Roberto Soffici

Roberto Soffici .  Roberto Soffici nasce a Pola il 29-10-1946 . E’ un cantautore italiano .  Figlio del compositore e arrangiatore Piero Soffici e di Agnese Ines Budicin, inizia la carriera come autore di canzoni, firmando, tra le altre, Non credere per Mina, Un pugno di Sabbia per i Nomadi e Casa Mia per l’Equipe 84.  Nel 1969 incide il primo 45 giri a proprio nome, Una parola / Possibile , per la Dischi Ricordi , casa discografica con cui incide altri due 45 giri ed un LP, senza pero’ mai  raggiungere il successo. Dopo il cambio di casa discografica ed il passaggio alla Fonit Cetra , ottiene la prima affermazione con Invece Adesso , il suo primo disco che entra in classifica. Del 1980 e’ il brano Io ti voglio tabto bene , che rimane il suo singolo di maggior successo, risultando uno dei più venduti dell’anno in Italia. Nello stesso anno incide la sigla italiana dell’anime chiamato The Monkey , dal titolo  Monkey , con lo pseudonimo I Coccodrilli.In seguito Soffici partecipa al Festival di Sanremo del 1982 con la canzone Strano Momento , scritta con Andrea Lo Vecchio . Nel 1987  torna alla ribalta collaborando con Adriano Celentano  per la produzione dell’album La pubblica ottusita’ e scrivendo il brano omonimo, fortemente ambientalista, in linea con le idee di Celentano. Tra gli altri suoi brani più noti si possono annoverare Malinconia, All’improvviso l’incoscienza, Nel dolce ricordo del suo sorriso, Tanto donna, Dimenticare e Un taxi giallo.  NB Questo blog va in ferie per qualche gg. Ci rivediamo ad agosto. Nel frattempo andate sino in fondo di ogni pagina e cercate a ritroso le decine e decine di post inerenti al nostro carissimo…Vintage. Ce ne sono per tutti i gusti.

Stefano Sani

Stefano Sani .  Stefano Sani (Montevarchi , 23-02-61 ) è un cantante, conduttore televisivo e attore teatrale italiano.  Nel 1981, all’età di 20 anni, debutta al Festival di Castrocaro  col brano Un’altra atmosfera  scritto da Zucchero , arrivando  dietro i due vincitori, lo stesso Zucchero e Fiordaliso . Partecipa al Festival di Sanremo 1982  con Lisa, brano scritto e prodotto da Zucchero. L’artista viene decretato come rivelazione del Festival da Tv Sorrisi e Canzoni  e nell’aprile del 1982 viene invitato a partecipare al Festival Internazionale di Malta come rappresentante dell’Italia, ottenendo il secondo posto. Nell’estate dello stesso anno presenta il suo secondo 45 giri Quando lei ritornerà, brano sempre scritto da Zucchero, alla “Vela d’oro” di Riva del Garda . Nell’ottobre del 1982 inizia a condurre su Rai 3  il programma L’Orecchiocchio , rotocalco musicale pomeridiano antesignano di VideoMusic. Partecipa al Festival di Sanremo 1983 , stavolta nella sezione “Big”, col brano Complimenti, che si classifica al settimo posto generale (quarto tra i “Big”). Il singolo, pur non bissando il successo di Lisa, rimane in classifica per circa 4 mesi. Nel maggio del 1984 vede la luce il singolo Notte amarena, brano di A.Salerno e R.Brioschi . Il 45 giri, che presenta sul retro il brano Strano sentimento, viene pubblicato ancora dall’etichetta Fonit Cetra. Notte amarena viene eseguita dal vivo per la prima volta al Teatro Verdi di Montecatini in uno spettacolo condotto da Pippo Baudo  nel giugno del 1984. A fine giugno il brano partecipa al Festival di Saint VIncent  (è il pezzo che apre la manifestazione), classificandosi al quarto posto. Nel 1986 partecipa nuovamente allo stesso festival  con Delicatamente due.  Il brano fa parte dell’omonimo Q-Disc . La carriera di Sani prosegue anche nel campo teatrale. Nel 1995 recita con la compagnia fiorentina del Nuovo Bargello ne La Mandragola  di Machiavelli nel ruolo di Callimaco. Nel 2007 recita a teatro nel musical La surprise de l’amour con Viola Valentino , Manuel Casella, Leda Battisti e Alex Belli.  Nell’aprile del 2007 torna a calcare il palco dell’Ariston a Sanremo per reinterpretare Lisa a I migliori anni di Carlo Conti . Nel 2018 partecipa al programma televisivo Ora o mai piu’ , condotto da Amadeus  in onda su Rai 1 dove, nella serata finale, presenta il suo nuovo singolo “Liberi di vivere” scritto con Fabio Mosello ed arrangiato da Andrea De Paoli per Music Universe .

