Rizzo

Rizzo.  Rizzo è un personaggo fittizio dalle fattezze di un ratto antropomorfo creato da Jim Henson nel 1980 per vari show televisivi con protagonisti i Muppets. E’ uno dei personaggi animaleschi che appare frequentemente all’interno dello spettacolo di varietà The Muppet Show. E’ ancora interpretato da Steve Whitmire dalla sua prima apparizione. Il ratto appare per la prima volta nell’episodio 418 del Muppet Show, con Christopher Reeve, all’interno di un segmento musicale nel quale balla con un gruppo di ratti; tuttavia, Rizzo si distingue facilmente dagli altri perchè reagisce sarcasticamente ad ogni verso della canzone e pesta gli altri personaggi. Whitmire stesso afferma di essersi affezionato al pupazzo gia’ dalla sua prima apparizione, e di aver creato tutti i vestiti che egli indossa all’interno dello show. Il ruolo piu’ importante di Rizzo fu nel lungometraggio Natale in casa Muppets nel quale il ratto narra le vicende assieme a Gonzo che interpreta Charles Dickens. Da allora, Rizzo è sempre mostrato come miglior amico del pupazzo blu. Rizzo è un ratto antropomorfo dall’anatomia caricaturale e la postura plantigrade. E’ uno dei Muppet piu’ piccoli, mosso solo da una mano. Ha il corpo marrone con due grandi occhi ed orecchie tonde, zampe minute, muso allungato ed appuntito ed una lunga coda. Parla con un forte accento del New Jersey e si mostra come un personaggio che ama prendere in giro gli altri o raggirarli per ottenere cio’ che vuole. Ha inoltre una forte acrofobia.

Risultati immagini per rizzo muppet

Together Forever

Together Forever. Together Forever

Pubblicazione  1988

Durata  3:24

Album di provenienza  Whenever You Need Somebody

Genere                Dance pop

Etichetta             RCA Records

Produttore         Stock, Aitken & Waterman

Together Forever è un singolo del cantante inglese Rick Astley, registrato nel 1987 e pubblicato nel 1988. Ha una struttura accordale e melodica simile al precedente singolo Never Gonna Give You Up. Il 18 giugno 1988 ha raggiunto la prima posizione nella classifica dei singoli musicali Billboard Hot 100.

Sturmtruppen

Sturmtruppen. Sturmtruppen è un fumetto comico satirico italiano, ideato e disegnato da Bonvi. Pubblicato dal 1968 sotto forma di strisce giornaliere, tra il 1984 e il 1985 passò gradualmente al formato in tavole, che mantenne fino alla fine della produzione nel 1995, dovuta alla scomparsa dell’autore. Ambientato al fronte, il fumetto è una raffigurazione satirica della seconda guerra mondiale dal punto di vista delle truppe d’assalto tedesche, spesso condita da situazioni surreali. I personaggi, quasi tutti anonimi soldati o graduati, parlano un italiano storpiato da suffissi e suoni tipicamente tedeschi.È stato il primo fumetto italiano realizzato nel formato a strisce giornaliere e per molto tempo ha goduto di vasta popolarità non solo in Italia,venendo pubblicato su un vasto numero di giornali, riviste e libri e tradotto in undici lingue diverse tra cui il russo, divenendo quindi il primo fumetto straniero mai pubblicato nell’allora Unione Sovietica. Al fumetto si ispirano due omonimi lungometraggi del 1976 e del 1982. Le strisce a fumetti debuttarono sul quotidiano Paese Sera il 23 novembre 1968, quando il quotidiano romano aveva indetto un concorso per una striscia a fumetti italiana inedita. Nel luglio 1969 la striscia si trasferì su L’Ora di Palermo, facendo anche brevi apparizioni nell’Almanacco della IV edizione del Salone dei Comics di Lucca nel novembre 1968 e sulla rivista di fumetti Off-Side dell’Editoriale Nova nell’aprile 1969 e nel corso degli anni compariranno su altri giornali e molti periodici come Segretissimo e la Gazzetta di Parma. Negli anni settanta viene pubblicata su riviste di fumetti come Eureka dell’Editoriale Corno dal 1972 al 1975 dove si interrompe per circa un anno e riprendere nel 1976 con la striscia n° 1350; lo stesso editorie pubblica anche sei volumetti monografici dedicate alle strisce nella collana Eureka Pocket e poi due volumi della collana Comics Cartoons e nel 1978 esordisce la collana Sturmtruppen Coloren seguito da Sturmtruppen Mese nel 1981[6] e da Il Meglio di Sturmtruppen (1983). Con il fallimento dell’Editoriale Corno nel 1984, la serie è ripresa nel 1985 dalla Re.Vi. con un nuovo mensile e dal 1986 dalla Gene Vincent, che pubblica un albo a formato orizzontale, Sturmtruppen, pubblicato per 69 numeri fino al 1994 (gli ultimi sette pubblicati dalla Franco Cosimo Panini).La serie si è interrotta con la morte dell’autore nel 1995; l’ultima striscia è la n° 5865. Dopo la morte dell’autore, Leo Ortolani e Clod (Claudio Onesti), realizzarono una nuova serie di strisce per il settimanale Il Giornalino.La gran parte delle strisce delle Sturmtruppen ha come protagonisti anonimi soldati chiamati con nomi tedeschi piuttosto comuni (Fritz, Franz, Otto e altri), talvolta accompagnati da un soprannome. Oltre a questi, vi è un certo numero di personaggi ricorrenti. Ecco i principali:

