. Lo Studio 54 fu anche la prima discoteca ad adottare sistematicamente la selezione all’ingresso. Quello che avveniva al suo interno era riportato immancabilmente dai giornali. Le foto di molti personaggi famosi sono comparse sui giornali unicamente per il fatto di aver passato una notte al 54. Fece epoca, per esempio, la foto di Bianca Jagger che entrava in pista a dorso di un cavallo bianco ; il videoclip  del singolo New York City dei Per Shop Boys  venne girato in parte nel locale e in un frammento del video si vede la scena del cavallo bianco che entra.La struttura del locale era essenzialmente quella di un normale teatro, composto da platea e galleria:

  • La pista era stata collocata nella platea (ampia 1800 m²). La sala era attrezzata con ben 54 diversi effetti luminosi, neon rotanti, luci stroboscopiche e torri con riflettori colorati che diffondevano luci intermittenti e che si alzavano e si abbassavano, illuminando il pubblico.
  • La console del disc-jockey  alloggiava nella posizione del palcoscenico .
  • La zona dei divani era stata ricavata nella balconata. Per accedervi si saliva attraverso una decoratissima scala in stile barocco ,
  • Il bancone del bar si trovava sotto la balconata, allo stesso livello della pista.
  • Sconosciuta ai più, per l’accesso strettamente riservato, era una saletta (oggi si potrebbe chiamare il Privé) collocata ad un livello superiore, in corrispondenza della balconata; vi poteva entrare un ristrettissimo numero di persone, invitate personalmente da Steve Rubell , ma il gestore del locale faceva anche qualche eccezione, in quanto a volte pescava tra la folla degli emeriti sconosciuti per invitarli insieme alle celebrità ai suoi party esclusivi.

Inaugurato la sera del 22 aprile 1977 , l’età d’oro del locale durò appena tre anni. L’alone di magia che lo circondava sparì improvvisamente quando, nel 1980 , il proprietario Rubell fu arrestato per possesso di droga e frode al fisco . Il locale fu venduto, cambiò gestione e rimase aperto fino al 1986 , quando venne chiuso e riadattato a teatro  (tuttora funzionante).

Grease Frankie Valli

Grease Frankie Valli .  Grease è una canzone utilizzata per lacolonna sonora del film Grease , basato sull’ omonimo musical . La canzone, scritta da Barry Gibb dei Bee Gees , nel film era cantata da Frankie Valli , e fu inserita nell’ album contenente la colonna sonora del film come primo brano, e ripresa poi nell’ultima traccia. Il singolo arrivò alla vetta della Billboard Hot 100  il 26 agosto 1978 per due settimane. Grease fu oggetto di cober  da parte del gruppo rock Dog Fashion Disco  che la inclusero come bonus track  nel loro album Committed to a Bright Future e del gruppo Girl Aloud  che ne hanno registrato una cover nell’album Jump ( for my love ) . Anche i Bee Gees la hanno spesso interpretata dal vivo .  Parte della canzone è stata inserita in Joints & Jam, un singolo del 1998 dei Black Eyed Peas.

 

Grisu’

