Eye of the tiger

Eye of the tiger .  Eye of the Tiger è una famosa canzone della ROCK BAND STATUNITENSE DEI SURVIVOR , scritta da J.Peterik e F.Sullivan . È stata pubblicata come singolo di lancio del terzo ed omonimo album in studio del gruppo, Eye of the tiger  l’8 maggio del 1982.   La canzone ha riscosso un notevole successo grazie soprattutto alla sua inclusione nella colonna sonora  del film Rocky III interpretato da Sylvester Stallone . La canzone venne scritta su richiesta di Stallone stesso, che non era riuscito ad ottenere il permesso per utilizzare Another one Bites the dust dei Queen .  La versione inclusa nel film differisce leggermente da quella originale in quanto presenta i ruggiti di una tigre. Nel 1983 , la canzone venne candidata sia all’ Oscar che al Golden Globe , perdendo in entrambe le occasioni contro Up where we belong di Joe Cocker  e utilizzata per il film Ufficiale e Gentiluomo .  Il singolo è stato un enorme successo commerciale, riuscendo ad entrare nelle classifiche di tutto il mondo. Negli Stati Uniti   si piazzò al primo posto della Billboard Hot 100  e ci rimase per sei settimane consecutive, risultando il secondo singolo più venduto dell’anno dietro solo a Physical di Olivia Newton John . Il singolo venne certificato Disco di Platino   nell’agosto del 1982 per aver venduto più di un milione di copie negli Stati Uniti.Complessivamente, Eye of the Tiger ha venduto più di 9 milioni di copie nel mondo ed è oggi uno dei singoli più venduti di sempre. La canzone tratta della vita di ogni tipo di lottatore di strada, invita a rialzarsi dopo la solitudine passata, a non cedere la gloria per la fama mondiale e che chi lo fa è in grado di guardare tutti dalla notte con gli “occhi della tigre”.

 

Bella in rosa (Pretty in Pink)

Bella in rosa (Pretty in Pink).Bella in rosa (Pretty in Pink) è una commedia del 1986 sull’amore adolescenziale e i luoghi comuni nella scuola superiore americana degli anni ottanta, con protagonista Molly Ringwald.Alla soglia dei suoi 18 anni, Andie Walsh è una studentessa che lavora part-time in un negozio di dischi, gira su una macchina rosa e vive con il padre disoccupato non ancora ripresosi dall’abbandono della moglie. Grazie a una borsa di studio, Andie ha l’occasione di frequentare una facoltosa scuola frequentata da ricchi e snob figli di papà. A causa del suo ceto sociale e del suo aspetto, viene presa in giro dai suoi compagni ed è costretta a cucirsi gli abiti per apparire sempre diversa.L’amico d’infanzia Duckie è da sempre innamorato di lei e la corteggia, ma Andie si innamora di Blane, ragazzo di buona famiglia che la ricambia, invitandola al ballo scolastico, tirandosi però indietro dopo le pressioni di amici e genitori, che per lui sognano un futuro promettente al fianco di una ragazza di ben altro ceto sociale.Nonostante il rifiuto di Blane, Andie non si scoraggia e, confezionato un bellissimo abito rosa, chiede all’amico Duckie di accompagnarla al ballo, dove Blane, senza tenere in conto dei pareri contrari di coloro che lo circondano, dichiara il suo amore ad Andie. Duckie rendendosi conto di fare la cosa giusta si mette da parte, permettendo l’amore tra Andie e Blane.Il titolo del film è preso da una canzone dei Psychedelic Furs . Il film è stato girato nella stessa scuola dove fu girato Grease . Andrew DiceClay , Dweezil Zappa e Gina Gershon hanno dei piccoli ruoli nel film.Molly e Dweezil Zappa hanno avuto una breve relazione durante le riprese del film.Inizialmente il film prevedeva un finale diverso, in cui Andie ballava al centro della pista con Duckie, ma ad un’anteprima il finale non fu apprezzato, così fu deciso di rigirare la scena finale. Andrew McCarthy , che per un ruolo in un altro film si era rasato i capelli, dovette recitare con un parrucchino.