Sergenten: veterano dell’esercito, pienamente inserito nel sistema, di cui ha assorbito l’ossessione per la disciplina ma anche, spesso, gli atteggiamenti sadici. È una delle figure più perfide e sovente vessa i soldati, affibbiando loro missioni pericolosissime e talvolta suicide.

Il fiero alleaten Galeazzo Musolesi: è l’unico personaggio ad avere un’identità precisa. Italiano di San Giovanni in Persiceto, col suo comportamento furbo e approfittatore rappresenta una parodia degli stereotipi sugli italiani in guerra. Il suo nome, che richiama quelli di Benito Mussolini e Galeazzo Ciano, si deve a una burla che nel 1964 un gruppo di studenti di liceo amici di Bonvi fecero al preside della loro scuola, inviando al settimanale Oggi una lettera a firma di un fantomatico Galeazzo Musolesi, che affermava di essere stato compagno d’armi del preside durante la prima guerra mondiale e lo descriveva come un eroe, dicendo di averlo sentito leggere ad alta voce Dante sotto un furioso bombardamento per sollevare il morale delle truppe

Cuoken: cuoco del campo, fortemente criticato per l’infima qualità del rancio che serve, spesso composto da ingredienti immangiabili quali pneumatici, olio per motori, arti di cadaveri. In un’occasione il suo rancio prende addirittura vita.

Gli eroiken portaferiten: soldati che portano all’infermeria i feriti in battaglia tramite una barella. Non brillano per capacità e quasi sempre peggiorano le condizioni di coloro che assistono. Uno dei due si chiama Otto ed è palesemente poco intelligente, dell’altro non si sa il nome.

L’eroiken portaordini: soldato coraggioso e spericolato, capace di lanciarsi senza esitazione e senza alcuna prudenza al di là di qualsiasi ostacolo (fiumi, dirupi, nemici) pur di portare a termine la propria missione di consegnare importanti messaggi.

Capitanen: il comandante della compagnia. Pur rappresentando anch’egli, come il sergente, l’autorità e il potere, di tanto in tanto assume il ruolo di mediatore, per impedire eccessi da parte degli altri graduati inferiori o superiori a lui. In alcune strisce dimostra tendenze particolari, vestendosi in abiti femminili e corteggiando soldati.

Tenente novellinen: un giovane e imbranato ufficiale, arruolato solo per nepotismo, incapace di svolgere anche le mansioni più semplici. Le sue missioni si risolvono regolarmente in un disastro.

