Spuma

Spuma. La spuma è una bibita analcolica soft drink a base di acqua gassata, zucchero, quantità variabili di caramello e aromi vari (tra cui, succo di limone, infuso di scorze di arancia, rabarbaro, vaniglia, spezie); il termine, generico, è una denominazione commerciale di fantasia[1] e risale ai tempi in cui esistevano molti produttori locali di bibite gassate, per cui il nome delle singole marche era meno importante di adesso. Il termine è equivalente all’anglosassone “soda”, anch’esso adatto a indicare qualunque bibita analcolica “con bollicine” a prescindere dal fabbricante. In Austria si produce una bevanda dal gusto molto simile, l’Almdudler. La spuma bionda nasce nei primi anni venti; nel 1925 la spuma della Paoletti Bibite di Ascoli Piceno  già vinceva a Bruxelles un concorso internazionale. La spuma nera è stata prodotta per la prima volta nel 1938 dall’azienda Spumador, probabilmente per la mancanza di materie prime per il chinotto. La spuma bionda sembra invece dovuta a un innalzamento del prezzo del cedro. La spuma è usata per la preparazione di vari cocktail, per esempio la spuma nera abbinata al vino rosso viene chiamata Sù e giò o “picio pacio”, in Val di Sole e nei dintorni è detta misto rós o misto blànch a seconda se è utilizzato vino bianco o rosso. Spumador presenta le 7 meraviglie del “Bevo Vero”: la collezione di cocktail a base di Spuma, create dal Gustosofo Michele Di Carlo.

The Rubettes

The Rubettes . I Rubettes sono stati un gruppo pop inglese attivo negli anni Settanta. Di loro si ricorda soprattutto il famoso pezzo Sugar Baby Love, diventato un classico, con la voce che si pensò per anni fosse maschile, ma era un playback della cantante statunitense Natasha Mayback. I loro maggiori successi si riscontrano nel periodo dal 1972 al 1982: ad esempio I Can do It, Baby I Know, Juke box jive, Little Darling, e molti altri pezzi minori, con i quali sono rimasti nelle classifiche inglesi, italiane ed europee per molto tempo. La band ha avuto molto successo anche in Germania. La loro musica parte con un revival classico, ricco di voci e cori, venato di rock e romanticismo. Negli anni la loro musica, pur mantenendo una caratteristica spiccata, assume anche venature country, dovute alla chitarra di Tony Thorpe, ma nel gruppo si sentono anche le influenze di tutti gli altri componenti: Alan Williams, Mike Clark, John Richardson (Bill Hurd e Pete Anersen sono state presenze meno rilevanti nella vita dei Rubettes, ma sicuramente con qualche influenza specialmente nei primi tempi). Il risultato dei loro talenti è una musica ricca che scorre facilmente. Nel 1974 Mino Reitano incise una cover di Sugar baby love in italiano (Dolce angelo) e con questa canzone il cantante partecipò a Canzonissima; il gruppo La Quinta Faccia la incise invece nella versione originale in inglese. Successivamente, in anni più recenti, anche Fiorello ha fatto una versione di Sugar Baby Love in italiano chiamandola Dolce amore mio e la inserì nel CD Spiagge e lune.

