Arco Falc

Arco Falc  : Oggi e’ un  marchio venduto dalla francese Monneret. E’ stata una vera icona con giochi a tematica per lo più prettamente sportiva ma che soddisfacevano le esigenze e i gusti di noi ragazzi dell’epoca. Chi non ricorda i mitici biliardini o il calcio a molla? Bersagli…frecce, dardi magnetici…flipper.   Negli anni settanta i giochi di questa ditta erano veramente popolari.Tutti noi abbiamo sognato di possedere un biliardino od un flipper. Chi aveva spazio….i bersagli erano molto ambiti.  Insomma..anche oggi un bel tuffo nel passato.

Il gioco del west (a 3 dimensioni)

Il gioco del west (a 3 dimensioni) . Questo era un gioco molto in voga : Il gioco del West . Usci’ nel 1974 .   Editrice Giochi non inventò “Il gioco del west”, ma si limitò ad un restyling all’italiana, perchè è un gioco di società statunitense, il cui nome originale è The fastest gun   della “Denys Fisher Toys”, pubblicato nel 1973.
Rispetto alla versione statunitense la Editrice Giochi rese il gioco maggiormente infantile, spostando l’attenzione dal duello fra cowboys (vedi il titolo in inglese) alla modalità monopoli, inserendo dei disegni con personaggi più buffi.L’accenno al “3D” del gioco è dato dalle due costruzioni in cartoncino ai fianchi dei duellanti, ai tempi le 3 dimensioni si ottenevano con poco.
Comunque il punto forte del gioco sono i duelli, ed anche se oggi puo’ sembrare cosa minima, una volta…vedere il tuo pistoleros atterrato, magari causandoti l’eliminazione, era una vera emozione.  In primis il regolamento, scritto bene, senza possibilità di interpretazioni strane, che per dei bambini è la cosa più importante .A dispetto delle immagini buffe, la sopravvivenza era la prima regola, infatti i casi in cui si poteva essere eliminati dal gioco erano molteplici, dalla mancanza di denaro e/o beni, al morte cruenta in duello. Quest’ultima possibilità accadeva quando non si poteva assoldare un pistoleros causa scarsità di fondi, ergo si era obbligati a schierare il proprio segnalino sulla plancia, e se si moriva, si veniva eliminati. Un ottimo gioco …da ricordare. Il gioco del west….!

 

Crack ( gioco da tavolo )

Il gioco Crack ( gioco da tavolo )  si svolge su un particolare tabellone che non presenta un percorso prestabilito, ma anzi permette ai giocatori di muoversi in quattro direzioni differenti per raggiungere diversi punti precisi.Ci sono ovviamente  gli immancabili soldi finti  , e in più degli strumenti particolari che permettono di calcolare le vittorie o le perdite: la Borsa, il Casinò, le Corse dei Cavalli, Il  Gioco dei dadi .Il gioco sembra svolgersi come ogni altro gioco del genere, con il lancio dei dadi e lo spostamento sul tabellone di tante caselle quante sono quelle indicate. Il tutto però si svolge in modo molto ironico, in quanto non si deve riuscire a guadagnare più soldi possibile ma piuttosto a perdere ben un milione di dollari (di cui ogni giocatore viene fornito all’inizio della partita), anzi … ad indebitarsi, nel minor tempo possibile! Questo è possibile anche grazie a quattro zone speciali, in cui il giocatore può decidere di dirigersi . Casinò: Nel casinò sono presenti una slot machine e una roulette. Si gioca come nelle normali puntate, anche se si deve sperare, ovviamente, di perdere! Borsa: Una volta raggiunta la zona corrispondente, si fa girare il rullo della borsa, sperando che le proprie azioni  (che si è stati costretti ad acquistare nel corso del gioco) siano in calo o che, almeno, siano in rialzo quelle degli avversari.Corse dei Cavalli: Qui è necessario puntare su uno dei cavalli in gioco, sperando di perdere. Ovviamente, anche se si è tentati di puntare sul cavallo più scarso, c’è il rischio che, se esso vince, la riscossione della scommessa sia piuttosto elevata! Gioco dei Dadi: Potenzialmente quello in cui è più facile perdere soldi (si lancia i dadi finché si vuole e si paga la cifra raggiunta), anche se c’è il rischio di vincere tutto se ad un lancio si ottiene un doppio 1.Un’altra casella particolare è quella che sostituisce il Via. Ad ogni passaggio, infatti, si deve pagare una cifra di 5000 dollari per la Lotteria, e tutto sta nello sperare di non vincere la somma di tutte le puntate giocate! Un gioco da tavolo divertente e non eccessivamente lungo per quello che riguarda la durata.