 

Occhiali da sole

Occhiali da sole.  Gli occhiali da sole sono un dispositivo di protezione individuale , votato a salvaguardare l’apparato visivo  di una persona dai possibili rischi causati dalla radiazione solare intensa . Dai tempi preistorici, gli Inuit  indossano maschere d’avorio che bloccano i raggi del sole riflessi dalla neve. Sotto l’IMpero Romano, Plinio  racconta che l’imperatore Nerone guardava le lotte dei gladiatori attraverso smeraldi . In Cina , i vetri di quarzo fumè sono stati utilizzati nel XII secolo per proteggere gli occhi contro l’abbagliamento e per nascondere le espressioni dagli occhi dei giudici durante l’interrogatorio. I primi occhiali con lenti per filtrare i raggi Uva ] sono prodotti nelle vetrerie di Murano a Venezia , dove delle copie del Settecento sono sopravvissute. Questi occhiali anche detti “occhiali da gondola”, “vetri da gondola” o “vetri di dama” con vetro verde sono stati utilizzati dalla nobiltà veneziana per preservare la vista dal riverbero costante della luce sull’acqua della laguna. Nell’estate 2014, le sale monumentali della Biblioteca Marciana  ospitano una mostra dedicata agli occhiali da sole alla maniera della Venezia settecentesca. Intitolata Occhiali da Doge. Gli occhiali da sole nella Venezia del Settecento, l’esposizione presenta una collezione di pezzi unici e molto rari (come gli occhiali con lenti “poliedriche” o occhiali del tipo “Goldoni”) ad uno dei quali si attribuisce la proprietà al doge Alvise IV Giovanni Mocenigo. L’occhiale da sole si compone principalmente di due parti: montatura e lenti . La montatura per occhiali da sole può essere molto variabile nella struttura, ancor più rispetto ad un occhiale da vista. Una montatura per occhiali da vista può essere utilizzata anche come struttura per applicare filtri o lenti da sole. Il limite di questa soluzione spesso è dato dall’estetica, poiché spesso le montature da sole sono diverse da quelle da vista. Difatti, in generale le montature da sole sono costruite in modo tale da coprire maggiormente l’ occhio , sia come dimensione della lente stessa (calibro della montatura), sia per le aste più spesse. Un altro sistema di protezione utilizzato è quello delle lenti avvolgenti, cioè molto più curve rispetto alle lenti standard da vista. Queste, permettono di seguire ancora di più il profilo del volto dando così una maggiore copertura. Un occhiale da sole è costituito di norma da due lenti, che possono avere caratteristiche diverse tra di loro. È possibile montare lenti che, oltre a riparare dalla radiazione solare, abbiano anche un effetto di correzione di difetti visivi. I materiali di base sono organici  o minerali (vetro). La plastica ha tra i vantaggi la resistenza agli urti, mentre il vetro è più resistente ai graffi (caratteristica che viene limitata da trattamenti della superficie, la quale comunque verrà rigata). La plastica ha solitamente un indice di rifrazione  minore ed è quindi più spessa, mentre il vetro, al contrario, è più sottile. La plastica è più leggera, il vetro più pesante. Su queste basi vengono applicati trattamenti analoghi a quelli delle lenti correttive, come il trattamento indurente (chiamato impropriamente “antigraffio”), o i vari trattamenti antiriflesso . La lente viene trattata in modo da ottenere una riduzione della luminosità che l’attraversa. Questo trattamento consiste normalmente nella colorazione della lente. Esistono inoltre alcuni trattamenti particolari, volti ad ottenere speciali caratteristiche filtranti ( filtro colorato, filtro UV , filtro polarizzante, Specchiatura…).Negli anni sessanta e settanta erano un must : quasi tutti li avevano. Dico quasi…perchè allora….costavano parecchio ( oggi si trovano a tutti i prezzi).