Discoteca Studio 54

Discoteca Studio 54 . Lo Studio 54 è stata una nota discoteca di New York  situata al numero 254 della 54a strada ovest a Manhattan , tra la Settima e l’Ottava Avenue, aperta tra il 1977 e il 1986 . Il club era stato allestito all’interno di un teatro  , che fino al decennio prima fungeva da studio televisivo  (da cui il nome) e che a tale uso venne riadattato dopo la chiusura della discoteca. Caratteristica principale del locale erano le provocazioni al costume e la stravaganza delle serate proposte. L’intento dei gestori originari del locale, Steve Rubell e Ian Schrager , era infatti quello di garantire ogni sera «la festa più grande del mondo», nonché quello di scioccare con gli eccessi la città di New York : la musica ad altissimo volume, le scenografie allusive (emblematica era l’immagine di una falce di luna imboccata da un cucchiaino contenente cocaina) e le serate che ogni sabato prevedevano una nuova sorpresa o un nuovo eccesso. Al culmine di ogni serata appariva dall’alto l’Uomo sulla Luna, che calava tra il pubblico ed offriva ai presenti lo scintillante contenuto di un cucchiaino d’argento. Lo Studio 54 era un luogo dove le etichette sociali venivano a non contare più nulla, dove tutti potevano essere protagonisti. Il pubblico sentiva parlare di scene orgiastiche  e di favolosi megaparty a tema. Lo Studio 54 fu anche la prima discoteca ad adottare sistematicamente la selezione all’ingresso. Quello che avveniva al suo interno era riportato immancabilmente dai giornali. Le foto di molti personaggi famosi sono comparse sui giornali unicamente per il fatto di aver passato una notte al 54. Fece epoca, per esempio, la foto di Bianca Jagger che entrava in pista a dorso di un cavallo bianco ; il videoclip  del singolo New York City dei Per Shop Boys  venne girato in parte nel locale e in un frammento del video si vede la scena del cavallo bianco che entra.La struttura del locale era essenzialmente quella di un normale teatro, composto da platea e galleria:

  • La pista era stata collocata nella platea (ampia 1800 m²). La sala era attrezzata con ben 54 diversi effetti luminosi, neon rotanti, luci stroboscopiche e torri con riflettori colorati che diffondevano luci intermittenti e che si alzavano e si abbassavano, illuminando il pubblico.
  • La console del disc-jockey  alloggiava nella posizione del palcoscenico .
  • La zona dei divani era stata ricavata nella balconata. Per accedervi si saliva attraverso una decoratissima scala in stile barocco ,
  • Il bancone del bar si trovava sotto la balconata, allo stesso livello della pista.
  • Sconosciuta ai più, per l’accesso strettamente riservato, era una saletta (oggi si potrebbe chiamare il Privé) collocata ad un livello superiore, in corrispondenza della balconata; vi poteva entrare un ristrettissimo numero di persone, invitate personalmente da Steve Rubell , ma il gestore del locale faceva anche qualche eccezione, in quanto a volte pescava tra la folla degli emeriti sconosciuti per invitarli insieme alle celebrità ai suoi party esclusivi.

Inaugurato la sera del 22 aprile 1977 , l’età d’oro del locale durò appena tre anni. L’alone di magia che lo circondava sparì improvvisamente quando, nel 1980 , il proprietario Rubell fu arrestato per possesso di droga e frode al fisco . Il locale fu venduto, cambiò gestione e rimase aperto fino al 1986 , quando venne chiuso e riadattato a teatro  (tuttora funzionante).

Robin Hood

Robin Hood .

