Think

Think . Think  è una canzone di  Aretha Franklin uscita come singolo nel 1968 , apparso nell’album Aretha Now .  La canzone è un inno femminile sulla libertà. Ha raggiunto la posizione numero 7 nella Billboard chart americana ,  al quarto posto in Francia, al sesto in Canada, al nono nei Paesi Bassi, il numero 1 sul giornale Hot Rhythm & Blues Singles. La canzone è stata scritta dalla stessa Aretha e da suo marito Ted White. La canzone è stata incisa una seconda volta nell’album del 1989 Through the storm . È stata inserita da Pitchfork media al posto numero 15 della sua lista “The 200 Greatest Songs of the 1960s”In Italia la canzone ha raggiunto il 48esimo posto della hit parade.Particolare fama ha ottenuto la versione ripresa nella colonna sonora del film Blues Brothers di John Landis nel 1980 .

 

 

Amedeo Nazzari

Amedeo Nazzari . Amedeo Nazzari, nome d’arte di Amedeo Carlo Leone Buffa (Cagliari, 10 dicembre 1907Roma, 5 novembre 1979[1]), è stato un attore italiano. Figlio di Salvatore Buffa, proprietario di un pastificio e di Argenide Nazzari, il futuro attore prenderà il suo nome d’arte dal nonno materno, Amedeo Nazzari, già presidente della Corte d’appello di Vicenza, trasferito poi a Cagliari. Amedeo Buffa ha solo sei anni quando suo padre muore e la madre si trasferisce con lui e le sorelle a Roma. Qui compie gli studi presso un collegio di padri salesiani dove matura la sua vocazione artistica fin dalle prime recite scolastiche, per poi passare ai palcoscenici delle filodrammatiche e arrivare infine, dopo aver abbandonato gli studi di ingegneria, al teatro vero e proprio. L’esordio da professionista avviene nel 1927 con la compagnia di Dillo Lombardi, per passare negli anni successivi a compagnie più importanti come quelle di Annibale Ninchi, di Memo Benassi e di Marta Abba. Nel 1935 è notato da Elsa Merlini che gli offre una parte nel film che sta per girare, Ginevra degli Almieri. La pellicola non avrà successo e Nazzari tornerà al teatro. Ancora una volta sarà un’attrice, Anna Magnani, a intuire le sue doti: giovane artista allora emergente e moglie del regista Goffredo Alessandrini, la Magnani insiste con suo marito affinché Amedeo faccia parte del cast di Cavalleria. La sua prestanza fisica, arricchita dal fascino della divisa, diventa la principale attrazione del film che, presentato a Venezia alla Mostra del Cinema diventerà uno dei maggiori incassi i del 1936. Ancora un film in divisa sarà nel 1938 il suo secondo successo di pubblico: Luciano Serra pilota, sempre con la regia di Alessandrini. Ormai Nazzari è un volto conosciuto e sono molte le offerte di lavoro, ma le sue continue discussioni con i produttori per intervenire sui dialoghi dei film che interpreta e per suggerire cambi di sceneggiatura non previsti nei copioni, gli creano una fama di personaggio scomodo e indocile. Nazzari riceve la coppa del Ministero della Cultura Popolare per il film Caravaggio, il pittore maledetto, si riconoscono il conte Giuseppe Volpi e il ministro Pavolini (1941). Sempre nel  1941 alla IX Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il conte Giuseppe Volpi gli consegna la Coppa del Ministero della Cultura Popolare come migliore attore per il film Caravaggio, il pittore maledetto, diretto sempre da Alessandrini, e l’anno dopo, il celebre La cena delle beffe lo consacra definitivamente come “divo” del cinema. Il film, diretto da Alessandro Blasetti, è un dramma in costume che si svolge nella Firenze dei Medici. Tratto