Rizzo

Rizzo.  Rizzo è un personaggo fittizio dalle fattezze di un ratto antropomorfo creato da Jim Henson nel 1980 per vari show televisivi con protagonisti i Muppets. E’ uno dei personaggi animaleschi che appare frequentemente all’interno dello spettacolo di varietà The Muppet Show. E’ ancora interpretato da Steve Whitmire dalla sua prima apparizione. Il ratto appare per la prima volta nell’episodio 418 del Muppet Show, con Christopher Reeve, all’interno di un segmento musicale nel quale balla con un gruppo di ratti; tuttavia, Rizzo si distingue facilmente dagli altri perchè reagisce sarcasticamente ad ogni verso della canzone e pesta gli altri personaggi. Whitmire stesso afferma di essersi affezionato al pupazzo gia’ dalla sua prima apparizione, e di aver creato tutti i vestiti che egli indossa all’interno dello show. Il ruolo piu’ importante di Rizzo fu nel lungometraggio Natale in casa Muppets nel quale il ratto narra le vicende assieme a Gonzo che interpreta Charles Dickens. Da allora, Rizzo è sempre mostrato come miglior amico del pupazzo blu. Rizzo è un ratto antropomorfo dall’anatomia caricaturale e la postura plantigrade. E’ uno dei Muppet piu’ piccoli, mosso solo da una mano. Ha il corpo marrone con due grandi occhi ed orecchie tonde, zampe minute, muso allungato ed appuntito ed una lunga coda. Parla con un forte accento del New Jersey e si mostra come un personaggio che ama prendere in giro gli altri o raggirarli per ottenere cio’ che vuole. Ha inoltre una forte acrofobia.

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Daitarn 3

L’imbattibile  Daitarn 3 (無敵鋼人ダイターン3 Muteki kōjin Daitān 3?, letteralmente: “Daitarn 3, l’invincibile uomo d’acciaio”)[1] è una serie televisiva anime giapponese di genere mecha, prodotta dalla Sunrise e creata da Yoshiyuki Tomino, autore anche di Gundam, con il mecha design di Kunio Ōkawara e le musiche di Takeo Watanabe e Yūshi Matsuyama. La serie, composta di 40 episodi, fu realizzata nel 1978, e trasmessa per la prima volta in Italia nel 1980 col titolo Daitarn III.All’inizio del XXI secolo, strani avvenimenti e misteriose sparizioni di persone iniziano ad accadere sulla Terra. Dietro ci sono i Meganoidi, cyborg creati su Marte dal professor Haran Sozo, sfuggiti al suo controllo. A capo della loro collettività ci sono il malvagio Don Zauker (Don Zauser nell’originale giapponese), un robot dalla struttura fisica primitiva con un cervello umanoide, che si esprime in modo inintelligibile; e Koros, la sua sacerdotessa e interprete, un’inquietante cyborg femminile dal fascino glaciale. I Meganoidi vogliono schiavizzare l’umanità e trasformare i “migliori” esemplari in Meganoidi. Hanno sviluppato una tecnologia sorprendente con la quale hanno realizzato le Macchine della Morte, una strana sorta di astronavi/robot, spesso dotate di immense mani, che rende i Comandanti Meganoidi in grado di trasformarsi in Megaborg, enormi robot da combattimento. A contrastare i loro piani c’è Haran Banjo, il figlio del professor Sozo, che pilota il gigantesco robot trasformabile Daitarn 3. Lo affiancano Garrison Tokida (maggiordomo tuttofare) e Beauty Tachibana (bionda mozzafiato, figlia di un famoso imprenditore ex-socio in affari del padre di Banjo). A loro presto si aggiungono Reika Sanjo (ex agente dell’Interpol) e il piccolo Toppy (orfano salvato da Reika nella seconda puntata). La trama si sviluppa in maniera episodica. A poco a poco si svela il passato di Haran Banjo, la sua spettacolare fuga da Marte con i Meganoidi alle calcagna e le ragioni del suo odio per loro. Una serie di mirabolanti avventure e combattimenti, che spaziano dalla fantascienza all’avventura e all’horror, conducono Banjo e i suoi compagni a sostenere la battaglia finale, nel disperato tentativo di sventare il folle piano di Koros e di sconfiggere il suo ultimo, potentissimo avversario, Don Zauker, che vuol far collidere Marte con la Terra.

Banjo Haran (破嵐 万丈 Haran Banjō?)

28 anni, il protagonista. Forte, giovane, atletico, affascinante, carismatico, simpatico, caratteristici capelli blu, rappresenta una sorta d’incrocio tra gli eroi dei film di arti marziali, delle quali si dimostra formidabile maestro (uccide una quantità sterminata di meganoidi anche a mani nude, forte del concetto che «l’uomo è superiore alla macchina»), e un agente segreto alla 007, cosicché gli episodi, come anche le scene d’azione, sono ispirati a entrambi i modelli. A rendere Banjo interessante è soprattutto l’odio irriducibile per i meganoidi: pochissimi scampano alla sua furia distruttiva, perché «il mio obiettivo è di uccidere il maggior numero di meganoidi possibile».

