Denver Dell Pyle

Denver Dell Pyle.

Denver Dell Pyle (Bethune, 11 maggio 1920 – Burbank, 25 dicembre 1997) è stato un attore statunitense. Recitò in diverse serie televisive, ma il ruolo che gli diede più notorietà fu quello di Jesse Duke in Hazzard. In Italia è apparso anche fra i protagonisti del telefilm Grizzly Adams, dove, oltre al co-protagonista Jack il Matto interpretava anche il ruolo di voce narrante. Morì di cancro a Burbank, California, ed è stato seppellito nel cimitero della città di Forreston, Texas.

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Renato Pozzetto

Renato Pozzetto .  Renato Pozzetto (Milano, 14 luglio 1940) è un attore, regista, cabarettista e sceneggiatore italiano.La sua particolare forma di umorismo, caratterizzata da una vena surreale, lo ha reso uno dei protagonisti più noti della comicità italiana. Figlio di una coppia di lavoratori milanesi, trascorre la sua infanzia e la sua adolescenza a Gemonio dove la sua famiglia era sfollata in seguito ai bombardamenti su Milano dell’ottobre 1942. Nel 1946 la famiglia torna a Milano e, dopo aver studiato in un istituto tecnico per geometri, matura le sue prime importanti esperienze nell’ambiente del cabaret milanese. Nel 1964 forma un duo comico con l’amico d’infanzia Cochi Ponzoni, anch’egli sfollato a Gemonio, ed esordiscono insieme all’Osteria dell’Oca. Si esibiscono al Cab 64 costituendosi con Enzo Jannacci, Felice Andreasi, Bruno Lauzi e Lino Toffolo ne “Il Gruppo Motore”, per poi approdare al Derby di Milano. Da quel momento il duo è conosciuto col nome di Cochi e Renato.La coppia di comici riscuote subito grande successo. Insieme danno vita a uno stile comico semplice ma, al tempo stesso, originale e poetico. La popolarità cresce velocemente e in poco tempo arrivano davanti alle telecamere della Rai, in alcuni casi anche in trasmissioni che li vedono conduttori e protagonisti: Quelli della domenica (1968), Il buono e il cattivo (1972), Il poeta e il contadino – l’incontro che non doveva avvenire nel 1973 e Canzonissima nel 1974.Nello stesso periodo incidono insieme diverse canzoni di successo grazie alla collaborazione con Enzo Jannacci, in particolare La gallina, Canzone intelligente e soprattutto E la vita, la vita. A partire dalla metà degli anni settanta Renato Pozzetto prosegue la carriera da solo, esordendo nel cinema in Per amare Ofelia (1974): già questa pellicola gli permette di esprimere la sua recitazione straniante, basata sulla mimica, che gli assicura una grande popolarità; i personaggi delle sceneggiature cinematografiche successive coniugano il suo umorismo surreale e originale con situazioni e ambientazioni tipiche della commedia all’italiana.Tra le sue altre interpretazioni cinematografiche: Oh, Serafina! (1976), Giallo napoletano (1979), La patata bollente (1979), Mia moglie è una strega (1980), Sono fotogenico (1980), Un povero ricco (1983), Il ragazzo di campagna (1984), 7 chili in 7 giorni (1987), Da grande (1987), Noi uomini duri (1987), Le comiche (1990), Le comiche 2 (1991), Le nuove comiche (1994), Anche i commercialisti hanno un’anima (1994), Miracolo italiano (1994) e Mollo tutto (1995), mentre di Saxofone (1978), Il volatore di aquiloni (1987), Papà dice messa (1996) e Un amore su misura (2006) dove  ha curato anche la regia. Nella sua carriera cinematografica ha fatto coppia con alcuni dei più popolari attori italiani: Carlo Verdone, Paolo Villaggio, Tomas Milian, Nino Manfredi, Christian De Sica, Adriano Celentano, Teo Teocoli, Johnny Dorelli, Enrico Montesano, Massimo Boldi, Ezio Greggio; e con apprezzate attrici italiane come Giovanna Ralli, Mariangela Melato, Monica Vitti, Claudia Cardinale, Dalila Di Lazzaro, Agostina Belli, Stefania Casini, Maria Rosaria Omaggio, Edwige Fenech, Corinne Cléry, Ornella Muti, Gloria Guida, Eleonora Giorgi, Sabrina Ferilli e molte altre.Dal 2000 è tornato in coppia con Cochi Ponzoni in televisione e in teatro, mentre nel 2009 è protagonista della campagna del Governo contro il fumo, dal titolo: “Fumare uccide: difenditi!!” Nel pomeriggio del 21 dicembre dello stesso anno muore improvvisamente la moglie Brunella Gubler nella loro casa di Milano. Nel 2013 torna come protagonista della fiction Casa e bottega.Partecipa in qualità di ospite alla serata finale del Festival di Sanremo 2019, con il gruppo Lo Stato Sociale, cantando il brano E la vita, la vita.