 

Robe di Kappa

Robe di Kappa è un marchio dell’azienda Basic-net , già proprietaria di Kappa, K-Way, Superga , AnziBesson, Lanzera e Jesus Jeans.   Il marchio nasce nel 1968 , a Torino, grazie all’intuizione di M.Vitale , giovanissimo amministratore delegato del Maglificio Calzificio Torinese, azienda tessile di famiglia fondata dal nonno Abramo nel 1916 . Durante una trasmissione televisiva, Vitale vede il grande Lennon indossare la camicia militare di un caduto in Vietnam e comprende come i movimenti giovanili della fine degli anni Sessanta stiano per rivoluzionare anche il modo di vestire. Decide, perciò, di far tingere di verde le magliette Kappa  (brand, all’epoca, dedicato a intimo, calze e canottiere) stoccate nei magazzini dell’azienda e rimaste invendute: le arricchisce con stemmi e  simboli militari e conquista così il nascente mercato dell’abbigliamento informale. Il nome del brand nasce poco dopo, durante una riunione tra Vitale e Lattes, l’allora presidente del Maglificio Calzificio Torinese. Lattes, osservando le vecchie magliette Kappa rivisitate in chiave sessantottina, domanda a Vitale: “E come le chiamiamo queste robe qui?”. E Vitale risponde: “Robe? Allora chiamiamole Robe di Kappa, dottore”. Robe di Kappa presenta un logo  ritraente due giovani seduti con le gambe  raccolte, disposti schiena contro schiena, nato casualmente durante una pausa di un set fotografico dei costumi da bagno Beatrix, quando due modelli vennero fotografati seduti, controluce, in questo modo.

 

Tell her about it

Tell her about it è un fortunatissimo singolo del cantante Billy Joel , uscito nel 1983 e contenuto dall’album An Innocent man. Tutto l’album era una sorta di imaggio agli anni 50 e sessanta e anche questo singolo…video compreso….veleggia in questa direzione. E’ un pezzo brioso e simpatico. Videomusic a suo tempo lo passava in heavy rotation.  Lo abbiamo amato e ci è sempre piaciuto. E voi..ve lo ricordavate ?

Amaro Cora

L’Amaro Cora è un amaro italiano prodotto dalla ditta Bosca di Canelli. L’amaro Cora è ottenuto sia dall’infusione che dalla distillazione di diversi tipi di erbe aromatiche. Si presenta di colore verdognolo con gradazione alcolica del 26%. Negli anni trenta sono celebri i cartelloni pubblicitari disegnati da Mario Gros evidenziati dalla famosa spirale rossa.L’amaro Cora comparve in alcuni famosi spot di Carosello , nei quali gli attori Gaia Germani e Giulio Bosetti  impersonavano due coniugi che alla fine di ogni litigio facevano pace bevendo l’amaro Cora, mentre in sottofondo si sente la musica della canzone “Amorevole”, cantata da Nicola Arigliano  ma con la prima parola cambiata in “Amarevole”, che era allora lo slogan pubblicitario del liquore.Un amaro che si vedeva in ogni bar e spesso anche in quaslche commedia all’italiana degli anni settanta. Era famoso e ultra conosciuto. Un peccato non vederlo piu’ ( la ditta e’ fallita negli anni 80 ).