Beautiful “Beauty” Tachibana (ビューティフル・タチバナ / ビューティ Byūtifuru Tachibana / Byūti?)

la bellissima assistente. Svampita, maggiorata, dolce biondona, ricorda non poco Marilyn Monroe e nella trama ricopre spesso ruoli assai sexy, suscitando la gelosia della meno appariscente Reika. La doppiatrice italiana è Rosalinda Galli, la stessa di Lamù e di Venusia.

Reika Sanjo (三条 レイカ Sanjō Reika?)

Ex agente segreto dell’Interpol. Sagace, intelligente, avveduta, molto affascinante, anche se non appariscente ed esuberante quanto Beauty.

Garrison Tokida (ギャリソン時田 Gyarison Tokida?)

Il maggiordomo tuttofare. Ricorda il maggiordomo di Batman e s’intuisce un passato da persona atletica ed energica. È il factotum educato, gentile, discreto e infaticabile, sempre elegante e modesto, ma signorile fino al manierismo (con tanto di cappello a cilindro). Più che maturo, è un signore quasi anziano, ma ancora in forma e vanta il grado di tiratore scelto.

Totta “Toppy” Toda (戸田 突太 / トッポ Toda Totta / Toppo?)

L’orfanello sempre nei guai, contribuisce quasi sempre alle note divertenti della trama.

I meganoidi (メガノイド Meganoido?)[2] erano originariamente esseri umani, meccanizzati e resi cyborg a servizio degli uomini per lo sviluppo e colonizzazione del pianeta Marte; a partire da un certo momento in poi si sono però ribellati alle direttive dei loro creatori.

Don Zauker (ドン・ザウサー Don Zausā?)

L’antagonista principale della serie, è il primo meganoide creato, e acerrimo nemico di Daitarn 3. Non fa altro che emettere dei suoni atoni, che Koros interpreta: nell’ultimo episodio si svelerà che non ha alcuna coscienza di ciò che gli dice Koros. Ha un aspetto orribile, con un cervello bio-sintetico sistemato in una cupola trasparente. La sua forma di Megaborg è colossale, tanto da surclassare il Daitarn stesso.

Koros (コロス Korosu?)

Il Comandante Supremo dei Meganoidi. Bella, volitiva, con lunghissimi capelli rossi a treccia, è una spietata dittatrice che solo nell’ultimo episodio mostrerà debolezza di fronte alla sua fine. Nonostante il suo grado di Comandante, non si trasformerà mai, nemmeno nello scontro finale, in Megaborg.

Comandanti Meganoidi (コマンダー Komandā?)[3]

Possono mutare in Megaborg e sono molto diversi dai tipici nemici inquadrati militarmente di molte altre serie. Spesso sono terrestri divenuti cyborg volontariamente, sono spinti da motivazioni egoistiche che nulla hanno a che fare con lo scopo finale di Koros. Come ben evidenzia Banjo, hanno rinunciato alla loro umanità per ovviare a pecche fondamentali del loro carattere (megalomania, estrema insicurezza, maniacalità e così via).

A differenza di altre serie di genere mecha contemporanee, in Daitarn 3 prevale un tono giocoso che la rende atipica: il Daitarn è uno dei pochi robot giganti dotati di mimica facciale, come Trider G7 ed i più tardivi Transformers (alcuni personaggi di quest’ultima serie, i Triple Changer, dispongono anche di più di una modalità veicolare, come Daitarn e a differenza di quasi tutti gli altri Transformers che ne hanno una sola). La serie stessa risulta spesso una parodia di serie mecha precedenti: per esempio nell’episodio 20 le due assistenti di Banjo sono sostituite dai meganoidi, ma il protagonista se ne accorge subito perché «Non hanno lo stesso vestito di sempre», ironizzando sul fatto che nei cartoni animati dell’epoca i protagonisti fossero sempre vestiti allo stesso modo (il che rendeva possibile tagliare i costi di animazione riutilizzando più volte certi segmenti). Sono presenti dozzine di citazioni da cinema, letteratura, fumetti e televisione: ad esempio, nell’episodio 32 la base dei Meganoidi è uguale alla Morte Nera di Guerre stellari; nell’episodio 36, dove Banjo è oggetto di tortura psicologica, uno dei cattivi si chiama Phroid, parodia di Sigmund Freud; nell’episodio 10 Banjo prende parte alle riprese di un film di Kung Fu e così via.Particolare anche è l’approfondimento psicologico che si evidenzia in alcuni episodi sul vissuto dei meganoidi.