Mannequin

MannequinMannequin è un film del 1987 diretto da Michael Gottlieb . Mannequin ha ricevuto nomination come Migliore canzone originale al premio oscar , per la sua melodia principale dal titolo:Nothing’s gonna stop us now deel gruppo statunitense Starship . Jonathan Switcher è un ragazzo di Philadelphia  che, licenziato diverse volte, sfrutta la sua creatività in ogni cosa che fa, anche la più banale. Inizia a fabbricare così dei manichini  per una ditta di nome Prince dove viene assunto da una anziana presidentessa a cui lui stesso aveva salvato precedentemente la vita. Ad un certo punto in un momento in cui si trova solo uno dei suoi manichini inizia ad animarsi e a prendere le sembianze umane di una abitante dell’antico Egitto . Successivamente questo manichino di nome Emmy inizia ad attirare l’attenzione dei clienti, ma ciò fa adirare un’altra importante ditta di nome Illustre perché è causa di una forte diminuzione di vendite. Così il presidente della ditta Illustre, tramite la ex fidanzata di Jonathan, cerca di compromettere il giovane facendolo passare prima per un pervertito e poi costringendolo a lasciare la ditta. Inoltre lo stesso presidente riesce a scoprire che il segreto del successo di Jonathan è il manichino Emmy. Successivamente il manichino verrà rapito ma Jonathan riuscirà a recuperarlo decidendo infine di sposare la sua Emmy. Il film è stato realizzato sulla base dei principi di marketing del noto ricercatore di mercato di Hollywood , Joseph Farrell , produttore esecutivo dello stesso film. L’attore principale McCarthy, anche se non una stella, è stato scritturato anche grazie ad alcuni dati che dimostravano il suo forte appeal con il pubblico femminile ed in generale con il target di destinazione del film. Mannequin è costato 6 milioni di dollari e ne ha incassati 41 negli Stati Uniti e in Canada .  Il film ha avuto un sequel dal titolo “Mannequin: On the Move (Mannequin Two: On the Move)” .

 

La rivincita dei nerds

La rivincita dei nerdsLa rivincita dei nerds (Revenge of the Nerds) è una commedia del 1984 diretta da Jeff Kanew e incentrata sulle vicende di un gruppo di studenti americani emarginati dai propri coetanei liceali perché goffi, trasandati e dall’apparenza di sprovveduti, nonostante l’ottimo profitto scolastico, dunque dei nerd , non in linea con la moda e lo stile di vita audace della maggioranza (cool).Una divertente locandina promozionale ritraeva due personaggi con abbigliamento ed accessori bizzarri. Arizona, due adolescenti entrano nel prestigioso Adam’s College imparando presto la loro “condizione” e sottoposti alle angherie del gruppo leader “Alpha Beta”, proverbialmente costituito dalla locale squadra di football americano . Lo stesso allenatore ha più potere del direttore del college.I nostri, assieme ad altri ragazzi del genere nerd, tra i quali un giovanissimo precoce genio , costituiscono la loro confraternita, “Lambda Lambda Lambda”, e nonostante gli scherzi pessimi da parte dei nerboruti Alpha, tentano di emergere avvalendosi della loro intelligenza, vincendo le elezioni scolastiche ed arrivando a sedere al prestigioso Consiglio Greco , massima autorità studentesca. Negli anni seguenti sono stati realizzati diversi seguiti, come La rivincita dei nerds II – Nerds in paradise  ( 1987 ) , La rivincita dei nerds III- The next generation ( 1992 ) e La rivincita dei nerds IV – Nerds in love ( 1994 ) .