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Cochi Ponzoni

Cochi Ponzoni . Cochi Ponzoni, pseudonimo di Aurelio Ponzoni (Milano, 11 marzo 1941), è un attore, cantante, comico e cabarettista italiano.Nasce a Milano in via Foppa, 41. Rimane orfano del padre, Marco Ponzoni, in tenera età. Ultimo di tre figli e unico maschio, la madre Adele gli dà il soprannome Cochi, che egli adotterà quando intraprende la carriera di attore.Iscritto all’Istituto Tecnico Cattaneo, conosce Renato Pozzetto. All’età di diciotto anni vola a Londra. Dall’esperienza londinese trarrà ispirazione per creare il personaggio accurato ed elegante che lo rende famoso. Nel 1962 nasce il sodalizio artistico con Pozzetto. Cochi impara da Giorgio Gaber a suonare la chitarra. Il primo impiego stabile del duo è al “Cab64”, che apre nel 1964. Il duo ha successo e viene notato da Enzo Jannacci. Grazie all’amicizia con Jannacci, co-autore di molte delle loro canzoni, Cochi e Renato si dedicheranno anche alla musica, producendo in sala d’incisione le loro canzoni più famose.Nel 1965 il duo approda sul palcoscenico del celebre Derby. Negli anni seguenti diventeranno i campioni di una comicità stralunata e surreale, fatta di una poetica povertà di mezzi, gag fulminee, esasperanti monologhi nonsense, canzoncine dai contenuti grotteschi (celebri sono Canzone Intelligente, La gallina, Libe-Libe-Là, Nebbia in Val Padana e soprattutto E la vita, la vita) e scenette divertenti (come quelle del maestro e dell’alunno, che terminavano sempre con lo stesso giudizio: «Bene, bravo, 7+»).Dopo l’esordio televisivo in Quelli della domenica nel 1968, sono in TV anche l’anno seguente con È domenica, ma senza impegno (1969). Nel 1973 conducono un programma tutto loro: Il poeta e il contadino – l’incontro che non doveva avvenire. Nel 1974 portano al successo la canzone più conosciuta del loro repertorio, E la vita, la vita (scritta, come le altre, insieme con Enzo Jannacci) e appaiono in Canzonissima. Un anno dopo il duo “Cochi e Renato” si scioglie: ognuno decide di fare la sua strada.Cochi decide di fare teatro e si trasferisce da Milano a Roma. Proprio in uno spettacolo teatrale lo nota il regista Alberto Lattuada, che lo vuole con sé nel 1976 per il suo film Cuore di cane (protagonista Max von Sydow).Nel 1987 si candida per il Partito Radicale, ma non viene eletto.Dopo un periodo di crisi ispirativa, torna in televisione nel 1992 nel varietà comico Su la testa!, condotto dall’amico Paolo Rossi. Proprio il conduttore disse questa frase celebre: «Nella vita dell’uomo ci sono tre misteri:

Cosa ha fatto Gesù da 12 ai 30 anni;

Cosa ha fatto Silvio Berlusconi dal 1960 al 1975;

Cosa ha fatto Cochi Ponzoni dal 1979 ad oggi»

(Paolo Rossi, 1992)