Gli uffizialen superioren: si tratta della più alta fonte di autorità, ossia generali, colonnelli o ispettori, che appaiono di tanto in tanto. Detengono il potere ma non sempre ricevono il dovuto rispetto.

Piccola fedetta prussiana: un triste soldato perennemente su un albero a osservare i nemici, anche se in realtà a causa dei motivi più disparati non vede mai niente. Quando rimane incastrato sull’albero, dopo vari tentativi infruttuosi, l’unico modo per farlo scendere è quello di sparargli. Il nome è chiaramente mutuato dalla “piccola vedetta lombarda” presente nel romanzo Cuore di Edmondo De Amicis.

Doktoren: è l’ufficiale medico, ma non sembra molto preparato, anche perché in realtà ha studiato veterinaria. Lo si trova a volte intento a perseguire strani obiettivi quali la pozione per l’invisibilità o la caccia ai vampiri.

Risultati immagini per sturmtruppen

Una giornata uggiosa

Una giornata uggiosa. Una giornata uggiosa è il 14º album discografico di Lucio Battisti, pubblicato nel febbraio del 1980[1] dall’etichetta discografica Numero Uno. Da esso venne estratto il singolo Una giornata uggiosa/Con il nastro rosa. Registrato a Dartford, Londra (per la somiglianza che secondo Battisti essa aveva con l’affezionata Ostia) come il precedente Una donna per amico con Geoff Westley nelle vesti di produttore, rimase al primo posto in classifica per nove settimane consecutive. Fu l’ultimo album di Battisti con testi firmati da Mogol. Nel 1995 il giornalista Tullio Lauro entrò in possesso di alcuni nastri eseguiti da Battisti, tra i quali erano presenti registrazioni di alcuni brani di questo album. Le esecuzioni, in cui Battisti canta accompagnandosi con la chitarra, risalgono all’aprile del 1979, quando Battisti fece ascoltare le demo di alcuni brani presenti nell’album al produttore ed arrangiatore Geoff Westley. A partire dall’anno del ritrovamento, stralci di questi provini sono stati trasmessi durante vari special televisivi, come Target o Tg2 Dossier. La copertina fu realizzata dal fotografo Ilvio Gallo; è costituita da una fotografia in bianco e nero che raffigura una strada bagnata e allagata dalla pioggia, ripresa dall’alto. È visibile un passante che si copre con un ombrello e il muso di un’automobile (un Volkswagen Maggiolino cabriolet color oro. La persona con l’ombrello è l’assistente del fotografo.

Viuuulentemente mia

Viuuulentemente mia. Viuuulentemente mia è un film del 1982 diretto da Carlo Vanzina. La ricca Anna Tassotti Maloni è un’evasore fiscale che, a seguito di un blitz della polizia, è costretta a riparare fuori Italia. Durante il tragitto per l’aeroporto la sua vettura esce di strada a causa di un’auto della polizia che passa con il rosso senza sirene, guidata da Achille Cotone. Egli, ignaro di chi abbia di fronte, per scusarsi di aver provocato l’incidente si offre  di accompagnarla all’aeroporto. Partito l’aereo, all’arrivo di un suo superiore Cotone capisce di aver commesso un grosso sbaglio. Achille riesce a scovare Anna in Spagna, trattenuta dalla polizia per mancanza di documenti, e inizia il suo lungo viaggio di recupero tra mille peripezie. Giunto a Ibiza con il suo superiore per riportare l’evasore in Italia, viene convinto da Anna ad andare a pranzo al ristorante di un suo caro amico, che cerca di aiutarla mettendo del lassativo nel cibo dei due poliziotti (ottenendo però solo il ricovero del superiore di Cotone). Achille si trova quindi a gestire la situazione da solo e, per ovviare allo sciopero dei controllori aerei, requisisce l’aviogetto privato di Anna per tornare in Italia. Le cattive condizioni meteo, però, fanno precipitare il velivolo in Corsica, da dove i due ripartono con uno yacht rubato all’ex di lei. Arrivati in Italia, Cotone riesce a consegnare Anna alle autorità, ma viene comunque spedito in Sardegna per i guai che ha combinato. Anna esce di galera e va a trovare Achille, di cui si è innamorata.

