Super Tele

Il Super Tele è un modello di pallone in plastica . Sebbene in rete si trovi diffusa la notizia che vuole il Super Tele nato in Italia nel 1972 , uno studio più approfondito riproduce un catalogo della Mondo spa del 1967  , in cui il modello risulta già in vendita: il sito dell’azienda non lo menziona, ma cita il Super Santos , di fascia appena superiore, come prodotto creato nel 1962.Già dal 1948 la Mondo produceva palloni in quantità industriale, in seguito alla richiesta di oggetti promozionali da parte della Ferrero , e si può dire che negli anni sessanta, ed anche successivi, i suoi modelli monopolizzarono il mercato dei palloni da calcio di fascia bassa, che ebbero un’enorme diffusione, favorita anche dalla socialità infantile ed adolescenziale tipica del periodo, in cui i bambini, anche in numero ridotto o perfino da soli, tendevano naturalmente a giocare a calcio in qualsiasi luogo capitasse (cortili, piazzali condominiali, perfino in strada, i più fortunati avevano a disposizione prati, o i campi degli oratori parrocchiali). Un pallone di prezzo molto basso (per foratura o smarrimento la vita media di un pallone era di pochi giorni, era raro che superasse una durata di qualche settimana), dalle misure più o meno regolamentari ma tanto leggero da non causare danni agli oggetti ed alle infrastrutture circostanti, si adattò perfettamente alle necessità dei consumatori, a cui veniva proposto da una fitta rete di vendita al dettaglio: ovviamente negozi di giocattoli e supermercati, ma anche tabaccai, edicole, empori di piccoli centri e bancarelle. Inoltre la sua leggerezza lo rendeva utilizzabile anche dai bambini più piccoli, dell’età di tre o quattro anni, ormai compresi nel pubblico calcistico ed orientati verso disegni che richiamassero le massime serie.Inizialmente era prodotto in colore bianco, con una stampa a pentagoni neri che riprendeva il motivo dei palloni professionali come il Telstar , usati a partire dai MOndiali del 1970 ; oltre ai pentagoni, vi era stampata la scritta “made in Italy”. In seguito vennero realizzate anche versioni con la base blu, rossa, verde e gialla, tutte sempre abbinate alla stampa in nero. Per ridurre i costi, l’imballaggio venne limitato ad una semplice retina in plastica, chiusa da un colletto metallico. Il pallone era in teoria gonfiabile,  tramite una piccola valvola autosigillante in gomma, che però per via della realizzazione approssimativa era il principale punto debole del pallone: tendeva a staccarsi e a rientrare nella sfera se si cercava di rigonfiare il pallone. Se sottoposta a colpi particolarmente potenti poteva addirittura staccarsi, rendendo in entrambi i casi il pallone inutilizzabile.Oltre ad essere venduto ad un costo ridottissimo, il Super Tele era caratterizzato dall’essere molto leggero: se da una parte questo lo rendeva poco adatto ad esempio all’uso nelle partite di calcio, aveva il pregio di ridurre il rischio di infortuni e di danni derivanti da colpi male assestati.In compenso, la leggerezza del materiale lo rendeva anche facilmente soggetto a forature, un fattore che insieme alla valvola poco resistente ne limitava notevolmente la durata di utilizzo. Quanti super tele….ho comperato……….!!!