 

Subbuteo

Subbuteo .Il Subbuteo è un gioco da tavolo  nel quale viene riprodotto, in miniatura, il gioco del calcio . Esistono inoltre edizioni “storiche” del gioco anche per il rugby , cricket, hockey su prato, baseball e calcetto.i l gioco nacque in GRan Bretagna nel 1947 da un’idea di P.Adolph .Eiprendeva, però, quella di un gioco già esistente dagli aNNI TRENTA ,  il New Footy, creato da W.L. Keelings. Originariamente Adolph avrebbe voluto chiamare il gioco The Hobby; il termine in INGLESE significa “passatempo”, ma designa anche una SPECIE DI FALCO DIFFUSA IN EUROPA, IL LODOLAIO .  Dal momento che il termine “Hobby”, secondo l’Ufficio Brevetti  inglese, non era registrabile, l’inventore del gioco prese in prestito parte del nome scientifico del volatile : Falco Subbuteo .Il gioco ha avuto grande diffusione anche in Italia  soprattutto durante gli 70 e 80 .  Nel corso degli 90 l’azienda produttrice del gioco , fu acquisita dall’azienda statunitense Hasbro ,  la quale, però, nel 2000 interruppe la produzione del gioco considerandolo non più competitivo nei confronti dei nuovi videogiochi  di argomento calcistico. La produzione del gioco è continuata, in Italia, fino al 2003  grazie ad una licenza concessa al distributore locale, la ditta E.Parodi , che ha inoltre creato una nuova versione del gioco da tavolo chiamata “Zëugo” (gioco in genovese). Il marchio Subbuteo è ricomparso ufficialmente in Italia nel 2009 , grazie ad una collana edita dalla Fabbri Editori su licenza Hasbro e distribuita nelle edicole.In Italia esiste un movimento organizzato, detto “Old Subbuteo”, che tende a replicare il medesimo gioco degli 70 e 80  utilizzando materiali dell’epoca oppure fedeli riproduzioni attuali. Inoltre la Federazione Italiana Sportiva Calcio da Tavolo (di seguito FISCT) a partire dal 2013 ha creato un circuito denominato “Subbuteo” nel quale è possibile gareggiare con materiali dell’epoca o repliche. Nel 2012  la Hasbro tentò di rivitalizzare il marchio Subbuteo proponendo il prodotto sulla falsariga delle prime figurine Subbuteo di cartone e distribuendo nelle edicole bustine per completare le formazioni da schierare. Il tentativo si rivelò un errore di merchandising per un prodotto che è sempre stato commercializzato come gioco pronto, e venne quindi abbandonato. Successivamente l’azienda commercializza di nuovo, con un catalogo di proposte minimo, le tradizionali composizioni dello scatolame Subbuteo apportando le ormai ben note modifiche alle figurine dei calciatori nel nuovo materiale antiurto in voga in buona parte dei prodotti di calcio da tavolo.

Gioco Rischiatutto

Gioco Rischiatutto . Rischiatutto è il quiz che ha fatto la storia della televisione italiana. Il Rischiatutto è la trasposizione in gioco da tavolo del quiz televisivo nella sua veste originale. La dinamica di gioco è la più semplice del mondo: tre concorrenti ed una domanda , il primo che risponde esattamente vince.All’inizio della partita ognuno dei 3 giocatori sceglie il suo cicalino mentre  il giocatore che impersona Mike Bongiorno si infila gli occhiali ( in dotazione nella scatola )  e prepara il tabellone con le MATERIE, le 36 caselle numerate da 10 a 60 e 3 gettoni per ogni busta. Ogni concorrente è chiamato a rispondere alle 10 domande di qualificazione tra le 30 della materia scelta. Chi accumula il punteggio più alto può partire per primo nella grande sfida del tabellone.Le caselle Jolly e Rischio garantiscono repentini colpi di scena, modificando e a volte capovolgendo completamente la classifica e il montepremi. Da 2 a 4 giocatori. Età: 12+  . Il programma televisivo ando’ in onda dal 1970 al 1974.

