Dentifricio AZ 15

Dentifricio AZ 15 .  Dentifricio AZ : e’ stato una delle prime valide alternative  ai soliti dentifrici degli anni sessanta e settanta . AZ ricerca, anche conosciuto semplicemente come AZ , è un marchio  di una linea di prodotti per l’igiene  prodotti dall’azienda americana Procter & Gamble e commercializzati in Italia .  Il marchio è stato introdotto sul mercato nel lontano 1965 , ed il primo prodotto della linea ad essere commercializzato è stato il famoso dentifricio  AZ15 ….. il famoso Gengidentifricio. Dagli anii ottanta  sono stati poi commercializzati anche spazzolini da denti , colluttori , linee di prodotti specifici per i bambini e le linee Az Tartar Control ed AZ Fluor Protection.Me lo ricordo perfettamente e il suo sapore per un ragazzetto come me, non era tra i migliori. Ma ebbe un notevole successo assicurando come spesso accade per tali prodotti…miracoloso rimedi per gengive e denti. Un altro piccolo tassello nel nostro viaggio nel passato.

 

Cotton fioc

Cotton fioc . Il bastoncino cotonato o bastoncino di ovatta (ufficialmente bastoncini per la pulizia delle orecchie) consiste in un’asticella le cui estremità sono rivestite di cotone idrofilo . La locuzione cotton fioc è un termine pseudoinglese in uso solo in Italiano , dal nome commerciale di un prodotto per il mercato italiano, della Johnson & Johnson  (in altri mercati dalla stessa azienda sono chiamati cotton buds o bastoncillos cotonetes).I bastoncini vennero ideati nel lontano 1923 dall’inventore statunitense di origine polacca  Leo Gerstenzang. Egli avrebbe osservato come la moglie fissava un fiocco di cotone all’estremità di uno stuzzicadenti per la pulizia personale del bambino. Gerstenzang fondò la ditta Infant Novelty Company per lanciare sul mercato la sua innovazione, che pochi anni dopo veniva chiamata Q-tips. Per quanto riguarda il materiale utilizzato per l’asticella, al legno si sono affiancati materiali come la plastica e, successivamente, il cartoncino . A causa dei devastanti problemi ambientali legati all’accumulo di enormi quantità di asticelle in prossimità dei corsi d’acqua, l’uso di bastoncini cotonati in materiale plastico (non biodegradabile) è in regresso dalla fine del XX secolo, tanto che in diversi paesi occidentali il modello in plastica è stato proibito .Si presta agli usi più disparati come il trucco oppure per il prelievo di campioni destinati alle analisi del laboratorio medico: in tal caso si usano bastoncini speciali confezionati singolarmente.L’uso dei bastoncini di cotone per la pulizia dell’ orecchio  è una pratica assai popolare quanto contestata. Per quanto riguarda l’efficacia, si dice in genere che il bastoncino spinga il cerume all’interno del condotto uditivo piuttosto che estrarlo; in merito alla questione della sicurezza, è opinione abbastanza affermata che un eventuale uso del bastoncino vada limitato alla parte esterna dell’orecchio, quella visibile; questo per evitare pericolose lesioni oppure un dannoso accumulo di cerume in prossimità del timpano . In alcuni paesi, le confezioni di bastoncini riportano sull’etichetta delle indicazioni per avvertire il consumatore di possibili danni e pericoli. Un secondo aspetto problematico dell’uso incauto di questo prodotto consiste nel fatto che, gettati nel WC, i bastoncini cotonati creano problemi otturando le tubature oppure ammassandosi negli impiantidi depurazione  e nei corsi d’acqua, per cui vanno sempre buttati in pattumiera , anche se l’obbligo di bastoncini biodegradabili ha sensibilmente migliorato la situazione. Un altro pezzo del passato ( ma anche presente ) che abbiamo analizzato. We are Vintage People.

