Shirley Jones

Shirley Jones.  Shirley Mae Jones (Charleroi, 31 marzo 1934) è una cantante e attrice statunitense. Vinse il premio Oscar alla miglior attrice non protagonista nel 1961 per la sua interpretazione ne Il figlio di Giuda. Nella sua lunga carriera, iniziata nel 1950, Shirley Jones ha interpretato oltre 50 pellicole, per la maggior parte di grande successo commerciale. Impossibile dimenticarla nel film Il figlio di Giuda (1960), che le valse il premio Oscar alla miglior attrice non protagonista. Tra gli altri titoli, sono da ricordare il western Cavalcarono insieme (1961) di John Ford, la commedia Una fidanzata per papà (1963) di Vincente Minnelli, e molti altri. La Jones è ricordata anche per la sua attività in campo televisivo, in particolare per essere stata tra i protagonisti del telefilm La famiglia Partridge (19701974), ruolo che le valse ben due nomination ai Golden Globe come miglior attrice. Recitò poi come guest star in numerose serie, tra le quali Sabrina, vita da strega (1999), in cui interpretò la nonna paterna di Sabrina. Nel 1983, una sua azione legale contro Iain Calder, direttore del National Enquirer, relativa ad un caso di diffamazione per la pubblicazione di un articolo che la riguardava, fu discussa dinanzi alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America. La sentenza, pubblicata il 20 marzo 1984, nota come Calder vs. Jones, è tuttora una pietra miliare del diritto statunitense sulla personal jurisdiction. . Nel 2006 recitò nel film televisivo La vera eredità, ruolo che le valse una nomination all’Emmy Award. Per i suoi contributi al cinema ha una stella sull’Hollywood Walk of Fame.