Trottola

Trottola . La trottola è un giocattolo, solitamente fatto di legno duro , a forma di cono , con una punta di ferro ad una estremità. La trottola era un giocattolo diffuso tra i Greci e Romani: è nominata ad esempio da Callimaco , e anche Catone , il noto Censore romano, la consigliava come passatempo per bambini che, a suo parere, avrebbero invece dovuto evitare il gioco dei dadi. I Romani la chiamavano “turbo” e il gioco all’epoca era particolare: pare che si disegnasse per terra un grande cerchio diviso in dieci settori numerali, ad ognuno dei quali corrispondeva un punteggio. Lo scopo del gioco consisteva nel far roteare la trottola nel centro, raggiungendo così il massimo punteggio.Attorno al XIV secolo si ha la massima diffusione della trottola, specie in Inghilterra  dove era abbinata addirittura a certe cerimonie religiose. Il Martedi’ Grasso  si organizzavano corse di trottole lungo le strade delle parrocchie e, quando una trottola smetteva di girare, veniva riposta fino all’anno successivo. Le trottole erano diffuse anche tra gli indiani del Nord e del Sud America  da molto prima dell’arrivo di Colombo . Gli Inuit , una popolazione del Nord, cercavano di far fare alle trottole un giro completo delle loro abitazioni soprattutto in inverno. Particolarmente in Giappone  è diffusa la produzione artigianale di questo giocattolo. Molti artigiani di questo paese sanno creare trottole “partorienti”, ovvero che ne liberano altre più piccole durante il loro giro. Nel Borneo e nella Nuova Guinea  dopo la semina i contadini fanno girare le trottole per stimolare la crescita dei germogli. In Italia le ricordiamo in altro materiale : plastica o latta. Ha tenuto compagnia ai bambini piccoli , facendoli giocare per tanto tempo e con tante varianti. E ancora oggi, nelle versioni piu’ moderne..e’ sempre presente negli scaffali dedicati ai giochi.

 

 

La piazza dei giochi

La piazza dei giochi . La piazza dei giochi ….. In ogni citta’ o paese…esisteva una piazza dove al pomeriggio i bambini potevano giocare e divertirsi. Di solito avevano un monumento commemorativo che dava il nome alla piazza ( es. Piazza Garibaldi…). Non mancava una fontanella dove i bambini andavano ad abbeverarsi nelle calde giornate primaverili ed estive…dopo aver giocato…..e aver disperso tanti liquidi . A quei tempi esisteva piu’ verde e quindi la piazza…disponeva senza dubbio di aiuole verdi con alberi . Nella stessa piazza confluivano diverse fasce di eta’. Dai piu’ piccoli…sino ai ragazzini di 12-14 anni . Ognuno aveva la proprie esigenze : i piu’ piccoli avevano necessita’ piu’ soft . Se giocavano a palla..lo facevano con tanta delicatezza e tanta imprecisione nei lanci ( con la palla che andava di conseguenza…ovunque). Di solito erano confinati nelle aiuole…perchè la parte centrale della piazza era riservata ai piu’ grandicelli…che si sfidavano con interminabili partite di pallone. La partita finiva solo quando il pallone andava in un punto non piu’ recuperabile…oppure quando si bucava ( i mitici super tele avevano la resistenza di una carta velina…) . Non esisteva nessun richiamo da parte di nessuno…che potesse far finire la partita prima.  Esisteva anche chi si dilettava ad andare in bicicletta : la piu’ gettonata era la Graziella ( a seguire….arrivarono anche quelle finto cross ) . Immaginate quanto fosse difficile coniugare tutte queste realta’….in una sola piazza. I grandi non volevano i piccoli..le mamme dei piccoli erano preoccupate che non arrivassero pallonate ai figli e a chi stava andando in bicicletta. Aiutava il momento merenda…che diradava di fatto la densita’ della piazza…..! La merenda o la si portava da casa ( classico : merendina e succo di frutta…) oppure si attingeva al baracchino…immancabile …che stazionava appena fuori della piazza. I bambini volevano il baracchino e le mamme no ( altro classico). A parte le merendine il baracchino aveva come caratteristica la vendita di dolcissime e coloratissime gomme da masticare vendute singolarmente , che erano ambitissime dai bambini. Ad una certa ora..tutti a casa : la mamma doveva iniziare a preparare la cena 🙂 . Quanti ricordi…quanti pomeriggi…..!