Grisu’ .Grisù il draghetto è un personaggio immaginario  protagonista di una serie  di cartoni animati  italiana ideata dai fratelli Nino e Toni Pagot nel 1964.La serie televisiva è composta da 52 episodi e venne trasmessa per la prima volta nel  1975 .Il protagonista è un giovane draghetto  di nome Grisù (dall’ominimo gas combustibile ) che, malgrado sia l’ultimogenito di una grande stirpe di draghi avvampatori, i Draconis, sogna di diventare pompiere  Il draghetto vive con il padre Fumè Draconis in Scozia , precisamente nella Valle Del Drago, meta turistica di cui Fumè è la principale attrazione. Ma Grisù è di tutta altra pasta: invece di vulcani  in eruzione e incendi distruttori, Grisù sogna le rosse autopompe dei pompieri nelle quali, malgrado le continue raccomandazioni del suo benefattore Sir Cedric McDragon, e di sua moglie Lady Rowena McDragon, non riesce ad entrare. Grisù comunque si dà da fare e svolge molti altri lavori tra i quali agente segreto, fuochista, regista, domestico, fantino, ingegnere nucleare e navale, e anche molti altri. Grisù odia il suo fuoco: pensa che sia un elemento inutile e dannoso, non vedendo i lati positivi di questo suo dono (il fuoco è energia), forse perché quando si emoziona incenerisce tutto. Spesso, quando si reca per far visita a Sir Cedric, incontra Torvo, un tordo  scozzese che abita vicino al nobile, il quale malgrado cerchi ogni volta di sfuggire al draghetto viene immancabilmente colpito da una fiammata. Inoltre Grisù fa spesso visita ai suoi parenti: al nonno Zampirone Draconis, agli zii Fumicerio, Piromanzio e Falò Draconis, alla zia Favilla Draconis ed a Loch Nessie.Nell’ultima parte della serie Grisù viene spesso inviato da Sir Cedric a svolgere missioni di tipo umanitario presso paesi sottosviluppati come Cavernizia, Gommuria, Rupe Foschia ecc. Grisù svolge il compito con grande dedizione. Ma proprio quando viene ringraziato per l’ottimo lavoro svolto, il piccolo Draghetto si commuove e sprigiona una potente fiammata che, solo ai suoi occhi, distrugge ogni sua fatica. In verità le sue fiammate hanno quasi sempre un esito positivo migliorando lo stile di vita degli abitanti del paese che Grisù ha aiutato. Ad un certo punto della serie Grisù assieme al padre fa una scoperta eccezionale: la stirpe di draghi non è nata sulla terra, bensì su un altro pianeta: il pianeta Dracone. L’arrivo delle creature sulla terra avvenne circa 2.000.000 di anni fa quando una squadra di astronauti draconiani scesero sulla Terra dove l’ ossigeno  li fece diventare da blu a verdi e generò il fuoco nei loro polmoni . In seguito a questa scoperta i due draghi si recano su Dracone dove scoprono che un’idra avvampatrice a tre teste di nome Flamagor terrorizza i poveri Draconiani. I due sconfiggono con facilità l’idra ed in seguito verranno seguiti sulla Terra da Krazy, draghetta figlia di Brogan, Re e Padre di tutti i draghi, e amichetta di Grisù.

Grisù Draconis: draghetto sofisticato, ritiene di essere un “draghetto progressista” e sogna di diventare pompiere. Egli ha svolto diversi lavori tra cui: postino, archeologo, astronauta, scienziato, coltivatore, spia, ferroviere, capitano navale, marinaio, fuochista, regista teatrale, guardia forestale, ma mai pompiere. Grisù non sopporta i modi bruschi del padre avvampatore.

  • Fumè Draconis: è un drago avvampatore di vecchia data, ama avvampare tutto e non sopporta l’aspirazione di pompiere del figlio. Ama il caldo, il fuoco ed odia l’acqua che è tremenda per i suoi reumatismi. Gli piace bagnarsi nel lago di pece bollente, ama la lava e tutto ciò che è caldo o bollente. Ama la letteratura italiana di Dante  e la musica, soprattutto la romanza  Di quella Pira ” dal Trovatore .   È molto ingenuo e brusco, e quasi egoista e testardo, ma in realtà è gentile e comprensivo. In un “flashback”  si scopre che anche lui, quand’era un giovane draghetto medievale, aspirava a diventare un pompiere ma finì per recedere quando i cavalieri si lamentarono che sarebbero finiti disoccupati. In tale occasione, il giovane Fumè fu anche accusato di essere un sovversivo.
  • Krazy: draghetta aliena. Proviene dal pianeta Dracone. A differenza dei suoi due ospiti non sputa fiamme dalla bocca. Krazy è piccola e non riesce a parlare, ma si esprime attraverso dei suoni di vario tipo.
  • Sir Cedric McDragon: È il proprietario dell’antro dove vivono Grisù e Fumè. Trova spesso raccomandazioni per far fare a Grisù i mestieri più disparati ma non per il corpo dei pompieri della contea. Riesce a incastrare Grisù e Fumè in diverse missioni di beneficenza che i draghi svolgono, talvolta, malvolentieri. Sir Cedric, di stirpe nobile, è molto famoso e piuttosto ricco, anche se in un episodio Grisù brucia per sbaglio 10 000 sterline dell’eredità dei McDragon.
  • Lady Rowena McDragon: Grassottella e benintenzionata dama dell’aristocrazia scozzese, moglie di sir Cedric.
  • Stufy: Cane di sir Cedric. Questo cane dotato di parrucca sullo stile di quelle dei giudici inglesi e molto loquace all’occasione dà consigli al giovane Grisù. Il suo ruolo, in questi casi, sta tra il guardiano e il maggiordomo.