Amedeo Nazzari

Amedeo Nazzari . Amedeo Nazzari, nome d’arte di Amedeo Carlo Leone Buffa (Cagliari, 10 dicembre 1907Roma, 5 novembre 1979[1]), è stato un attore italiano. Figlio di Salvatore Buffa, proprietario di un pastificio e di Argenide Nazzari, il futuro attore prenderà il suo nome d’arte dal nonno materno, Amedeo Nazzari, già presidente della Corte d’appello di Vicenza, trasferito poi a Cagliari. Amedeo Buffa ha solo sei anni quando suo padre muore e la madre si trasferisce con lui e le sorelle a Roma. Qui compie gli studi presso un collegio di padri salesiani dove matura la sua vocazione artistica fin dalle prime recite scolastiche, per poi passare ai palcoscenici delle filodrammatiche e arrivare infine, dopo aver abbandonato gli studi di ingegneria, al teatro vero e proprio. L’esordio da professionista avviene nel 1927 con la compagnia di Dillo Lombardi, per passare negli anni successivi a compagnie più importanti come quelle di Annibale Ninchi, di Memo Benassi e di Marta Abba. Nel 1935 è notato da Elsa Merlini che gli offre una parte nel film che sta per girare, Ginevra degli Almieri. La pellicola non avrà successo e Nazzari tornerà al teatro. Ancora una volta sarà un’attrice, Anna Magnani, a intuire le sue doti: giovane artista allora emergente e moglie del regista Goffredo Alessandrini, la Magnani insiste con suo marito affinché Amedeo faccia parte del cast di Cavalleria. La sua prestanza fisica, arricchita dal fascino della divisa, diventa la principale attrazione del film che, presentato a Venezia alla Mostra del Cinema diventerà uno dei maggiori incassi i del 1936. Ancora un film in divisa sarà nel 1938 il suo secondo successo di pubblico: Luciano Serra pilota, sempre con la regia di Alessandrini. Ormai Nazzari è un volto conosciuto e sono molte le offerte di lavoro, ma le sue continue discussioni con i produttori per intervenire sui dialoghi dei film che interpreta e per suggerire cambi di sceneggiatura non previsti nei copioni, gli creano una fama di personaggio scomodo e indocile. Nazzari riceve la coppa del Ministero della Cultura Popolare per il film Caravaggio, il pittore maledetto, si riconoscono il conte Giuseppe Volpi e il ministro Pavolini (1941). Sempre nel  1941 alla IX Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il conte Giuseppe Volpi gli consegna la Coppa del Ministero della Cultura Popolare come migliore attore per il film Caravaggio, il pittore maledetto, diretto sempre da Alessandrini, e l’anno dopo, il celebre La cena delle beffe lo consacra definitivamente come “divo” del cinema. Il film, diretto da Alessandro Blasetti, è un dramma in costume che si svolge nella Firenze dei Medici. Tratto dall’omonimo poema di Sem Benelli, riscuote un enorme successo di pubblico e rimane nella memoria storica degli spettatori italiani per una serie di motivi: innanzitutto perché contiene la prima scena di nudo femminile (un’inquadratura di pochi secondi di Clara Calamai a seno nudo che varrà il divieto ai minori e la condanna delle autorità ecclesiastiche)[2], poi perché riunisce nel cast due giovani amanti, Osvaldo Valenti e Luisa Ferida che di lì a pochi anni andranno incontro ad un tragico destino accusati dai partigiani di collaborazionismo; infine per l’interpretazione intensa, e oggi diremmo anche un po’ gigionesca, di Nazzari, che in questo film recita la sua battuta più celebre: «…e chi non beve con me, péste lo cólga!». Ripetuta da tutti esasperando l’accento sardo del protagonista, diventerà col tempo un tormentone. Dopo una serie di film minori interpretati durante il periodo bellico tra mille difficoltà, dopo il 1945 tornano i ruoli importanti con Un giorno nella vita di Blasetti, in cui interpreta un capo partigiano, Il bandito, diretto da Alberto Lattuada con Anna Magnani come co-protagonista, e La figlia del capitano tratto dal romanzo omonimo di Puškin e diretto da Mario Camerini, in cui affiancò Irasema Dilian. Richiestissimo anche all’estero, si reca prima in Spagna per interpretare tre film, poi in Argentina dove però gli propongono di recitare la parte di un italiano criminale e corrotto. All’idea di dover diffamare il suo paese, Nazzari rifiuta di adempiere al contratto e la notizia arriva addirittura a Evita Perón che, dopo essersi fatta illustrare il copione, prende le difese dell’artista e gli offre di rimanere comunque in Argentina per visitare il paese e per conoscere personalmente le molte famiglie di italiani emigrati. Tornato in Italia nel 1949, recita accanto agli emergenti Vittorio Gassman, Silvana Mangano e Jacques Sernas ne Il lupo della Sila. Nel 1949 recita, accanto all’attrice di origine greca Yvonne Sanson, nel dramma popolare Catene. Catene fu premiato al botteghino da un enorme successo di pubblico (fu infatti il maggiore incasso della stagione cinematografica 194950), ed aprirà per