Il Dufono della Ducati

Il Dufono della Ducati. Il Dufono della Ducati è l’avo delle moderne teleconferenze. Realizzato nel 1935 dall’azienda bolognese (all’epoca si chiamava “Società Scientifica Radio Brevetti Ducati”), questo piccolo oggetto – definito “sistema altoparlante per intercomunicazioni” – così veniva descritto dalle brochure pubblicitarie di quegli anni: «Un Dufono sul vostro tavolo vi consentirà di parlare con tutti i vostri collaboratori. La vostra voce verrà riprodotta con intensità naturale in qualsiasi altro ambiente del vostro ufficio, o della vostra azienda. I vostri collaboratori potranno, nello stesso modo, comunicare con voi. Le comunicazioni a viva voce, mediante il Dufono, renderanno più rapido ed efficiente il vostro lavoro». Del resto, Adriano Ducati, figlio del fondatore dell’azienda nonché pioniere delle trasmissioni radiofoniche, aveva già realizzato il primo stabile collegamento radio fra Italia e Usa e la prima connessione simultanea fra i cinque continenti. Il Dufono era, quindi, un graziosissimo e utilissimo gioco da ragazzi.

Serate Vintage

Serate Vintage . Si svolgono alla pizzeria il Volo ( a Caselle in provincia di Verona ). Ogni tanto le promuoviamo in questo blog perchè bene si sposano col carattere e umore che trovate qui. La piu’ bella musica di sempre…tutta in una sera.  Se vi è piaciuto La febbre del sabato sera, Grease , il periodo della discomusic , degli anni settanta e ottanta….e un po’ di latino e afro , ebbene queste sono le serate che fanno per voi. Tanto divertimento e ottima musica ( con l’ottimo cibo del Volo ). I protagonisti siete voi…e solamente Voi. Vi aspettiamo il 09-02-2019…per divertirci insieme.

Spuma

Spuma. La spuma è una bibita analcolica soft drink a base di acqua gassata, zucchero, quantità variabili di caramello e aromi vari (tra cui, succo di limone, infuso di scorze di arancia, rabarbaro, vaniglia, spezie); il termine, generico, è una denominazione commerciale di fantasia[1] e risale ai tempi in cui esistevano molti produttori locali di bibite gassate, per cui il nome delle singole marche era meno importante di adesso. Il termine è equivalente all’anglosassone “soda”, anch’esso adatto a indicare qualunque bibita analcolica “con bollicine” a prescindere dal fabbricante. In Austria si produce una bevanda dal gusto molto simile, l’Almdudler. La spuma bionda nasce nei primi anni venti; nel 1925 la spuma della Paoletti Bibite di Ascoli Piceno  già vinceva a Bruxelles un concorso internazionale. La spuma nera è stata prodotta per la prima volta nel 1938 dall’azienda Spumador, probabilmente per la mancanza di materie prime per il chinotto. La spuma bionda sembra invece dovuta a un innalzamento del prezzo del cedro. La spuma è usata per la preparazione di vari cocktail, per esempio la spuma nera abbinata al vino rosso viene chiamata Sù e giò o “picio pacio”, in Val di Sole e nei dintorni è detta misto rós o misto blànch a seconda se è utilizzato vino bianco o rosso. Spumador presenta le 7 meraviglie del “Bevo Vero”: la collezione di cocktail a base di Spuma, create dal Gustosofo Michele Di Carlo.