 

Vacanze di Natale ( film )

Vacanze di Natale ( film ) .Vacanze di Natale è un film commedia del 1983 diretto dal regista Carlo Vanzina . È un’amara fotografia in chiave ironica dell’Italia vacanziera, secondo la mentalità degli anni ottanta. Il film è uscito sull’onda del successo di Sapore di Mare (1983), di cui ritroviamo alcuni interpreti e del quale si può considerare in un certo qual modo la versione natalizia (anche se, a differenza del suo predecessore estivo, è ambientato in epoca contemporanea e non negli anni sessanta . Con il tempo è diventato l’antesignano di un fortunato filone cinematografico, definito dalla stampa specializzata moderna cinepanettone. Nel 2010 è stata proiettata una retrospettiva del film alla 67 mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia . Per l’occasione ha presenziato buona parte del cast.Il 13 dicembre 2017, in occasione dell’anteprima di Super Vacanze di Natale , ne è stata riallestita l’ambientazione a Cinecitta’  , occasione per la quale hanno presenziato alcuni dei protagonisti quali J.Cala’, C.Amendola e S.Sandrelli . Cortina :  le famiglie italiane più rinomate, ricchi signori milanesi e romani, si danno appuntamento per trascorrere le vacanze natalizie nella località turistica delle Dolomiti. Ci sono i Covelli, una famiglia di ricchi costruttori edili: l’avvocato Giovanni Covelli, il capofamiglia annoiato dalla routine delle vacanze di Natale, la moglie snob attenta solo all’immagine, e i tre figli Roberto, Diamante e Luca. Il primo è giunto a Cortina d’Ampezzo direttamente da New York con la bellissima fidanzata Samantha; la seconda, scorbutica e inquieta, ha un pessimo rapporto con Roberto; il terzo pensa più allo sport (e in particolare alla Roma  , di cui è tifoso sfegatato) che alla fidanzata Serenella, la quale per gelosia gli fa credere che il suo migliore amico, il borgataro Mario, si sia invaghito di lei.Mario, venuto in vacanza da Roma a Cortina con la sua famiglia un po’ rozza ma simpatica, è interessato in realtà a Samantha e riesce a trascorrere con lei la notte di Capodanno, con la promessa di rivedersi anche nei periodi successivi, quando le vacanze saranno finite, e a riappacificarsi con Luca, che gli chiede scusa per aver creduto alla storia falsa di Serenella.C’è poi Billo, squattrinato playboy sciupa femmine che suona al piano bar e che rincontra la sua ex fiamma Ivana, moglie annoiata di un milanese arricchito e superficiale, Donato, che la trascura. Stanca del marito, Ivana viene spinta al tradimento dall’amica Grazia, l’infedele moglie dell’imprenditore bolognese Cesarino Tassoni.Billo è ancora innamorato di Ivana ma, dopo avere saputo che è sposata con Donato, cerca di fare incontrare quest’ultimo con Moira, detta “la mandrilla di Porto Recanati”, una prostituta, in modo che Ivana abbandoni il marito. Infatti, dopo aver scoperto il tradimento di Donato, Ivana finisce tra le braccia di Billo, ma torna poi dal marito dopo aver scoperto che ha avuto un incidente con l’auto.L’estate successiva, tutto il gruppo si ritrova di nuovo, ma questa volta sulle spiagge della Sardegna . C’è anche Billo, ancora alle prese col pianobar e sfiancato dal mestiere che definisce molto duro, costretto ogni sera a portarsi del “lavoro” a casa.Le riprese del film, durate tre settimane, sono state effettuate a Cortina d’Ampezzo ( Belluno ) nell’autunno del 1983.  I manifesti e le locandine utilizzate per la promozione del film, all’epoca della sua diffusione nelle sale cinematografiche italiane, sono del celebre illustratore R.Casaro .  Il film venne distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 23 dicembre 1983.Al botteghino il film ha incassato 2.939.774.000 lire   classificandosi al 9º posto tra i film di maggior successo della stagione cinematografica italiana 1983-84 .Il film è stato accolto tutto sommato positivamente dalla critica dell’epoca che ha apprezzato come il regista sia riuscito ad offrire le poche idee presenti, con gusto, arguzia e un po’ di sentimentalismo. A tutto questo ha saputo aggiungere un gruppo di simpatici giovani attori, delle belle ragazze, alcuni attori di provato mestiere e un comico che gode dei favori del pubblico, proprio come aveva già fatto nel precedente Sapore di Mare.

Douglas Fairbanks Jr.