Nazzari un secondo fortunatissimo capitolo della sua carriera: tale film fu infatti il primo di una lunga serie di pellicole strappalacrime che appassionarono il pubblico italiano per tutta la prima metà degli anni cinquanta, rivitalizzando un genere, il melodramma popolare, già molto amato in Italia ai tempi del cinema muto e che negli anni settanta fu rivalutato anche dalla critica cinematografica (che invece all’epoca lo bistrattò e biasimò, descrivendo questi film come dei banali fotoromanzi cinematografici). Di questa serie di film, tutti interpretati accanto ad Yvonne Sanson, diretti da Raffaello Matarazzo e premiati da un enorme successo al botteghino, ricordiamo Tormento (1950), I figli di nessuno (1951), Chi è senza peccato… (1952), Torna! (1953), L’angelo bianco (1955) e Malinconico autunno (1958), l’ultimo film dove Matarazzo diresse la coppia Yvonne Sanson-Amedeo Nazzari. Non mancano tuttavia i ruoli “impegnati”: in Processo alla città (1952) tratteggia la figura di un coraggioso magistrato napoletano che si oppone alla camorra del primo Novecento mentre ne Il brigante di Tacca del Lupo di Pietro Germi (1952), presentato alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, interpreta il ruolo di un militare impegnato, nell’Italia post-unitaria, a combattere il brigantaggio lucano. In Proibito (1955) avrà per la prima volta l’opportunità di interpretare un personaggio sardo in una storia di faide familiari. Nel 1957 viene scelto da un Federico Fellini ormai affermato, per recitare in Le notti di Cabiria un ruolo di divo in decadenza facendo ironicamente il verso a se stesso. Sempre nel 1957 Nazzari sposa Irene Genna, attrice italo-greca, da cui un anno più tardi nascerà Maria Evelina, oggi anch’essa attrice di teatro. Negli anni sessanta comincia ad arrivare qualche delusione: il ruolo del principe Salina nel Gattopardo di Visconti, proposto a lui, va a Burt Lancaster per ottenere finanziamenti da una casa di produzione americana; nel remake de La figlia del capitano, girato da Lattuada col titolo La tempesta, il personaggio di Pugacev che era stato suo viene assegnato a Van Heflin. Da Hollywood arriva la proposta di girare un film con Marilyn Monroe, ma stavolta è lui che rifiuta, per la difficoltà di recitare in inglese e per il timore di cadere nel ridicolo nelle scene di canto e di ballo (il film, Facciamo l’amore sarà poi effettivamente realizzato con Yves Montand). Nel 1968 ottiene una parte nel film La colonna di Traiano, una coproduzione italo-romena, con Antonella Lualdi e Franco Interlenghi. In Italia si apre la stagione d’oro della commedia all’italiana, ma salvo qualche sporadica eccezione, Nazzari si rifiuta di interpretare questo tipo di copioni, dirà poi, per una questione di gusto e di rispetto verso se stesso e verso il pubblico. Così, mentre attori più giovani saranno sommersi da proposte di lavoro, Nazzari apparirà sempre più raramente sul grande schermo, limitandosi a ruoli cameo in produzioni internazionali, come in Il papavero è anche un fiore, Il clan dei Siciliani e Joe Valachi… I segreti di Cosa Nostra. Qualche soddisfazione arriva invece dalla televisione, dove è protagonista dei rifacimenti televisivi di due dei suoi film più celebri: La cena delle beffe e La figlia del capitano e compare come ospite d’onore in trasmissioni celebri quali Il Musichiere, Studio Uno e Settevoci. Nel 1963 si cimenta pure nella conduzione televisiva prendendo parte al varietà del sabato sera Gran Premio abbinato alla Lotteria di Capodanno e gira alcuni famosi caroselli per un noto aperitivo, ripetendo come slogan la sua più celebre battuta: «… e chi non beve con me …». Nel 1969 la RAI gli dedica ben otto prime serate per trasmettere una retrospettiva dei suoi film più celebri. Il ciclo, che ottiene altissimi indici di ascolto e di gradimento, è curato da Gian Luigi Rondi. Nello stesso anno l’attore è impegnato nella miniserie televisiva La donna di cuori, diretta da Leonardo Cortese per Rai 1 (allora chiamato Programma Nazionale), affiancato da Ubaldo Lay e Sandra Mondaini. A partire dagli anni settanta, dirada sempre più gli impegni televisivi e cinematografici per una insufficienza renale che lo costringe a ripetuti ricoveri in clinica. Partecipa anche nel 1975 ad un episodio della serie televisiva L’ispettore Derrick, intitolato L’uomo di Portofino e trasmesso da Rai 2 nel 1979; la scena principale in soggettiva fu girata, in lingua italiana, a Portofino. Negli ultimi due film, Nina di Vincente Minnelli e Melodrammore di Maurizio Costanzo, lo si vede apparire in piccole partecipazioni. Muore nella clinica Villa Claudia di Roma la sera del 5 novembre 1979[4], pochi mesi prima che la figlia Maria Evelina gli desse il primo nipotino, Leonardo. Col nome di Amedeo Nazzari Buffa, è sepolto al cimitero monumentale del Verano di Roma.

