Biscotti Ringo

Biscotti Ringo. Pavesi S.p.A. è un’azienda italiana specializzata  specializzata tra le altre cose  , nella produzione di biscotti e snack ( oltre a cracker ed altro ancora ) . Fu fondata a Novara nel 1937 da Mario Pavesi (  con sede a Novara ) Fa parte del gruppo Barilla.  La società ,  inizialmente produce biscotti  e, principalmente i tradizionali Biscottini di Novara , denominati con il celebre appellativo di Pavesini . Nel 1954  inaugura la produzione di cracker. Nel 1962 nasce l’Autogrill Pavesi: sull’ Autostrada A4 , nei pressi del casello di Novara : un autogrill con struttura a cavallo di entrambe le corsie di marcia. Nel 1967 nascono i mitici Ringo , biscotti snack prodotti dalla Pavesi .  I Ringo sono dei biscotti . Tradizionalmente, i Ringo sono composti da due biscotti (uno alla vaniglia e uno al cacao ), uniti fra loro da uno strato di crema al latte o al cioccolato , anche se negli anni seguenti ne sono state prodotte numerose varianti. L’idea dei Ringo venne a Mario pavesi  dopo un viaggio negli Stati Uniti . Mario Pavesi, infatti, intendeva lanciare un prodotto destinato a una fascia di pubblico più adulto rispetto a quella a cui si rivolgeva l’altro prodotto di punta dell’azienda,ossia  i Pavesini . Quindi il target di riferimento erano gli adolescenti , e, non a caso, il nome Ringo era preso in prestito da quello di Ringo Starr ( dei Beatles ) ,  molto popolare fra i giovani. In seguito, le campagne pubblicitarie del prodotto punteranno soprattutto sul mondo dello sport  e sul concetto di interrazialita , rappresentato in modo simbolico dal colore diverso dei due biscotti circolari. Le prime campagne pubblicitarie dei Ringo risalgono ai primi anni sessanta  e furono mandate in onda durante Carosello . Dagli anni ottanta  la promozione fu concentrata sul concetto di sportività del prodotto e nacque l’idea dei Ringo Boys, una squadra di volta in volta di sport diversi .

 

La piazza dei giochi

La piazza dei giochi . La piazza dei giochi ….. In ogni citta’ o paese…esisteva una piazza dove al pomeriggio i bambini potevano giocare e divertirsi. Di solito avevano un monumento commemorativo che dava il nome alla piazza ( es. Piazza Garibaldi…). Non mancava una fontanella dove i bambini andavano ad abbeverarsi nelle calde giornate primaverili ed estive…dopo aver giocato…..e aver disperso tanti liquidi . A quei tempi esisteva piu’ verde e quindi la piazza…disponeva senza dubbio di aiuole verdi con alberi . Nella stessa piazza confluivano diverse fasce di eta’. Dai piu’ piccoli…sino ai ragazzini di 12-14 anni . Ognuno aveva la proprie esigenze : i piu’ piccoli avevano necessita’ piu’ soft . Se giocavano a palla..lo facevano con tanta delicatezza e tanta imprecisione nei lanci ( con la palla che andava di conseguenza…ovunque). Di solito erano confinati nelle aiuole…perchè la parte centrale della piazza era riservata ai piu’ grandicelli…che si sfidavano con interminabili partite di pallone. La partita finiva solo quando il pallone andava in un punto non piu’ recuperabile…oppure quando si bucava ( i mitici super tele avevano la resistenza di una carta velina…) . Non esisteva nessun richiamo da parte di nessuno…che potesse far finire la partita prima.  Esisteva anche chi si dilettava ad andare in bicicletta : la piu’ gettonata era la Graziella ( a seguire….arrivarono anche quelle finto cross ) . Immaginate quanto fosse difficile coniugare tutte queste realta’….in una sola piazza. I grandi non volevano i piccoli..le mamme dei piccoli erano preoccupate che non arrivassero pallonate ai figli e a chi stava andando in bicicletta. Aiutava il momento merenda…che diradava di fatto la densita’ della piazza…..! La merenda o la si portava da casa ( classico : merendina e succo di frutta…) oppure si attingeva al baracchino…immancabile …che stazionava appena fuori della piazza. I bambini volevano il baracchino e le mamme no ( altro classico). A parte le merendine il baracchino aveva come caratteristica la vendita di dolcissime e coloratissime gomme da masticare vendute singolarmente , che erano ambitissime dai bambini. Ad una certa ora..tutti a casa : la mamma doveva iniziare a preparare la cena 🙂 . Quanti ricordi…quanti pomeriggi…..!