Douglas Fairbanks Jr. (New Tork 09-12-1909 * New York 07-05-2000 ) è stato un attore statunitense ( l nome completo Douglas Elton Fairbanks). Douglas Elton Fairbanks Jr. nacque il 9 dicembre 1909 , figlio dall’attore Douglas Fairbanks sr.  e dalla prima moglie di questi , Anna Beth Sully . Quando ebbe nove anni i suoi genitori divorziarono e, benché in seguito avessero contratto ulteriori matrimoni, non ebbero altri figli. Douglas Jr. trascorse l’infanzia con la madre, viaggiando nelle maggiori capitali europee. Il padre Douglas Sr. era stato uno dei più celebri e amati divi dell’epoca del cinema muto a Hollywood , noto soprattutto per i personaggi atletici e spavaldi interpretati in film d’avventura quali Il segno di Zorro (1920 ) , Robin Hood ( 1922 ) e il Ladro di Bagdad( 1924 ).  Grazie all’appoggio paterno, Douglas Jr. ottenne nel 1924 un contratto con la Paramount PIctures e, dopo alcuni ruoli piuttosto anonimi, nel 1925 recitò nel melodramma Stella Dallas ( 1925 ), ricevendo positivi riscontri dalla critica. In questa prima fase della sua carriera, Douglas Jr. recitò in ruoli prevalentemente da comprimario, spesso a servizio delle star femminili di turno come Belle Bennet e Esther Ralston. Nel 1930 interpretò un malavitoso della Chicago degli anni venti in Piccolo Cesare .  Era un  film drammatico che fu una delle sue prime pellicole a ottenere un vero successo commerciale e che gli consentì di proseguire brillantemente la carriera durante tutti gli anni trenta , confermandosi degno successore del fascino paterno. Tra i film di maggior successo da lui interpretati, sono da ricordare Gentiluomo dilettante ( 1936 ) , pellicola d’avventura in cui Douglas Jr. poté esprimere a pieno le doti atletiche ereditate dal padre, il dramma sentimentale Per la sua Donna ( 1937 ) e Il prigioniero di Zenda ( 1937 ) , in cui interpretò un ruolo di malvagio cospiratore. Dopo il fiasco della commedia Gioia di Amare ( 1939 ) , nello stesso anno si riscattò interpretando un sergente dell’esercito britannico nel film d’avventura Gunga Din , al fianco di Cary Grant . Il suo ultimo film prima dell’inizio della seconda guerra mondiale fi I Vendicatori ( 1941 ) , una pellicola di cappa e spada in cui interpretò il doppio ruolo di un gemello. Allo scoppio del conflitto, Douglas Jr. venne assegnato come ufficiale riservista della Marina Militare e successivamente inviato in Inghilterra .  In Inghilterra partecipò ad addestramenti militari . Il contributo alle tecniche belliche di diversivo e l’impegno attivo avuto nell’ambiziosa invasione della Francia Meridionale  fruttarono a Douglas Jr. la Legion of Merit  da parte dell’esercito americano . Dopo la fine del conflitto, Douglas Jr. tornò al cinema con il ruolo di Carlo II Stuart in Re in esilio ( 1947 )  e, nello stesso anno, interpretò la pellicola d’avventura Sinbad il Marinaio , in cui ancora una volta fece sfoggio delle sue doti acrobatiche. Nel 1950 fu protagonista del thriller Segreto di Stao , dopo il quale iniziò a rallentare la carriera cinematografica. Dopo una pausa in Inghilterra , nel 1957  rientrò in America per lavorare in un programma della NBC , proseguendo la carriera fino alla fine degli anni 80 . La sua ultima apparizione cinematografica risale al 1981 nel film Sorie di Fantasmi , in cui recitò accanto a Fred Astaire . Douglas Fairbanks Jr. morì il 7 maggio del 2000 a New York e venne sepolto all’Hollywood Forever Cemetery.