 

Dentifricio Mentadent

Dentifricio Mentadent . Mentadent è un marchio olandese  di una linea di prodotti per l’ igiene dentale ,  prodotti e distribuiti dalla ditta Unilever in tutto il mondo,  ad eccezione degli Stati Uniti e del Canada ,  dove è stato rilevato dalla Church & Dwight nel 2003. Il marchio è stato introdotto sul mercato nel lontano 1977.  Le prime varianti del dentifricio  Mentadent si caratterizzavano per il doppio colore, bianco ( idrogenocarbonato ) e rosso ( ( perossido ) . Alcune varianti contengono sali di zinco . Con circa trentasei milioni di dentifrici venduti ogni anno, è leader nel settore in Italia . ma scopriamo anche cosa e’ un dentifricio. Il dentifricio è un prodotto finalizzato alla pulizia , alla manutenzione dell’estetica ed alla salute dei denti . Assieme allo spazzolino  viene utilizzato comunemente per promuovere l’ igiene orale . Le funzioni principali di questo prodotto riguardano:

  • la rimozione dei residui di cibo  dai denti,
  • il supporto per l’eliminazione e/o il mascheramento di alitosi ,
  • la prevenzione di malattie gengivali e dentali quando costituito anche da ingredienti attivi quali fluoro o xilitolo.
  • essi rappresentano veicoli attraverso i quali vengono applicate sulle superfici dentali vari principi attivi, tra cui sostanze antibatteriche (triclosan, clorexidina, cloruro di cetilpiridinio), sbiancanti (perlite, etc.), desensibilizzanti (fluoruro amminico), ad azione antitartaro (pirofosfati) o ad azione remineralizzante (fluoruro stannoso, calcio, fosfati); tuttavia va rimarcato che essi non hanno alcuna azione sulla rimozione della placca, che avviene esclusivamente mediante l’azione meccanica dello spazzolino.

Tradizionalmente il dentifricio si presenta come una crema  (detta anche pasta dentifricia), ma viene commercializzato anche in forma di gel , o con composizioni miste. È generalmente estratto da un tubetto flessibile di materiale plastico . Il suo uso, è quasi sempre effettuato ponendo una porzione di questo su uno spazzolino , e tramite quest’ultimo viene sparso sulle arcate dentali e tra le gengive. Ve lo ricordavate il nostro Mentadent ?

 