Super Tele

Il Super Tele è un modello di pallone in plastica . Sebbene in rete si trovi diffusa la notizia che vuole il Super Tele nato in Italia nel 1972 , uno studio più approfondito riproduce un catalogo della Mondo spa del 1967  , in cui il modello risulta già in vendita: il sito dell’azienda non lo menziona, ma cita il Super Santos , di fascia appena superiore, come prodotto creato nel 1962.Già dal 1948 la Mondo produceva palloni in quantità industriale, in seguito alla richiesta di oggetti promozionali da parte della Ferrero , e si può dire che negli anni sessanta, ed anche successivi, i suoi modelli monopolizzarono il mercato dei palloni da calcio di fascia bassa, che ebbero un’enorme diffusione, favorita anche dalla socialità infantile ed adolescenziale tipica del periodo, in cui i bambini, anche in numero ridotto o perfino da soli, tendevano naturalmente a giocare a calcio in qualsiasi luogo capitasse (cortili, piazzali condominiali, perfino in strada, i più fortunati avevano a disposizione prati, o i campi degli oratori parrocchiali). Un pallone di prezzo molto basso (per foratura o smarrimento la vita media di un pallone era di pochi giorni, era raro che superasse una durata di qualche settimana), dalle misure più o meno regolamentari ma tanto leggero da non causare danni agli oggetti ed alle infrastrutture circostanti, si adattò perfettamente alle necessità dei consumatori, a cui veniva proposto da una fitta rete di vendita al dettaglio: ovviamente negozi di giocattoli e supermercati, ma anche tabaccai, edicole, empori di piccoli centri e bancarelle. Inoltre la sua leggerezza lo rendeva utilizzabile anche dai bambini più piccoli, dell’età di tre o quattro anni, ormai compresi nel pubblico calcistico ed orientati verso disegni che richiamassero le massime serie.Inizialmente era prodotto in colore bianco, con una stampa a pentagoni neri che riprendeva il motivo dei palloni professionali come il Telstar , usati a partire dai MOndiali del 1970 ; oltre ai pentagoni, vi era stampata la scritta “made in Italy”. In seguito vennero realizzate anche versioni con la base blu, rossa, verde e gialla, tutte sempre abbinate alla stampa in nero. Per ridurre i costi, l’imballaggio venne limitato ad una semplice retina in plastica, chiusa da un colletto metallico. Il pallone era in teoria gonfiabile,  tramite una piccola valvola autosigillante in gomma, che però per via della realizzazione approssimativa era il principale punto debole del pallone: tendeva a staccarsi e a rientrare nella sfera se si cercava di rigonfiare il pallone. Se sottoposta a colpi particolarmente potenti poteva addirittura staccarsi, rendendo in entrambi i casi il pallone inutilizzabile.Oltre ad essere venduto ad un costo ridottissimo, il Super Tele era caratterizzato dall’essere molto leggero: se da una parte questo lo rendeva poco adatto ad esempio all’uso nelle partite di calcio, aveva il pregio di ridurre il rischio di infortuni e di danni derivanti da colpi male assestati.In compenso, la leggerezza del materiale lo rendeva anche facilmente soggetto a forature, un fattore che insieme alla valvola poco resistente ne limitava notevolmente la durata di utilizzo. Quanti super tele….ho comperato……….!!!

Marina Morgan

Marina Morgan . Marina Morgan, pseudonimo di Marina Meucci (Roma, 10 settembre 1943), è una annunciatrice televisiva, conduttrice televisiva , attrice e cantante italian. E’ stata attiva in Rai dal 1975 sino al 2002 .  Ha esordito come attrice nel cinema di genere degli anni 1960. Nel 1966 è nel cast dello sceneggiato televisivo L’ombra cinese della serie Le inchieste del commissario Maigret, con Gino Cervi ed Andreina Pagnani. Nel 1968 appare nella terza puntata dello sceneggiato musicale Non cantare, spara ideato da Giovanni Giacobetti del Quartetto Cetra. Negli anno settanta decide di entrare alla Rai come annunciatrice del giornale radio tentando poi la strada della televisione : vi riesce con successo e, nel 1975, inaugura la rubrica meteorologica della Rete Due post-riforma. Entra quindi nel corpus delle signorine buonasera e, in brevissimo tempo, ne diventa un volto familiare al pari delle storiche colleghe. Oltre alle consuete trasmissioni affidate alle annunciatrici, conduce alcuni programmi televisivi tra cui Il processo del lunedì nel 1980-1981 al fianco di Enrico Ameri. Successivamente è spesso ospite del Maurizio Costanzo Show. Nella metà degli anni ottanta (pur non abbandonando il suo lavoro come annunciatrice) tentò la carriera di cantante, incidendo l’album Una donna, dal quale furono estratti due singoli: Innamorati del mondo e Tonight; sia l’album che i due singoli non riscossero però il successo sperato e dunque la sua parentesi musicale si concluse in poco tempo, e la Morgan tornò a tempo pieno all’attività di signorina buonasera.Negli anni novanta presentò il rotocalco televisivo Magazine 3, fu co-conduttrice del varietà di Rai1 RAImondo in cui era affiancata al gruppo comico napoletano Trettrè, ed ha partecipato alla trasmissione Telesogni curando un’ironica rubrica incentrata sulle soap opera e le telenovelas. Nel 1991 ha preso parte al musical-comico televisivo di Canale 5, I Tre Moschettieri nel ruolo di Milady. Lascia la RAI nel 2002, avendo raggiunto venticinque anni di attività. viene annoverata fra le annunciatrici predilette dal pubblico, che ben presto ne apprezzò la chiara pronuncia, l’aspetto solare e le vistose acconciature di vario colore, mutate nel corso dei decenni: rosso negli anni settanta, biondo negli anni ottanta, moro negli anni novanta, per poi tornare di nuovo al biondo negli anni 2000. Marina Morgan, assieme a Peppi Franzelin, è l’ultima delle storiche Signorine buonasera ad essere pensionata dalla RAI, il 9 giugno del 2002, ritirandosi a vita privata.