Ciro Sebastianelli

Ciro Sebastianelli . Ciro Sebastianelli, pseudonimo di Gilberto Sebastianelli  (Napoli, 11 settembre 1950 – Milano, 14 febbraio 2009), è stato un cantautore italiano. Debutta sulle scene musicali nel 1973 con il singolo Capelli di seta, ma è due anni dopo con il singolo Vattenne, scritto con Ermanno Capelli ed Oscar Avogadro, che ottiene un discreto successo. L’anno dopo esce Laura, la canzone più votata al Disconeve. La vecchia casa discografica si affretterà a ripubblicare il singolo Capelli di seta accreditandolo a Ciro Sebastianelli. Nel 1978 partecipa al Festival di Sanremo, arrivando ad un punto di differenza dal podio, composto da Matia Bazar, Anna Oxa e Rino Gaetano, con Il buio e tu, primo brano in un misto di lingua italiana e napoletano, ripreso a tutt’oggi da altri artisti. Lo stesso anno pubblica anche il suo primo album Il buio e….! L’anno successivo si ripresenta al Festival di Sanremo con Ciao Barbarella. Segue il singolo Marta, Marta, che partecipa al Festivalbar 1980, riscuotendo un buon successo di pubblico. Con la canzone Tenerezza ha partecipato alla manifestazione canora Azzurro di Vittorio Salvetti. Ha composto brani anche per altri cantanti, fra i quali Loredana Bertè ed il duo olandese Mouth & MacNeal (Ah l’amore, scritta con Ermanno Capelli, finalista al Festival di Sanremo 1974 ed ai primi posti nelle classifiche europee), ed ha pubblicato altri suoi brani fra i quali Rubami, composto con Cristiano Malgioglio, una rielaborazione in chiave moderna dello storico brano Signorinella, la canzone Ischia faje sunnà, con la quale ha partecipato ad un festival internazionale in Olanda, oltre ad aver pubblicato vari 45 giri ed LP. Fra i brani da lui composti con Ermanno Capelli e da lui incisi si possono ricordare Tra sogno e realtà, Madre del vento, L’uomo bambino, Vorrei essere io, Lasciati andare, Ti vestivi di stelle. Negli anni ottanta interpreta quale protagonista il film dossier Apocalisse di un terremoto, una storia d’amore che documenta i danni del terremoto dell’Irpinia del 1980, che ha destato interesse anche all’estero, in particolare in Canada. In seguito è stato acquisito dalla Cineteca Vaticana. Nel 2000 è uscita su CD la raccolta Ciro Sebastianelli. Nel novembre 2007 la Warner Music per Ala Bianca ha pubblicato il CD Il mio amico Roberto Murolo, il cui brano di punta E canto, supportato da videoclip, è interpretato in duetto con lo stesso Roberto Murolo. Subito dopo, è uscito il DVD Ritratto inedito del mio amico Roberto Murolo (AlaBianca): un filmato unico per l’eccezionalità delle immagini, raccolte negli ultimi anni di vita (e non solo) del maestro,  dal cantautore Ciro Sebastianelli, e contenente, oltre il videoclip del brano E Canto, altre canzoni, dialoghi e testimonianze. È morto il 14 febbraio 2009 all’Ospedale San Raffaele di Milano, presso il quale era stato sottoposto a un intervento chirurgico.

Il grande Gonzo (Gonzo the great )