dall’omonimo poema di Sem Benelli, riscuote un enorme successo di pubblico e rimane nella memoria storica degli spettatori italiani per una serie di motivi: innanzitutto perché contiene la prima scena di nudo femminile (un’inquadratura di pochi secondi di Clara Calamai a seno nudo che varrà il divieto ai minori e la condanna delle autorità ecclesiastiche)[2], poi perché riunisce nel cast due giovani amanti, Osvaldo Valenti e Luisa Ferida che di lì a pochi anni andranno incontro ad un tragico destino accusati dai partigiani di collaborazionismo; infine per l’interpretazione intensa, e oggi diremmo anche un po’ gigionesca, di Nazzari, che in questo film recita la sua battuta più celebre: «…e chi non beve con me, péste lo cólga!». Ripetuta da tutti esasperando l’accento sardo del protagonista, diventerà col tempo un tormentone. Dopo una serie di film minori interpretati durante il periodo bellico tra mille difficoltà, dopo il 1945 tornano i ruoli importanti con Un giorno nella vita di Blasetti, in cui interpreta un capo partigiano, Il bandito, diretto da Alberto Lattuada con Anna Magnani come co-protagonista, e La figlia del capitano tratto dal romanzo omonimo di Puškin e diretto da Mario Camerini, in cui affiancò Irasema Dilian. Richiestissimo anche all’estero, si reca prima in Spagna per interpretare tre film, poi in Argentina dove però gli propongono di recitare la parte di un italiano criminale e corrotto. All’idea di dover diffamare il suo paese, Nazzari rifiuta di adempiere al contratto e la notizia arriva addirittura a Evita Perón che, dopo essersi fatta illustrare il copione, prende le difese dell’artista e gli offre di rimanere comunque in Argentina per visitare il paese e per conoscere personalmente le molte famiglie di italiani emigrati. Tornato in Italia nel 1949, recita accanto agli emergenti Vittorio Gassman, Silvana Mangano e Jacques Sernas ne Il lupo della Sila. Nel 1949 recita, accanto all’attrice di origine greca Yvonne Sanson, nel dramma popolare Catene. Catene fu premiato al botteghino da un enorme successo di pubblico (fu infatti il maggiore incasso della stagione cinematografica 194950), ed aprirà per Nazzari un secondo fortunatissimo capitolo della sua carriera: tale film fu infatti il primo di una lunga serie di pellicole strappalacrime che appassionarono il pubblico italiano per tutta la prima metà degli anni cinquanta, rivitalizzando un genere, il melodramma popolare, già molto amato in Italia ai tempi del cinema muto e che negli anni settanta fu rivalutato anche dalla critica cinematografica (che invece all’epoca lo bistrattò e biasimò, descrivendo questi film come dei banali fotoromanzi cinematografici). Di questa serie di film, tutti interpretati accanto ad Yvonne Sanson, diretti da Raffaello Matarazzo e premiati da un enorme successo al botteghino, ricordiamo Tormento (1950), I figli di nessuno (1951), Chi è senza peccato… (1952), Torna! (1953), L’angelo bianco (1955) e Malinconico autunno (1958), l’ultimo film dove Matarazzo diresse la coppia Yvonne Sanson-Amedeo Nazzari. Non mancano tuttavia i ruoli “impegnati”: in Processo alla città (1952) tratteggia la figura di un coraggioso magistrato napoletano che si oppone alla camorra del primo Novecento mentre ne Il brigante di Tacca del Lupo di Pietro Germi (1952), presentato alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, interpreta il ruolo di un militare impegnato, nell’Italia post-unitaria, a combattere il brigantaggio lucano. In Proibito (1955) avrà