Hula Hoop

Hula Hoop .L’hula hoop è un giocattolo  e un attrezzo di giocoleria  di materiale vario, solitamente di plastica e  di forma circolare. Lo svolgimento del gioco con l’attrezzo consiste nel calzarlo e farlo ruotare costantemente attorno al bacino .Gli esercizi sono molteplici per tipologia e difficoltà: l’attrezzo può essere fatto ruotare, oltre che al bacino, anche sugli arti inferiori o superiori a diverse altezze come attorno al collo . L’aggiunta di diversi hula hoop, inoltre, aumenta tecnicamente il livello di difficoltà dell’esecuzione dei movimenti, permettendo all’esecutore di compiere vere e proprie esibizioni. Per questo, spesso l’hula hoop è uno degli attrezzi utilizzati negli spettacoli circensi .Uno dei primi record di durata per l’hoola hoop è stato stabilito nell’agosto del 1960 dagli undicenni Paulette Robinson, Charles Beard e Patsy Jo Grigby a Jackson ( Mississipi ) , con 11 ore e 34 minuti. L’evento è stato sponsorizzato e trasmesso dalla stazione radio WOKJ.Mary Jane Freeze, di 8 anni, ha vinto una gara di durata il 19 agosto 1976  con 10 ore e 47 minuti.L’attuale record di durata è detenuto dalla statunitense Roxann Rose, con 90 ore, stabilito fra il 2 e il 6 aprile 1987. Se tra non molto non mi sentirete per qualche gg : non preoccupatevi. Vacanze…..Vintage.

Gioco delle Pulci

Gioco delle Pulci . Il gioco delle pulci è un gioco per due o più giocatori, nato in INghilterra  all’inizio del XIX secolo  e diffusosi prima negli Stati Uniti  (primi del NOvecento )  e poi nel resto del mondo (soprattutto negli anni cinquanta ). Nel mondo anglosassone   è noto soprattutto come tiddlywinks (che è il nome della variante ufficiale, di cui si fanno anche tornei internazionali) in altri paesi si chiama in modo analogo all’ Italiano  (per esempio, è lo jeu de puces in Francia ) . L’attrezzatura necessaria per il gioco consiste in un certo numero di serie di gettoni colorati (uno per ogni giocatore). I gettoni, generalmente in plastica, sono rotondi, del diametro di qualche centimetro, e hanno i bordi smussati. Possono essere fatti “saltare” premendoli con decisione (e un’opportuna scelta dell’angolazione) usando una piccola “paletta” (o un gettone di dimensioni maggiori); da qui il nome italiano di  pulci “. In modo analogo a quanto avviene per il gioco delle biglie , l’espressione “gioco delle pulci” definisce principalmente il tipo di attrezzatura; quali siano le regole del gioco tali pezzi vengono usati è un fatto molto variabile.La versione classica del gioco era probabilmente quella in cui i giocatori dovevano cercare di far saltare i propri gettoni all’interno di una scodellina. La principale variante introduce l’atto del “mangiare”, ovvero catturare un gettone avversario facendo in modo di ricoprirlo, in parte o del tutto, con uno dei propri. A questo filone appartengono anche le regole ufficiali internazionali.Il gioco fu inventato da J.Assheton Fincher nel 1889 ,  e commercializzato a partire dall’anno successivo dalla casa editrice di gioco John Jaques & Son di Londra  (il sito ufficiale di Jaques of London indica invece John Jaques II  come inventore). Il nome originale era Tiddledy-Winks. Il gioco ebbe un enorme successo a partire dal 1890 , diffondendosi rapidamente in Inghilterra e negli Stati Uniti . Inizialmente brevettato  da Fincher, oggi il gioco è di pubblico dominio .Le regole ufficiali del gioco, e il nome abbreviato tiddlywinks, furono introdotti nel 1955  da due studenti di Cambridge , Bill Steen e Rick Martin. Le regole furono impiegate per la prima volta per un match fra Cambridge e Oxford . Un recente gioco da tavolo  che ha avuto un discreto successo negli ultimi anni, X-Bugs , è un derivato delle pulci con l’aggiunta di elementi di strategia ; le “pulci” rappresentano “insetti alieni”, ciascuno con diverse caratteristiche, e sono commercializzate in confezioni contenenti diversi insiemi di pezzi, come i i giochi di carte collezionabili .