Il grande Gonzo (Gonzo the great ).  Gonzo il Grande (Gonzo the Great) è uno dei personaggi del Muppet Show . Gonzo è uno stuntman lunatico e un po’ folle che si crede un artista. Spesso esegue acrobazie o altre pazzie, come saltare da una rampa a bordo di una moto, dal palcoscenico fino al balcone del teatro dove sono Statler a Waldorf , oppure mangiare uno pneumatico di un’auto al ritmo del Volo del Calabrone o prendere al volo una palla di cannone a mani nude. Una delle più famose gag di Gonzo è il cercare di suonare una tromba alla fine della sigla iniziale del Muppet Show , ma sempre con risultati diversi di quello che dovrebbero essere. Al contrario degli altri MUppet , non è riconducibile chiaramente a nessuna specie animale (nel cartone animato Muppet Babies   viene sbeffeggiato con il nomignolo di “pollastro blu”). Il fatto che spesso si pensa che Gonzo sia un uccello spiega il fatto del suo amore per gli uccelli (specialmente le galline), infatti è fidanzato con la gallina Camilla. Nel film I Muppets venuti dallo spazio  viene svelato che in realtà è di origine extra-terrestre. La sua prima apparizione risale al 1970, nello speciale di NataleThe Great Santa Claus Switch . A quel tempo Gonzo era un mostro di nome “Snarl the Frackle Sigar Box” (Snarl la Scatola dei Fiammiferi Frackle) dove fece una breve apparizione ed era un personaggio senza personalità ben definita. A partire dalla prima stagione del Muppet Show , il mostriciattolo da The great Santa Claus Switch  diventò ufficialmente Gonzo (venne usato lo stesso burattino del 1970). In questa stagione, Gonzo parlava con un tono depresso ad aveva un aspetto triste. Il suo esecutore, Dave Goelz , capì che il carattere del personaggio non funzionava, allora a partire della seconda stagione, Goelz evolvette il suo carattere facendolo diventare energico e sicuro di sé nell’affrontare le sue pazze imprese. Gonzo ha il pelo blu, un naso a forma di becco adunco, tre piume sulla testa e grossi occhi con palpebre verdi-gialle. Nella prima stagione del Muppet Show  aveva un aspetto triste e palpebre immobili. A partire dalla seconda stagione, Gonzo ricevette un meccanismo nelle palpebre in grado di muoverle per farlo sembrare più emotivo. Inoltre il carattere di Gonzo, da triste e depresso, diventò più energico. Una ricorrente gag relativa a Gonzo è che non è chiaro a quale specie animale appartenga. John Cleese, nella sua apparizione nello show, si riferisce a Gonzo come “Un tacchino, ma non molto”. Quando Liberace , come ospite nel Muppet Show , ha organizzato un concerto dedicato agli uccelli , Gonzo ha desiderato di partecipare con i suoi amici polli. Quando la guardia del corpo di Liberace seppe che quest’ultimo non aveva alcun interesse nei polli, Gonzo ha cercato di fissare un appuntamento con uno di loro affermando “Sono un uccello! Sono un tacchino!”, ma la guardia del corpo ha espresso dei dubbi. Nello speciale televisivo di Natale A family Muppet Christmas , Il Tacchino dice a Gonzo “Non è nemmeno un uccello” a quest’ultimo risponde “Beh, nessuno è perfetto”. Questo avviene anche nei film: Kermit si riferisce a lui come “Qualunque cosa. Assomiglia un po’ ad un tacchino, ma non molto”. Nel film Giallo in casa Muppet , viene spedito in Inghilterra in una cassa etichettata “Qualunque Cosa” (mentre Kermit e Fozzie  sono etichettati “Rana” e “Orso”). In I MUppet e il mago di Oz , Gonzo ha svolto il ruolo del Boscaiolo di Latta , ma con il nome “Coso di Latta”. In Muppets Babies viene spesso sbeffeggiato da Piggy con il nomignolo di “pollastro blu”. La trama dei I Muppets venuti dallo spazio  gira intorno a questo enigma e viene rivelato che Gonzo è un alieno e la sua famiglia extraterrestre è arrivata sulla Terra per organizzare una grande festa per lui. Prima della loro partenza, i familiari chiedono a Gonzo di tornare nello spazio con loro. Gonzo dice tristemente addio ai suoi amici Muppet, ma si rende conto ben presto che abbandonando i suoi amici di lunga data non sarebbe stato più felice e così rifiuta l’invito. Anche se il film ha dato una risposta definitiva sulla specie di Gonzo, attualmente non viene mai nominato il fatto che lui sia un alieno.

 