HERVÉ JEAN-PIERRE VILLECHAIZE

Hervé Jean-Pierre Villechaize. Hervé Jean-Pierre Villechaize (Parigi, 23 aprile 1943North Hollywood, 4 settembre 1993) è stato un attore francese di origini filippine. È ricordato per il suo ruolo come assistente di Mr. Roarke, Tattoo, nella serie televisiva Fantasilandia (19781984); inoltre è conosciuto per aver interpretato il cattivo Nick Nack nel film di James Bond Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro. Villechaize soffriva di una forma di nanismo o acondroplasia, a causa di una disfunzione della tiroide. Nato e cresciuto a Parigi, Villechaize, nonostante il tentativo del padre medico di curare la malattia, cessò di andare a scuola per le sue condizioni e trovò conforto nella pittura. Dopo aver studiato arte al college, andò negli Stati Uniti per cercare di evitare il pregiudizio contro le persone affette da nanismo in Francia. Si stabilì in una sezione bohemienne di New York, imparò l’inglese guardando gli show televisivi e continuò la sua carriera come artista e fotografo. Recitò in produzioni off-Broadway, inclusa un’esibizione con Sam Shepard, prima di cominciare la sua carriera cinematografica. La sua prima apparizione al cinema fu nel film Chappaqua nel 1966, seguito da numerose altre produzioni come Crazy Joe, Seizure (diretto da Oliver Stone), The Gang that Couldn’t Shoot Straight e The Forbidden Zone. La svolta nella sua carriera avvenne con il film Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro nel 1974. Da quel che diceva il suo compagno di produzione Christopher Lee, il periodo di Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro fu probabilmente il più felice nella vita di Hervé. Divenuto popolare Villechaize dimostrò di essere un attore difficile in Fantasilandia, dove continuamente faceva proposte sessuali alle donne e litigava con i produttori. Fu licenziato, ma la popolarità dello show calò dopo il suo abbandono, tanto è vero che presto ne fu decisa la cancellazione. Oltre ad essere un attore, negli anni ’70 e ’80 Villechaize divenne membro attivo di un movimento della California contro gli abusi infantili, spesso andando egli stesso sulle scene dei misfatti per confortare le vittime degli abusi. In conseguenza della sua instabile salute e dei suoi problemi professionali, divenne un alcolista e depresso negli ultimi anni della sua vita, diventando anche violento. Nel 1993 si tolse la vita con un colpo di pistola mentre era a casa sua, e fu trovato da sua moglie, Kathy Self. Morì in ospedale a North Hollywood, California, all’età di 50 anni.

David Soul

David Soul  nome d’arte di David Richard Solberg ( Chicago 28-08-43 )  , è un attore, cantante e regista americano . conosciuto in Italia soprattutto per aver interpretato tra il 75 ed il 79 il ruolo del sergente Ken ‘Hutch’ Hutchinson al fianco di Paul Michael Glaser  nella serie poliziesca Starksy & Hutch, di cui fu anche regista di vari episodi.Nato in una famiglia di origini norvegesi , trascorse l’infanzia viaggiando molto tra Europa e America al seguito del padre, pastore luterano impegnato nel secondo dopoguerra in missioni umanitarie in Germania . Iniziò la carriera artistica nel lontano 1967  quando, nel corso di un’apparizione televisiva, interpretò una canzone indossando una maschera da sci. Al termine dell’esibizione spiegò: «Mi chiamo David Soul, e voglio essere conosciuto per la mia musica». Si fece poi apprezzare dal grande pubblico come attore in alcuni telefilm, tra cui Star Trek .. Nel 1973 recitò nel film Una 44 magnum per l’sipettore Callaghan al fianco di Clint Eastwood. . La maggiore notorietà giunse però nel 1975 , con il ruolo del detective Hutchinson in  Starksy & Hutch. . Nel corso degli  anni 70 , Soul si affermò anche come cantante, raggiungendo per ben due volte la prima posizione nelle chart inglese e americana con i singoli Don’t Give Up On Us e Silver Lady.Negli anni 80 frequentò meno assiduamente le scene, limitandosi ad apparire come ospite in programmi televisivi e a interpretare ruoli minori in qualche film. Negli stessi anni ebbe problemi di alcolismo , che sconfisse dopo una lunga cura. Nel 1987 comparve nello sceneggiato televisivo italiano Il segreto del Sahara , interpretando il ruolo dello spietato Ryker, capo di un gruppo armato di disertori della Legione Straniera. All’inizio degli anni 90 si trasferì a Londra ,  dove rilanciò la sua carriera di attore nei teatri del West End. Il 28 febbraio 1997, compare nell’ultimo episodio del programma televisivo Anima Mia .Divenne cittadino britannico nel settembre del 2004 , ma decise di mantenere anche la cittadinanza americana. Ha recitato anche in alcuni musical, tra cui A Chorus Line e Mack and Mabel. . Nel 2004 appare insieme a P.M .Glaser nel film Starksy e Hutch , nel quale i due fanno un cameo nella parte finale del film.