Robin Hood è un FILM DEL 1973  diretto da Wolfgang Reitherman . È un film d’animazione prodotto dalla Walt Disney Productions  e distribuito negli Stati Uniti l’8 novembre 1973. È il 21º Classico Disney ed è basato sulla leggenda di Robin Hood  , utilizzando però animali antropomorfi al posto delle persone. È il primo Classico Disney la cui produzione sia cominciata dopo la morte di Walt Disney e in cui quest’ultimo non sia stato coinvolto in alcun modo. Il gallo menestrello Cantagallo  racconta che Robin Hood e Little John  vivono nella foresta di Sherwood , rubando ai ricchi per dare ai poveri abitanti di Nottingham . Lo sceriffo di Nottingham  ed i suoi soldati spesso cercano di catturare e uccidere i due, ma falliscono ogni volta. Nel frattempo, il perfido Principe Giovanni ed il suo assistente Sir Biss arrivano a Nottingham. Sir Biss ha ipnotizzato il fratello del Principe Giovanni, Re Riccardo , convincendolo a partire per le Crociate , permettendo al Principe Giovanni di prenderne il trono. Purtroppo il principe è avido, siccome opprime i poveri con tasse  ingiuste e anche immaturo, dal momento che si succhia il pollice ogni volta che viene nominata sua madre. Robin Hood e Little John derubano il Principe Giovanni travestendosi da chiromanti, spingendo così il principe a dare una grossa ricompensa a chi cattura Robin Hood e a far fare allo sceriffo l’esattore fiscale personale. Lo Sceriffo tassa il fabbro Otto ed una famiglia di conigli. Tuttavia, Robin restituisce un po’ di soldi ai conigli, regalando il suo cappello ed il kit di tiro con l’arco al giovane coniglietto Saetta per il suo compleanno. Saetta ed i suoi amici testano il kit di tiro con l’arco, ma Saetta lancia una freccia nei terreni del castello di Lady Marian , nipote di Re Riccardo. I bambini si intrufolano all’interno, incontrando Lady Marian e la sua dama di compagnia Lady Cocca. Lady Marian rivela che lei e Robin erano fidanzati da piccoli, ma non si vedono da anni. Nel frattempo il buon frate Fra Tuck fa visita a Robin Hood e Little John nella foresta, spiegando che il Principe Giovanni ha indetto un torneo di tiro con l’arco ed il vincitore riceverà un bacio da Lady Marian. Robin accetta di partecipare al torneo travestito da cicogna, sotto il nome di Gambe a Spillo, mentre Little John si traveste come il Duca Reginald di Whisky per avvicinarsi al Principe Giovanni. Sir Biss scopre l’identità di Robin Hood, ma viene intrappolato in una botte di birra da Fra Tuck e Cantagallo. Robin Hood vince il torneo, ma il Principe Giovanni lo smaschera e lo condanna a morte. Il fuorilegge riesce però a scappare grazie all’aiuto di Little John e, nello scontro che ne segue, tutto il popolo si rifugia nella foresta di Sherwood. Nella foresta, Robin e Lady Marian si innamorano di nuovo, mentre i paesani si fanno beffe del Principe Giovanni, descrivendolo come “il Re Fasullo d’Inghilterra”. Il Principe Giovanni scopre tutto e, infuriato per l’insulto, triplica le tasse e imprigiona tutti gli abitanti della città, siccome non possono permettersi di pagare. Lo Sceriffo visita la chiesa di Fra Tuck per rubare dalla cassetta delle elemosine, facendo infuriare il frate, che viene arrestato. Il Principe Giovanni prevede di impiccare Fra Tuck per attirare Robin Hood in un’altra trappola e ucciderlo. Robin Hood e Little John si intrufolano nottetempo nel castello. Mentre Little John libera i prigionieri, Robin ruba le tasse al Principe Giovanni, ma Sir Biss si sveglia trovando l’eroe in fuga. Tutti i detenuti riescono a fuggire con i soldi, ma Robin, per salvare la sorellina di Saetta, rimasta indietro, viene confinato fra le mura del castello e preso di mira dai soldati. Lo Sceriffo mette alle strette Robin Hood dando fuoco al castello. Per salvarsi dall’incendio , Robin salta da una torre nel sottostante fossato d’acqua che circonda il castello. Little John e Saetta guardano la pozza bersagliata dalle frecce con Robin Hood al di sotto, ma poco dopo l’eroe emerge incolume. Il Principe Giovanni si dispera e viene preso da una rabbia cieca quando Sir Biss sottolinea che il castello di sua madre è in fiamme. Re Riccardo torna in Inghilterra, mettendo il fratello ed i suoi scagnozzi ai lavori forzati e permettendo a Robin Hood e Lady Marian di sposarsi e lasciare Nottingham con Little John e Saetta al seguito.