Franco Rosi

Franco Rosi . Franco Rosi, nome d’arte di Emilio Eros De Rosa (Roma, 28 gennaio 1944 – Magenta, 17 febbraio 2019), è stato un imitatore italiano. Iniziò la sua carriera di imitatore lavorando con Cino Tortorella (che scelse per lui il nome d’arte di Franco Rosi e Mike Bongiorno, con cui lavorò nel 1964 nella trasmissione La fiera dei sogni. Nel 1969-70 prende parte a La domenica è un’altra cosa, spettacolo televisivo della domenica del pomeriggio, presentato da Raffaele Pisu con tra gli altri, anche Ric e Gian. Nel 1974 è a fianco di Raimondo Vianello in Tante scuse dove interpreta il ruolo di commentatore sportivo nello sketch del ciclista Birocci, rappresentando una divertente parodia del celebre Adriano De Zan.È conosciuto per la sua partecipazione alla trasmissione televisiva Superclassifica show (era la voce di Oscar, il Supertelegattone), e per la sua collaborazione con Mike Bongiorno nelle trasmissioni Flash e Giromike. Sono particolarmente ricordate le sue imitazioni di Luciano Salce, Enrico Montesano, Fred Bongusto, Franco Franchi, Mike Bongiorno e del cantante Pupo. Rosi ha collaborato poi con Carmen Chiaro, vincitrice del premio “Alighiero Noschese”, ed ha fondato a Milano il “Laboratorio voci”. Da anni residente a Cascinazza, frazione di Robecco sul Naviglio, è morto all’ospedale di Magenta, il 17 febbraio 2019, all’età di 75 anni.

Sturmtruppen

Sturmtruppen. Sturmtruppen è un fumetto comico satirico italiano, ideato e disegnato da Bonvi. Pubblicato dal 1968 sotto forma di strisce giornaliere, tra il 1984 e il 1985 passò gradualmente al formato in tavole, che mantenne fino alla fine della produzione nel 1995, dovuta alla scomparsa dell’autore. Ambientato al fronte, il fumetto è una raffigurazione satirica della seconda guerra mondiale dal punto di vista delle truppe d’assalto tedesche, spesso condita da situazioni surreali. I personaggi, quasi tutti anonimi soldati o graduati, parlano un italiano storpiato da suffissi e suoni tipicamente tedeschi.È stato il primo fumetto italiano realizzato nel formato a strisce giornaliere e per molto tempo ha goduto di vasta popolarità non solo in Italia,venendo pubblicato su un vasto numero di giornali, riviste e libri e tradotto in undici lingue diverse tra cui il russo, divenendo quindi il primo fumetto straniero mai pubblicato nell’allora Unione Sovietica. Al fumetto si ispirano due omonimi lungometraggi del 1976 e del 1982. Le strisce a fumetti debuttarono sul quotidiano Paese Sera il 23 novembre 1968, quando il quotidiano romano aveva indetto un concorso per una striscia a fumetti italiana inedita. Nel luglio 1969 la striscia si trasferì su L’Ora di Palermo, facendo anche brevi apparizioni nell’Almanacco della IV edizione del Salone dei Comics di Lucca nel novembre 1968 e sulla rivista di fumetti Off-Side dell’Editoriale Nova nell’aprile 1969 e nel corso degli anni compariranno su altri giornali e molti periodici come Segretissimo e la Gazzetta di Parma. Negli anni settanta viene pubblicata su riviste di fumetti come Eureka dell’Editoriale Corno dal 1972 al 1975 dove si interrompe per circa un anno e riprendere nel 1976 con la striscia n° 1350; lo stesso editorie pubblica anche sei volumetti monografici dedicate alle strisce nella collana Eureka Pocket e poi due volumi della collana Comics Cartoons e nel 1978 esordisce la collana Sturmtruppen Coloren seguito da Sturmtruppen Mese nel 1981[6] e da Il Meglio di Sturmtruppen (1983). Con il fallimento dell’Editoriale Corno nel 1984, la serie è ripresa nel 1985 dalla Re.Vi. con un nuovo mensile e dal 1986 dalla Gene Vincent, che pubblica un albo a formato orizzontale, Sturmtruppen, pubblicato per 69 numeri fino al 1994 (gli ultimi sette pubblicati dalla Franco Cosimo Panini).La serie si è interrotta con la morte dell’autore nel 1995; l’ultima striscia è la n° 5865. Dopo la morte dell’autore, Leo Ortolani e Clod (Claudio Onesti), realizzarono una nuova serie di strisce per il settimanale Il Giornalino.La gran parte delle strisce delle Sturmtruppen ha come protagonisti anonimi soldati chiamati con nomi tedeschi piuttosto comuni (Fritz, Franz, Otto e altri), talvolta accompagnati da un soprannome. Oltre a questi, vi è un certo numero di personaggi ricorrenti. Ecco i principali:

Sergenten: veterano dell’esercito, pienamente inserito nel sistema, di cui ha assorbito l’ossessione per la disciplina ma anche, spesso, gli atteggiamenti sadici. È una delle figure più perfide e sovente vessa i soldati, affibbiando loro missioni pericolosissime e talvolta suicide.