Il Missile TOR ( e simili )

Il Missile TOR ( e simili ) : un gioco molto in voga negli anni sessanta e settanta.Dalla passione per il volo di Alessandro Quercetti , nasce il mitico TOR , un missile giocattolo che sfrutta il meccanismo di lancio con la fionda ad elastico ed è capace di raggiungere i cento metri di altezza. Alessandro applicò per la prima volta ad un giocattolo i principi dell’aerodinamica inventando un meccanismo di apertura ritardata che consentiva il rilascio del paracadute per il rientro a terra senza danni dell’intero missile.  La descrizione coincide perfettamente con Eolo Paracadutista giocattolo volante che godette di un certo successo commerciale della ditta Aerogiocattoli Giolitto di Torino fondata da Roberto Giolitto .  che abbiamo già incontrato nei campi di gara di aeromodelli ad elastico negli anni trenta. Il successo del Tor fu così clamoroso che così scriveva l’Unità nel 1959:“Un razzo-giocattolo da lanciare con la fionda Gli scienzati astronautici si trovano in grave imbarazzo: il giocattolo ha infatti risolto uno dei problemi più ardui della tecnica missilistica: il recupero non solo dell’ogiva, ma del razzo intero… E’ vero: i sovietici hanno già dato qualche prova di riportare cagnette e conigli sani e salvi dopo un lancio negli alti spazi della stratosfera. Gli americani si sono provati, sia pure con qualche insuccesso, comunque una scimmietta a terra c’è tornata. Ma il giocattolo razzo è qualcosa che incanta e stupisce a un tempo. E’ l’ultima novità per i ragazzi, i quali, a differenza di qualche generazione passata, si trovano a godere quasi ogni giorno dei progressi della tecnica. Dunque il razzo di cui parliamo (con qualche riferimento scherzoso a quelli veri) è un cono di 25 millimetri di diametro e 25 centimetri di lunghezza, e che viene lanciato da una comune fionda ad elastico. Un ragazzo robusto può “lanciare” il suo razzo in plastica almeno a 50 metri di altezza, mediante lo aggancio dell’elastico a due alette poste sotto l’ogiva. Come avviene il recupero? Ecco il bello del razzo-giocattolo sta proprio in questo. La parte cilindrica del razzo, fino all’inizio dell’ogiva dove si trovano le due alette per il lancio, è tagliata a metà e si apre quel tanto (mediante una leva situata nella parte terminale) per consentire la fuoriuscita di un paracadute in nylon. Ora quando il razzo viene lanciato, la pressione stessa dell’aria tiene bene accostate le due metà del cilindro: ma esaurita “la carica del lancio”, al momento cioè di ricadere, questa pressione naturalmente si allenta, allora la levetta scatta, il cilindro si apre e il piccolo paracadute gonfiandosi permette un ritorno a terra dolcissimo, tale cioè da evitare la distruzione del razzo. Il paracadute viene subito ripiegato (è un’operazione facile), riportato nell’incavo e l’aggeggio è pronto per un nuovo lancio. Il razzo giocattolo, apparso nelle vetrine di Milano recentissimamente, viene venduto al prezzo di 500 lire. E’ corredato di decalcomanie a colori che il ragazzo si divertirà ad applicare a suo piacimento per renderlo più vivace. I tipi in vendita per l’esattezza sono due: a paracadute in nailon e a palette rotanti in legno.
Il principio è identico per entrambi: se la scelta cade su quello a palette, al momento della caduta, invece del paracadute fuoriescono le palette orizzontali che depositano a terra il razzo ruotando a mò di elicottero. Il prezzo è il medesimo. La novità prima di interessare i ragazzi ha acceso la fantasia di qualche genitore che, al solito, ha provato su qualche prato di periferia le evoluzioni del razzo, attorniato da una schiera di marmocchi pieni di invidia, pronti a sottolineare sfavorevolmente ogni lancio fallito.

Macchinine Corgi Toys

Macchinine Corgi Toys : un giocattolo con il quale abbiamo giocato e rigiocato. Un po’ piu’ care delle concorrenti Polistil ma sicuramente piu’ curate nella estetica. I vetri erano in plastica trasparente e davano piu’ spessore all’oggetto. Le portiere in tantissimo modelli si aprivano..cosi’ come il cofano e il bagaliaio. Venivano vendute in piccole scatole coloratissime. Adesso sono oggetti di culto per i collezionisti del genere. Corgi Toys apparve la prima volta nel luglio 1956, prodotto da Mettoy Playcraft Ltd. a Swansea, Galles, come competitore diretto dei veicoli della Dinky Toys di Meccano, che avevano dominato il mercato inglese delle auto giocattolo per molti anni. La società si diversificò nel mercato dei collezionisti adulti nel 1964 e mise in vendita una gamma di modelli di auto vintage molto dettagliati chiamati “Corgi Classics”. Sebbene superiori ai modelli di Yesteryear di Matchbox, essi erano piuttosto costosi e incontrarono un successo mediocre. I primi ad essere messi in vendita furono una Bentley del 1927 (9001), una T Ford aperta del 1915 (9011) e una versione con cofano alzato (9013), un Daimler 38 del 1938 (9021) e una Renault 12/16 del 1911 (9031).Ci furono molte ragioni per il declino di Corgi Toys e di conseguenza dell’intera industria delle auto giocattolo. Non solo i cambiamenti dei gusti dei giovani, il costo a spirale per lo sviluppo di nuove caratteristiche che catturavano l’immaginazione e l’emergenza delle console dei giochi per computer. L’aumento dei costi e la diminuzione dei guadagni dalle vendita significava che non c’erano fondi disponibili per creare gli ingegnosi modellini del passato e per i modelli venduti ora a migliaia e non ai milioni raggiunti negli anni d’oro della gamma. La fine arrivò nel 1983, quando Corgi Toys fu obbligato a chiamare gli amministratori giudiziari, dopo anni di fame, ironicamente solo dopo 3 anni dopo la dimessa del più grande rivale Dinky Toys. Un’era era passata nella storia.