Frankie Avalon

Frankie Avalon . Nato a Filadelfia da una famiglia di origini italiane  Avalon si sposò nel 1963 con Kathryn Diebel, dalla quale ebbe otto figli (Frankie Avalon Jr., Tony, Dina, Laura, Joseph, Nicolas, Kathryn e Carla). È stato uno dei più popolari e acclamati cantanti degli anni 50 e 60 . Tra i suoi successi principali si ricordano: Venus , che raggiunge la prima posizione nella classifica americana per cinque settimane, De de Dinah, Why che raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 e la terza in Norvegia, Beauty School Dropout e Beach Movies. È stato fra gli scopritori del cantante Fabian , suo concittadino e di pochi anni più giovane di lui. nel 1964 partecipò al XIV Festival della Canzone Italiana di Sanremo con la canzone I sorrisi di sera in coppia con Tony renis , un motivo scritto da A.Testa , con musica di Tony Renis. E’ stato spesso ospite di tanti telefilm degli anni settanta come Love Boat e Fantasy Island. E’ stato riscoperto dal film Grease dove interpreta la parte di un angelo. Nel 1988 torna a girare un beach movie come tanti ne aveva girati un ventennio prima ( Back to the beach ). Un gran cantante….sicuramente.

Gavin MacLeod

Gavin MacLeod, nato Allan George See (Mount Kisco 28-02-1931 ),  è un attore americano , noto soprattutto per aver preso parte alla serie TV LOve Boat nel ruolo del comandante Merrill Stubing. Nato nello stato di New York  da padre , gestore di una stazione di servizio  si diploma all’Ithaca College e, dopo il servizio militare, si trasferisce nella città di N.York  per diventare attore, nel frattempo mantenendosi facendo la maschera al Radio City Music Hall.  Nel 1956 debutta a Broadway nel dramma Un acppello pieno di pioggia  ed è in questo periodo che sceglie il suo nome d’arte: Gavin è un personaggio televisivo, mentre MacLeod è il cognome della sua insegnante di recitazione.Trasferitosi a Los Angeles  verso la fine degli anni 50 , MacLeod inizia a lavorare per il piccolo schermo e, nel frattempo, ottiene alcuni ruoli di secondo piano al cinema. Nel 1958 viene notato dal regista Blake Edwards , che lo fa comparire nella commedia Operazione Sottoveste , nella quale MacLeod interpreta con grande comicità il ruolo del marinaio Ernest Hunkle, definito dal tenente Nick Holden (T.Curtis )  “il torace più sexy della Marina”, per via del vistoso tatuaggio di una ballerina che Hunkle porta sul petto.MacLeod appare anche nel dramma Non voglio morire del 1958 , e nella commedia brillante In due è un’altra cosa con B.Crosby . Nel periodo  che val dal 1959 al 1962 prende parte a diversi episodi de Gli Intoccabili .  Tra il 1962 ed il 1964 ha il suo primo ruolo televisivo ricorrente, quello del marinaio Joseph “Happy” Haines nel telefilm Un equipaggio tutto matto  e, durante il decennio, prende parte a molte serie TV, tra cui La GRande Vallata e Perry Mason , e a pellicole cinematografiche come Caccia di guerra del 1962. ). Ma è all’inizio degli anni 70  che MacLeod raggiunge la grande notorietà televisiva grazie al personaggio di Murray Slaughter, il simpatico giornalista della serie Mary Tyler Moore Show , che interpreta dal 1970 sino al 1977  e grazie alla quale ottiene due nomination ai Golden Globe televisivi. È però conosciuto soprattutto per aver interpretato il comandante Merrill Stubing nella serie Love Boat , in cui recita dal 1977 sino al 1987 , figurando in 250 episodi. Grazie all’interpretazione del sorridente e rassicurante capitano, che coccola i propri passeggeri durante le loro vacanze da sogno, MacLeod ottiene altre tre nomination ai Golden Globe in diverse categorie .  Con il cast del telefilm, vince inoltre un TV Land Award . La popolarità di questo ruolo leggero costituisce però un limite per le aspirazioni di MacLeod a parti drammatiche o più complesse, e porta l’attore a vivere una profonda crisi personale e professionale, dalla quale si risolleva grazie alla fede cristiano evangelica.Con la seconda moglie Patti, MacLeod è stato autore del libro Back on Course, uscito nel 1987 . Successivamente è apparso ancora in TV e al cinema, seppur sporadicamente, dedicandosi all’attività di predicatore e diventando testimonial in America delle navi da crociera.

