Il Missile TOR ( e simili )

Il Missile TOR ( e simili ) : un gioco molto in voga negli anni sessanta e settanta.Dalla passione per il volo di Alessandro Quercetti , nasce il mitico TOR , un missile giocattolo che sfrutta il meccanismo di lancio con la fionda ad elastico ed è capace di raggiungere i cento metri di altezza. Alessandro applicò per la prima volta ad un giocattolo i principi dell’aerodinamica inventando un meccanismo di apertura ritardata che consentiva il rilascio del paracadute per il rientro a terra senza danni dell’intero missile.  La descrizione coincide perfettamente con Eolo Paracadutista giocattolo volante che godette di un certo successo commerciale della ditta Aerogiocattoli Giolitto di Torino fondata da Roberto Giolitto .  che abbiamo già incontrato nei campi di gara di aeromodelli ad elastico negli anni trenta. Il successo del Tor fu così clamoroso che così scriveva l’Unità nel 1959:“Un razzo-giocattolo da lanciare con la fionda Gli scienzati astronautici si trovano in grave imbarazzo: il giocattolo ha infatti risolto uno dei problemi più ardui della tecnica missilistica: il recupero non solo dell’ogiva, ma del razzo intero… E’ vero: i sovietici hanno già dato qualche prova di riportare cagnette e conigli sani e salvi dopo un lancio negli alti spazi della stratosfera. Gli americani si sono provati, sia pure con qualche insuccesso, comunque una scimmietta a terra c’è tornata. Ma il giocattolo razzo è qualcosa che incanta e stupisce a un tempo. E’ l’ultima novità per i ragazzi, i quali, a differenza di qualche generazione passata, si trovano a godere quasi ogni giorno dei progressi della tecnica. Dunque il razzo di cui parliamo (con qualche riferimento scherzoso a quelli veri) è un cono di 25 millimetri di diametro e 25 centimetri di lunghezza, e che viene lanciato da una comune fionda ad elastico. Un ragazzo robusto può “lanciare” il suo razzo in plastica almeno a 50 metri di altezza, mediante lo aggancio dell’elastico a due alette poste sotto l’ogiva. Come avviene il recupero? Ecco il bello del razzo-giocattolo sta proprio in questo. La parte cilindrica del razzo, fino all’inizio dell’ogiva dove si trovano le due alette per il lancio, è tagliata a metà e si apre quel tanto (mediante una leva situata nella parte terminale) per consentire la fuoriuscita di un paracadute in nylon. Ora quando il razzo viene lanciato, la pressione stessa dell’aria tiene bene accostate le due metà del cilindro: ma esaurita “la carica del lancio”, al momento cioè di ricadere, questa pressione naturalmente si allenta, allora la levetta scatta, il cilindro si apre e il piccolo paracadute gonfiandosi permette un ritorno a terra dolcissimo, tale cioè da evitare la distruzione del razzo. Il paracadute viene subito ripiegato (è un’operazione facile), riportato nell’incavo e l’aggeggio è pronto per un nuovo lancio. Il razzo giocattolo, apparso nelle vetrine di Milano recentissimamente, viene venduto al prezzo di 500 lire. E’ corredato di decalcomanie a colori che il ragazzo si divertirà ad applicare a suo piacimento per renderlo più vivace. I tipi in vendita per l’esattezza sono due: a paracadute in nailon e a palette rotanti in legno.
Il principio è identico per entrambi: se la scelta cade su quello a palette, al momento della caduta, invece del paracadute fuoriescono le palette orizzontali che depositano a terra il razzo ruotando a mò di elicottero. Il prezzo è il medesimo. La novità prima di interessare i ragazzi ha acceso la fantasia di qualche genitore che, al solito, ha provato su qualche prato di periferia le evoluzioni del razzo, attorniato da una schiera di marmocchi pieni di invidia, pronti a sottolineare sfavorevolmente ogni lancio fallito.