Cenerentola ’80

Cenerentola ’80 . Cenerentola ’80 è un film italo-francese del 1984 diretto da Roberto Malenotti, con protagonisti Bonnie Bianco e Pierre Cosso. Del film esiste una versione televisiva trasmessa in due puntate su Rai 2. Cindy è figlia adulterina della “colpa di suo padre”, come suole chiamarla la cattiva matrigna con cui vive a New York insieme a due sorellastre e al padre, pizzaiolo napoletano. Madre e figlie partono allora per l’Italia, sarà una vacanza di studio, dal momento che le due predilette frequenteranno l’accademia musicale di Santa Cecilia. Il padre convince la famiglia ad accettare in compagnia anche Cindy. Durante il viaggio Cindy conosce un ragazzo italiano, venuto in America come cantante. Lei stessa lo è, oltre che ballerina ma senza tante ambizioni tuttavia con tanti sogni di successo nel cassetto.Senza che lei sappia nulla della condizione sociale di lui, iniziano a vivere da buoni amici a Roma. Mizio così si fa chiamare, è in realtà un principe: figlio di un nobile padre, e non vuole saperne di accettare l’investitura all’incarico che il genitore gli vuole addossare in eredità. Egli ama vestire casual, esibirsi in discoteca come cantautore e coltivare la sua amicizia con Cindy. Quest’ultima prova l’ebbrezza delle sue notti romane, resta coinvolta involontariamente in spiacevoli disavventure, tanto da venir minacciata di forzato rimpatrio. Dai pasticci la libererà allora Mizio, che a sua volta, come ricatto necessariamente accettato, deve accettare l’investitura disprezzata e derisa di Gran Cerimoniere. Cindy partecipa, con l’aiuto ed i consigli disinteressati di una maga romana, al gran ballo di palazzo organizzato dal padre di lui, il quale ha avuto la felice idea di invitarvi anche la cattiva matrigna con relative figlie, quest’ultima nello speranzoso desiderio di impalmare qualche principe romano ancora disponibile con loro. Cindy scopre soltanto allora la vera identità di Mizio celata fino ad allora. Irritazione e fuga dal palazzo con prevedibile perdita, riappacificazione finale dopo la necessaria spiegazione tra i due innamorati, concludono la rivisitazione moderna della bella favola immortale. Ai due si apre un futuro di successo come cantanti.