Grisu’

Grisu’ .Grisù il draghetto è un personaggio immaginario  protagonista di una serie  di cartoni animati  italiana ideata dai fratelli Nino e Toni Pagot nel 1964.La serie televisiva è composta da 52 episodi e venne trasmessa per la prima volta nel  1975 .Il protagonista è un giovane draghetto  di nome Grisù (dall’ominimo gas combustibile ) che, malgrado sia l’ultimogenito di una grande stirpe di draghi avvampatori, i Draconis, sogna di diventare pompiere  Il draghetto vive con il padre Fumè Draconis in Scozia , precisamente nella Valle Del Drago, meta turistica di cui Fumè è la principale attrazione. Ma Grisù è di tutta altra pasta: invece di vulcani  in eruzione e incendi distruttori, Grisù sogna le rosse autopompe dei pompieri nelle quali, malgrado le continue raccomandazioni del suo benefattore Sir Cedric McDragon, e di sua moglie Lady Rowena McDragon, non riesce ad entrare. Grisù comunque si dà da fare e svolge molti altri lavori tra i quali agente segreto, fuochista, regista, domestico, fantino, ingegnere nucleare e navale, e anche molti altri. Grisù odia il suo fuoco: pensa che sia un elemento inutile e dannoso, non vedendo i lati positivi di questo suo dono (il fuoco è energia), forse perché quando si emoziona incenerisce tutto. Spesso, quando si reca per far visita a Sir Cedric, incontra Torvo, un tordo  scozzese che abita vicino al nobile, il quale malgrado cerchi ogni volta di sfuggire al draghetto viene immancabilmente colpito da una fiammata. Inoltre Grisù fa spesso visita ai suoi parenti: al nonno Zampirone Draconis, agli zii Fumicerio, Piromanzio e Falò Draconis, alla zia Favilla Draconis ed a Loch Nessie.Nell’ultima parte della serie Grisù viene spesso inviato da Sir Cedric a svolgere missioni di tipo umanitario presso paesi sottosviluppati come Cavernizia, Gommuria, Rupe Foschia ecc. Grisù svolge il compito con grande dedizione. Ma proprio quando viene ringraziato per l’ottimo lavoro svolto, il piccolo Draghetto si commuove e sprigiona una potente fiammata che, solo ai suoi occhi, distrugge ogni sua fatica. In verità le sue fiammate hanno quasi sempre un esito positivo migliorando lo stile di vita degli abitanti del paese che Grisù ha aiutato. Ad un certo punto della serie Grisù assieme al padre fa una scoperta eccezionale: la stirpe di draghi non è nata sulla terra, bensì su un altro pianeta: il pianeta Dracone. L’arrivo delle creature sulla terra avvenne circa 2.000.000 di anni fa quando una squadra di astronauti draconiani scesero sulla Terra dove l’ ossigeno  li fece diventare da blu a verdi e generò il fuoco nei loro polmoni . In seguito a questa scoperta i due draghi si recano su Dracone dove scoprono che un’idra avvampatrice a tre teste di nome Flamagor terrorizza i poveri Draconiani. I due sconfiggono con facilità l’idra ed in seguito verranno seguiti sulla Terra da Krazy, draghetta figlia di Brogan, Re e Padre di tutti i draghi, e amichetta di Grisù.

Grisù Draconis: draghetto sofisticato, ritiene di essere un “draghetto progressista” e sogna di diventare pompiere. Egli ha svolto diversi lavori tra cui: postino, archeologo, astronauta, scienziato, coltivatore, spia, ferroviere, capitano navale, marinaio, fuochista, regista teatrale, guardia forestale, ma mai pompiere. Grisù non sopporta i modi bruschi del padre avvampatore.