Volano

Una pallina leggera come una piuma, che fluttua nell’aria con l’impressione  che non abbia peso . E’  stata una fonte inesauribile di divertimento, come confermano illustrazioni vecchie addirittura di 2000 anni dall’India e dalla Grecia. E’ difficile dire esattamente quando fu giocato per la prima volta il badminton come lo conosciamo ai giorni d’oggi. La teoria più accreditata è che gli inglesi l’abbiano portato dall’india in epoca coloniale. Sappiamo che il nome viene dal Duca di Beaufort, un giocatore appassionato, che visse a Badminton House nel XiX secolo. Grazie ad una popolarita’ sempre piu’ crescente in tutto il mondo , nel 1934 vennero stabilite delle regole internazionali e dal 1992 il badminton è una disciplina olimpica che richiama continuamente nuovi appassionati.  Si gioca in singolo maschile o femminile, doppio maschile o femminile o doppio misto su un campo rettangolare diviso da una rete alta 1,55 m alle estremità (pali di sostegno) e 1,524 m al centro. Non ci sono differenze di altezza rete fra uomini e donne. Il gioco consiste nel colpire un volano con una racchetta facendogli oltrepassare la rete e mandandolo nella metà campo opposta dove dovrà essere ribattuto al volo dall’avversario. Tra i più veloci sport di racchetta, il badminton è uno sport in cui si rendono necessarie prestanza fisica, agilità e prontezza di riflessi. L’effetto è spettacolare con scambi rapidi, cambi di fronte e movimentati recuperi. Possono sfidarsi, oltre a due giocatori (singolare), anche due coppie dello stesso sesso (doppio maschile o doppio femminile), o due coppie formate da giocatori di entrambi i sessi (doppio misto). Le competizioni agonistiche internazionali vengono praticate solamente al coperto: data l’elevata leggerezza dei volani, anche un piccolissimo alito di vento potrebbe deviare la loro traiettoria. Si svolgono tornei estivi di beach-badminton sulle spiagge.

Nikita

Nikita. Nikita è un brano scritto ed interpretato dall’artista britannico Elton John . Il testo e’ di Bernie Taupin . Proveniente dall’album del 1985 Ice on Fire, si evidenzia  come una canzone pop; presenta David Paton al basso, Dave Mattacks alla batteria e Nik Kershaw alla chitarra elettrica . Ai sintetizzatori troviamo sia Fred Mandel che Elton; la rockstar, oltre che al pianoforte, si cimenta anche nei cori insieme a D.Johnstone e G.Michael . Il testo di Bernie parla di un uomo innamorato di una donna guardia di frontiera chiamata per l’appunto Nikita) proveniente dalla Repubblica Democratica Tedesca. Egli non può incontrarla perché non è tollerato nel Paese (la storia si svolge nell’ambito della Guerra Fredda). Il videoclip della canzone fu diretto da Ken Russel e il ruolo della donna soldato fu interpretato da Anya Major. Russell, in un primo momento, non si rese conto del fatto che “Nikita” fosse un nome maschile in Russia ; la canzone può perciò essere considerata anche da un punto di vista omosessuale.. Nikita è uno dei brani più famosi di Elton: distribuita come singolo il 29 ottobre del 1985 nel Regno Unito e nel febbraio del 1986 negli Stai Uniti, ebbe un grandioso successo in buona parte dell’Europa !