Mio cugino Vincenzo

Mio cugino Vincenzo.Mio cugino Vincenzo (My Cousin Vinny) è un film statunitense del 1992 ,  diretto da J.Lynn e interpretato da Joe Pes i e Marisa Tomei .Mentre viaggiano attraverso l’ Alabama , Billy Gambini e Stanley Rothenstein dimenticano di pagare una scatoletta di tonno in un negozio. I due risalgono sulla loro auto e ripartono, ma poco dopo il proprietario del negozio viene ucciso da due rapinatori che fanno perdere le loro tracce; a causa di un equivoco, sono invece Billy e Stan ad essere ingiustamente fermati per l’omicidio. Ignari del motivo reale per cui sono stati fermati, in carcere vengono interrogati dallo sceriffo della contea, che fa loro domande ambigue e non parla esplicitamente dell’omicidio, e credendo così di essere accusati del furto della scatoletta si dichiarano colpevoli.Quando si rendono conto della loro posizione (rischiano la pena di morte) i due ragazzi capiscono di non potersi permettere un legale, ma quando Billy telefona a casa, viene a sapere che suo cugino Vincenzo è avvocato e può difenderli gratuitamente. Il problema è che Vincenzo non ha esperienza di processi perché ha superato solo da poco, al sesto tentativo, l’esame di iscrizione all’albo. Il modo di fare di Vincenzo, un po’ spaccone e piuttosto ignorante sulle procedure, gli attira una forte antipatia dall’integerrimo e formale giudice Haller; per questo, per ben tre volte durante le udienze preliminari, viene condannato per vilipendio  alla corte, incarcerato e poi liberato solo dietro il pagamento della cauzione.Gradualmente Vincenzo capisce il meccanismo dei processi, e grazie all’aiuto della sua fidanzata Mona Lisa Vito, esperta di meccanica, dimostra che l’omicidio non può essere stato commesso dai due suoi assistiti, ma da altri due uomini che avevano usato un’automobile molto somigliante a quella dei ragazzi. Riesce quindi a guadagnarsi la fiducia dell’aula e del giudice, e a scagionare i ragazzi. Il film si conclude con Vincenzo che ritorna a New York  quasi scappando, poiché aveva fornito al giudice Haller come referenza sulla sua carriera il nome di un avvocato, un certo Jerry Gallo morto qualche giorno prima (cambiandolo in Jerry Callo dopo che il Giudice aveva indagato e scoperto l’inganno).Le riprese si svolsero in Georgia  tra l’11 febbraio e il 22 aprile1991 . Il film, il cui budget è stato di 11 milioni di dollari, uscì nelle sale il 13 marzo 1992, e gli incassi nelle sale statunitensi furono di circa 64 milioni di dollari.

Burt Reynolds

Burt Reynolds. Un omaggio al grande Burt .Burton Leon “Burt” Reynolds Jr. ( Lansing 11-02-36 – Jupiter 06-09-18 )e’ stato un attore. regista e sceneggiatore statunitense. Di origini irlandesi e cherokee da parte di padre, Reynolds debutta in televisione, interpretando tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta  diverse serie, per divenire popolare con Hawk l’indiano ( 1966 ) .  Nello stesso anno recita nello spaghetti western Navajo Joe di Sergio Corbucci , che egli stesso definiva il film più brutto a cui avesse mai preso parte, al punto da consigliarne la proiezione solo sugli aerei e nelle carceri, dove gli spettatori non hanno via d’uscita e sarebbero costretti a guardarlo. Il grande successo arriva nel 1972 con Un tranquillo weekend di paura  , nel quale interpreta un personaggio di nome Lewis Medlock che, con alcuni amici, partecipa ad un’escursione in canoa sulle rapide di un’amena regione americana, dove diviene bersaglio di alcuni balordi che trasformano la breve vacanza in un incubo. Due anni dopo  è protagonista di Quella sporca ultima meta ,  nel ruolo di un giocatore di football , sport del quale era stato realmente un buon giocatore come halfback  durante gli studi . Negli anni 80 partecipa a film di discreto successo come La corsa piu’ pazza d’America  (The Cannonball Run) e il relativo sequel  (The Cannonball Run II) . Nel 1997  recita in Boogie Nights , per il quale viene candidato al premio oscar  come migliore attore non protagonista. Dal 1976 al 2000  si è anche autodiretto in cinque pellicole cinematografiche, tuttavia senza mai ottenere grande successo.Dopo essere stato guest-star in un episodio del 2002 della serie televisiva X-Files , tra il 2006 e il 2009  ha partecipato a tre episodi di My name is Earl  nei panni di Chubby, ricco magnate proprietario di fast food , strip club e rivendite di auto.È morto il 6 settembre 2018  all’età di 82 anni per arresto cardiaco  mentre si trovava nella sua residenza a Jupiter in Florida ]: nel maggio dello stesso anno era stato scritturato da Q.Tarantino  per prendere parte al suo film Once upon a time in Hollywood , ma a causa del decesso – avvenuto appunto un mese prima delle riprese delle scene in cui avrebbe dovuto apparire – non è riuscito a prendervi parte. Un attore che avrebbe meritato di piu’ di quello che Hollywood gli ha dato.