Fabrizia Carminati

Fabrizia Carminati.  Fabrizia Carminati (Bergamo, 16 dicembre 1955) è un’annunciatrice televisiva e conduttrice televisiva italiana attiva per le reti Fininvest negli anni ottanta. Ha esordito in televisione nel 1979 come valletta di Mike Bongiorno nel primo quiz da lui condotto su una tv privata, I sogni nel cassetto, trasmesso da Telemilano (che dal 1980 divenne Canale 5). Dal 1981, sempre al fianco di Bongiorno ha partecipato alla trasmissione quotidiana del mattino Bis, che abbandonò nel 1983 per affiancare Stefano Santospago (poi sostituito da Marco Columbro e infine da Umberto Smaila e i Gatti di Vicolo Miracoli) nel quiz musicale Help!. Nell’estate del 1984 ha affiancato nuovamente Bongiorno, insieme a Fiorella Pierobon, nello spettacolo musicale Incontri d’estate.Nello stesso periodo è stata inoltre una delle giovani signorine buonasera con le quali Canale 5, Italia 1 e Rete 4, sul modello allora in voga della Rai, annunciavano i programmi in palinsesto. Appariva inoltre in diversi sketch nei contenitori di cartoni animati delle reti Fininvest, e con ruoli minori in altre trasmissioni televisive come Premiatissima in qualità di “Miss Fortuna” (curava lo spazio dedicato alle estrazioni per un concorso a premi) e Zodiaco (interpretava il segno del “Sagittario”).Nel 1986 ha interpretato una parte nel film per la televisione diretto da Bruno Corbucci Le volpi della notte, con Viola Valentino (Anna) e Pamela Prati (Miriam), nel ruolo di Elena, giovane e attraente agente speciale della questura di Roma. Nella stagione successiva, 1986/1987, ha fatto parte del cast di Un fantastico tragico venerdì, varietà di prima serata di Rete 4 condotto da Paolo Villaggio e Carmen Russo.Nel 1990 è passata in RAI dove ha affiancato Raffaella Carrà nella prima edizione di Ricomincio da due – Weekend con Raffaella in onda su Raidue, curandone i collegamenti esterni, mentre l’anno successivo è stata nel cast della trasmissione del venerdì sera di Telemontecarlo Settimo squillo, condotto da Remo Girone e Paola Perego. In seguito, tornata in Mediaset, è diventata inviata per il programma di Rete 4 Buon pomeriggio, condotto da Patrizia Rossetti.Nel 1994 ha collaborato con Telenorba, per la quale ha condotto il contenitore quotidiano Piazza d’uomo insieme a Ettore Andenna e Daniela Rocco.Successivamente si è candidata in politica per Forza Italia alle elezioni europee del 2004, senza però essere eletta.Dopo anni di assenza dal piccolo schermo è apparsa come ospite, nella primavera del 2007, in una puntata di Quelli che… il calcio (Rai 2), mentre nell’estate successiva è stata il personaggio misterioso in una puntata di Cultura moderna (Canale 5).Nel 2007 ha dichiarato d’aver avuto all’inizio degli anni ottanta una breve relazione amorosa con il suo editore del tempo, Silvio Berlusconi.