Il fiero alleaten Galeazzo Musolesi: è l’unico personaggio ad avere un’identità precisa. Italiano di San Giovanni in Persiceto, col suo comportamento furbo e approfittatore rappresenta una parodia degli stereotipi sugli italiani in guerra. Il suo nome, che richiama quelli di Benito Mussolini e Galeazzo Ciano, si deve a una burla che nel 1964 un gruppo di studenti di liceo amici di Bonvi fecero al preside della loro scuola, inviando al settimanale Oggi una lettera a firma di un fantomatico Galeazzo Musolesi, che affermava di essere stato compagno d’armi del preside durante la prima guerra mondiale e lo descriveva come un eroe, dicendo di averlo sentito leggere ad alta voce Dante sotto un furioso bombardamento per sollevare il morale delle truppe

Cuoken: cuoco del campo, fortemente criticato per l’infima qualità del rancio che serve, spesso composto da ingredienti immangiabili quali pneumatici, olio per motori, arti di cadaveri. In un’occasione il suo rancio prende addirittura vita.

Gli eroiken portaferiten: soldati che portano all’infermeria i feriti in battaglia tramite una barella. Non brillano per capacità e quasi sempre peggiorano le condizioni di coloro che assistono. Uno dei due si chiama Otto ed è palesemente poco intelligente, dell’altro non si sa il nome.

L’eroiken portaordini: soldato coraggioso e spericolato, capace di lanciarsi senza esitazione e senza alcuna prudenza al di là di qualsiasi ostacolo (fiumi, dirupi, nemici) pur di portare a termine la propria missione di consegnare importanti messaggi.

Capitanen: il comandante della compagnia. Pur rappresentando anch’egli, come il sergente, l’autorità e il potere, di tanto in tanto assume il ruolo di mediatore, per impedire eccessi da parte degli altri graduati inferiori o superiori a lui. In alcune strisce dimostra tendenze particolari, vestendosi in abiti femminili e corteggiando soldati.

Tenente novellinen: un giovane e imbranato ufficiale, arruolato solo per nepotismo, incapace di svolgere anche le mansioni più semplici. Le sue missioni si risolvono regolarmente in un disastro.

Gli uffizialen superioren: si tratta della più alta fonte di autorità, ossia generali, colonnelli o ispettori, che appaiono di tanto in tanto. Detengono il potere ma non sempre ricevono il dovuto rispetto.

Piccola fedetta prussiana: un triste soldato perennemente su un albero a osservare i nemici, anche se in realtà a causa dei motivi più disparati non vede mai niente. Quando rimane incastrato sull’albero, dopo vari tentativi infruttuosi, l’unico modo per farlo scendere è quello di sparargli. Il nome è chiaramente mutuato dalla “piccola vedetta lombarda” presente nel romanzo Cuore di Edmondo De Amicis.

Doktoren: è l’ufficiale medico, ma non sembra molto preparato, anche perché in realtà ha studiato veterinaria. Lo si trova a volte intento a perseguire strani obiettivi quali la pozione per l’invisibilità o la caccia ai vampiri.

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Garlo Gallo

Garlo Gallo . Garlo Gallo (in inglese Foghorn Leghorn), conosciuto in Italia anche con il nome originale, è un personaggio che appare in numerosi cartoni animati della Warner Bros, e in particolare della serie Looney Tunes. È un gallo antropomorfo vanesio e chiacchierone, abituato a ripetere più volte quanto appena proferito; spesso canta la canzoncina popolare statunitense Camptown Races. Dalle sue caratteristiche estetiche è intuibile come il nome originale derivi dalla razza del pollo Livorno: infatti Leghorn viene usato spesso come traduzione per indicare la città di Livorno. Nei vari episodi lo si vede spesso insieme a un cane basset hound (il cui nome in originale è Barnyard Dawg o George P. Dog), suo coinquilino di pollaio, con il quale litiga sempre. A volte compare un piccolo falco (Gigetto il falchetto nella prima traduzione italiana, Henery Hawk in originale) che vuole catturarlo ma viene sempre raggirato da lui; più rara invece la presenza di un pulcino giallo, unico figlio della gallina chiamata Miss Prissy, che fisicamente ricorda vagamente Titti (in originale chiamato Egghead Jr, probabilmente per la forma della sua testa) con occhiali a fondo di bottiglia, che preferisce leggere invece di divertirsi alla maniera di Foghorn. Foghorn Leghorn ha le tipiche caratteristiche di un tipo di galline (e quindi anche di galli) detti appunto livornesi: piumaggio candido, cresta e i bargigli rossi. Si è diffusa nel mondo con questo nome perché alcuni esemplari furono imbarcati nel porto Livorno. Al giorno d’oggi sono merce piuttosto rara, visto che da noi non sono più così diffusi, mentre al contrario negli Stati Uniti la razza livornese è ricercatissima in quanto una gallina depone in media 280 uova all’anno, tutte con il guscio bianco.Il pollo Livorno fu accolto con molto entusiasmo anche in Gran Bretagna, tanto che nel 1876 nacque il “Leghorn Club”.La fama universale di questo gallo è arrivata senza dubbio grazie al personaggio dei Looney Tunes creato della Warner Bros.