  • Fumè Draconis: è un drago avvampatore di vecchia data, ama avvampare tutto e non sopporta l’aspirazione di pompiere del figlio. Ama il caldo, il fuoco ed odia l’acqua che è tremenda per i suoi reumatismi. Gli piace bagnarsi nel lago di pece bollente, ama la lava e tutto ciò che è caldo o bollente. Ama la letteratura italiana di Dante  e la musica, soprattutto la romanza  Di quella Pira ” dal Trovatore .   È molto ingenuo e brusco, e quasi egoista e testardo, ma in realtà è gentile e comprensivo. In un “flashback”  si scopre che anche lui, quand’era un giovane draghetto medievale, aspirava a diventare un pompiere ma finì per recedere quando i cavalieri si lamentarono che sarebbero finiti disoccupati. In tale occasione, il giovane Fumè fu anche accusato di essere un sovversivo.
  • Krazy: draghetta aliena. Proviene dal pianeta Dracone. A differenza dei suoi due ospiti non sputa fiamme dalla bocca. Krazy è piccola e non riesce a parlare, ma si esprime attraverso dei suoni di vario tipo.
  • Sir Cedric McDragon: È il proprietario dell’antro dove vivono Grisù e Fumè. Trova spesso raccomandazioni per far fare a Grisù i mestieri più disparati ma non per il corpo dei pompieri della contea. Riesce a incastrare Grisù e Fumè in diverse missioni di beneficenza che i draghi svolgono, talvolta, malvolentieri. Sir Cedric, di stirpe nobile, è molto famoso e piuttosto ricco, anche se in un episodio Grisù brucia per sbaglio 10 000 sterline dell’eredità dei McDragon.
  • Lady Rowena McDragon: Grassottella e benintenzionata dama dell’aristocrazia scozzese, moglie di sir Cedric.
  • Stufy: Cane di sir Cedric. Questo cane dotato di parrucca sullo stile di quelle dei giudici inglesi e molto loquace all’occasione dà consigli al giovane Grisù. Il suo ruolo, in questi casi, sta tra il guardiano e il maggiordomo.

Il grande Gonzo (Gonzo the great )