A come Andromeda

A come Andromeda. A come Andromeda è uno sceneggiato televisivo in cinque puntate diretto da V.Cottafavi e trasmesso dal Programma Nazionale nel 1972 . E’ un remake della serie televisiva A for Andromeda prodotta dalla BBC nel 1961 su sceneggiatura di F.Hoyle e J.Elliot  e sulla successiva trasposizione letteraria  degli stessi autori, l’adattamento per la televisione italiana si deve allo scrittore I. Cremaschi .Vicende umane, politiche, militari, scientifiche e spionistiche fanno da sfondo al primo contatto con un’intelligenza aliena  stabilito dagli esseri umani e che porterà i diretti protagonisti a confrontarsi con una realtà inaspettata, mettendo a nudo le proprie coscienze e le loro debolezze.Ogni episodio (eccetto il primo) inizia con un riassunto delle precedenti puntate. In tutti gli episodi compare dopo i titoli di testa: “Questa storia si svolge in Inghilterra l’anno prossimo“.Come usuale per l’epoca, le scene esterne sono state girate con cineprese e pellicola, mentre quelle interne, ricreate in studio, con telecamere e registrate su nastro. Fa eccezione la scena del bowling (esterna) girata con telecamere.Ad eccezione della Land Rover  (pickup-type) che compare nella 3ª puntata, quando Judy viene accompagnata al suo alloggio da un militare della base, le automobili nello sceneggiato hanno il volante a sinistra invece che a destra, in quanto vetture italiane con targhe di scena britanniche. Le apparecchiature elettroniche e informatiche usate nello sceneggiato furono fornite dall’industria Honeywell ; quelle chimiche e biomedicali dalla Carlo Erba .Nella finzione, il colosso privato interessato al computer alieno si chiama, per pura coincidenza, Intel , omonima dell’attuale industria informatica inesistente all’epoca dello sceneggiato. Per altra coincidenza a Roma esiste dagli anni ’60 l’Istituto Fleming specializzato in ricerca scientifica e laboratori.Il cast include alcuni nomi celebri del teatro e del cinema italiano  dell’epoca, come L.Vannucchi, P.Pitagora,T.Carraro,M.Piave,F.Volpi e G.Albertini .L’attrice Nicoletta Rizzi sostituì, a riprese già iniziate da quasi un mese, Patty Pravo , che era stata scelta inizialmente per il ruolo di Andromeda ma aveva poi abbandonato il set in Sardegna: resistette fino al 19 aprile 1971, allorché inviò alla Rai una lettera con certificato medico nella quale spiegava i motivi della sua rinuncia. Le scene già girate in cui compariva Patty Pravo dovettero essere quindi girate nuovamente.A I.Cremaschi , autore dell’adattamento per la televisione, fu anche assegnato un piccolo ruolo come attore: quello di Jan Olboyd, l’ allibratore  proprietario della sala corse dalla cui telescrivente Bridger tiene i contatti con l’Intel.L’apertura della prima puntata, il viaggio in automobile di Judy Adamson ed Erns Reinhart fino al radiotelescopio, è stata filmata nella località Cascina Vione nel comune di Basiglio  in provincia di Milano, nel tratto viario per Pieve Emanuele , ribattezzato “strada di Andromeda”. Nella scena sono visibili agenti della Polizia Stradale  impegnati a tener lontane altre vetture durante le riprese, in quanto l’auto di scena procede nella corsia di sinistra, secondo l’uso britannico.Il radiotelescopio  è una delle antenne del Centro “Piero Fanti” della Telespazio nel Fucino . La scena dell’arrivo del Primo Ministro (quella quando scende dall’elicottero) è stata filmata presso l’ aeroporto di Bresso  poco fuori Milano. Alcune scene ambientate in quello che sembra essere un bosco, quando Bridger è sulla macchina con l’emissario della Intel, sono state girate nel Parco  della Villa Reale di Monza .Le scene della base militare di Thorness, dove è installato il calcolatore, così come l’immagine dei titoli di coda, sono state girate nella regione della Gallura e a Capo Caccia  e le abitazioni erano quelle dell’allora villaggio Valtur  dell’isola di Santo Stefano, in Sradegna , le cui formazioni rocciose granitiche e la bassa vegetazione ricordano quelle scozzesi. Improbabile comunque, dato il clima scozzese, una sortita balneare come quella tra Fleming e Judy Adamson.

Chi la dura la Vintage

Chi la dura la Vintage . L’occasione per sentire un po’ di Vintage…un po’ di revival o se preferite … sentire live lo spirito di questa pagina , e’ sicuramente venire ad una delle mie serate . Si chiamano : Chi la dura La Vintage . Tanti generi musicali : discomusic afro funky latino anni 60 70 80 90 2000( anche una spruzzata di attuali )  italian tormentoni e tanto altro ancora. Ascolterete … la piu’ bella musica di sempre , i pezzi che vi hanno fatto impazzire e che ancora adesso Vi emozionano e vi fanno scatenare. Liberate il Tony Manero che è in voi. Dove ? Alla Pizzeria il Volo a Caselle ( VR ).  Le originali serate revival ( le piu’ complete della zona ) sono solo con Ellery Sinclair. Diffidate dalle imitazioni.

 

Olmo

Olmo è un personaggio inventato ed interpretato dal comico Fabio de Luigi : la parte è quella di un sedicente cantante ed è comparso verso la fine degli anni novanta nella trasmissione televisiva Mai dire Gol . Tra i molti personaggi interpretati da De Luigi, è uno di quelli ad aver riscosso maggior successo; dotato di una precisa mimica caricaturale nei movimenti del corpo il personaggio scimmiottava un cantante in erba che si atteggiava a divo musicale ed a sciupafemmine, prendendosi diverse licenze di confidenza nel relazionarsi con gli altri personaggi (come il Mago Forest ). Tre erano a dire dello stesso interprete tratti, o meglio i gesti caratterizzanti il personaggio:

una camminata platealmente sciancata e dinoccolata che terminava al momento del saluto, col presentatore, con alzata della gamba a imitare un cane nell’atto della minzione;

  • una semigiravolta effettuata incrociando le gambe e poi con un rapido raddrizzamento del bacino;
  • l’attacco per l’orchestra, dato pestando furiosamente il piede a terra dopo aver alzato la gamba quasi all’altezza delle spalle.