Peppino Mazzullo

Peppino Mazzullo. Peppino Mazzullo (Santo Stefano di Briga, 6 giugno 1926) è un attore e doppiatore italiano, noto per aver dato la propria voce al personaggio televisivo Topo Gigio. Ha iniziato giovanissimo la sua carriera artistica nel Teatro Auditorium San Gaetano in Santo Stefano di Briga, villaggio della città di Messina, sua città natale, sotto la direzione artistica del suo compaesano Placido Andriolo, che ne fece il suo primo attore scrivendo anche dei monologhi appositamente per lui. Grazie alla recitazione di uno di questi monologhi ottenne una borsa di studio e poté frequentare, tra il 1947 e il 1950, l’Accademia d’arte cinematografica a Roma e l’Accademia d’arte drammatica a Milano. Dal 1950 ha iniziato la carriera teatrale con la compagnia di Guglielmo Della Seta e con la compagnia di prosa della Rai. È stato primo attore presso alcuni teatri milanesi, fra i quali l’Angelicum da cui veniva irradiata la trasmissione Le avventure di Pinocchio. Negli anni cinquanta ha fatto parte della compagnia di Enzo Ferrieri. Ha raggiunto una grande notorietà dando la propria voce al personaggio di Topo Gigio dal 1961, continuando ininterrottamente fino al 2006. Si narra che tale voce sia stata ispirata da quella, reale, di un suo amico d’infanzia. Oltre alle sue performance vocali, si ricordano anche le partecipazioni di Mazzullo agli spettacoli dello Zecchino d’Oro degli anni Sessanta, nell’interpretazione del personaggio di Richetto, lo scolaro eternamente bocciato.Nel 2004 Peppino Mazzullo, tornato a vivere a Santo Stefano di Briga, ha fondato il Piccolissimo Teatro di Messina, all’interno del quale dirige tuttora la Scuola di teatro comico e drammatico. Nel luglio 2008 ha vinto il premio Leggio d’oro voce cartoon alla quinta edizione del Leggio d’oro. Inoltre nel 2011 gli viene conferito il Premio alla voce dei ricordi durante l’ottava edizione.

Robin Hood

Robin Hood .