Sperlari

Sperlari.  Sperlari è un’azienda italiana specializzata nella produzione di caramelle, torrone,torroncini , mostarda e dolcificanti. Fu fondata nel lontano 1836 da Enea Sperlari . Ha sede a Cremona e dal 2017 è controllata dal gruppo tedesco Katjies International Gmbh. Nel 1836 , il fondatore ,  avviò a un negozio di specialità tipiche dolciarie della città come torrone e mostarda , che ebbe talmente successo che i suoi prodotti divennero presto popolari anche al di fuori del territorio locale, sbarcando persino negli Stati Uniti , presso le comunità di immigrati Italiani .Nel 1935 la proprietà venne ceduta a Pernigotti . Negli anni 50 , la produzione si allargò alle caramelle , facendo diventare il marchio Sperlari uno dei più prestigiosi del settore, soprattutto con l’invenzione del mitico cofanetto Sperlari , una lussuosa confezione regalo di caramelle, simile a quelle che fino a quel momento erano state usate per i cioccolatini . L’americana Heinz Company , nel 1981 , rilevò Sperlari dalla Pernigotti . Nel 1993 la Hersey Foods Coroporation , diventò il nuovo azionista dell’azienda pagandola 120 milioni di dollari. Nel 1997 Huhthamaki OYJ  acquistò Sperlari: in questo periodo con Dietorelle e successivamente Socalbe forma il gruppo Leaf Italia SRL . Venne poi rivenduta nel 1999  a CSM NV.Nel 2005  CVC Capital Partners e Nordic Confectionery Limited (Nordic Capital) acquisirono per 850 milioni di dollari il 100% di Leaf International BV a cui faceva capo Leaf Italia. Nel mese di settembre 2017  è avvenuto un nuovo cambio di proprietà: gli svedesi hanno ceduto la società per un valore di circa 46,5 milioni di euro ai tedeschi del Gruppo Katjes International i quali hanno raggruppato i quattro stabilimenti italiani in una nuova società, la Sperlari s.r.l. Tanti cambi , per una ditta che ci ha regalato negli anni che furono..tanti momenti dolci.

 

I Moretti

I Moretti : erano dei gusci di cioccolata con all’interno una panna/crema densa e saporita. IL prodotto quando usci’ era reperibile solo in SVizzera. In seguito invase i negozi italiani.Ingredienti per circa 20 dolcini :

20 cialdine da gelato da 3 cm di diametro
80 g albume (2 uova grandi)
160 g zucchero
65 g acqua
300 g cioccolato fondente o a latte 

Preparare la meringa italiana portano zucchero ed acqua a 121°, iniziare a montare gli albumi e quando iniziano a gonfiare versare a filo lo sciroppo bollente continuando a montare, montare ancora per almeno 5 minuti, mettere la meringa in una sacca da pasticceria con un beccuccio tondo da un cm almeno e fare un cilindretto di meringa in ogni cialdina preventivamente tagliata, disporre le cialdine con la meringa in una griglia e mettere la griglia su un piatto per raccogliere il cioccolato in eccesso. Fondere a bagno maria o nel microonde a potenza media metà del cioccolato spezzettato, appena sarà fluido aggiungerci il cioccolato rimanente e (fuori dal fuoco) mescolare benissimo fono a che non sarà sciolto anche il cioccolato aggiunto, con un cucchiaino e molta pazienza ricoprire i dolcetti: io li dispongo su una gratella e li ricopro col cioccolato fuso versandocelo sopra con un cucchiaio, ho provato ad immergerli, ma si staccavano dalla cialda e facevo un gran macello, lasciar solidificare e gustare. Per fare prima potete far solidificare in frigorifero, se volete potete anche conservarli in freezer per mangiarli freddissimi.

Pandoro

Pandoro. Altro dolce tipico del Natale. Gli appassionati si dividono tra pandoro e panettone.  Diciamo che il panettone e’ tipicamente milanese e il pandoro è tipicamente veronese. Simpaticamente nord ovest vs nord est. Il pandoro a differenza del panettone e’ rimasto sempre abbastanza fedele a se stesso negli anni…cambiando proprio poco. Le varianti non sono cosi’ numerose come per il panettone. La pasta del pandoro e’ molto soffice e di colore dorato ( per la presenza delle uova) e profuma di vaniglia. Ha una forma fatta a tronco con i rilievi a stella ad otto punte. Altri ingredienti sono : farina,zucchero, burro,burro di cacao,lievito ( e le uova che abbiamo gia’ citato) . NOn ha una preparazione semplicissima.  Le origini vanno ricercate ai tempi dell’antica Roma. Nel primo secolo d.c. ( ai tempi di Plinio il Vecchio ) si puo’ leggere in uno scritto che un cuoco ( tale Vergilius Stephanus Senex ) preparo’ un “panis” con fiori di farina,burro e olio. Altre teorie .C’è chi dice che risale al periodo della Repubblica Veneziana ( intorno al 1500) . Altri che è una evoluzione di altri dolci ( come il Nadalin o il Pane di Vienna ). La morbidezza di questi dolci nasce dalla massiccia presenza di burro. La nasvita ufficiale pero’ ha una data certa : martedi 14 ottobre 1884.  Quel giorno il pasticcere veronese D.Melegatti   presentò il brevetto di un dolce natalizio al Ministero di Agricoltura e Commercio del Regno d’Italia. Era il Pandoro. Un dolce che ci accompagna…da sempre . Chi la dura..la Vintage.

Paperon Dollars ( gomme da masticare )

Chi se le ricorda le Paperon Dollars ? Erano gomme da masticare…di colore rosa. ERano…monodose…non esisteva il pacchetto. DEntro c’era una bamconota da collezionare. A seconda del personaggio si poteva vincere un’altra gomma…o due…o tre. Eravamo negli anni 70 e le “cicche” erano molto di moda tra i ragazzini. In Italia il fumetto di Topolino era al top e si cercava di sfruttare al meglio questa popolarita’.  A fine decennio anni 70….sparirono..lentamente. Erano della Elah.