I brani, composti solitamente dallo stesso Fabio De Luigi con il supporto di Savino Cesario  (talvolta con la collaborazione di componenti degli Elio e le storie tese ), sono stati tutti presentati nelle edizioni di Mai dire Gol, talvolta traendone spunto, più volte utilizzati come finale di programma. Il coinvolgimento di altri attori è stato abbastanza ampio, nell’esecuzione: Paola Cortellesi abilissima seconda voce di Dimmi cosa pensi di me e Non vuole un fratello, ancora Elio e le Storie Tese come orchestra ed Elio come seconda voce.Con l’organizzazione della Gialappa’s Band è stato inciso a fine 2001 un album, Olmo & Friends , con la raccolta di tutti i brani eseguiti da Olmo, taluni in più versioni (registrazioni live in studio, pop, karaoke). L’iniziativa era destinata interamente a raccogliere fondi per Emergency , dopo la partecipazione dell’Italia alla guerra in Afghanistan . Richiamandosi alla tradizione del Pavarotti and Friends , l’album comprende alcuni pezzi cantati da Maurizio CRozza  (all’epoca comico di Mai dire Gol, assieme a De Luigi) e prevede la partecipazione di Paola Cortellesi, nelle canzoni da lei usualmente interpretate assieme a Olmo. L’album, unica mossa commerciale di “Olmo” (del quale, oltre a ciò, non è stata mai sfruttata l’immagine in tal senso), ha segnato l’apice di una carriera destinata a una rapida dissolvenza. Il personaggio è stato proposto diverse volte sia nelle stagioni successive del programma che l’ha visto nascere, che sulle scene teatrale, fino ad essere eliminato dal repertorio di De Luigi nel 2002 , in parte per le difficoltà di interpretazione di un personaggio dal taglio assai scattante e per il cambio di genere intrapreso nella sua transizione dal campo comico per affermarsi nel ruolo di attore, e un po’ per la volontà dello stesso attore di non voler abusare della popolarità di Olmo, magari finendo per essere ricordato per un solo personaggio stereotipato del suo repertorio. Il personaggio è stato comunque uno dei più apprezzati dell’intera storia della trasmissione televisiva Mai dire gol secondo quanto stabilito da un sondaggio realizzato dal Radiocorriere TV nel 2005 . Olmo è “ricomparso” nella puntata di Quelli che il calcio  del 16 dicembre 2007 , in cui De Luigi si è esibito in un duetto con Michelle Hunziker . È inoltre tornato a interpretare la sua canzone più famosa nella puntata di Zelig  del 10 febbraio 2012 , in cui De Luigi ha presentato il suo film Com’è bello far l’amore. L’ultima apparizione a più di dieci anni di distanza è stata nella seconda puntata di Zelig nello speciale dei 20 anni dell’ottobre 2014 condotta dal Mago Forest e dalla Gialappa’s come ai tempi dell’ultima apparizione a Mai dire Domenica.