In verità Cochi non scomparve del tutto dalla ribalta televisiva: nel 1980 fu tra gli animatori del programma di Enzo Jannacci Saltimbanchi si muore e negli anni ottanta collaborò con TeleRoma 56. Lavorò anche per la Televisione della Svizzera Italiana (TSI), nei panni di Cochi Tom Ponzoni, un improbabile detective privato. Inoltre nel 1985 è nel cast dello sceneggiato televisivo I due prigionieri. Nel 1996 Cochi partecipa a Mai dire Gol.Dal 2000 torna in coppia con Renato Pozzetto in televisione (Nebbia in Val Padana e Stiamo lavorando per noi per la Rai, Zelig circus per Mediaset) e in teatro (Nonostantelastagione, Nuotando con le lacrime agli occhi – Canzoni e ragionamenti, Una coppia infedele), partecipando anche al suo film Un amore su misura (2007).Nel 2010 partecipa al film campione d’incassi La banda dei Babbi Natale di e con Aldo, Giovanni & Giacomo.Ha quattro figlie: Eleonora, Federica, Benedetta e Vera, e quattro nipotini: Arturo, Raimondo, Giulia e Martina.

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Ben Lewis Jones

Ben Lewis Jones. Ben Lewis Jones (Tarboro, 30 agosto 1941) è un attore e politico statunitense. Come attore :È diventato famoso soprattutto per aver interpretato il ruolo di Cooter Davenport nella serie televisiva “Hazzard”. Come politico : È uno dei pochi politici americani che ha tentato di essere eletto in diversi stati. Alla fine della serie televisiva Hazzard nel 1986 si candidó senza successo in Georgia nelle file dei democratici. Ricandidatosi nel 1988 fu eletto e rieletto nel 1990. Nel 1998 ruppe i contatti con molti democratici dopo aver chiesto spiegazioni all’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton circa l’impeachment. Nel 2002 si ricandidó come rappresentante della Casa Bianca nello stato della Virginia ma perse le elezioni.

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Alvaro Vitali

Alvaro Vitali. Alvaro Vitali (Roma, 3 febbraio 1950) è un attore e cabarettista italiano. Sfruttando la propria fisicità ha dato vita a un personaggio che, come altri attori del periodo come Lino Banfi, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, ha caratterizzato la commedia sexy italiana tra gli anni settanta e ottanta. Ancora studente, con una passione per il canto e il ballo, venne scoperto da Federico Fellini durante un provino. Nel 1969 il regista riminese lo fece esordire nel cinema con una piccola parte in Fellini Satyricon. Il regista lo volle in seguito ne I clowns (1971), Roma (1972) – dove interpreta un ballerino di tip-tap d’avanspettacolo – e in Amarcord (1973). La fama di Vitali è legata a doppio filo alla commedia sexy all’italiana, per anni vero e proprio fenomeno cinematografico commerciale. Dopo aver interpretato La poliziotta con Mariangela Melato, Vitali viene notato dal produttore Luciano Martino grazie a una gag con la pistola (dove sbaglia sistematicamente ogni colpo). Da quel momento Alvaro comincia a lavorare con la Dania film. A partire dalla seconda metà degli anni settanta, Vitali interpretò numerosi film, accompagnando attori protagonisti come Lino Banfi e Renzo Montagnani, per poi passare a dei ruoli di prima fila interpretando il personaggio di Pierino, eroe popolare delle barzellette, con Pierino contro tutti (1981) e Pierino colpisce ancora (1982), entrambi diretti da Marino Girolami, e in Pierino medico della Saub (1981) di Giuliano Carnimeo. Seguono una sorta di spin off della serie, ovvero film dove Vitali propone personaggi similari, Gian Burrasca, Giggi il bullo e Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento.  La stagione della commedia sexy durò poco e con essa terminò anche la fortuna dell’attore; nel 1990 il tentativo di rilanciarlo con un ulteriore film della serie Pierino torna a scuola, diretto da Mariano Laurenti si rivelò infatti un fallimento. Dopo un decennio di oblio, la figura di Vitali è stata rilanciata da Striscia la notizia dopo che, in un servizio che prendeva in giro una gaffe di Jean Todt, veniva paragonato l’allora direttore sportivo della Ferrari al personaggio di Pierino, sottolineandone la somiglianza fisica. Quando l’imitatore Dario Ballantini fece esordire la sua caricatura di Luca Cordero di Montezemolo nei suoi servizi, Antonio Ricci pensò di affiancargli proprio Vitali nei panni di Todt, facendolo tornare così sulle scene per il piccolo schermo. Sempre nelle gag di Striscia al fianco di Ballantini, ha imitato personaggi come la madre dell’avvocato Giulia Bongiorno e la principessa Marina Ricolfi Doria di Savoia nella trasmissione. Il personaggio di Pierino è stato utilizzato dal 2004 in poi da Vitali per le pubblicità del negozio di abbigliamento Mas destinate al circuito delle TV private di Roma e provincia. Nel 2006 ha partecipato alla terza edizione del reality La fattoria, ma dopo poche settimane ha dovuto abbandonare il reality show per il riacutizzarsi dell’asma, malattia di cui soffre. Separato con un figlio, vive a Roma con l’attuale compagna, la cantautrice Stefania Corona.