Formaggino Grunland

Formaggino Grunland ( il formaggino d’oro ) . Correva l’anno 1985, quando  Karl Heinz Rumenigge , calciatore bavarese all’epoca attaccante dell’Inter, prestò il suo volto per promuovere il tedesco Formaggino d’Oro Grünland. Introdotto dalla voce fuori campo come campione di Baviera, Rummenigge appare sullo schermo mentre segna un goal di testa e poi un altro in rovesciata, guadagnandosi l’ammirazione di un bambino che guarda le sue prodezze in TV con la sorellina. Tutto ciò serve l’assist alla mamma del piccolo fan, che si presenta con un vassoio di pane e Formaggino d’Oro e attacca: “Venite qui, vi do io il campione di Baviera”. A questo punto riappare Rummenigge che prova a fare goal nella mente dei piccoli italiani pronunciando (con trasporto nordeuropeo) la frase: “Anche a me piace il Formaggino d’Oro Grünland, che formaggio ragazzi!”.   Nonostante il testimonial d’eccezione, questo prodotto oggi sembra essere scomparso. E non si capisce il perchè. Forse e’ sparito dalle posizioni strategiche del supermercato ? O altro ? I formaggini a marchio Grünland si trovavano in Italia già negli anni ’50 e si presentavano come rotelle di formaggio spalmabile. Nel decennio successivo, a fianco ai formaggini rotondi, vengono lanciati quelli a spicchio. Non è chiaro per quanto tempo le due versioni abbiano convissuto sugli scaffali. Sta di fatto che, a un certo punto, la Grünland torna a produrre solo i formaggini originali, quelli rotondi.  Forse la scelta è stata guidata anche dalla volontà di distinguersi dai competitor: la maggior parte dei formaggini in commercio – Susanna (Invernizzi poi Kraft), Tigre, Ramek (Kraft) – era a spicchio. Alcuni, come Mio e Bebè (Bel Paese Galbani), erano quadrati. Caratteristica principale del packaging del Formaggino d’Oro era il ricorso al color oro, coerentemente con il nome del prodotto. Dorato era l’incarto di ogni singolo formaggino e dorato era il barattolo cilindrico che li conteneva. Sia il naming che il packaging erano mirati a rimarcare il posizionamento “prodotto di qualità superiore”. Il concept “oro”, infatti, porta spesso con sé questa connotazione (pensa, tanto per dirne una, a Lavazza Qualità Oro). Tutt’altra linea di comunicazione rispetto, per esempio, al più amichevole formaggino Susanna, per cui si è puntato tutto sulla carica trainante del personaggio di Susanna Tuttapanna. Le differenze tra il Formaggino d’Oro Grünland e i suoi concorrenti non finiscono qui.  Il target era rivolto ai bambini , tant’è che anche lo spot con Rummenigge,  era riferito a loro in modo chiaro.
Aggiungo che il ricorso ai gadget regalo, nel settore dei formaggini, è sempre stato un’arma spesa bene da molti produttori. I gadget venivano offerti con l’acquisto delle confezioni (figurine, macchinine, etc.) o facendo una raccolta punti (come nel caso della Mucca Carolina, un pupazzo gonfiabile, con il formaggino Il Milione, il coccodrillo Invernizzi o la stessa Susanna). Grunland invece cambio’ rotta :  all’interno della confezione si poteva trovare un formaggino dello stesso peso degli altri ma in oro vero.Ma quale interesse può avere un bambino verso un formaggino d’oro 24 carati, piuttosto che accumulare punti per ottenere un coccodrillo gonfiabile?! Questo forse fu un errore grossolano di marketing che allontano’ il bambino dal prodotto. Il prodotto rimane comunque un prodotto di qualita’ e che ebbe un periodo di grande splendore.

 

Biscotti Ringo

Biscotti Ringo. Pavesi S.p.A. è un’azienda italiana specializzata  specializzata tra le altre cose  , nella produzione di biscotti e snack ( oltre a cracker ed altro ancora ) . Fu fondata a Novara nel 1937 da Mario Pavesi (  con sede a Novara ) Fa parte del gruppo Barilla.  La società ,  inizialmente produce biscotti  e, principalmente i tradizionali Biscottini di Novara , denominati con il celebre appellativo di Pavesini . Nel 1954  inaugura la produzione di cracker. Nel 1962 nasce l’Autogrill Pavesi: sull’ Autostrada A4 , nei pressi del casello di Novara : un autogrill con struttura a cavallo di entrambe le corsie di marcia. Nel 1967 nascono i mitici Ringo , biscotti snack prodotti dalla Pavesi .  I Ringo sono dei biscotti . Tradizionalmente, i Ringo sono composti da due biscotti (uno alla vaniglia e uno al cacao ), uniti fra loro da uno strato di crema al latte o al cioccolato , anche se negli anni seguenti ne sono state prodotte numerose varianti. L’idea dei Ringo venne a Mario pavesi  dopo un viaggio negli Stati Uniti . Mario Pavesi, infatti, intendeva lanciare un prodotto destinato a una fascia di pubblico più adulto rispetto a quella a cui si rivolgeva l’altro prodotto di punta dell’azienda,ossia  i Pavesini . Quindi il target di riferimento erano gli adolescenti , e, non a caso, il nome Ringo era preso in prestito da quello di Ringo Starr ( dei Beatles ) ,  molto popolare fra i giovani. In seguito, le campagne pubblicitarie del prodotto punteranno soprattutto sul mondo dello sport  e sul concetto di interrazialita , rappresentato in modo simbolico dal colore diverso dei due biscotti circolari. Le prime campagne pubblicitarie dei Ringo risalgono ai primi anni sessanta  e furono mandate in onda durante Carosello . Dagli anni ottanta  la promozione fu concentrata sul concetto di sportività del prodotto e nacque l’idea dei Ringo Boys, una squadra di volta in volta di sport diversi .