FIONDA

FIONDA. La fionda è una piccola arma da lancio manuale costituita da una impugnatura che si biforca in due rami tanto da ricordare la forma della lettera Y. Ciascuna estremità dell’arma è unita da un laccio elastico al cui centro viene posta una toppa atta ad ospitare il proiettile. Già nell’antichità la fionda era usata come arma. La si trova nell’Eneide, impugnata da Mezenzio durante la guerra tra italici e troiani: con essa il tiranno etrusco colpisce a morte un giovane siculo (figlio di Arcente), che aveva lasciato la sua patria per aggregarsi a Enea.A seguito del processo di vulcanizzazione della gomma si è giunti alla produzione di sostanze che presentavano buone qualità elastiche e sufficientemente resistenti da resistere alla trazione. L’utilizzo di lacci di tale natura fu praticamente immediato ed è ipotizzabile che la diffusione dell’arma così modificata fosse ampia già agli inizi del Novecento. La scoperta di fibre dalle caratteristiche elastiche maggiori e l’utilizzo per l’impugnatura di materiali più leggeri e resistenti ha portato alla produzione di fionde con una capacità di lancio notevolmente superiore a quelle iniziali. Può essere montato un sostegno per il polso sul manico per evitare errori di tiro o ferite alle mani. Viene normalmente impugnata nella mano non dominante mentre i lacci elastici vengono tesi dall’altra mano fino alla tensione totale. L’obiettivo da colpire viene fissato in mezzo alla biforcazione dell’arma.Quando eravamo piccoli noi non esistevano tutte quelle paure ed inibizioni nei nostri genitori che invece oggigiorno sono presenti anche in noi stessi. La Fionda era uno dei regali più ambiti da noi dell’epoca e se nessuno ce la regalava …. poco male; i ce la costruivamo da soli, con rami di legno e camere d’aria per biciclette. Iniziava così la nostra “grande caccia” soprattutto in cerca di lucertole …..e piccoli animali.

Rapput Claudio Bisio

Rapput Claudio Bisio . Rapput (senza fiato) è una canzone del 1991 contenuta anche nell’album Pate’ d’animo , scritta e interpretata in chiave rap da Claudio Bisio e musicata dal tastierista Rocco Tanica di Elio e le storie tese .Il singolo uscì nell’estate 1991 diventando uno dei tormentoni del periodo estivo e, a fine anno, risultò essere il singolo più venduto in Italia davanti alla canzone Se stiamo insieme di Cocciante e a Black or white di M.Jakson .Il titolo unisce la parola “rap” alla abbreviazione della parola “puttana” che viene nominata più volte. In chiave umoristica vengono evocate le scenate di gelosia di un uomo nei confronti della sua donna per la quale nutre forti dubbi sulla sua fedeltà a seguito di una vacanza in Grecia con una sua amica, tale Giovanna. Il riferimento alla Grecia  torna nella denominazione di due delle versioni presenti nel maxi single, delle quali la Monte Athos Mix ne è la versione ufficiale, inclusa anche nell’album, che differisce dalla Contractio Mix per un differente mixaggio e una variazione nel finale (versi recitati e non cantati).Il brano si avvale di numerose campionature di brani famosi da parte del tastierista Rocco Tanica . Prevale Pensieri e Parole di Battisti  , nella fattispecie i versi a cappella iniziali, deframmentati fino a creare nuove frasi con le parole del testo (“che ne sai della nostra ferrovia che trafigge i solai”).Inoltre compare più volte il celebre riff di Shine on you crazy diamond dei P.Floyd , insieme a parte dell’introduzione de I Watussi di E.Vianello  e alla parodia degli Enigma , che in quella stessa stagione ebbero successo con Sadeness e di cui vengono parodiati i cori in stile gregoriano  del loro primo album. La Monte Athos Mix si chiude con l’incipit di Bella Ciao . La versione Live at Zelig, registrata dal vivo ,  è acustica, dove il solo Bisio, dopo una introduzione monologata, canta con una melodia monocorde le singole strofe senza prendere respiro, giustificando quindi il sottotitolo.Il brano è stato riproposto dal vivo in duetto con Elio , nello spettacolo Coesì se vi pare , proposto in varie città italiane dagli Elio e le Storie Tese, insieme allo stesso Bisio, dal 28 giugno al 28 luglio 2006.Sulla base di questa canzone è stato creato un sequel nellʿalbum Pate’ d’animo , chiamato Sapore di pinne, dove si immagina il punto di vista dei pescatori greci con i quali le due ragazze avrebbero trascorso la vacanza, secondo il racconto della prima versione, in maniera del tutto innocua, unita alla testimonianza dell’amica Giovanna, interpretata dall’attrice Angela Finocchiaro , la quale in maniera indiretta giustifica la gelosia del malcapitato protagonista. La vicenda assume contorni parossistici e surreali, dove Giovanna prende le fattezze di una prostituta di mestiere e lui coglie l’occasione per ricavare lauti guadagni dalla professione. Anche in questo brano sono numerose le campionature, a iniziare dal titolo che unisce due successi degli anni Sessanta Sapore di Sale  e Pinne fucile ed occhiali , con i sottofondi dei cori di Abbronzatissima , altro successo estivo.

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