Think

Think . Think  è una canzone di  Aretha Franklin uscita come singolo nel 1968 , apparso nell’album Aretha Now .  La canzone è un inno femminile sulla libertà. Ha raggiunto la posizione numero 7 nella Billboard chart americana ,  al quarto posto in Francia, al sesto in Canada, al nono nei Paesi Bassi, il numero 1 sul giornale Hot Rhythm & Blues Singles. La canzone è stata scritta dalla stessa Aretha e da suo marito Ted White. La canzone è stata incisa una seconda volta nell’album del 1989 Through the storm . È stata inserita da Pitchfork media al posto numero 15 della sua lista “The 200 Greatest Songs of the 1960s”In Italia la canzone ha raggiunto il 48esimo posto della hit parade.Particolare fama ha ottenuto la versione ripresa nella colonna sonora del film Blues Brothers di John Landis nel 1980 .

 

 

Amedeo Nazzari

Amedeo Nazzari . Amedeo Nazzari, nome d’arte di Amedeo Carlo Leone Buffa (Cagliari, 10 dicembre 1907Roma, 5 novembre 1979[1]), è stato un attore italiano. Figlio di Salvatore Buffa, proprietario di un pastificio e di Argenide Nazzari, il futuro attore prenderà il suo nome d’arte dal nonno materno, Amedeo Nazzari, già presidente della Corte d’appello di Vicenza, trasferito poi a Cagliari. Amedeo Buffa ha solo sei anni quando suo padre muore e la madre si trasferisce con lui e le sorelle a Roma. Qui compie gli studi presso un collegio di padri salesiani dove matura la sua vocazione artistica fin dalle prime recite scolastiche, per poi passare ai palcoscenici delle filodrammatiche e arrivare infine, dopo aver abbandonato gli studi di ingegneria, al teatro vero e proprio. L’esordio da professionista avviene nel 1927 con la compagnia di Dillo Lombardi, per passare negli anni successivi a compagnie più importanti come quelle di Annibale Ninchi, di Memo Benassi e di Marta Abba. Nel 1935 è notato da Elsa Merlini che gli offre una parte nel film che sta per girare, Ginevra degli Almieri. La pellicola non avrà successo e Nazzari tornerà al teatro. Ancora una volta sarà un’attrice, Anna Magnani, a intuire le sue doti: giovane artista allora emergente e moglie del regista Goffredo Alessandrini, la Magnani insiste con suo marito affinché Amedeo faccia parte del cast di Cavalleria. La sua prestanza fisica, arricchita dal fascino della divisa, diventa la principale attrazione del film che, presentato a Venezia alla Mostra del Cinema diventerà uno dei maggiori incassi i del 1936. Ancora un film in divisa sarà nel 1938 il suo secondo successo di pubblico: Luciano Serra pilota, sempre con la regia di Alessandrini. Ormai Nazzari è un volto conosciuto e sono molte le offerte di lavoro, ma le sue continue discussioni con i produttori per intervenire sui dialoghi dei film che interpreta e per suggerire cambi di sceneggiatura non previsti nei copioni, gli creano una fama di personaggio scomodo e indocile. Nazzari riceve la coppa del Ministero della Cultura Popolare per il film Caravaggio, il pittore maledetto, si riconoscono il conte Giuseppe Volpi e il ministro Pavolini (1941). Sempre nel  1941 alla IX Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il conte Giuseppe Volpi gli consegna la Coppa del Ministero della Cultura Popolare come migliore attore per il film Caravaggio, il pittore maledetto, diretto sempre da Alessandrini, e l’anno dopo, il celebre La cena delle beffe lo consacra definitivamente come “divo” del cinema. Il film, diretto da Alessandro Blasetti, è un dramma in costume che si svolge nella Firenze dei Medici. Tratto