per la prima volta l’opportunità di interpretare un personaggio sardo in una storia di faide familiari. Nel 1957 viene scelto da un Federico Fellini ormai affermato, per recitare in Le notti di Cabiria un ruolo di divo in decadenza facendo ironicamente il verso a se stesso. Sempre nel 1957 Nazzari sposa Irene Genna, attrice italo-greca, da cui un anno più tardi nascerà Maria Evelina, oggi anch’essa attrice di teatro. Negli anni sessanta comincia ad arrivare qualche delusione: il ruolo del principe Salina nel Gattopardo di Visconti, proposto a lui, va a Burt Lancaster per ottenere finanziamenti da una casa di produzione americana; nel remake de La figlia del capitano, girato da Lattuada col titolo La tempesta, il personaggio di Pugacev che era stato suo viene assegnato a Van Heflin. Da Hollywood arriva la proposta di girare un film con Marilyn Monroe, ma stavolta è lui che rifiuta, per la difficoltà di recitare in inglese e per il timore di cadere nel ridicolo nelle scene di canto e di ballo (il film, Facciamo l’amore sarà poi effettivamente realizzato con Yves Montand). Nel 1968 ottiene una parte nel film La colonna di Traiano, una coproduzione italo-romena, con Antonella Lualdi e Franco Interlenghi. In Italia si apre la stagione d’oro della commedia all’italiana, ma salvo qualche sporadica eccezione, Nazzari si rifiuta di interpretare questo tipo di copioni, dirà poi, per una questione di gusto e di rispetto verso se stesso e verso il pubblico. Così, mentre attori più giovani saranno sommersi da proposte di lavoro, Nazzari apparirà sempre più raramente sul grande schermo, limitandosi a ruoli cameo in produzioni internazionali, come in Il papavero è anche un fiore, Il clan dei Siciliani e Joe Valachi… I segreti di Cosa Nostra. Qualche soddisfazione arriva invece dalla televisione, dove è protagonista dei rifacimenti televisivi di due dei suoi film più celebri: La cena delle beffe e La figlia del capitano e compare come ospite d’onore in trasmissioni celebri quali Il Musichiere, Studio Uno e Settevoci. Nel 1963 si cimenta pure nella conduzione televisiva prendendo parte al varietà del sabato sera Gran Premio abbinato alla Lotteria di Capodanno e gira alcuni famosi caroselli per un noto aperitivo, ripetendo come slogan la sua più celebre battuta: «… e chi non beve con me …». Nel 1969 la RAI gli dedica ben otto prime serate per trasmettere una retrospettiva dei suoi film più celebri. Il ciclo, che ottiene altissimi indici di ascolto e di gradimento, è curato da Gian Luigi Rondi. Nello stesso anno l’attore è impegnato nella miniserie televisiva La donna di cuori, diretta da Leonardo Cortese per Rai 1 (allora chiamato Programma Nazionale), affiancato da Ubaldo Lay e Sandra Mondaini. A partire dagli anni settanta, dirada sempre più gli impegni televisivi e cinematografici per una insufficienza renale che lo costringe a ripetuti ricoveri in clinica. Partecipa anche nel 1975 ad un episodio della serie televisiva L’ispettore Derrick, intitolato L’uomo di Portofino e trasmesso da Rai 2 nel 1979; la scena principale in soggettiva fu girata, in lingua italiana, a Portofino. Negli ultimi due film, Nina di Vincente Minnelli e Melodrammore di Maurizio Costanzo, lo si vede apparire in piccole partecipazioni. Muore nella clinica Villa Claudia di Roma la sera del 5 novembre 1979[4], pochi mesi prima che la figlia Maria Evelina gli desse il primo nipotino, Leonardo. Col nome di Amedeo Nazzari Buffa, è sepolto al cimitero monumentale del Verano di Roma.