Super Tele

Il Super Tele è un modello di pallone in plastica . Sebbene in rete si trovi diffusa la notizia che vuole il Super Tele nato in Italia nel 1972 , uno studio più approfondito riproduce un catalogo della Mondo spa del 1967  , in cui il modello risulta già in vendita: il sito dell’azienda non lo menziona, ma cita il Super Santos , di fascia appena superiore, come prodotto creato nel 1962.Già dal 1948 la Mondo produceva palloni in quantità industriale, in seguito alla richiesta di oggetti promozionali da parte della Ferrero , e si può dire che negli anni sessanta, ed anche successivi, i suoi modelli monopolizzarono il mercato dei palloni da calcio di fascia bassa, che ebbero un’enorme diffusione, favorita anche dalla socialità infantile ed adolescenziale tipica del periodo, in cui i bambini, anche in numero ridotto o perfino da soli, tendevano naturalmente a giocare a calcio in qualsiasi luogo capitasse (cortili, piazzali condominiali, perfino in strada, i più fortunati avevano a disposizione prati, o i campi degli oratori parrocchiali). Un pallone di prezzo molto basso (per foratura o smarrimento la vita media di un pallone era di pochi giorni, era raro che superasse una durata di qualche settimana), dalle misure più o meno regolamentari ma tanto leggero da non causare danni agli oggetti ed alle infrastrutture circostanti, si adattò perfettamente alle necessità dei consumatori, a cui veniva proposto da una fitta rete di vendita al dettaglio: ovviamente negozi di giocattoli e supermercati, ma anche tabaccai, edicole, empori di piccoli centri e bancarelle. Inoltre la sua leggerezza lo rendeva utilizzabile anche dai bambini più piccoli, dell’età di tre o quattro anni, ormai compresi nel pubblico calcistico ed orientati verso disegni che richiamassero le massime serie.Inizialmente era prodotto in colore bianco, con una stampa a pentagoni neri che riprendeva il motivo dei palloni professionali come il Telstar , usati a partire dai MOndiali del 1970 ; oltre ai pentagoni, vi era stampata la scritta “made in Italy”. In seguito vennero realizzate anche versioni con la base blu, rossa, verde e gialla, tutte sempre abbinate alla stampa in nero. Per ridurre i costi, l’imballaggio venne limitato ad una semplice retina in plastica, chiusa da un colletto metallico. Il pallone era in teoria gonfiabile,  tramite una piccola valvola autosigillante in gomma, che però per via della realizzazione approssimativa era il principale punto debole del pallone: tendeva a staccarsi e a rientrare nella sfera se si cercava di rigonfiare il pallone. Se sottoposta a colpi particolarmente potenti poteva addirittura staccarsi, rendendo in entrambi i casi il pallone inutilizzabile.Oltre ad essere venduto ad un costo ridottissimo, il Super Tele era caratterizzato dall’essere molto leggero: se da una parte questo lo rendeva poco adatto ad esempio all’uso nelle partite di calcio, aveva il pregio di ridurre il rischio di infortuni e di danni derivanti da colpi male assestati.In compenso, la leggerezza del materiale lo rendeva anche facilmente soggetto a forature, un fattore che insieme alla valvola poco resistente ne limitava notevolmente la durata di utilizzo. Quanti super tele….ho comperato……….!!!

