Formine da spiaggia

Formine da spiaggia. Immortali. C’erano quando son nato…ci sono anche adesso. Un divertimento che ha fatto crescere ..al mare…generazioni di bambini. Di una semplicita’ estrema.  Piccole forme in plastica…all’interno delle quali andava apposta della sabbia umida. Si lasciavano riposare qualche istante e si capovolgevano  in uno spazio di sabbia preventivamente lisciato…e battuto. Et voila’ : 8 volte su dieci…..non uscivano  mai complete. Problemi : la sabbia non era sufficentemente umida ; la sabbia era troppo umida ; non si è battuto nella giusta maniera sulla “schiena” della formina prima di capovolgerla. Gli incavi piu’ piccoli han sempre dato problemi : la sabbia rimaneva attaccata alle paretine e si staccava solo in parte. Le classiche forme erano….una nave….un pesce….il sole. Venivano vendute nei negozi o nei primi supermercati ( tipo Standa..) in piccole retine rosse che contenevano almeno tre formine. Colorate ( generalmente rosse … blu … gialle…verdi) , leggere…e fonte di tanto divertimento per tutti i bambini. Non esistevano formine piu’ belle o meno belle : erano formine…belle per la loro semplicita’. Bisognava scegliere la sabbia della giusta consistenza e umidita’ ….poi piazzarla nella formina. I piu’ esoterici mettevano un sottile strato di sabbia normale all’interno..per facilitare il distacco del tutto. Una bella spianata sulla sabbia : importante per evitare sconnessioni e rotture della formina. E poi….voila’. Si capovolgeva…due colpetti sulla schiena…e la forma era pronta sulla sabbia. E che soddisfazione….se veniva bene. Adesso manca poco che si utilizzi un robottino che te le fa……! W le formine da spiaggia .

Pranzo al mare

Una volta non esistevano tante strutture di ristorazione ai vari stabilimenti balneari…..! Solo le strutture piu’ “danarose” avevano un bar dove potersi ristorare. Era quindi in voga ogni tanto…mangiare al mare. Il che significava portarsi il cibo da casa….dalle cose da mangiare alle cose da bere. Esistevano i frigorirefiri…con tavoletta refrigerante. Dentro ci si metteva una miriade di contenitori con dentro specialmente …frutta. Le mamme adoravano rimpinzarti di frutta : era fresca..conteneva liquidi….e sotto il sole..faceva bene ( cosi’ dicevano tutti). Altro classico era l’affettato. Ma il panino..si faceva…direttamente sul luogo . Era inevitabile che qualche granello di sabbia….entrasse nel panino come era naturale che dallo steso….uscisse puntualmente la rondella di pomodoro…! Si finiva di mangiare un po’ unti…..visto che col caldo..trasudava ogni cosa nel cibo ( tranne la preziosa frutta…). E poi..si doveva aspettare il tempo per digerire…..ed evitare la congestione…non tuffandosi in acqua prima del tempo. Dopo lo spuntino….se si riusciva…si faceva un riposino …cercando di seguire l’ombra cangiante fatta dal piccolo ombrellone. Alla fine eri soddisfatto della missione compiuta…anche se magari qualche onbrellone piu’ avanti..avevi visto gente che dispiegava tavoli…..dispiegava …melanzane alla parmigiana….forme di parmigiano …..  penne alle olive e capperi….e simili. ah ah ah.

Tamburelli

Tamburelli da spiaggia ? Per un periodo degli anni settanta , le spiaggie sono state discretamente invase dai tamburelli. Diciamo che sono stati gli antesignani dei racchettoni da spiaggia. I piu’ pregiati erano in  legno….con budello a copertura del foro. Il budello aveva il pregio di assicurare un’ottima risposta performante senza eccedere nel dare potenza. Se perdeva “tiraggio” bastava mettere l’attrezzo al sole…e si tirava automaticamente. Esisteva anche una versione in plastica….ma il risultato non era lo stesso. Meno potenti…con palline piu’ leggere e assolutamente prive di rimbalzo automatico …..ossia, dovevi spingere..e bene. IL problema primario…era il rumore : ogni colpo era come una bacchettata su di un bongo africano……! Chi ti stava intorno…non gioiva sicuramente. E poi avevi bisogno di spazio : certe volte le sfide coprivano parecchi metri di lunghezza e anche un po’ in larghezza ( vedi..tuffarti per prendere la palla angolata…). Si poteva fare qualche palleggio in battigia ( dove puntualmente si beccava qualche povero passante..)…oppure in qualche spiazzo libero della spiaggia…si tracciavano le righe del campo….rigorosamente segnate con acqua del mare…per rendere visibile il tutto. Un gioco semplice dove la bravura si dimostrava anche rispondendo con la parte interna dell’attrezzo ( tenendolo con due mani) . IL tamburello e’ anche un apprezzato sport con tanto di campionato : ma ovviamente quello da spiaggia…non ha rimbalzi a terra. Insomma..era un’attivita’ che sicuramente ti faceva bruciare energia…e ti divertiva tantissimo. Bisognava essere un peletto bravi sia per fare informali scambi…che per fare delle belle partite.  Adesso forse il tamburello in spiaggia…si gioca sul tablet…e basta.