Sapore di mare

Sapore di mare .  Sapore di mare è un film del 1983 diretto dal regista Carlo Vanzina e interpretato daJerry Cala’, Marina Suma, Christian de Sica e Virna Lisi .In Versilia, nell’estate del 1964, si incrociano le storie di diverse famiglie e in particolar modo dei loro figli, provenienti da diverse città Italiane. Su tutte spicca la famiglia milanese di Luca e Felicino, che ormai è una presenza fissa sulle spiagge toscane. Vi è poi il genovese Gianni, che nonostante sia fidanzato con Selvaggia viene messo in grande difficoltà quando si innamora di Adriana, un’amica dei suoi genitori.Da Napoli arrivano invece i fratelli Paolo e Marina, venuti a Forte dei Marmi per la prima volta assieme ai propri genitori. Paolo si innamora di Susan, la fidanzata di Felicino, mentre Marina è protagonista di una scanzonata storia d’amore con Luca.Altri membri della compagnia e comprimari delle tante avventure vissute dai ragazzi nel corso dell’estate sono Giorgia, migliore amica di Selvaggia, Maurizio, il fotografo Cecco e i Marchesini Pucci, coppia di gemelli presa di mira da Luca che vi ironizza spesso sopra.Le ultime settimane della stagione estiva passano però in fretta e con questa si concludono anche le storie di tutti i membri della comitiva di amici. Gianni, dopo aver interrotto la propria relazione con Selvaggia perché innamorato di Adriana, viene respinto da quest’ultima, che ritiene impossibile l’amore tra i due vista la differenza di età. Adriana parla così con Selvaggia convincendola che Gianni è ancora il ragazzo giusto per lei e questa, alla fine, decide di perdonarlo. Felicino, invece, scarica Susan perché disinteressato nel proseguire la burrascosa relazione, cosa che spinge Paolo a tentare di dichiararsi a Susan raggiungendo in tempo il treno su cui è salita la ragazza, ma fallendo. Infine Luca viene raggiunto dalla sua ex fidanzata di Milano e parte con lei per trascorrere l’ultima settimana d’estate in campagna. Prima di partire incontra Marina, all’oscuro di tutto, e tronca sull’istante la loro relazione ferendola profondamente, ma promettendole di scriverle presto una lettera che però non spedirà mai. Diciotto anni dopo, nell’estate del 1982, tutti i protagonisti si ritrovano inaspettatamente nello stesso locale che frequentavano anni prima da ragazzi. Qui si scopre il loro destino: Paolo è riuscito a dichiararsi a Susan e i due si sono sposati; Gianni, invece, non è sposato e lavora come giornalista; Selvaggia è reduce da un matrimonio terminato e ora vive assieme al suo nuovo compagno; mentre Adriana trascorre l’estate assieme al figlio adolescente. Marina, invece, è anche lei sposata e rivede dopo tanti anni Luca, il quale inizialmente non la riconosce, ma si fa perdonare poco dopo scrivendole un biglietto, per poi guardarla uscire dal locale con un’espressione amareggiata in volto ripensando alla loro relazione di diversi anni prima.Un’operazione notalgica….ben riuscita . Ero andato a vederlo al cinema quando usci’….e lo giudico…un bel film.

 

Xanadu

Xanadu e’ un film del 1980 . Era quello che seguiva di due anni Grease e che vedeva la mitica Olivia Newton John tornare sul grande schermo. Con lei Michael Beck ( Guerrieri della notte..) e il grande Gene Kelly ( alla sua ultima apparizione cinematografica).  Non fu un successo…ma e’ sicuramente un film dotato di una immensa colonna sonora e comunque di una delicatezza molto gradevole. Per me , gran parte degli anno 80 e’ condensato in questo film. Colorato..allegro..simpatico. Non ho mai capito l’insuccesso di questo film : lo trovo assolutamente carino e pimpante. Olivia nei panni della musa Kira e’ credibilissima ( ma assolutamente mal doppiata…). Un bel film e uno spaccato…positivo del passaggio dagli anni settanta agli 80.

the time of my life Bill Medley e Jennifer Warnes

Un gran pezzo questo The time of my life di Bill Medley e Jennifer Warnes . Direttamente da Dirty Dancing…trenta anni fa. Un pezzo gia’ bello di per se..che abbinato al balletto del film…rende ancora di piu’.Fu Oscar come migliore canzone mel 1988. UN po’ di dolce amarcord per una canzone…che ricorderemo quasi tutti per la fantastica presa aerea finale nel film. Ciao VIntagers.