Robin Hood è un FILM DEL 1973  diretto da Wolfgang Reitherman . È un film d’animazione prodotto dalla Walt Disney Productions  e distribuito negli Stati Uniti l’8 novembre 1973. È il 21º Classico Disney ed è basato sulla leggenda di Robin Hood  , utilizzando però animali antropomorfi al posto delle persone. È il primo Classico Disney la cui produzione sia cominciata dopo la morte di Walt Disney e in cui quest’ultimo non sia stato coinvolto in alcun modo. Il gallo menestrello Cantagallo  racconta che Robin Hood e Little John  vivono nella foresta di Sherwood , rubando ai ricchi per dare ai poveri abitanti di Nottingham . Lo sceriffo di Nottingham  ed i suoi soldati spesso cercano di catturare e uccidere i due, ma falliscono ogni volta. Nel frattempo, il perfido Principe Giovanni ed il suo assistente Sir Biss arrivano a Nottingham. Sir Biss ha ipnotizzato il fratello del Principe Giovanni, Re Riccardo , convincendolo a partire per le Crociate , permettendo al Principe Giovanni di prenderne il trono. Purtroppo il principe è avido, siccome opprime i poveri con tasse  ingiuste e anche immaturo, dal momento che si succhia il pollice ogni volta che viene nominata sua madre. Robin Hood e Little John derubano il Principe Giovanni travestendosi da chiromanti, spingendo così il principe a dare una grossa ricompensa a chi cattura Robin Hood e a far fare allo sceriffo l’esattore fiscale personale. Lo Sceriffo tassa il fabbro Otto ed una famiglia di conigli. Tuttavia, Robin restituisce un po’ di soldi ai conigli, regalando il suo cappello ed il kit di tiro con l’arco al giovane coniglietto Saetta per il suo compleanno. Saetta ed i suoi amici testano il kit di tiro con l’arco, ma Saetta lancia una freccia nei terreni del castello di Lady Marian , nipote di Re Riccardo. I bambini si intrufolano all’interno, incontrando Lady Marian e la sua dama di compagnia Lady Cocca. Lady Marian rivela che lei e Robin erano fidanzati da piccoli, ma non si vedono da anni. Nel frattempo il buon frate Fra Tuck fa visita a Robin Hood e Little John nella foresta, spiegando che il Principe Giovanni ha indetto un torneo di tiro con l’arco ed il vincitore riceverà un bacio da Lady Marian. Robin accetta di partecipare al torneo travestito da cicogna, sotto il nome di Gambe a Spillo, mentre Little John si traveste come il Duca Reginald di Whisky per avvicinarsi al Principe Giovanni. Sir Biss scopre l’identità di Robin Hood, ma viene intrappolato in una botte di birra da Fra Tuck e Cantagallo. Robin Hood vince il torneo, ma il Principe Giovanni lo smaschera e lo condanna a morte. Il fuorilegge riesce però a scappare grazie all’aiuto di Little John e, nello scontro che ne segue, tutto il popolo si rifugia nella foresta di Sherwood. Nella foresta, Robin e Lady Marian si innamorano di nuovo, mentre i paesani si fanno beffe del Principe Giovanni, descrivendolo come “il Re Fasullo d’Inghilterra”. Il Principe Giovanni scopre tutto e, infuriato per l’insulto, triplica le tasse e imprigiona tutti gli abitanti della città, siccome non possono permettersi di pagare. Lo Sceriffo visita la chiesa di Fra Tuck per rubare dalla cassetta delle elemosine, facendo infuriare il frate, che viene arrestato. Il Principe Giovanni prevede di impiccare Fra Tuck per attirare Robin Hood in un’altra trappola e ucciderlo. Robin Hood e Little John si intrufolano nottetempo nel castello. Mentre Little John libera i prigionieri, Robin ruba le tasse al Principe Giovanni, ma Sir Biss si sveglia trovando l’eroe in fuga. Tutti i detenuti riescono a fuggire con i soldi, ma Robin, per salvare la sorellina di Saetta, rimasta indietro, viene confinato fra le mura del castello e preso di mira dai soldati. Lo Sceriffo mette alle strette Robin Hood dando fuoco al castello. Per salvarsi dall’incendio , Robin salta da una torre nel sottostante fossato d’acqua che circonda il castello. Little John e Saetta guardano la pozza bersagliata dalle frecce con Robin Hood al di sotto, ma poco dopo l’eroe emerge incolume. Il Principe Giovanni si dispera e viene preso da una rabbia cieca quando Sir Biss sottolinea che il castello di sua madre è in fiamme. Re Riccardo torna in Inghilterra, mettendo il fratello ed i suoi scagnozzi ai lavori forzati e permettendo a Robin Hood e Lady Marian di sposarsi e lasciare Nottingham con Little John e Saetta al seguito.

Grisu’

Grisu’ .Grisù il draghetto è un personaggio immaginario  protagonista di una serie  di cartoni animati  italiana ideata dai fratelli Nino e Toni Pagot nel 1964.La serie televisiva è composta da 52 episodi e venne trasmessa per la prima volta nel  1975 .Il protagonista è un giovane draghetto  di nome Grisù (dall’ominimo gas combustibile ) che, malgrado sia l’ultimogenito di una grande stirpe di draghi avvampatori, i Draconis, sogna di diventare pompiere  Il draghetto vive con il padre Fumè Draconis in Scozia , precisamente nella Valle Del Drago, meta turistica di cui Fumè è la principale attrazione. Ma Grisù è di tutta altra pasta: invece di vulcani  in eruzione e incendi distruttori, Grisù sogna le rosse autopompe dei pompieri nelle quali, malgrado le continue raccomandazioni del suo benefattore Sir Cedric McDragon, e di sua moglie Lady Rowena McDragon, non riesce ad entrare. Grisù comunque si dà da fare e svolge molti altri lavori tra i quali agente segreto, fuochista, regista, domestico, fantino, ingegnere nucleare e navale, e anche molti altri. Grisù odia il suo fuoco: pensa che sia un elemento inutile e dannoso, non vedendo i lati positivi di questo suo dono (il fuoco è energia), forse perché quando si emoziona incenerisce tutto. Spesso, quando si reca per far visita a Sir Cedric, incontra Torvo, un tordo  scozzese che abita vicino al nobile, il quale malgrado cerchi ogni volta di sfuggire al draghetto viene immancabilmente colpito da una fiammata. Inoltre Grisù fa spesso visita ai suoi parenti: al nonno Zampirone Draconis, agli zii Fumicerio, Piromanzio e Falò Draconis, alla zia Favilla Draconis ed a Loch Nessie.Nell’ultima parte della serie Grisù viene spesso inviato da Sir Cedric a svolgere missioni di tipo umanitario presso paesi sottosviluppati come Cavernizia, Gommuria, Rupe Foschia ecc. Grisù svolge il compito con grande dedizione. Ma proprio quando viene ringraziato per l’ottimo lavoro svolto, il piccolo Draghetto si commuove e sprigiona una potente fiammata che, solo ai suoi occhi, distrugge ogni sua fatica. In verità le sue fiammate hanno quasi sempre un esito positivo migliorando lo stile di vita degli abitanti del paese che Grisù ha aiutato. Ad un certo punto della serie Grisù assieme al padre fa una scoperta eccezionale: la stirpe di draghi non è nata sulla terra, bensì su un altro pianeta: il pianeta Dracone. L’arrivo delle creature sulla terra avvenne circa 2.000.000 di anni fa quando una squadra di astronauti draconiani scesero sulla Terra dove l’ ossigeno  li fece diventare da blu a verdi e generò il fuoco nei loro polmoni . In seguito a questa scoperta i due draghi si recano su Dracone dove scoprono che un’idra avvampatrice a tre teste di nome Flamagor terrorizza i poveri Draconiani. I due sconfiggono con facilità l’idra ed in seguito verranno seguiti sulla Terra da Krazy, draghetta figlia di Brogan, Re e Padre di tutti i draghi, e amichetta di Grisù.