Trottola

Trottola . La trottola è un giocattolo, solitamente fatto di legno duro , a forma di cono , con una punta di ferro ad una estremità. La trottola era un giocattolo diffuso tra i Greci e Romani: è nominata ad esempio da Callimaco , e anche Catone , il noto Censore romano, la consigliava come passatempo per bambini che, a suo parere, avrebbero invece dovuto evitare il gioco dei dadi. I Romani la chiamavano “turbo” e il gioco all’epoca era particolare: pare che si disegnasse per terra un grande cerchio diviso in dieci settori numerali, ad ognuno dei quali corrispondeva un punteggio. Lo scopo del gioco consisteva nel far roteare la trottola nel centro, raggiungendo così il massimo punteggio.Attorno al XIV secolo si ha la massima diffusione della trottola, specie in Inghilterra  dove era abbinata addirittura a certe cerimonie religiose. Il Martedi’ Grasso  si organizzavano corse di trottole lungo le strade delle parrocchie e, quando una trottola smetteva di girare, veniva riposta fino all’anno successivo. Le trottole erano diffuse anche tra gli indiani del Nord e del Sud America  da molto prima dell’arrivo di Colombo . Gli Inuit , una popolazione del Nord, cercavano di far fare alle trottole un giro completo delle loro abitazioni soprattutto in inverno. Particolarmente in Giappone  è diffusa la produzione artigianale di questo giocattolo. Molti artigiani di questo paese sanno creare trottole “partorienti”, ovvero che ne liberano altre più piccole durante il loro giro. Nel Borneo e nella Nuova Guinea  dopo la semina i contadini fanno girare le trottole per stimolare la crescita dei germogli. In Italia le ricordiamo in altro materiale : plastica o latta. Ha tenuto compagnia ai bambini piccoli , facendoli giocare per tanto tempo e con tante varianti. E ancora oggi, nelle versioni piu’ moderne..e’ sempre presente negli scaffali dedicati ai giochi.

 

 

La piazza dei giochi

La piazza dei giochi . La piazza dei giochi ….. In ogni citta’ o paese…esisteva una piazza dove al pomeriggio i bambini potevano giocare e divertirsi. Di solito avevano un monumento commemorativo che dava il nome alla piazza ( es. Piazza Garibaldi…). Non mancava una fontanella dove i bambini andavano ad abbeverarsi nelle calde giornate primaverili ed estive…dopo aver giocato…..e aver disperso tanti liquidi . A quei tempi esisteva piu’ verde e quindi la piazza…disponeva senza dubbio di aiuole verdi con alberi . Nella stessa piazza confluivano diverse fasce di eta’. Dai piu’ piccoli…sino ai ragazzini di 12-14 anni . Ognuno aveva la proprie esigenze : i piu’ piccoli avevano necessita’ piu’ soft . Se giocavano a palla..lo facevano con tanta delicatezza e tanta imprecisione nei lanci ( con la palla che andava di conseguenza…ovunque). Di solito erano confinati nelle aiuole…perchè la parte centrale della piazza era riservata ai piu’ grandicelli…che si sfidavano con interminabili partite di pallone. La partita finiva solo quando il pallone andava in un punto non piu’ recuperabile…oppure quando si bucava ( i mitici super tele avevano la resistenza di una carta velina…) . Non esisteva nessun richiamo da parte di nessuno…che potesse far finire la partita prima.  Esisteva anche chi si dilettava ad andare in bicicletta : la piu’ gettonata era la Graziella ( a seguire….arrivarono anche quelle finto cross ) . Immaginate quanto fosse difficile coniugare tutte queste realta’….in una sola piazza. I grandi non volevano i piccoli..le mamme dei piccoli erano preoccupate che non arrivassero pallonate ai figli e a chi stava andando in bicicletta. Aiutava il momento merenda…che diradava di fatto la densita’ della piazza…..! La merenda o la si portava da casa ( classico : merendina e succo di frutta…) oppure si attingeva al baracchino…immancabile …che stazionava appena fuori della piazza. I bambini volevano il baracchino e le mamme no ( altro classico). A parte le merendine il baracchino aveva come caratteristica la vendita di dolcissime e coloratissime gomme da masticare vendute singolarmente , che erano ambitissime dai bambini. Ad una certa ora..tutti a casa : la mamma doveva iniziare a preparare la cena 🙂 . Quanti ricordi…quanti pomeriggi…..!