Grease

Grease  e’ un film……senza tempo. Il prossimo anno fara’ 40 anni e il bello è che…non li dimostra. Travolta veniva dal successo dell’anno precedente ( Saturday night fever) e aveva bisogno di conferme. Olivia Newton John era gia’ una famosa cantante ed è stato l’azzardo piu’ grosso ( un azzardo…azzeccato e riuscitissimo). Una semplice storia d’ampre tra Danny e Sandy…che ha entusiasmato il mondo. Musiche assolutamente fantastiche. You are the one that I want e’ tra i 10 singoli piu’ venduti di tutti i tempi. La title track ( scritta da Barry Gibb) fu un enorme successo. L’angelo Frankie Avalon…ci fa sognare con la sua Beauty school drop out. Ma sono le atmosfere degli anni a cavallo tra i cinquanta e i sessanta..che ti avvolgono e ti fanno sognare. Gia’..perchè la gente aveva nostalgia di quel periodo….gia’ nel 1978. Un film che avro’ visto almeno 20-30 volte e che rivedrei ancora….20-30 volte. Pulito….non volgare..educato….mai grossolano. Una regia…azzeccatissima quella di Randal Kleiser : veloce..spumeggiante…simpatica. Un Travolta che raggiunse il top e una OLivia…consacrata come uno dei sex symbol piu’ puliti che siano mai esistiti. Qua siamo come una sorta di vintage nel vintage. Un film di quaranta anni fa che va indietro ancora di un ventennio . Azzeccati tutti gli attori….dai protagonisti a quelli di contorno. Un gran film…frizzante…musicale..ben interpretato…ben fatto. Premiato da critica e pubblico. Ragazzi/e…si va alla Ryddell High School.

I love Radio Rock

I love radio rock . Un film dei duemila ma dedicato…al Vintage. La vera storia ( un po’ romanzata) di Radio Caroline, che trasmetteva fuori dalle aree territoriali , per non incorrere in sanzioni . Un capolavoro : in un film….una miriade di cose che riportano indietro di 50 anni. Musiche…colori..atteggiamenti…realta’…situazioni. SE amate gli anni sessanta..e la bella musica e’ un film che amerete. Fantastico il personaggio del Conte..e fantastico il suo discorso finale ( toccante…sincero…reale). Per uno come me che ama la musica in maniera esponenziale..il film è emozionante e commovente. Tutti i personaggi sono azzeccati……dal piu’ piccolo al piu’ grande. Che dire ? IN due ore scarse…..tanti amarcord..tanta buona musica…e tanto divertimento. Ve lo assicuro cari Vintagers.. un grande film.

Class Reunion ( riunione di classe).

Un film minore del panorama internazionale ( ve lo posto in lingua originale se volete curiosare).Voleva essere una sorta di sequel modello Animal House. E’ carino..e a me e’ piaciuto. Ottimo cast e trovate divertenti. Volgarotto qua e là…ma non eccessivamente. Se vi capita..guardatelo…e’ del 1982. Non ottenne grande successo…incasso’ solo 10 milioni di dollari . Ma rimane un buon esempio di film pseudo demenziale americano.

Back to the beach ( tutti al mare)

E’ un film del 1988 interpretato dal grande Frankie Avalon e da Annette Funicello. Entrambi negli anni 60 girarono insieme tantissimi beach movie…quei rilmetti a meta’ tra il musicale e il divertimento. Cresciuti…nel 1988 girano questa commediola che io adoro. Colorata..divertente e mai..sottolineo mai volgare ( una cosa che apprezzo tantissimo).  Il titolo originale e’ Back to the beach..in italiano..Tutti al mare. Immergetevi nelle atmosfere Californiante degli anni 80 ( e non solo).  Un piacevole amarcord. Ottima la colonna sonora. Cari Vintagers..vi aspetto sabto 22 aprile..per una stupenda serata revival…al Volo di Caselle ( VR ).