Edifumetto

Edifumetto . Edifumetto (nota anche come Editrice Squalo, Squalo Comics ed Edifumetto 3000), è stata una casa editrice italiana fondata nel 1972 da Renzo Barbieri, attiva principalmente negli anni settanta e ottanta nel campo del fumetto erotico-pornografico italiano in formato tascabile e, insieme alla Ediperiodici – sua principale concorrente nel settore del fumetto per adulti – ne monopolizzò il settore con serie di successo di vario genere come Zora, di genere horror  o Biancaneve, di genere umoristico e molte altre anche di genere non erotico realizzate da autori di fama come Magnus. Nel periodo di maggior successo vennero pubblicati una ventina di tascabili erotici al mese ma alla fine degli anni ottanta le videocassette per adulti ne decretarono la fine; l’ultimo grande successo fu una serie non erotica, Paninaro, che arrivò a vendere oltre 100 mila copie al mese, ma fu di breve durata.[8] Alcune delle serie a fumetti erotiche di maggior successo ebbero delle trasposizioni cinematografiche come Biancaneve & Co. del 1982 e Zora la vampira del 2000.Nella prima metà degli anni sessanta, il successo dei fumetti neri come Diabolik, Kriminal e Satanik, indirizzate a un pubblico adulto con scene di cruda violenza e donne semisvestite, fece nascere una pletora di epigoni di qualità non sempre meritevole di citazione, quasi tutti editi nel caratteristico formato tascabile. La moda alla fine del decennio si era ormai esaurita, con un mercato saturato da prodotti spesso dozzinali, che nei primi anni settanta scomparvero quasi del tutto. In questo contesto si trovò ad operare Barbieri che da scrittore di fumetti per l’Editoriale Dardo e le Edizioni Alpe, decise, nel 1966 – in pieno boom dei fumetti neri – di fondare una propria casa editrice, la Editrice 66 e, ispirandosi a famosi soggetti cinematografici e letterali del momento, ideò nuove serie a fumetti che rappresentarono una evoluzione delle tematiche già presenti nei fumetti neri e caratterizzate da una forma di erotismo più esplicito per i tempi; vennero così pubblicate alcune testate sceneggiate da lui stesso insieme a Giorgio Cavedon e disegnate da Sandro Angiolini come Isabella, ispirata al personaggio di Angelica e Goldrake, ispirato a quello di James Bond, che costituiscono i primi fumetti erotici italiani in formato tascabile; il riscontro però non fu positivo e lo scarso successo delle due serie porterà alla chiusura della casa editrice. Nel 1967, Cavedon e Barbieri divennero soci costituendo le Edizioni ErreGi, con la quale pubblicarono, questa volta con successo, le idee editoriale di Barbieri, sia riproponendo la serie dedicata a Isabella che quelle dedicate a nuovi personaggi come Jacula e Lucrezia, sempre di carattere erotico e in genere incentrate su personaggi femminili come anche Messalina, Hessa, Lucifera, Walalla, Yra, Jungla, Bonnie e molte altre eroine sexy sempre pubblicate nel classico formato dei fumetti neri e riscontrando un certo successo; oltre a queste serie ne realizzarono altre, di genere horror, come la testata Terror. Nel 1972 il sodalizio fra i due però si rompe e Cavedon rimase unico proprietario della ErreGi cambiandone la denominazione in Ediperiodici mentre Barbieri fondò la Edifumetto.I diritti sui personaggi editi dalla ErreGi erano rimasti a Cavedon e quindi Barbieri ne ideò di nuovi, sempre di genere erotico/pornografico, riuscendo anche stavolta a raggiungere un discreto successo; fra le molte testate, non sempre di eccelsa qualità, si ricordano Zora, Rolando del Fico, Vampiro, Scheletro, Sukia, Belzeba, Playcolt, Poppea e decine di altri personaggi, parte della cui fortuna sarà dovuta alle copertine dall’inconfondibile stile pittorico realizzate da autori come Alessandro Biffignandi, Emanuele Taglietti, Roberto Molino e Carlo Jacono. Svariate sono anche le testate, uscite negli anni settanta, con racconti ispirati alle fiabe riproposte in chiave erotica disegnate soprattutto da Sandro Angiolini; ci furono anche degli epigoni editi da altri editori, come Sexy Fiabe e Strafiabe.Nel giro di pochi anni la Edifumetto arrivò a pubblicare un notevole numero di testate di genere erotico che, dalla metà degli anni settanta, virarono verso una pornografia sempre più esplicita, di pari passo con l’evoluzione dei costumi e, nel periodo di maggior successo vennero pubblicati anche venti serie di tascabili erotici al mese.Grazie al successo di queste serie realizzate spesso in fretta e di qualità a volte molto scadente, Barbieri poté pubblicare anche opere, non sempre genere erotico, di autori riconosciuti del fumetto italiano come Ferdinando Tacconi, Leone Frollo e Magnus. In particolare con quest’ultimo, dopo che il disegnatore aveva interrotto lo storico sodalizio con lo scrittore Max Bunker, Barbieri instaurò una collaborazione che, nell’arco di un decennio, portò a realizzare serie a fumetti come Lo sconosciuto, La compagnia della forca, I briganti e Necron.Negli anni ottanta però arrivò la crisi del mercato dei fumetti pornografici causata dallo sviluppo delle videocassette per adulti. L’ultimo grande successo dell’editore fu una serie non erotica, Paninaro, che arrivò a vendere oltre 100 mila copie al mese, ma fu comunque di breve durata; all’inizio degli anni novanta Barbieri provò a proporre tascabili più soft ma senza riuscire a ritrovare il successo degli anni precedenti. Le varie serie, erotiche e non, vennero pubblicate negli anni anche sotto altri marchi editoriali che facevano sempre capo a Barbieri come le Edizioni GEIS, SEGI, Il Vascello, Centroedizioni, seguite poi da Squalo Comics e fino alla Renzo Barbieri Editore e Edifumetto 3000, fino ai primi anni del Duemila.