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Tom Mix

Tom Mix . Tom Mix, pseudonimo di Thomas Hezikiah Mix, (Mix Run, 6 gennaio 1880 – Florence, 12 ottobre 1940), è stato un attore cinematografico e regista statunitense, protagonista dei primi film muti di genere western. Fu una star hollywoodiana di prima grandezza, conosciuto universalmente per il personaggio del cowboy buono e abile, che fece da modello di riferimento per il genere, ispirando ad esempio i personaggi di John Wayne, che in un certo senso ne raccolse l’eredità cinematografica. Nato con il nome di Thomas Hezikiah Mix, era figlio di un boscaiolo. Si arruolò in un’unità di artiglieria, ma fu dichiarato disertore nel 1902. Prima di intraprendere la carriera di attore, fece parecchi mestieri, dal cowboy al ranger del Texas, agli spettacoli del circo. Iniziò a interpretare dei film nel 1910 per la Selig, poi nel 1917 passò alla Fox e cominciò ad essere conosciuto dal pubblico. In molti film recitò con il suo fido cavallo Tony. Si ritirò nel 1935 dopo l’uscita del suo ultimo film, The Miracle Rider, che incassò oltre un milione di dollari. Nell’aprile 1898, durante la guerra ispano-americana, sotto il nome di Thomas E. (Edwin) Mix, si arruolò nell’esercito. La sua unità però non fu mai mandata oltremare e lui si assentò senza permesso al tempo del suo primo matrimonio con Grace I. Allin. Dichiarato disertore il 4 novembre 1902, non subì però alcun processo. Nel 1905, Mix cavalcò nella parata inaugurale del presidente Theodore Roosevelt. La parata era guidata da Seth Bullock alla testa di un corteo di cinquanta cavalieri che includeva un gruppo di Rough Riders. Anni dopo, gli uffici stampa hollywoodiani avrebbero pubblicizzato questo evento come se Mix avesse fatto parte anche lui del corpo dei volontari che avevano partecipato alla guerra di Cuba nel 1898. Il 18 luglio 1902, Mix si sposò con Grace I. Allin ma il loro matrimonio venne annullato l’anno seguente. Anche il secondo matrimonio con Kitty Jewel Perinne durò poco, circa un anno. La terza moglie fu Olive Stokes, sposata il 10 gennaio 1909. Il 13 luglio 1912, dalla coppia nacque una figlia, Ruth. Mix divorziò da Olive nel 1917 per sposare l’anno seguente l’attrice – e sua partner da anni – Victoria Forde. I due, nel 1922, ebbero una figlia, Thomasina. Divorziarono nel 1931. L’ultima moglie di Mix fu Mabel Hubbell Ward: il matrimonio, celebrato nel 1932, durò fino al 1940, l’anno della morte di Tom Mix. Morì a 60 anni, nel 1940, in un incidente d’auto a Florence, in Arizona. Dopo il funerale alla Little Church of the Flowers, Tom Mix fu sepolto al Forest Lawn Memorial Park Cemetery di Glendale (California). Per il suo contributo all’industria cinematografica, Tom Mix ha una stella sulla Hollywood Walk of Fame al 1708 di Vine Street.