Soldatini Atlantic

Soldatini Atlantic : erano forse i piu’ diffusi soldatini degli anni 70. La fabbrica Atlanticc fu fondata nel 1966 a MIlano. Cessa la sua attivita’ nel 1987. Nell’autunno 1971 fanno la comparsa nel mercato i primi soldatini in scala H0 nelle prime 4 confezioni dei Soldati d’Italia serie 10000; proprio con la produzione di soldatini in scala HO(1/72) e 1/32, negli anni ’70 l’Atlantic raggiunge fama nazionale e tale è il successo che ben presto si afferma anche in Europa e nel Nord America, tanto da produrre serie dedicate al mercato internazionale. I soldatini Atlantic diventano un vero e proprio fenomeno di costume; con l’immissione nel mercato delle scatole di soldatini a “100 LIRE”, il famoso slogan pubblicitario “ragazzo hai 100 lire?” e il motto “per giocare sempre meglio”, i soldatini Atlantic diventano parte della vita e dei giochi di tutti i giorni di milioni di bambini italiani e ancora oggi sono rimasti nel cuore di un’intera generazione e di molti collezionisti nel mondo. Venivano anche abbinati con campi di battaglia..montagne…sfobdi vari…in plastica. Ebbero veramente una grande diffusione. Ve li ricordavate?

Macchinine Corgi Toys

Macchinine Corgi Toys : un giocattolo con il quale abbiamo giocato e rigiocato. Un po’ piu’ care delle concorrenti Polistil ma sicuramente piu’ curate nella estetica. I vetri erano in plastica trasparente e davano piu’ spessore all’oggetto. Le portiere in tantissimo modelli si aprivano..cosi’ come il cofano e il bagaliaio. Venivano vendute in piccole scatole coloratissime. Adesso sono oggetti di culto per i collezionisti del genere. Corgi Toys apparve la prima volta nel luglio 1956, prodotto da Mettoy Playcraft Ltd. a Swansea, Galles, come competitore diretto dei veicoli della Dinky Toys di Meccano, che avevano dominato il mercato inglese delle auto giocattolo per molti anni. La società si diversificò nel mercato dei collezionisti adulti nel 1964 e mise in vendita una gamma di modelli di auto vintage molto dettagliati chiamati “Corgi Classics”. Sebbene superiori ai modelli di Yesteryear di Matchbox, essi erano piuttosto costosi e incontrarono un successo mediocre. I primi ad essere messi in vendita furono una Bentley del 1927 (9001), una T Ford aperta del 1915 (9011) e una versione con cofano alzato (9013), un Daimler 38 del 1938 (9021) e una Renault 12/16 del 1911 (9031).Ci furono molte ragioni per il declino di Corgi Toys e di conseguenza dell’intera industria delle auto giocattolo. Non solo i cambiamenti dei gusti dei giovani, il costo a spirale per lo sviluppo di nuove caratteristiche che catturavano l’immaginazione e l’emergenza delle console dei giochi per computer. L’aumento dei costi e la diminuzione dei guadagni dalle vendita significava che non c’erano fondi disponibili per creare gli ingegnosi modellini del passato e per i modelli venduti ora a migliaia e non ai milioni raggiunti negli anni d’oro della gamma. La fine arrivò nel 1983, quando Corgi Toys fu obbligato a chiamare gli amministratori giudiziari, dopo anni di fame, ironicamente solo dopo 3 anni dopo la dimessa del più grande rivale Dinky Toys. Un’era era passata nella storia.

Gioco dell’Oca

Gioco dell’Oca . Il gioco dell’Oca e’ un classico dei giochi da tavolo. Semplice…minimalista…ma capace di regalare ore di divertimento a tutti…dai piu’ piccini ai piu’ grandi. E’ sicuramente un gioco che tutti noi abbiamo avuto da piccoli. Non servono regole particolari e quello che si deve fare e’ scritto di casella in casella….come un simpatico girotondo che ti fa andare avanti o indietro..saltare ad aun punto…indietreggiare ad un altro….fermarsi per qualche turno….e via cosi’. Un tabellone col percorso…dei segnalini e dei dadi ( magari anche un bussolotto ) : solo il necessario. Si sorteggiava chi doveva partire e via…..l’avventura cominciava a pieno regime. E quante incavolature quando ti dovevi fermare…o dovevi ricominciare dall’inizio…! Una cosa semplice….ma divertente e appassionante che ci teneva incollati sulla tavola..o sul classico tappeto da camera..per pomeriggi interi. Ancora oggi…e’ uno dei giochi da tavola piu’ amati.