oggetti e giocattoli in latta

oggetti e giocattoli in latta . Con il termine di latta ,  si indica un lamierino di ferro sulla cui superficie sia stato depositato un sottile strato di stagno. Il procedimento consente di ottenere contenitori nello stesso tempo con la stessa robustezza del ferro e la stessa resistenza alla corrosione dello stagno. Queste caratteristiche resero la latta un materiale spesso  utilizzato fino a tempi recenti per contenere e trasportare alimenti e per realizzare piccoli oggetti di uso quotidiano e giocattoli.  Se lo strato viene applicato mediante elettrolisi, il materiale prende il nome di banda stagnata Dalla fine del XVIII secolo la latta trovò un crescente impiego nella realizzazione di lattine per la conservazione di prodotti alimentari e non. In origine la stagnatura del lamierino avveniva esclusivamente mediante immersione in un bagno di stagno fuso. Nel 1937 fu introdotto il procedimento elettrolitico che consentì di ridurre i tempi del processodi stagnatura e di dimezzare il materiale occorrente, ottenendo così una significativa riduzione dei costi. Nel 1951 fu introdotta una modifica del procedimento di stagnatura elettrolitica che consente di ottenere rivestimenti di differente spessore sulle due facce del lamierino, consentendo spessori maggiori sulla faccia interna alla scatoletta e destinata al contatto con agenti potenzialmente aggressivi contenuti nei cibi inscatolati e minori sulla faccia esterna meno soggetta a degrado.Il successivo sviluppo tecnologico, che ha portato alla produzione a basso costo di lamiere in alluminio o di acciaio anche del tipo inossidabile, ha drasticamente ridimensionato l’impiego della latta nelle conserve alimentari, mentre per le altre applicazioni si è massicciamente fatto ricorso alla materie plastiche. Infatti se da un lato lo stagno è più costoso, dall’altro è meno adatto per alcuni usi alimentari. I progressi, però della metallurgia hanno riguardato anche la banda stagnata e si è avuta una inversione di tendenza con recupero di alcune posizioni, soprattutto nei confezionamenti dove è importante la perfetta saldatura. Per i giocattoli, tranne casi rarissimi, la sostituzione con plastica dei metalli è avvenuta non solo per ragioni di costo, ma anche di sicurezza.  Per giocattoli di latta si intendono quei giocattoli, di moda tra Ottocento e Novecento, realizzati industrialmente con la latta cromolitografata, fatta colare in stampi di cui spesso i giocattoli portavano i segni nei punti di giunzione dei due stampi, con le sbavature del metallo in rilievo. n Italia, la lavorazione della latta per la produzione di giocattoli ebbe un periodo fortunato negli anni venti ma che si protrasse fin oltre gli anni ’60, sull’onda della moda già diffusa all’estero, come dimostra il successo di aziende come la Cardini e la Metalgraf di Milano.Tra i giocattoli più richiesti, ricordiamo le automobiline di latta, le trottole, e i soldatini. Io mi ricordo molto bene le trottole in latta. E voi ?

Pongo

Pongo.Pongo è il nome commerciale di un materiale plastico modellabile prodotto dalla Fila ed  utilizzato soprattutto dai bambini. Prima del 1994 era prodotto dall’azienda Adica Pongo che è poi stata acquisita dalla FILA. E’ di una  consistenza simile alla plastilina o al Das   :  il Pongo (a cui fece seguito il Dido’ ) è un materiale colorato a base di cera e viene venduto in confezioni che contengono una gamma di diversi colori. Nell’uso comune, il termine viene spesso utilizzato per riferirsi a qualsiasi materiale plastico colorato dello stesso genere, anche se prodotto da altre ditte. Da piccoli penso che ognuno di noi abbia utilzzato il Pongo e ci ha fatto passare ore ed ore di divertimento. Da 65 anni, Pongo è la prima plastilina duttile e sicura, che appassiona generazioni di ragazzi e insegnanti. Utilizzata per dare forma alla fantasia e creare nuovi percorsi di apprendimento, grazie ai suoi numerosi colori. Ideale sia a casa che a scuola per far dialogare grandi e piccini.