dall’omonimo poema di Sem Benelli, riscuote un enorme successo di pubblico e rimane nella memoria storica degli spettatori italiani per una serie di motivi: innanzitutto perché contiene la prima scena di nudo femminile (un’inquadratura di pochi secondi di Clara Calamai a seno nudo che varrà il divieto ai minori e la condanna delle autorità ecclesiastiche)[2], poi perché riunisce nel cast due giovani amanti, Osvaldo Valenti e Luisa Ferida che di lì a pochi anni andranno incontro ad un tragico destino accusati dai partigiani di collaborazionismo; infine per l’interpretazione intensa, e oggi diremmo anche un po’ gigionesca, di Nazzari, che in questo film recita la sua battuta più celebre: «…e chi non beve con me, péste lo cólga!». Ripetuta da tutti esasperando l’accento sardo del protagonista, diventerà col tempo un tormentone. Dopo una serie di film minori interpretati durante il periodo bellico tra mille difficoltà, dopo il 1945 tornano i ruoli importanti con Un giorno nella vita di Blasetti, in cui interpreta un capo partigiano, Il bandito, diretto da Alberto Lattuada con Anna Magnani come co-protagonista, e La figlia del capitano tratto dal romanzo omonimo di Puškin e diretto da Mario Camerini, in cui affiancò Irasema Dilian. Richiestissimo anche all’estero, si reca prima in Spagna per interpretare tre film, poi in Argentina dove però gli propongono di recitare la parte di un italiano criminale e corrotto. All’idea di dover diffamare il suo paese, Nazzari rifiuta di adempiere al contratto e la notizia arriva addirittura a Evita Perón che, dopo essersi fatta illustrare il copione, prende le difese dell’artista e gli offre di rimanere comunque in Argentina per visitare il paese e per conoscere personalmente le molte famiglie di italiani emigrati. Tornato in Italia nel 1949, recita accanto agli emergenti Vittorio Gassman, Silvana Mangano e Jacques Sernas ne Il lupo della Sila. Nel 1949 recita, accanto all’attrice di origine greca Yvonne Sanson, nel dramma popolare Catene. Catene fu premiato al botteghino da un enorme successo di pubblico (fu infatti il maggiore incasso della stagione cinematografica 194950), ed aprirà per Nazzari un secondo fortunatissimo capitolo della sua carriera: tale film fu infatti il primo di una lunga serie di pellicole strappalacrime che appassionarono il pubblico italiano per tutta la prima metà degli anni cinquanta, rivitalizzando un genere, il melodramma popolare, già molto amato in Italia ai tempi del cinema muto e che negli anni settanta fu rivalutato anche dalla critica cinematografica (che invece all’epoca lo bistrattò e biasimò, descrivendo questi film come dei banali fotoromanzi cinematografici). Di questa serie di film, tutti interpretati accanto ad Yvonne Sanson, diretti da Raffaello Matarazzo e premiati da un enorme successo al botteghino, ricordiamo Tormento (1950), I figli di nessuno (1951), Chi è senza peccato… (1952), Torna! (1953), L’angelo bianco (1955) e Malinconico autunno (1958), l’ultimo film dove Matarazzo diresse la coppia Yvonne Sanson-Amedeo Nazzari. Non mancano tuttavia i ruoli “impegnati”: in Processo alla città (1952) tratteggia la figura di un coraggioso magistrato napoletano che si oppone alla camorra del primo Novecento mentre ne Il brigante di Tacca del Lupo di Pietro Germi (1952), presentato alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, interpreta il ruolo di un militare impegnato, nell’Italia post-unitaria, a combattere il brigantaggio lucano. In Proibito (1955) avrà