ruba bandiera

Una volta…ma neanche tanti e tanti anni fa..non esistevano le play station e simili. Ci si divertiva con molto meno. Un classico dei giochi da fare specialmente all’aperto ..era ruba bandiera ( solo chi aveva una sala enorme..poteva farlo anche a casa). Era semplice : due squadre disposte in orizzontale…una davanti all’altra. In mezzo..ad una distanza scrupolosamente misurata…il banditore : colui che teneva in mano una bandiera ( ….alla fine..un fazzoletto…) . Veniva chiamato un numero : il corrispondente di posizione di ciascuna squadra..partiva a razzo. Lo scopo era prendere la bandiera e tornare alla propria postazione…senza farsi prendere ( ….leggi…toccare ) dall’avversario. C’è chi ci riusciva subito….approfittando della lentezza dell’avversario..oppure chi dopo un’estenuante faccia a faccia fatto di fitte e contro finte…….prendeva la bandiera ed effettuava una veloce ripartenza bruciando l’avversario. D’estate….sotto il sole..era abbastanza faticoso ( si poteva fare anche al mare…) ma almeno ci si muoveva un po’ e non si stava tanto seduti come si fa adesso.  D’inverno era ingoffato dagli accessori per proteggerti dal freddo..che ti facevano muovere al rallentatore. Se poi toglievi qualche giubbotto..puntualmente…..si prendeva il raffreddore…ah ah ah.Gioci semplici…ma divertenti….! E le cose semplici e vintage…non tradiscono mai.


Gelati, cocco… bomboloni

Verso la fine anni sessanta…e per buona parte degli anni settanta….non tutte le spiaggie avevano un punto ristoro. Gli stabilimenti balneari piu’..tra virgolette…poveri…avevao una struttura molto minimalista …e solo col passare degli anni…un piccolo bar….e la doccia calda ( i primi tempi..scaldata con un motore…..). Ed ecco i venditori ambulanti…che facevano la loro fortuna. Allora non esistevano i vu cumpra’…..ma solo venditori di focaccine e bomboloni…..di cocco …e di gelati. I gelati erano in un contenitore portato a spalla …all’interno del quale venivano custoditi i gelati..in mezzo ad una massiccia presenza di ghiaccio. Il caldo spesso torrido….conservava per un po’..ghiaccioli ( i piu’ economici e gettonati)  e coppette…ma se il giro era alla fine…ti toccava accontentarti di un gelato….un po’ sciolto . Piu’ apriva il contenitore..e piu’ l’effetto freddo durava meno. Ma era comodo e cosa importante…non c’era altro.Le focacce e  i bomboloni ( ed anche pizza fredda) erano in cestoni di vimini opportunamente foderati all’interno.  La temperatura estiva garantiva una temperatura ideale per degustare il tutto. Manico un po’ foderato per portarlo piu’ agevolmente. Questi cestoni non erano molto comodi. Anche in questo caso come il precedente..pagavi un po’ di piu’ …ma il servizio era direattamente sotto il tuo ombrellone. Il Cocco….era il mitico personaggio che urlava : Cocco bello..cocco fresco. SEcondo me’ e’ nato con la spiaggia. C’è..da sempre. Da una parte il cesto col cocco……e dall’altra..acqua dolce per sciaquarlo dalla inevitabile polvere da sabbia. Quanti ricordi…..! Ciao Vintagers. A stasera…al Volo.

Bocce da spiaggia

…anni 70. Alla fine non erano niente di che. Ma in quegli anni…anche con queste cose semplici…si potevano passare delle mezz’ore piene a giocare. Erano solo dei circoli di plastica….con uno piu’ piccolo a fare da boccino. Non rotolavano..ovviamente…ma si doveva solo essere ultra precisi. Piccole…portatili…stavano ovunque. Veniva chiamato anche ..Il gioco delle Piastrelle. Quando la semplicita’…pagava …sempre. Non esistevano delle vere e proprie regole : vinceva chi si avvicinava di puu’ al boccino. Per noi…ragazzini anni 70….era puro divertimento. Se amate il Vintage musicale..vi aspetto il 20-05-2017 al Volo ( Caselle  vr )…per un grande revival.