Il Bacio Perugina

Il Bacio Perugina.  Il Bacio Perugina è un cioccolatino dalla forma irregolare e tondeggiante, farcito con gianduia, granella di nocciola e ricoperto di cioccolato fondente. È prodotto dalla Perugina.La presentazione ed il confezionamento del bonbon sono opera di Federico Seneca, direttore artistico della Perugina negli anni venti, che, rielaborando la rappresentazione del quadro di Francesco Hayez Il bacio, creò la tipica scatola blu con l’immagine di due innamorati. Fu sempre sua l’idea di inserire i cartigli contenenti le frasi d’amore che ancora oggi caratterizzano lo storico cioccolatino.Si dice che il Bacio sia nato dall’idea di Luisa Spagnoli di impastare, con altro cioccolato, i frammenti di nocciola che venivano gettati durante la lavorazione dei dolciumi. Ne venne fuori uno strano cioccolatino dalla forma irregolare, che ricordava l’immagine di un pugno chiuso, dove la nocca più sporgente era rappresentata da una nocciola intera. Fu chiamato per questo “Cazzotto”.Giovanni Buitoni, contemporaneamente amministratore delegato della Perugina e presidente della Buitoni, non convinto che fosse una buona idea proporre dei cioccolatini da regalare denominati “cazzotto”, volle ribattezzarli con un nome più adatto. Nacque così il “Bacio” Perugina. I primi cartigli apparvero negli anni trenta anche se Federico Seneca, l’allora direttore artistico dell’azienda non li ritenne inizialmente romantici come quelli che conosciamo oggi. Una versione che ha il sapore della leggenda ci racconta che Luisa avesse l’abitudine di scrivere brevi messaggi al suo amante Giovanni Buitoni avvolgendoli attorno ai cioccolatini che poi gli mandava perché li controllasse. Pare che Seneca ispirandosi alla suddetta inconfessata storia d’amore volle legare per sempre questo dolce pensiero al cioccolatino. Così oggi tra il cioccolatino e l’incarto argentato troviamo ancora un messaggio scritto in varie lingue.Nel corso della vita del prodotto, furono realizzate alcune varianti (ad es. nel 1964 una versione con ciliegia e liquore in luogo della nocciola, in un incarto dorato con la grafica rossa anziché argentato con la grafica blu, con la confezione anch’essa rossa), ma lo scarsissimo favore riscontrato presso il pubblico fece regolarmente rientrare ogni tentativo di innovazione.  La campagna pubblicitaria del 1934, promossa da Aldo Spagnoli, direttore della pubblicità alla Buitoni-Perugina, consistette nello sponsorizzare la trasmissione radiofonica “I Quattro Moschettieri” di Angelo Nizza e Riccardo Morbelli, attraverso la creazione delle celebri figurine disegnate da Angelo Bioletto, tra cui il famoso e introvabile Feroce Saladino.Perugina e Alitalia concepirono una divulgazione congiunta per i Baci: il Boeing 747-200 I-DEMF “Portofino”, che operava sulla rotta Roma-New York, assunse, tra il 1997 e il 1999, una livrea dedicata a questo cioccolatino. In questa livrea il bianco era sostituito dal blu, le bande verdi e rosse da altre argentee. Celebre è rimasta la frase scritta sulla fiancata: “Baci dall’Italia. Baci da Alitalia”.Nel 2009 la campagna pubblicitaria “Giovanni Don Giovanni” dell’agenzia Armando Testa con la direzione creativa di Marco Faccio si aggiudicò il prestigioso premio Leone d’Oro al Festival della Pubblicità di Cannes. Si tratta di uno dei primi esempi di diffusione nata sui social network, YouTube e Facebook.

Serate Vintage

Serate Vintage . Si svolgono alla pizzeria il Volo ( a Caselle in provincia di Verona ). Ogni tanto le promuoviamo in questo blog perchè bene si sposano col carattere e umore che trovate qui. La piu’ bella musica di sempre…tutta in una sera.  Se vi è piaciuto La febbre del sabato sera, Grease , il periodo della discomusic , degli anni settanta e ottanta….e un po’ di latino e afro , ebbene queste sono le serate che fanno per voi. Tanto divertimento e ottima musica ( con l’ottimo cibo del Volo ). I protagonisti siete voi…e solamente Voi. Vi aspettiamo il 09-02-2019…per divertirci insieme.