Grisù Draconis: draghetto sofisticato, ritiene di essere un “draghetto progressista” e sogna di diventare pompiere. Egli ha svolto diversi lavori tra cui: postino, archeologo, astronauta, scienziato, coltivatore, spia, ferroviere, capitano navale, marinaio, fuochista, regista teatrale, guardia forestale, ma mai pompiere. Grisù non sopporta i modi bruschi del padre avvampatore.

  • Fumè Draconis: è un drago avvampatore di vecchia data, ama avvampare tutto e non sopporta l’aspirazione di pompiere del figlio. Ama il caldo, il fuoco ed odia l’acqua che è tremenda per i suoi reumatismi. Gli piace bagnarsi nel lago di pece bollente, ama la lava e tutto ciò che è caldo o bollente. Ama la letteratura italiana di Dante  e la musica, soprattutto la romanza  Di quella Pira ” dal Trovatore .   È molto ingenuo e brusco, e quasi egoista e testardo, ma in realtà è gentile e comprensivo. In un “flashback”  si scopre che anche lui, quand’era un giovane draghetto medievale, aspirava a diventare un pompiere ma finì per recedere quando i cavalieri si lamentarono che sarebbero finiti disoccupati. In tale occasione, il giovane Fumè fu anche accusato di essere un sovversivo.
  • Krazy: draghetta aliena. Proviene dal pianeta Dracone. A differenza dei suoi due ospiti non sputa fiamme dalla bocca. Krazy è piccola e non riesce a parlare, ma si esprime attraverso dei suoni di vario tipo.
  • Sir Cedric McDragon: È il proprietario dell’antro dove vivono Grisù e Fumè. Trova spesso raccomandazioni per far fare a Grisù i mestieri più disparati ma non per il corpo dei pompieri della contea. Riesce a incastrare Grisù e Fumè in diverse missioni di beneficenza che i draghi svolgono, talvolta, malvolentieri. Sir Cedric, di stirpe nobile, è molto famoso e piuttosto ricco, anche se in un episodio Grisù brucia per sbaglio 10 000 sterline dell’eredità dei McDragon.
  • Lady Rowena McDragon: Grassottella e benintenzionata dama dell’aristocrazia scozzese, moglie di sir Cedric.
  • Stufy: Cane di sir Cedric. Questo cane dotato di parrucca sullo stile di quelle dei giudici inglesi e molto loquace all’occasione dà consigli al giovane Grisù. Il suo ruolo, in questi casi, sta tra il guardiano e il maggiordomo.

Il grande Gonzo (Gonzo the great )