 

Magnum, P.I.

Magnum, P.I. Magnum, P.I. è una serie televisiva statunitense, di genere poliziesco, creata da Donald P. Bellisario e Glen A. Larson, e prodotta dal 1980 al 1988. La serie è stata trasmessa in prima visione negli Stati Uniti dalla CBS dall’11 dicembre 1980. Fuori dagli Stati Uniti è stata trasmessa a partire dal 1981; in particolare, in Italia la serie è stata trasmessa da sabato 13 marzo 1982 al 1990 , dapprima da Canale 5 e successivamente da Italia 1. La serie è stata prodotta dalla CBS utilizzando la stessa location e lo stesso materiale di scena già utilizzati per la serie Hawaii Squadra Cinque Zero, terminata nel 1980 dopo 12 anni di programmazione. Glen A. Larson venne incaricato dalla CBS di produrre una nuova serie ambientata nell’arcipelago del Pacifico, il quale scrisse una prima versione della storia, che vedeva come protagonista un ex agente della CIA, Thomas Magnum, che lavorava sotto copertura ed aveva alle Hawaii la sua base operativa, ma Donald P. Bellisario nuovo socio nella produzione, anche su consiglio di Tom Selleck, decise di stravolgere radicalmente il primo copione. Non più un agente segreto, ma un veterano della guerra del Vietnam. Thomas Sullivan Magnum IV, più semplicemente Magnum, è un ufficiale di Marina decorato nella guerra del Vietnam dove combatté prima con i Navy SEAL e poi con il servizio segreto della marina, cosa che gli sarà utile in molte delle sue indagini (vedi i rapporti con il suo grande amico Mac Reynolds), congedandosi dopo una decina d’anni di servizio. Nella vita civile ha intrapreso l’attività di investigatore privato (da cui il “P.I.”, sigla del termine inglese Private Investigations), che lui preferisce di gran lunga a quello di detective. Magnum vive nella dépendance di una lussuosa villa in riva al mare sull’isola hawaiiana di Oahu su invito del padrone di casa, l’eccentrico scrittore di gialli Robin Masters (personaggio che non appare mai integralmente nella serie), la cui ospitalità è ricambiata con l’attività di responsabile della sicurezza che Magnum fornisce alla proprietà. A mandare avanti la casa di Robin Masters è il maggiordomo e factotum inglese Jonathan Quayle Higgins III, ex sergente maggiore della British Army, che si avvale anche dell’aiuto dei suoi “ragazzi”, due dobermann bene addestrati, Zeus e Apollo. Per il personaggio di Higgins, Donald P. Bellisario si ispirò al Richard Attenborough del film Cannoni a Batasi (1964) di John Guillermin.