Il grande Gonzo (Gonzo the great ).  Gonzo il Grande (Gonzo the Great) è uno dei personaggi del Muppet Show . Gonzo è uno stuntman lunatico e un po’ folle che si crede un artista. Spesso esegue acrobazie o altre pazzie, come saltare da una rampa a bordo di una moto, dal palcoscenico fino al balcone del teatro dove sono Statler a Waldorf , oppure mangiare uno pneumatico di un’auto al ritmo del Volo del Calabrone o prendere al volo una palla di cannone a mani nude. Una delle più famose gag di Gonzo è il cercare di suonare una tromba alla fine della sigla iniziale del Muppet Show , ma sempre con risultati diversi di quello che dovrebbero essere. Al contrario degli altri MUppet , non è riconducibile chiaramente a nessuna specie animale (nel cartone animato Muppet Babies   viene sbeffeggiato con il nomignolo di “pollastro blu”). Il fatto che spesso si pensa che Gonzo sia un uccello spiega il fatto del suo amore per gli uccelli (specialmente le galline), infatti è fidanzato con la gallina Camilla. Nel film I Muppets venuti dallo spazio  viene svelato che in realtà è di origine extra-terrestre. La sua prima apparizione risale al 1970, nello speciale di NataleThe Great Santa Claus Switch . A quel tempo Gonzo era un mostro di nome “Snarl the Frackle Sigar Box” (Snarl la Scatola dei Fiammiferi Frackle) dove fece una breve apparizione ed era un personaggio senza personalità ben definita. A partire dalla prima stagione del Muppet Show , il mostriciattolo da The great Santa Claus Switch  diventò ufficialmente Gonzo (venne usato lo stesso burattino del 1970). In questa stagione, Gonzo parlava con un tono depresso ad aveva un aspetto triste. Il suo esecutore, Dave Goelz , capì che il carattere del personaggio non funzionava, allora a partire della seconda stagione, Goelz evolvette il suo carattere facendolo diventare energico e sicuro di sé nell’affrontare le sue pazze imprese. Gonzo ha il pelo blu, un naso a forma di becco adunco, tre piume sulla testa e grossi occhi con palpebre verdi-gialle. Nella prima stagione del Muppet Show  aveva un aspetto triste e palpebre immobili. A partire dalla seconda stagione, Gonzo ricevette un meccanismo nelle palpebre in grado di muoverle per farlo sembrare più emotivo. Inoltre il carattere di Gonzo, da triste e depresso, diventò più energico. Una ricorrente gag relativa a Gonzo è che non è chiaro a quale specie animale appartenga. John Cleese, nella sua apparizione nello show, si riferisce a Gonzo come “Un tacchino, ma non molto”. Quando Liberace , come ospite nel Muppet Show , ha organizzato un concerto dedicato agli uccelli , Gonzo ha desiderato di partecipare con i suoi amici polli. Quando la guardia del corpo di Liberace seppe che quest’ultimo non aveva alcun interesse nei polli, Gonzo ha cercato di fissare un appuntamento con uno di loro affermando “Sono un uccello! Sono un tacchino!”, ma la guardia del corpo ha espresso dei dubbi. Nello speciale televisivo di Natale A family Muppet Christmas , Il Tacchino dice a Gonzo “Non è nemmeno un uccello” a quest’ultimo risponde “Beh, nessuno è perfetto”. Questo avviene anche nei film: Kermit si riferisce a lui come “Qualunque cosa. Assomiglia un po’ ad un tacchino, ma non molto”. Nel film Giallo in casa Muppet , viene spedito in Inghilterra in una cassa etichettata “Qualunque Cosa” (mentre Kermit e Fozzie  sono etichettati “Rana” e “Orso”). In I MUppet e il mago di Oz , Gonzo ha svolto il ruolo del Boscaiolo di Latta , ma con il nome “Coso di Latta”. In Muppets Babies viene spesso sbeffeggiato da Piggy con il nomignolo di “pollastro blu”. La trama dei I Muppets venuti dallo spazio  gira intorno a questo enigma e viene rivelato che Gonzo è un alieno e la sua famiglia extraterrestre è arrivata sulla Terra per organizzare una grande festa per lui. Prima della loro partenza, i familiari chiedono a Gonzo di tornare nello spazio con loro. Gonzo dice tristemente addio ai suoi amici Muppet, ma si rende conto ben presto che abbandonando i suoi amici di lunga data non sarebbe stato più felice e così rifiuta l’invito. Anche se il film ha dato una risposta definitiva sulla specie di Gonzo, attualmente non viene mai nominato il fatto che lui sia un alieno.

 