BIS

BIS . Bis è stato un programma televisivo a premi condotto da Mike Bongiorno , in onda su Canale 5  dal 1981 al 29 giugno 1990 . Si trattava di un gioco a quiz  consistente nel risolvere un rebus nascosto dietro un tabellone. Negli anni a seguire il programma fu poi sostituito con Tris . La trasmissione esordì il 5 ottobre 1981 , trasmessa alle ore 12:00 durante BUongiorno Italia . Nella prima puntata furono concorrenti “cavia” del gioco E.Brigliadori  e il pupazzo Five. Fatta eccezione per l’ultima edizione, nello studio non c’era il pubblico, e la regia mandava in onda degli applausi pre-registrati. Il programma era registrato negli studi Telepro che si trovavano al piano -3 della sede San Paolo Editore di Via Giotto 36 a Milano . L’ultima edizione andò invece in onda dagli studi Bravo Productions di Via Mambretti 9, sempre a Milano. Il programma era sempre andato in onda dal lunedì al venerdì: solo dal 24 febbraio 1986 al 27 giugno 1987 era andato in onda dal lunedì al sabato.Nel 1982 , per 13 settimane, tutti i sabati alle ore 20:00, andavano in onda anche delle puntate speciali di Bis, che venivano chiamate Superbis. Al gioco partecipavano i personaggi dello spettacolo, dello sport e della canzone italiana, e i premi erano devoluti in opere di beneficenza .Al termine dell’ultima stagione furono riconvocati i dodici concorrenti che avevano vinto i montepremi più alti (dai 50 milioni a oltre 100 milioni di lire). Furono disputate svariate partite a vincita diretta, facendo scontrare i dodici campioni in questo modo: il sesto in ordine di vincita contro il settimo in ordine di vincita, il quinto in ordine di vincita contro l’ottavo, il quarto contro il nono, il terzo contro il decimo, il secondo contro l’undicesimo e il primo contro il dodicesimo. Al termine di questa prima parte, i sei concorrenti che superarono il turno, tornarono a scontrarsi in tre manche progressive di semifinale, al termine delle quali, vennero definiti i quattro finalisti (con un ripescaggio a favore del semifinalista non vincitore che aveva, però, cumulato più premi). Dai quattro finalisti, con ulteriori manche, vennero definiti il primo, il secondo, il terzo e il quarto classificato.La regia della prima edizione era di Mario Bianchi , più tardi sostituito da Annarosa Gavazzi . L’autore della trasmissione,Ludovico Peregrini , veniva interpellato tutte le volte che per ogni casella del tabellone appariva qualche oggetto con il premio fornendo informazioni su di esso.  Accanto a Mike Bongiorno si sono susseguite come vallette F.Carminati, F.Pierobon e S.Messaggio.  Due concorrenti, dovevano chiamare a turno due numeri da un tabellone composto di 36 caselle, sotto il quale si nascondevano dei premi. Se sotto la coppia di numeri scelti compariva lo stesso premo, quest’ultimo li vinceva e poteva proseguire il proprio turno; conseguentemente sul tabellone apparire, dove prima c’erano le caselle relative ai numeri scelti, un pezzo del disegno che componeva il rebus ; in caso contrario la mano passava all’avversario e le caselle tornavano coperte dai numeri iniziali. Man mano che il gioco proseguiva si scopriva il disegno del rebus e, a richiesta del concorrente, si avevano del tempo per risolvere il rebus. La partita veniva vinta da chi risolveva il rebus, possibilmente prima che il tabellone si scoprisse totalmente; in caso contrario, a turno, si dava un’ultima possibilità per rispondere esattamente e, in caso di esito negativo, la partita terminava in pari.Oltre ai premi sotto ai numeri c’erano altre opzioni:

  • Prendi un premio: facendo coppia con queste due caselle il concorrente poteva prendere all’avversario un premio dalla sua lista (solitamente veniva preso il premio di maggior valore).Nella stagione 1989/90 furono introdotti delle tessere dove il concorrente poteva utilizzarlo nel corso della manche;
  • Prendi tutto: (introdotto nelle due edizioni dal 1987 al 1989). Il concorrente poteva prendere all’avversario tutti i premi appena vinti;
  • Cedi un premio: In questo caso il concorrente in gioco doveva cedere all’avversario uno dei suoi premi (di solito uno di quelli di minor valore);
  • Cedi tutto: (introdotto nelle due edizioni dal 1987 al 1989). Il concorrente doveva cedere tutti i suoi premi e passarli al suo avversario;
  • Jolly: con una sola casella Jolly  si poteva fare coppia con qualsiasi premio, anche con il “Prendi” e “Cedi un premio” (il logo era quello raffigurato sul tabellone all’inizio di ogni puntata).

Per diventare o confermarsi campione occorreva partecipare a due partite e vincerle o in alternativa vincerne una e pareggiare l’altra; in caso in cui venivano vinte una ciascuna dai concorrenti, si doveva fare una terza partita e uno dei concorrenti doveva vincerla; nel caso in cui la terza partita finiva in pareggio entrambi erano eliminati. In ogni caso i concorrenti erano eliminati se pareggiavano le prime due. Chi aveva vinto una delle manches, oltre ai premi vinti vinceva un milione di lire di premio partita per la risoluzione del rebus. Nell’ultima stagione venne cambiato il regolamento della partita non vinta da nessuono: i concorrenti avevano in dotazione sul loro baracchino una pulsantiera e chi si prenotava per primo nel risolvere la soluzione del Rebus a tabellone intero, guadagnava un punto ma non vinceva il milione di premio partita. Nell’ultima edizione fu cambiato il meccanismo del gioco: le caselle Jolly e “Prendi un premio” erano passate da due a quattro. Tutte le volte che usciva la casella Jolly, abbinata a un qualsiasi premio, escluse il “Cedi un Premio” e “Prendi un Premio”, si scopriva anche un’altra casella che avrebbe dovuto fare coppia con l’altra, e si scoprivano altri pezzetti di rebus, per accelerare la partita. Un grande amarcord.

Valda

Valda è la marca che dal 1905 produce pastiglie balsamiche a base di levomentolo e olio essenziale di eucalipto , dedicate al trattamento delle irritazioni delle vie respiratorie. Terminate le pastiglie, spesso le scatole di metallo dorate delle stesse venivano conservate e riutilizzate come contenitori di spilli, bottoni, chiodi e altri piccoli oggetti. Anche per questo motivo Valda è rimasta nella memoria di tutti noi ed ha assunto quasi l’immagine di un prodotto vintage . Nel 1905 a Parigi il visionario farmacista Henri Edmond Canonne decise di fabbricare da sé un nuovo medicinale per calmare le infezioni delle vie respiratorie. In quell’anno aprì una grande farmacia/laboratorio accanto alla Gare de l’Est e vendette il prodotto anche sulle banchine della stazione. In Francia ottiene un grande successo. L’anno successivo il prodotto viene commercializzato in Italia e, dal 1908 , esportato in più di trenta paesi.Canonne fu uno dei primi imprenditori a comprendere l’importanza della comunicazione.Per pubblicizzare le sue pastiglie inventò il Dottor Valda, un anziano personaggio dall’aria rassicurante che racconta al pubblico i benefici delle nuove caramelle.Il Dottor Valda inizia a comparire su manifesti e disegni illustrati dai più grandi artisti dell’epoca, tra cui Falcucci e R.Savignac . . Inoltre si trova sui cataloghi di vendita per corrispondenza, scatole da fiammiferi illustrate, fino all’idea innovativa di Canonne di presidiare anche i vagoni dei treni. Esistono tre ipotesi riguardo l’etimologia della parola Valda.

  • Valda è la contrazione dei due termini latini valetudo (salute) e dare (dare).
  • Valda è l’anagramma di Rue de Daval, il nome della via parigina dove venivano fabbricati alcuni prodotti venduti nella farmacia di Canonne.
  • Valda rappresenta lo speciale omaggio ad un’amica russa di Canonne.Il brand Valda, nel 2006 , ha compiuto in Italia i suoi cento anni.Quanti di noi non hanno mai mangiato una pastiglia Valda ? Poco importa se avevi il mal di gola o meno…..erano buone e basta . La scatoletta non durava mai a lungo : noi bambini vintage…. la facevamo fuori con  ritmi impressionanti.