per la prima volta l’opportunità di interpretare un personaggio sardo in una storia di faide familiari. Nel 1957 viene scelto da un Federico Fellini ormai affermato, per recitare in Le notti di Cabiria un ruolo di divo in decadenza facendo ironicamente il verso a se stesso. Sempre nel 1957 Nazzari sposa Irene Genna, attrice italo-greca, da cui un anno più tardi nascerà Maria Evelina, oggi anch’essa attrice di teatro. Negli anni sessanta comincia ad arrivare qualche delusione: il ruolo del principe Salina nel Gattopardo di Visconti, proposto a lui, va a Burt Lancaster per ottenere finanziamenti da una casa di produzione americana; nel remake de La figlia del capitano, girato da Lattuada col titolo La tempesta, il personaggio di Pugacev che era stato suo viene assegnato a Van Heflin. Da Hollywood arriva la proposta di girare un film con Marilyn Monroe, ma stavolta è lui che rifiuta, per la difficoltà di recitare in inglese e per il timore di cadere nel ridicolo nelle scene di canto e di ballo (il film, Facciamo l’amore sarà poi effettivamente realizzato con Yves Montand). Nel 1968 ottiene una parte nel film La colonna di Traiano, una coproduzione italo-romena, con Antonella Lualdi e Franco Interlenghi. In Italia si apre la stagione d’oro della commedia all’italiana, ma salvo qualche sporadica eccezione, Nazzari si rifiuta di interpretare questo tipo di copioni, dirà poi, per una questione di gusto e di rispetto verso se stesso e verso il pubblico. Così, mentre attori più giovani saranno sommersi da proposte di lavoro, Nazzari apparirà sempre più raramente sul grande schermo, limitandosi a ruoli cameo in produzioni internazionali, come in Il papavero è anche un fiore, Il clan dei Siciliani e Joe Valachi… I segreti di Cosa Nostra. Qualche soddisfazione arriva invece dalla televisione, dove è protagonista dei rifacimenti televisivi di due dei suoi film più celebri: La cena delle beffe e La figlia del capitano e compare come ospite d’onore in trasmissioni celebri quali Il Musichiere, Studio Uno e Settevoci. Nel 1963 si cimenta pure nella conduzione televisiva prendendo parte al varietà del sabato sera Gran Premio abbinato alla Lotteria di Capodanno e gira alcuni famosi caroselli per un noto aperitivo, ripetendo come slogan la sua più celebre battuta: «… e chi non beve con me …». Nel 1969 la RAI gli dedica ben otto prime serate per trasmettere una retrospettiva dei suoi film più celebri. Il ciclo, che ottiene altissimi indici di ascolto e di gradimento, è curato da Gian Luigi Rondi. Nello stesso anno l’attore è impegnato nella miniserie televisiva La donna di cuori, diretta da Leonardo Cortese per Rai 1 (allora chiamato Programma Nazionale), affiancato da Ubaldo Lay e Sandra Mondaini. A partire dagli anni settanta, dirada sempre più gli impegni televisivi e cinematografici per una insufficienza renale che lo costringe a ripetuti ricoveri in clinica. Partecipa anche nel 1975 ad un episodio della serie televisiva L’ispettore Derrick, intitolato L’uomo di Portofino e trasmesso da Rai 2 nel 1979; la scena principale in soggettiva fu girata, in lingua italiana, a Portofino. Negli ultimi due film, Nina di Vincente Minnelli e Melodrammore di Maurizio Costanzo, lo si vede apparire in piccole partecipazioni. Muore nella clinica Villa Claudia di Roma la sera del 5 novembre 1979[4], pochi mesi prima che la figlia Maria Evelina gli desse il primo nipotino, Leonardo. Col nome di Amedeo Nazzari Buffa, è sepolto al cimitero monumentale del Verano di Roma.