Gioco dell’Oca

Gioco dell’Oca . Il gioco dell’Oca e’ un classico dei giochi da tavolo. Semplice…minimalista…ma capace di regalare ore di divertimento a tutti…dai piu’ piccini ai piu’ grandi. E’ sicuramente un gioco che tutti noi abbiamo avuto da piccoli. Non servono regole particolari e quello che si deve fare e’ scritto di casella in casella….come un simpatico girotondo che ti fa andare avanti o indietro..saltare ad aun punto…indietreggiare ad un altro….fermarsi per qualche turno….e via cosi’. Un tabellone col percorso…dei segnalini e dei dadi ( magari anche un bussolotto ) : solo il necessario. Si sorteggiava chi doveva partire e via…..l’avventura cominciava a pieno regime. E quante incavolature quando ti dovevi fermare…o dovevi ricominciare dall’inizio…! Una cosa semplice….ma divertente e appassionante che ci teneva incollati sulla tavola..o sul classico tappeto da camera..per pomeriggi interi. Ancora oggi…e’ uno dei giochi da tavola piu’ amati.

Festa delle medie

Festa delle medie. E’ citata anche in una famosa canzone di Elio e le storie tese. Erano i tempi che la musica si suonava con un giradischi solo….o addirittura con quel gran rosica  solchi del mangiadischi. Il piu’ appassionato di musica era incaricato di mettere i dischi e tutti portavano i loro preferiti ( il che portava ad avere in una stanza..la piu’ alta concentrazione di vinili della citta’…) . Le fazioni si dividevano tra gli amanti del rock e quelli delle canzonette ballabili. I primi non ballavano quasi mai…mentre i secondi si dimenavano alla grande ( con stile spesso sgraziato e totalmente indipendente dalla musica che stava suonando..) . Il punto comune erano i lenti : il sogno di tutti i ragazzini tredicenni..era quello di poter ballare un ballo con la ragazzina che adoravano. Era gia’ un enorme successo poter ballare un lento con la tua preferita….che pero’ puntualmente ti veniva soffiata dal bello della classe ( che noi ci si domandava sempre : ma cosa avra’ di cosi’ tanto bello…). I gg prima si abbondava nell’uso di Clerasil o Topexan..per far sparire i poco affascinanti brufoli …tipici dell’eta’. Il rinfresco era semplice : coca cola (…di qualsiasi marca…) e Fanta come bevande. Qualche panino….e tonnellate di patatine…..un classico. Quelli che non riuscivano ad accaparrarsi una ragazzina….intavolavano discussioni su argomenti vari : si passava dalla musica….alle lezioni di Judo o karate  tanto in voga in quel periodo. Feste assolutamente normali e innocenti : ma a noi ragazzini anni settanta…sembravano piu’ importanti della cerimonia per gli oscar.W la festa delle medie.

View Master ( detto anche visore 3D)

View Master : a memoria…uno dei primissimi giocattoli entrati in mio possesso. Era un semplice visore : si inseriva un dischetto contenenti delle micro diapositive. Posizionavi il visore verso la luce a magicamente potevi ammirare le cose contenute nel dischetto che oltretutto davano l’impressione di un primitivo 3D. Ci si passavano mezz’ore piene ad ammirare i contenuti. Variavano : geografia…storia…cartoni animati…fiabe…animali.  Quando non esisteva il computer…noi ragazzini terribili e vintage..avevamo comunque queste cose che ci aiutavano nella fantasia….immaginando..guardando…pensando..e leggendo gli opuscoli annessi. Cari Vintagers….vi voglio bene.