Ricreazione

Ricreazione . La ricreazione.  Ampia nelle elementari…stringata nelle medie e nelle superiori. A scuola era , diciamocelo francamente , il momento piu’ atteso. Significava tante cose. Ovviamente era un momento nel quale si poteva un attimo rilassare la testa : le elementari erano sempre il primo scoglio nell’apprendimento …e quindi nonostante il programma light…era sempre molto impegnativo. La ricreazione aiutava molto. Si poteva inoltre gustare la merenda che la mamma ti aveva preparato con tanto amore . Si andava di solito…su di un ottimo panino…oppure fette biscottate e marmellata. Alternativa era la merendina confezionata o un pacchetto di patatine ( rigorosamente con sorpresa). Queste cose si potevano comperare anche in un piccolo punto vendita della scuola ( dove ovviamente…costava un po’ di piu’..il tutto).  Se si disponeva di un ampio cortile….c’era la possibilita’ di correre…giocare a nascondino..a ruba bandiera : insomma….fare anche un minimo di attivita’ fisica. Tristissimo il momento della campanella che ti annunciava che si doveva rientrare. Alle medie lo spazio temporale e fisico era ridottissimo. Al massimo si andava nel corridoio e l’ntervallo era di una decina di minuti. Poche le strutture che avevano un cortile. Alle superiori …idem come sopra…..e se mettiamo che la mole lavorativa era veramente pesante….si puo’ arrivare a dire che i dieci minuti d’aria ..erano veramente pochi. Era l’occasione per socializzare..scambiare due chiacchere..parlare dell’ultimo 45 giri acquistato…etc etc.Medie e superiori ….la merenda si acquistava direttamente andando a scuola…..spesso e volentieri . C’era il punto strategico di una focacceria..pizzeria…che sfornava a raffica….tutto quello che serviva. Spesso in zona…c’era anche una sala giochi…..strategica anche quella. La ricreazione rimaneva comunque un punto fermo e inossidabile nella giornata dello scolaro. Guai se mancava : inimmaginabile. Una volta..si socializzava e non si passava il tempo sul telefonino.

oggetti e giocattoli in latta

oggetti e giocattoli in latta . Con il termine di latta ,  si indica un lamierino di ferro sulla cui superficie sia stato depositato un sottile strato di stagno. Il procedimento consente di ottenere contenitori nello stesso tempo con la stessa robustezza del ferro e la stessa resistenza alla corrosione dello stagno. Queste caratteristiche resero la latta un materiale spesso  utilizzato fino a tempi recenti per contenere e trasportare alimenti e per realizzare piccoli oggetti di uso quotidiano e giocattoli.  Se lo strato viene applicato mediante elettrolisi, il materiale prende il nome di banda stagnata Dalla fine del XVIII secolo la latta trovò un crescente impiego nella realizzazione di lattine per la conservazione di prodotti alimentari e non. In origine la stagnatura del lamierino avveniva esclusivamente mediante immersione in un bagno di stagno fuso. Nel 1937 fu introdotto il procedimento elettrolitico che consentì di ridurre i tempi del processodi stagnatura e di dimezzare il materiale occorrente, ottenendo così una significativa riduzione dei costi. Nel 1951 fu introdotta una modifica del procedimento di stagnatura elettrolitica che consente di ottenere rivestimenti di differente spessore sulle due facce del lamierino, consentendo spessori maggiori sulla faccia interna alla scatoletta e destinata al contatto con agenti potenzialmente aggressivi contenuti nei cibi inscatolati e minori sulla faccia esterna meno soggetta a degrado.Il successivo sviluppo tecnologico, che ha portato alla produzione a basso costo di lamiere in alluminio o di acciaio anche del tipo inossidabile, ha drasticamente ridimensionato l’impiego della latta nelle conserve alimentari, mentre per le altre applicazioni si è massicciamente fatto ricorso alla materie plastiche. Infatti se da un lato lo stagno è più costoso, dall’altro è meno adatto per alcuni usi alimentari. I progressi, però della metallurgia hanno riguardato anche la banda stagnata e si è avuta una inversione di tendenza con recupero di alcune posizioni, soprattutto nei confezionamenti dove è importante la perfetta saldatura. Per i giocattoli, tranne casi rarissimi, la sostituzione con plastica dei metalli è avvenuta non solo per ragioni di costo, ma anche di sicurezza.  Per giocattoli di latta si intendono quei giocattoli, di moda tra Ottocento e Novecento, realizzati industrialmente con la latta cromolitografata, fatta colare in stampi di cui spesso i giocattoli portavano i segni nei punti di giunzione dei due stampi, con le sbavature del metallo in rilievo. n Italia, la lavorazione della latta per la produzione di giocattoli ebbe un periodo fortunato negli anni venti ma che si protrasse fin oltre gli anni ’60, sull’onda della moda già diffusa all’estero, come dimostra il successo di aziende come la Cardini e la Metalgraf di Milano.Tra i giocattoli più richiesti, ricordiamo le automobiline di latta, le trottole, e i soldatini. Io mi ricordo molto bene le trottole in latta. E voi ?