Festa delle medie

Festa delle medie. E’ citata anche in una famosa canzone di Elio e le storie tese. Erano i tempi che la musica si suonava con un giradischi solo….o addirittura con quel gran rosica  solchi del mangiadischi. Il piu’ appassionato di musica era incaricato di mettere i dischi e tutti portavano i loro preferiti ( il che portava ad avere in una stanza..la piu’ alta concentrazione di vinili della citta’…) . Le fazioni si dividevano tra gli amanti del rock e quelli delle canzonette ballabili. I primi non ballavano quasi mai…mentre i secondi si dimenavano alla grande ( con stile spesso sgraziato e totalmente indipendente dalla musica che stava suonando..) . Il punto comune erano i lenti : il sogno di tutti i ragazzini tredicenni..era quello di poter ballare un ballo con la ragazzina che adoravano. Era gia’ un enorme successo poter ballare un lento con la tua preferita….che pero’ puntualmente ti veniva soffiata dal bello della classe ( che noi ci si domandava sempre : ma cosa avra’ di cosi’ tanto bello…). I gg prima si abbondava nell’uso di Clerasil o Topexan..per far sparire i poco affascinanti brufoli …tipici dell’eta’. Il rinfresco era semplice : coca cola (…di qualsiasi marca…) e Fanta come bevande. Qualche panino….e tonnellate di patatine…..un classico. Quelli che non riuscivano ad accaparrarsi una ragazzina….intavolavano discussioni su argomenti vari : si passava dalla musica….alle lezioni di Judo o karate  tanto in voga in quel periodo. Feste assolutamente normali e innocenti : ma a noi ragazzini anni settanta…sembravano piu’ importanti della cerimonia per gli oscar.W la festa delle medie.

Aerei Paper Plane

Aerei Paper Plane : uscirono a meta’ anni settanta a si trovavano in edicola. Vari erano i modelli. C’erano quelli piu’ adatti a rimanere a lungo nell’aria e quelli invece piu’ veloci o quelli che facevano i loop. Si trovavano in edicola. 4 aerei di carta costavano 100 lire.  Imperdibile le “battaglie ” per vedere quello che volava piu’ a lungo o faceva piu’ loop. Avevano una certa logica: c’era da piegarli seguendo delle linee e bisognava ritagliare in corrispondenza dei flap…per alzarli…o abbassarli e ottenere l’effetto desiderato.

Pallone pon pon

Il Pallone Pon Pon nasceva 45 anni fa. Era un enorme pallone costruito in gomma spessa. ( gonfiato) con sopra un maniglione per tenersi o “aggrapparsi”. Venduto in 4 versioni. Si saltellava come un canguro …un po’ ovunque. Non era niente di che alla fine…ma in quegli anni come spesso accadeva….non esisteva una scelta enorme di giochi come adesso, e quindi sembrava una cosa inarrivabile. Divertente…ma anche utile : ti muovevi e facevi movimento. Ve la ricordavate? Coloratissime..e saltellanti. W il VIntage.

Armi Giocattolo

Ogni bambino negli anni 60 e 70 aveva delle armi giocattolo. Una delle ditte piu’ famose che produceva all’epoca ( ma anche ad oggi)  queste armi era la Edison. Erano ben fatte e costruite . Si caricavano con dei colpi che poi si potevano comperare a parte ( erano strisce con parecchi colpi da sparare singolarmente o in sequenza se la pistola aveva un dispositivo di avanzamento della striscia. C’erano quelle moderne…quelle western…! Le cartucce si chiamavano super bum . Tappo rigorosamente rosso per vedere che si trattava di armi giocattolo. Noi tutti bambini ci siamo divertiti ore ed ore a fare delle mitiche battaglie e “sparatorie”.  Qua…si respira il Vintage….passa parola.

Piccole casseforti

Le piccole casseforti erano in voga negli anni settanta. Vi si poteva mettere gli spiccioli risparmiati. La piu’ famosa era quella della polistil . C”erano manopole e una piccola combinazione da inserire. Per un bambino….era un tesoretto. La cassaforte conteneva circa 5000 lire in monete da 100 ( alcune avevano anche un contatore).  Generalmente erano in ferro. Penso che ognuno di noi…ne abbia avuta una…ai suoi tempi. Per un bambino..avere una cosa da grandi…era fantastico. Ve le ricordavate?

Caccia al tesoro

Sabato 08-07-2017 alla Trattoria a Monte….una bella caccia al tesoro. Che è una cosa… assolutamente Vintage. A me è piaciuto molto riproporre questa cosa. E’ una cosa semplice…divertente…e coinvolgente. Si mangia a buffet…e che buffet ( ricchissimo). Ricchi premi. Ma la cosa bella è che siamo in collina….all’aperto…bello fresco. E poi dopo la Caccia al tesoro…si balla con tanta bella musica.  Il Vintage piace sempre…e qua siamo in pieno vintage..sia per il gioco..che per la musica. Vi aspetto.