Aquafresh

Aquafresh .  Aquafresh è un marchio della GlaxoSmithKline destinato a prodotti per l’igiene orale . Fu creato nel 1973 da SmithKline Beechan e portato in eredità durante le varie fusioni a cui l’azienda andò incontro. Fu il primo dentifricio “a strisce”, ossia composto da paste di differente colore che rimangono visivamente separate anche quando il tubetto viene spremuto. Nasce inizialmente con due colori, blu e bianco, ai quali il marketing  ha provveduto ad associare particolari caratteristiche; il blu indicava la capacità di conferire un alito fresco, il bianco indicava la capacità di mantenere i denti sani. Puntando principalmente sulla trovata delle strisce e sulla freschezza, e quindi diretto sostanzialmente a consumatori giovani, nel tempo ha in parte mantenuto questo posizionamento ma evolvendolo in direzione dell’igiene orale. All’inizio degli anni ottanta viene quindi aggiunto anche un terzo colore, il rosso, con conseguente riorganizzazione dei benefit; il blu sta per la freschezza, il bianco sta per la prevenzione della carie  e il rosso sta per la prevenzione della placca ). Più in generale, comunque, per far fronte alle esigenze di mercato, l’Aquafresh si è sviluppato proponendo numerose varianti sia a livello di pasta, disponibile in vari gusti e/o con varie caratteristiche, sia a livello di tubetto (ad esempio a partire dagli anni ottanta è stato disponibile in dispenser, cioè in un cilindro di plastica rigida che permette di far uscire la pasta premendo un pulsante). Al dentifricio sono stati affiancati inoltre anche altri prodotti, sempre a marchio Aquafresh; come spazzolini, colluttori  o gomme da masticare  per l’igiene orale.Ero piccolo ma a quei tempi ricordo di questa piccola rivoluzione nel campo dei dentifrici e averlo in casa era una gran bella novita’. Voi … ve lo ricordavate ?

 

Paninaro

Paninaro. I “paninari” interpretavano proprio lo spirito degli anni ’80. Il loro nome deriva dal bar milanese Al Panino (Piazzetta Liberty), dove si radunavano e successivamente si spostarono al fast food Burghy di Piazza San Babila . Un casuale incontro con i Pet Shop Boys ispira i componenti del gruppo pop alla realizzazione della hit Paninaro (1986). Coltivavano il proprio aspetto vestendo con un look che di fatto era una sorta di divisa di riconoscimento. Alcuni caratteristici oggetti dll’essere Paninaro :

  • occhiali Ray-Ban
  • zainetto Invicta a righe
  • giaccone imbottito Moncler
  • stivali da cowboy  Frey
  • jeans appena sopra le caviglie Levi’s, Enrico Coveri, Stone Island o Americanino
  • felpa Best Company
  • maglione Les Copains
  • cintura di pelle con grandi fibbie El Charro
  • camicia a quadri
  • calzini decorati a rombi Burlington per i ragazzi e colorati della Naj Oleari per le ragazze
  • scarponcini Timberland oppure scarpe sportive Vans rigorosamente senza lacci.

Fu molto celebre la caricatura fatta dal comico E.Braschi al Drive In della figura del paninaro. Nei primi anni ottanta le zone di Milano erano frequentate da gruppi molto chiusi di giovani con proprie regole e stili che ne determinavano l’appartenenza come i metallari o i dark .  All’interno di questo contesto si sviluppò una sottocultura giovanile, affine alle altre per la necessità di rimarcare l’appartenenza a uno specifico gruppo, costituito da giovani adolescenti o poco più grandi, che si riunivano presso i locali di zona piazza san Babila codificando un proprio lessico e un proprio stile basato sull’ostentazione di capi firmati molto costosi ma che era al contempo anche alla portata di tutti grazie a un mercato che, colta la nuova moda, incominciò a fornire a prezzi accessibili quanto necessario per uniformarsi al nuovo stile. Nelle paninoteche e nei fast food del centro di Milano prese forma un fenomeno di costume che dopo essersi diffuso in tutta Italia, si estese anche all’estero. I luoghi di ritrovo, paninoteche e fast food, dove potevano essere consumati pasti veloci ne determinarono quindi anche il nome.