DAS

DAS o DAS pronto è il nome commerciale di una pasta sintetica per modellare a base minerale, molto simile nelle sue proprietà alla famosa creta , ma che, a differenza di questa, non ha bisogno di essere scaldata in forno per indurirsi. È attualmente prodotta dalla ditta Fila.Il marchio DAS è un acronimo del nome del suo inventore,ossia Dario Sala , che la brevettò nel lontano 1962 .Anche se adesso il DAS è onnipresente ed ampiamente utilizzato nelle scuole, Dario Sala non si arricchì con il suo brevetto, che cedette presto e per un prezzo molto contenuto alla Adica Pongo che chiuse i battenti nel  1993.Il DAS fu inizialmente prodotto solo in colore grigio, successivamente furono aggiunte una versione bianca e una color terracotta , tuttora disponibili in commercio a differenza di quella originaria.Altri due prodotti Adica Pongo e FILA con cui il DAS è spesso associato sono la plastilina Pongo  e la pasta per modellare dal nome Dido’.  Ognuno di noi penso abbia usato almeno una volta nella sua vita il Das…sia per fare dei lavoretti a scuola ( era facile da usare…) che per piccole creazioni personali con le quali ornare la casa. Anche il DAS fa parte del nostro passato. Un a curiosita’ : una volta aperta la confezione….nonostante i precisi tentativi di chiudere ermeticamente il prodotto..quiesto si seccava molto facilmente. We are…Vintage People.

 

Arco Falc

Arco Falc  : Oggi e’ un  marchio venduto dalla francese Monneret. E’ stata una vera icona con giochi a tematica per lo più prettamente sportiva ma che soddisfacevano le esigenze e i gusti di noi ragazzi dell’epoca. Chi non ricorda i mitici biliardini o il calcio a molla? Bersagli…frecce, dardi magnetici…flipper.   Negli anni settanta i giochi di questa ditta erano veramente popolari.Tutti noi abbiamo sognato di possedere un biliardino od un flipper. Chi aveva spazio….i bersagli erano molto ambiti.  Insomma..anche oggi un bel tuffo nel passato.

Palline Magiche

Palline Magiche .  Rimbalzavano ovunque, per tutta la casa ( era l’incubo delle nostre mamme ) . I bambini di ogni età si sono divertiti a giocare con queste palline di gomma che fecero la loro comparsa a meta’ degli anni sessanta . Erano disponibili in tutte le dimensioni e colori ( opachi o trasparenti ) . Queste  palline saltellavano con veramente tanta  energia. Furono inventate daNorman Stingley , un chimico ,  che le scopri’ nel corso degli esperimenti sulla gomma che conduceva nel tempo libero. E’ un giocattolo basata su un tipo di gomma sintetica ed è una palla estremamente elastica costituita di Zectron . Questo composto, è vulcanizzato con zolfo ad una temperatura di 165 gradi centigradi e formata ad una pressione di 3,500psi. Il risultato di questa composto  permette ad una pallina lasciata al livello della spalla, di rimbalzare  quasi per la totalità dello spazio; gettato da un adulto medio, puo’ rimbalzare sino al terzo piano di una abitazione . Quando venne introdotto questo giocattolo divenne subito una moda. Se ne producevano anche 170.000 al giorno .  Già nel dicembre del 1965 erano stati venduti oltre sei milioni di pezzi. Inizialmente il prezzo  di una pallina magica era di circa novantotto centesimi al dettaglio ma già entro la fine del 1966 le sue versioni in miniatura colorati erano vendute per non più di dieci centesimi nei distributori automatici. Quanti bei ricordi.