A come Andromeda

A come Andromeda. A come Andromeda è uno sceneggiato televisivo in cinque puntate diretto da V.Cottafavi e trasmesso dal Programma Nazionale nel 1972 . E’ un remake della serie televisiva A for Andromeda prodotta dalla BBC nel 1961 su sceneggiatura di F.Hoyle e J.Elliot  e sulla successiva trasposizione letteraria  degli stessi autori, l’adattamento per la televisione italiana si deve allo scrittore I. Cremaschi .Vicende umane, politiche, militari, scientifiche e spionistiche fanno da sfondo al primo contatto con un’intelligenza aliena  stabilito dagli esseri umani e che porterà i diretti protagonisti a confrontarsi con una realtà inaspettata, mettendo a nudo le proprie coscienze e le loro debolezze.Ogni episodio (eccetto il primo) inizia con un riassunto delle precedenti puntate. In tutti gli episodi compare dopo i titoli di testa: “Questa storia si svolge in Inghilterra l’anno prossimo“.Come usuale per l’epoca, le scene esterne sono state girate con cineprese e pellicola, mentre quelle interne, ricreate in studio, con telecamere e registrate su nastro. Fa eccezione la scena del bowling (esterna) girata con telecamere.Ad eccezione della Land Rover  (pickup-type) che compare nella 3ª puntata, quando Judy viene accompagnata al suo alloggio da un militare della base, le automobili nello sceneggiato hanno il volante a sinistra invece che a destra, in quanto vetture italiane con targhe di scena britanniche. Le apparecchiature elettroniche e informatiche usate nello sceneggiato furono fornite dall’industria Honeywell ; quelle chimiche e biomedicali dalla Carlo Erba .Nella finzione, il colosso privato interessato al computer alieno si chiama, per pura coincidenza, Intel , omonima dell’attuale industria informatica inesistente all’epoca dello sceneggiato. Per altra coincidenza a Roma esiste dagli anni ’60 l’Istituto Fleming specializzato in ricerca scientifica e laboratori.Il cast include alcuni nomi celebri del teatro e del cinema italiano  dell’epoca, come L.Vannucchi, P.Pitagora,T.Carraro,M.Piave,F.Volpi e G.Albertini .L’attrice Nicoletta Rizzi sostituì, a riprese già iniziate da quasi un mese, Patty Pravo , che era stata scelta inizialmente per il ruolo di Andromeda ma aveva poi abbandonato il set in Sardegna: resistette fino al 19 aprile 1971, allorché inviò alla Rai una lettera con certificato medico nella quale spiegava i motivi della sua rinuncia. Le scene già girate in cui compariva Patty Pravo dovettero essere quindi girate nuovamente.A I.Cremaschi , autore dell’adattamento per la televisione, fu anche assegnato un piccolo ruolo come attore: quello di Jan Olboyd, l’ allibratore  proprietario della sala corse dalla cui telescrivente Bridger tiene i contatti con l’Intel.L’apertura della prima puntata, il viaggio in automobile di Judy Adamson ed Erns Reinhart fino al radiotelescopio, è stata filmata nella località Cascina Vione nel comune di Basiglio  in provincia di Milano, nel tratto viario per Pieve Emanuele , ribattezzato “strada di Andromeda”. Nella scena sono visibili agenti della Polizia Stradale  impegnati a tener lontane altre vetture durante le riprese, in quanto l’auto di scena procede nella corsia di sinistra, secondo l’uso britannico.Il radiotelescopio  è una delle antenne del Centro “Piero Fanti” della Telespazio nel Fucino . La scena dell’arrivo del Primo Ministro (quella quando scende dall’elicottero) è stata filmata presso l’ aeroporto di Bresso  poco fuori Milano. Alcune scene ambientate in quello che sembra essere un bosco, quando Bridger è sulla macchina con l’emissario della Intel, sono state girate nel Parco  della Villa Reale di Monza .Le scene della base militare di Thorness, dove è installato il calcolatore, così come l’immagine dei titoli di coda, sono state girate nella regione della Gallura e a Capo Caccia  e le abitazioni erano quelle dell’allora villaggio Valtur  dell’isola di Santo Stefano, in Sradegna , le cui formazioni rocciose granitiche e la bassa vegetazione ricordano quelle scozzesi. Improbabile comunque, dato il clima scozzese, una sortita balneare come quella tra Fleming e Judy Adamson.