Droopy

Droopy .Droopy è un personaggio creato da Tex Avery e in seguito acquistato da Hanna – Barbera .Droopy è un segugio dalla aria perennemente assonnata che, a dispetto dell’apparenza buona e vagamente ingenua, nasconde un’intelligenza raffinata e una capacità dialettica invidiabile. Droopy utilizza queste doti per combattere il male contrapponendosi ai malvagi di turno (tra cui il lupo Mc Wolf ) e smascherando puntualmente i loro disegni criminosi. La sua vicenda di cartone animato è abbastanza complessa. Creato negli anni 40 ebbe grande successo per tutti gli anni 50. In seguito venne “ripreso” e rilanciato dalla coppia di autori Hanna e Barbera. Appare, oltre che nell’omonima serie animata, in alcune puntate di Tom & Jerry , in Tom & Jerry Kids , in Tom & Jerry comedy show , in  Tom & Jerry Tales , ed è protagonista  della serie Droopy capo detective . È apparso anche al cinema in Chi ha incastrato Roger Rabbit ? . Nei racconti a fumetti di Tom & Jerry è noto come Fido e presenta storie della lunghezza di una facciata, prive di dialoghi.

Svicolone

Svicolone .Svicolone (Snagglepuss) è un personaggio immaginario  protagonista di una omonima serie televisiva a cartoni animati  ideata e prodotta dalla Hanna-Barbera nel 1959  e trasmessa nel 1961.È un puma antropomorfo, di colore rosa, e indossa un paio di polsini e un colletto con cravattino .Svicolone è simpatico, gentile, amichevole, colto e raffinato (in particolare ha una passione per il teatro , e lo si vede frequentemente recitare l’Amleto di Shakespeare). Vorrebbe essere accettato dagli uomini, che invece lo considerano una belva feroce e gli danno la caccia.La caratterizzazione del personaggio è basata in gran parte sulla voce, prestata da Daws Butler  dell’originale inglese, e in Italiano doppiato da Renzo Palmer , che interpreta Svicolone con un marcato accento bolognese . Il personaggio è noto per l’uso di una serie di espressioni-tormentone, fra cui “Svicolo tutto a mancina” (o “tutto a dritta”, o in altre varianti; in inglese era l’espressione del gergo teatrale exit… stage left!), pronunciata subito prima di fuggire dagli inseguitori di turno, e “perfino” (even nell’originale) usato come intercalare . Il personaggio esordì come comprimario minore nei cartoni animati delle serie Ernesto Sparalesto e Snooper e Blabber . L’apprezzamento da parte del pubblico convinse Hanna e Barbera a creare una serie dedicata al personaggio che venne trasmessa a partire dal 1961 all’interno dell’Orso Yoghi Show .

Ernesto Sparalesto

Ernesto Sparalesto .

Ernesto Sparalesto (Quick Draw McGraw) è un personaggio immaginario dei cartoni animati  ideato dalla casa di produzione Hanna – Barbera nel 1959 e protagonista della serie televisiva a cartoni animati Ernesto Sparalesto Show (The Quick Draw McGraw Show).Caratterizzazione del personaggio . È un cavallo  antropomorfo con le sembianze di uno sceriffo del far west , con cinturone, cappello e fazzoletto al collo. Spesso è affiancato dal suo assistente Babalui, un asinello messicano. Ogni episodio delle tre stagioni era composto da tre segmenti distinti: uno con protagonista se stesso, un altro con due cani Tatino e Papino  e un terzo con Snooper e Blabber , un gatto investigatore e il suo topo assistente. Sono stati realizzati 45 episodi. In Italia  ne sono stati trasmessi 43.