Il gioco del west (a 3 dimensioni)

Il gioco del west (a 3 dimensioni) . Questo era un gioco molto in voga : Il gioco del West . Usci’ nel 1974 .   Editrice Giochi non inventò “Il gioco del west”, ma si limitò ad un restyling all’italiana, perchè è un gioco di società statunitense, il cui nome originale è The fastest gun   della “Denys Fisher Toys”, pubblicato nel 1973.
Rispetto alla versione statunitense la Editrice Giochi rese il gioco maggiormente infantile, spostando l’attenzione dal duello fra cowboys (vedi il titolo in inglese) alla modalità monopoli, inserendo dei disegni con personaggi più buffi.L’accenno al “3D” del gioco è dato dalle due costruzioni in cartoncino ai fianchi dei duellanti, ai tempi le 3 dimensioni si ottenevano con poco.
Comunque il punto forte del gioco sono i duelli, ed anche se oggi puo’ sembrare cosa minima, una volta…vedere il tuo pistoleros atterrato, magari causandoti l’eliminazione, era una vera emozione.  In primis il regolamento, scritto bene, senza possibilità di interpretazioni strane, che per dei bambini è la cosa più importante .A dispetto delle immagini buffe, la sopravvivenza era la prima regola, infatti i casi in cui si poteva essere eliminati dal gioco erano molteplici, dalla mancanza di denaro e/o beni, al morte cruenta in duello. Quest’ultima possibilità accadeva quando non si poteva assoldare un pistoleros causa scarsità di fondi, ergo si era obbligati a schierare il proprio segnalino sulla plancia, e se si moriva, si veniva eliminati. Un ottimo gioco …da ricordare. Il gioco del west….!

 

Crack ( gioco da tavolo )

Il gioco Crack ( gioco da tavolo )  si svolge su un particolare tabellone che non presenta un percorso prestabilito, ma anzi permette ai giocatori di muoversi in quattro direzioni differenti per raggiungere diversi punti precisi.Ci sono ovviamente  gli immancabili soldi finti  , e in più degli strumenti particolari che permettono di calcolare le vittorie o le perdite: la Borsa, il Casinò, le Corse dei Cavalli, Il  Gioco dei dadi .Il gioco sembra svolgersi come ogni altro gioco del genere, con il lancio dei dadi e lo spostamento sul tabellone di tante caselle quante sono quelle indicate. Il tutto però si svolge in modo molto ironico, in quanto non si deve riuscire a guadagnare più soldi possibile ma piuttosto a perdere ben un milione di dollari (di cui ogni giocatore viene fornito all’inizio della partita), anzi … ad indebitarsi, nel minor tempo possibile! Questo è possibile anche grazie a quattro zone speciali, in cui il giocatore può decidere di dirigersi . Casinò: Nel casinò sono presenti una slot machine e una roulette. Si gioca come nelle normali puntate, anche se si deve sperare, ovviamente, di perdere! Borsa: Una volta raggiunta la zona corrispondente, si fa girare il rullo della borsa, sperando che le proprie azioni  (che si è stati costretti ad acquistare nel corso del gioco) siano in calo o che, almeno, siano in rialzo quelle degli avversari.Corse dei Cavalli: Qui è necessario puntare su uno dei cavalli in gioco, sperando di perdere. Ovviamente, anche se si è tentati di puntare sul cavallo più scarso, c’è il rischio che, se esso vince, la riscossione della scommessa sia piuttosto elevata! Gioco dei Dadi: Potenzialmente quello in cui è più facile perdere soldi (si lancia i dadi finché si vuole e si paga la cifra raggiunta), anche se c’è il rischio di vincere tutto se ad un lancio si ottiene un doppio 1.Un’altra casella particolare è quella che sostituisce il Via. Ad ogni passaggio, infatti, si deve pagare una cifra di 5000 dollari per la Lotteria, e tutto sta nello sperare di non vincere la somma di tutte le puntate giocate! Un gioco da tavolo divertente e non eccessivamente lungo per quello che riguarda la durata.