Pongo

Pongo.Pongo è il nome commerciale di un materiale plastico modellabile prodotto dalla Fila ed  utilizzato soprattutto dai bambini. Prima del 1994 era prodotto dall’azienda Adica Pongo che è poi stata acquisita dalla FILA. E’ di una  consistenza simile alla plastilina o al Das   :  il Pongo (a cui fece seguito il Dido’ ) è un materiale colorato a base di cera e viene venduto in confezioni che contengono una gamma di diversi colori. Nell’uso comune, il termine viene spesso utilizzato per riferirsi a qualsiasi materiale plastico colorato dello stesso genere, anche se prodotto da altre ditte. Da piccoli penso che ognuno di noi abbia utilzzato il Pongo e ci ha fatto passare ore ed ore di divertimento. Da 65 anni, Pongo è la prima plastilina duttile e sicura, che appassiona generazioni di ragazzi e insegnanti. Utilizzata per dare forma alla fantasia e creare nuovi percorsi di apprendimento, grazie ai suoi numerosi colori. Ideale sia a casa che a scuola per far dialogare grandi e piccini.

DAS

DAS o DAS pronto è il nome commerciale di una pasta sintetica per modellare a base minerale, molto simile nelle sue proprietà alla famosa creta , ma che, a differenza di questa, non ha bisogno di essere scaldata in forno per indurirsi. È attualmente prodotta dalla ditta Fila.Il marchio DAS è un acronimo del nome del suo inventore,ossia Dario Sala , che la brevettò nel lontano 1962 .Anche se adesso il DAS è onnipresente ed ampiamente utilizzato nelle scuole, Dario Sala non si arricchì con il suo brevetto, che cedette presto e per un prezzo molto contenuto alla Adica Pongo che chiuse i battenti nel  1993.Il DAS fu inizialmente prodotto solo in colore grigio, successivamente furono aggiunte una versione bianca e una color terracotta , tuttora disponibili in commercio a differenza di quella originaria.Altri due prodotti Adica Pongo e FILA con cui il DAS è spesso associato sono la plastilina Pongo  e la pasta per modellare dal nome Dido’.  Ognuno di noi penso abbia usato almeno una volta nella sua vita il Das…sia per fare dei lavoretti a scuola ( era facile da usare…) che per piccole creazioni personali con le quali ornare la casa. Anche il DAS fa parte del nostro passato. Un a curiosita’ : una volta aperta la confezione….nonostante i precisi tentativi di chiudere ermeticamente il prodotto..quiesto si seccava molto facilmente. We are…Vintage People.

 

Arco Falc

Arco Falc  : Oggi e’ un  marchio venduto dalla francese Monneret. E’ stata una vera icona con giochi a tematica per lo più prettamente sportiva ma che soddisfacevano le esigenze e i gusti di noi ragazzi dell’epoca. Chi non ricorda i mitici biliardini o il calcio a molla? Bersagli…frecce, dardi magnetici…flipper.   Negli anni settanta i giochi di questa ditta erano veramente popolari.Tutti noi abbiamo sognato di possedere un biliardino od un flipper. Chi aveva spazio….i bersagli erano molto ambiti.  Insomma..anche oggi un bel tuffo nel passato.