Il grande Gonzo (Gonzo the great ).  Gonzo il Grande (Gonzo the Great) è uno dei personaggi del Muppet Show . Gonzo è uno stuntman lunatico e un po’ folle che si crede un artista. Spesso esegue acrobazie o altre pazzie, come saltare da una rampa a bordo di una moto, dal palcoscenico fino al balcone del teatro dove sono Statler a Waldorf , oppure mangiare uno pneumatico di un’auto al ritmo del Volo del Calabrone o prendere al volo una palla di cannone a mani nude. Una delle più famose gag di Gonzo è il cercare di suonare una tromba alla fine della sigla iniziale del Muppet Show , ma sempre con risultati diversi di quello che dovrebbero essere. Al contrario degli altri MUppet , non è riconducibile chiaramente a nessuna specie animale (nel cartone animato Muppet Babies   viene sbeffeggiato con il nomignolo di “pollastro blu”). Il fatto che spesso si pensa che Gonzo sia un uccello spiega il fatto del suo amore per gli uccelli (specialmente le galline), infatti è fidanzato con la gallina Camilla. Nel film I Muppets venuti dallo spazio  viene svelato che in realtà è di origine extra-terrestre. La sua prima apparizione risale al 1970, nello speciale di NataleThe Great Santa Claus Switch . A quel tempo Gonzo era un mostro di nome “Snarl the Frackle Sigar Box” (Snarl la Scatola dei Fiammiferi Frackle) dove fece una breve apparizione ed era un personaggio senza personalità ben definita. A partire dalla prima stagione del Muppet Show , il mostriciattolo da The great Santa Claus Switch  diventò ufficialmente Gonzo (venne usato lo stesso burattino del 1970). In questa stagione, Gonzo parlava con un tono depresso ad aveva un aspetto triste. Il suo esecutore, Dave Goelz , capì che il carattere del personaggio non funzionava, allora a partire della seconda stagione, Goelz evolvette il suo carattere facendolo diventare energico e sicuro di sé nell’affrontare le sue pazze imprese. Gonzo ha il pelo blu, un naso a forma di becco adunco, tre piume sulla testa e grossi occhi con palpebre verdi-gialle. Nella prima stagione del Muppet Show  aveva un aspetto triste e palpebre immobili. A partire dalla seconda stagione, Gonzo ricevette un meccanismo nelle palpebre in grado di muoverle per farlo sembrare più emotivo. Inoltre il carattere di Gonzo, da triste e depresso, diventò più energico. Una ricorrente gag relativa a Gonzo è che non è chiaro a quale specie animale appartenga. John Cleese, nella sua apparizione nello show, si riferisce a Gonzo come “Un tacchino, ma non molto”. Quando Liberace , come ospite nel Muppet Show , ha organizzato un concerto dedicato agli uccelli , Gonzo ha desiderato di partecipare con i suoi amici polli. Quando la guardia del corpo di Liberace seppe che quest’ultimo non aveva alcun interesse nei polli, Gonzo ha cercato di fissare un appuntamento con uno di loro affermando “Sono un uccello! Sono un tacchino!”, ma la guardia del corpo ha espresso dei dubbi. Nello speciale televisivo di Natale A family Muppet Christmas , Il Tacchino dice a Gonzo “Non è nemmeno un uccello” a quest’ultimo risponde “Beh, nessuno è perfetto”. Questo avviene anche nei film: Kermit si riferisce a lui come “Qualunque cosa. Assomiglia un po’ ad un tacchino, ma non molto”. Nel film Giallo in casa Muppet , viene spedito in Inghilterra in una cassa etichettata “Qualunque Cosa” (mentre Kermit e Fozzie  sono etichettati “Rana” e “Orso”). In I MUppet e il mago di Oz , Gonzo ha svolto il ruolo del Boscaiolo di Latta , ma con il nome “Coso di Latta”. In Muppets Babies viene spesso sbeffeggiato da Piggy con il nomignolo di “pollastro blu”. La trama dei I Muppets venuti dallo spazio  gira intorno a questo enigma e viene rivelato che Gonzo è un alieno e la sua famiglia extraterrestre è arrivata sulla Terra per organizzare una grande festa per lui. Prima della loro partenza, i familiari chiedono a Gonzo di tornare nello spazio con loro. Gonzo dice tristemente addio ai suoi amici Muppet, ma si rende conto ben presto che abbandonando i suoi amici di lunga data non sarebbe stato più felice e così rifiuta l’invito. Anche se il film ha dato una risposta definitiva sulla specie di Gonzo, attualmente non viene mai nominato il fatto che lui sia un alieno.

 

Droopy

Droopy .Droopy è un personaggio creato da Tex Avery e in seguito acquistato da Hanna – Barbera .Droopy è un segugio dalla aria perennemente assonnata che, a dispetto dell’apparenza buona e vagamente ingenua, nasconde un’intelligenza raffinata e una capacità dialettica invidiabile. Droopy utilizza queste doti per combattere il male contrapponendosi ai malvagi di turno (tra cui il lupo Mc Wolf ) e smascherando puntualmente i loro disegni criminosi. La sua vicenda di cartone animato è abbastanza complessa. Creato negli anni 40 ebbe grande successo per tutti gli anni 50. In seguito venne “ripreso” e rilanciato dalla coppia di autori Hanna e Barbera. Appare, oltre che nell’omonima serie animata, in alcune puntate di Tom & Jerry , in Tom & Jerry Kids , in Tom & Jerry comedy show , in  Tom & Jerry Tales , ed è protagonista  della serie Droopy capo detective . È apparso anche al cinema in Chi ha incastrato Roger Rabbit ? . Nei racconti a fumetti di Tom & Jerry è noto come Fido e presenta storie della lunghezza di una facciata, prive di dialoghi.