Amaro 18 Isolabella

Amaro 18 Isolabella .L’Amaro 18 Isolabella è un amaro italiano, ideato nel 1871 da Egidio Isolabella ed ancor oggi prodotto (sebbene con non grande diffusione) dalla Illva di Saronno. Fu ideato (un anno dopo rispetto al Mandarinetto, composto nel 1870) dalla ditta fondata da Egidio Isolabella, divenuta poi F.lli Isolabella & C. e infine E.Isolabella & Figlio, con sede in Milano in via Villoresi 13 ed in Corso Colombo 9. Veniva definito “aperitivo tonico” (ed il mandarinetto “superiore al curacao” e “liquore di gran lusso”). Oltre a questi, la casa produceva anche il Vermouth Bianco “High Life”. Successivamente il Mandarinetto  e l’Amaro 18 furono acquisiti (assieme al nome “Isolabella” divenuto anche marchio) dalla Illva di Saronno.L’amaro si presenta di colore scuro e con gradazione alcolica del 30%, è ricavato dall’infusione di 18 tipi di erbe .Si può consumare sia come digestivo sia come dissetante con l’aggiunta di seltz  ed una scorza di limone . È inoltre utilizzabile nella preparazione di cocktail  quali il Baby darling .Il numero 18 ricorre spesso nella storia Isolabella: la licenza ottenuta per la produzione di vermut era la numero 18, 18 è la prima parte di 1870, anno in cui la casa si affermò con il Mandarinetto , l’amaro 18 Isolabella è composto da 18 erbe. Un testimonial televisivo per Carosello  dell’Amaro 18 Isolabella è stato Corrado .

Venni, vidi, Vintage

Venni, vidi, Vintage . IL motto per passare delle ottime serate revival. We are Vintage People. A dicembre tre serate nel veronese , di cui una molto importante ( il 31-12 ). Cosa troverete? Tanta buona musica….per tutti.  Anni 60 70 80 90 2000 afro funky latino discomusic tormentoni balli di gruppo e tanto altro.  Sette dicembre e 31-12 agli Antichi Sapori di Cola’ di Lazise…un posto elegante e raffinato dove si mangia veramente bene.  Il 15 dicembre…al Volo di Caselle…con della fantastica pizza e un cast giovane e sprintoso.  Tanta buona musica e tanto divertimento. Vi aspetto per divertirci insieme e tradurre in musica..lo spirito di questo sito.

Festa San Silvestro

Festa San Silvestro .  La notte di San Silvestro, vigilia di Capodanno, corrisponde alla notte tra il 31-12 e il 01-01 ( Capodanno ) . Essa è celebrata in diversi modi a seconda della nazione. Si chiama così in quanto il 31 dicembre , il santo che si festeggia è proprio San Silvestro . Il 31 dicembre  viene spesso anche erroneamente chiamato Capodanno, pur trattandosi in realtà solo della vigilia di esso. In Italia , è tradizione fare la cosiddetta cena di Capodanno, un’abbondante cena per alcuni elementi simile a quella della vigilia di Natale , ma in cui il piatto tradizionalmente più caratteristico che lo distingue dal cenone natalizio è lo zampone o il cotechino  con le lenticchie . In genere si usa fare il “veglione” cioè stare svegli fino a mezzanotte passata, cioè non più il 31 dicembre ma già il primo dell’anno. In genere si passa in famiglia, o con gli amici, in piazza, dove si organizzano concerti o feste varie, o in casa. Si usa, generalmente a partire da 10 secondi prima della mezzanotte, fare il conto alla rovescia, fino ad arrivare a zero, dove si augura il buon anno, si brinda stappando lo spumante e guardando i fuochi d’artificio. È tradizione anche, quando si fa il conto alla rovescia, tenere in mano, oltre al bicchiere di spumante, anche dell’uva e tre monetine diverse, come portafortuna. E’ importante andare sul sicuro, per chi vuole uscire a mangiare fuori. Scegliete sempre la qualita’ e mai la quantita’  ( che spesso corrisponde ad un prezzo basso , ma non sempre , e qualita’ scadente). IO il 31-12-2018 saro’ agli Antichi Sapori di Cola’ di Lazise ( VR ). La qualita’ è garantita ( vi allego il fantastico menu’ ). sara’ una occasione per mangiare bene e poi ballare con lo spirito di questa pagina…ossia tanta musica vintage-revival.  Lo spirito di questa pagina e’ quello di vivere il presente…con un occhio al passato. E ..cosa c’è di meglio che ascoltare in una sera..la piu’ bella musica di sempre ? Vi aspetto : prenotatevi sin da ora.