Audrey Launders

LUGLIO DEL Audrey Launders . Audrey Landers, all’anagrafe Audrey Hamburg , nasce a Filadelfia IL 18-07-56 . E‘ una attrice, cantante e produttrice televisiva statunitense , di origine tedesca. E’ anche compositrice e sceneggiatrice . Come attrice , ha partecipato a vari telefilm come Happy Days, Fantaslilandia, Love Boat , Hazzard, MacGYver, una Vita da Vivere , aspettando il domani.  Il suo ruolo più celebre rimane tuttavia quello di Afton Cooper nel serial Dallas,  ruolo ricoperto dal 1981 al 1984 e anche nel 1989 e reinterpretato nel film tv del 1996 dal titolo Dallas : il ritorno di J.R.  e nella nuova serie televisiva Dallas del 2012. Come cantante  ha pubblicato circa una dozzina di album , il primo dei quali, uscito nel 1983 , si intitola LIttle River . Il suo singolo di maggiore successo è stato Manuel Goodbye che nel 1983  raggiunse il terzo posto delle classifiche in Francia e la Top Ten in Germania . È la sorella maggiore dell’attrice JUdy Landers .

Walker Texas Ranger

Walker Texas Ranger . Ho riscoperto una serie tv che non avevo visto quando era uscita ai suoi tempi. Sto parlando di Walker Texas Ranger . Personaggi azzeccati e una trama che negli anni si è sviluppata sulla vita privata del protagonista ( oltre ovviamente alle solite trame…non sempre scontate del telefilm singolo) portandolo al matrimonio. Bei paesaggi…ancora qualche strascico degli anni 80..e tanta azione. Diciamocelo francamente : l’espressivita’ di Norris non è certo pari alle sue doti marziali, ma comunque e’ riuscito a dare sempre una carica di umanita’ al suo personaggio. Un telefilm che all’epoca fece storia e che si rivede anche adesso molto volentieri. Ando’ in onda dal 1993 al 2001 . I temi del telefilm  sono incentrati su valori fondamentali dell’esistenza, come l’amicizia, l’aiuto reciproco, la lotta alla violenza, in particolare a quella tra le gang giovanili. Walker e Trivette utilizzano molto spesso le arti marziali per fermare o arrestare . È dato molto risalto alla contrapposizione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, come sintetizzato nel motto dei Rangers: “un uomo che sbaglia non può mai opporsi ad un uomo che è nel giusto”. Il Ranger Walker e i suoi colleghi hanno il ruolo di funzionari onesti e specchiati, rispettosi della legge e non estremisti.

Le Volpi della Notte

Le Volpi della Notte  è un film televisivo  trasmesso la prima volta il 4 novembre 1986 da Italia uno. Era ispirato alla famosa serie americana delle Charlie’s Angels  Anche qui infatti abbiamo tre protagoniste femminili (interpretate da Viola Valentino, Frabrizia Carminati e Pamela Prati ) nei panni di tre agenti segreti. Elena, Miriam e Anna, le volpi della notte, sono tre belle donne ma sono anche tre agenti speciali della questura di Roma. Una sera ricevono l’incarico di partecipare ad una sfilata di alta moda: è arrivata una soffiata su di una partita di droga che dovrebbe essere scambiata là. Alla sfilata tutto avviene regolarmente, salvo il tentativo di scippo di un beauty-case di una delle indossatrici. La mattina dopo però, Daniela, l’indossatrice interessata dallo scippo, viene trovata morta e si scopre che lo scippatore era il guardaspalla dell’ing. Mauro De Mauro, ricco costruttore. Le volpi iniziano ad indagare.   Poteva avere un seguito come telefilm..ma non ebbe successo.  Non so in quanti di voi se lo ricorderanno.