Peppino Mazzullo

Peppino Mazzullo. Peppino Mazzullo (Santo Stefano di Briga, 6 giugno 1926) è un attore e doppiatore italiano, noto per aver dato la propria voce al personaggio televisivo Topo Gigio. Ha iniziato giovanissimo la sua carriera artistica nel Teatro Auditorium San Gaetano in Santo Stefano di Briga, villaggio della città di Messina, sua città natale, sotto la direzione artistica del suo compaesano Placido Andriolo, che ne fece il suo primo attore scrivendo anche dei monologhi appositamente per lui. Grazie alla recitazione di uno di questi monologhi ottenne una borsa di studio e poté frequentare, tra il 1947 e il 1950, l’Accademia d’arte cinematografica a Roma e l’Accademia d’arte drammatica a Milano. Dal 1950 ha iniziato la carriera teatrale con la compagnia di Guglielmo Della Seta e con la compagnia di prosa della Rai. È stato primo attore presso alcuni teatri milanesi, fra i quali l’Angelicum da cui veniva irradiata la trasmissione Le avventure di Pinocchio. Negli anni cinquanta ha fatto parte della compagnia di Enzo Ferrieri. Ha raggiunto una grande notorietà dando la propria voce al personaggio di Topo Gigio dal 1961, continuando ininterrottamente fino al 2006. Si narra che tale voce sia stata ispirata da quella, reale, di un suo amico d’infanzia. Oltre alle sue performance vocali, si ricordano anche le partecipazioni di Mazzullo agli spettacoli dello Zecchino d’Oro degli anni Sessanta, nell’interpretazione del personaggio di Richetto, lo scolaro eternamente bocciato.Nel 2004 Peppino Mazzullo, tornato a vivere a Santo Stefano di Briga, ha fondato il Piccolissimo Teatro di Messina, all’interno del quale dirige tuttora la Scuola di teatro comico e drammatico. Nel luglio 2008 ha vinto il premio Leggio d’oro voce cartoon alla quinta edizione del Leggio d’oro. Inoltre nel 2011 gli viene conferito il Premio alla voce dei ricordi durante l’ottava edizione.

Enzo Liberti

Enzo Liberti . Enzo Liberti, all’anagrafe Vincenzo (Roma, 20 aprile 1926 – Saint-Laurent-du-Var, 5 maggio 1986), è stato un attore, doppiatore e regista italiano, attivo in teatro, cinema e televisione per il quale è stato anche attivo in qualità di autore. Avviatosi inizialmente alla carriera di corriere diplomatico viene scoperto da Checco Durante in una serata in casa di amici comuni, dove intrattiene i presenti con imitazioni dei personaggi radiofonici famosi dell’epoca. Nel 1950 entra così a far parte della “Compagnia stabile del teatro di Roma”, che nello stesso anno ha trovato sede nell’antico Teatro Rossini di piazza Santa Chiara, dove conosce Leila Durante, che diventerà in seguito sua moglie. Si dedica quindi principalmente al genere dialettale  romano, nella compagnia del Teatro Rossini, assieme alla moglie Leila, al suocero Checco Durante e alla suocera Anita Durante. Si cimenta anche come autore di commedie e nella recitazione in italiano in compagnie di primo piano, accanto ad attori del calibro di Peppino De Filippo, Gino Cervi, Andreina Pagnani, Ernesto Calindri, Lauretta Masiero e molti altri. Nel 1954-55, dopo aver partecipato ad un primo film, cura la regia cinematografica di due film girati dagli attori della compagnia di Checco Durante, continuando in seguito come attore caratterista cinematografico. Nel 1954 inizia una lunga attività come doppiatore, solitamente per le cooperative ODI (da molto giovane), CID e CVD. Il timbro particolare della sua voce, squillante e profonda al tempo stesso, ne fa uno dei doppiatori più richiesti per la caratterizzazione di attori italiani o stranieri in genere robusti e/o corpulenti. Ma in tal senso ha al suo attivo un record, avendo doppiato una delle creature più gigantesche apparse sugli schermi, ovvero il mostro Godzilla nel film Godzilla contro i giganti. Sempre negli anni cinquanta inizia a recitare nella prosa televisiva Rai, dai cui schermi diventa effettivamente famoso solo a partire dal 1974, quando col varietà Tante scuse inizia la sua collaborazione con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini che continua fino alla scomparsa. Da tempo gravemente malato di cuore, muore all’età di 60 anni il 5 maggio 1986, mentre si trova nella clinica “Arnauld Tranck” di Saint-Laurent-du-Var, vicino Nizza, dove era stato sottoposto ad un intervento chirurgico cardiaco, nel periodo in cui si tengono le registrazioni della popolare trasmissione Zig Zag: numerose puntate con la sua presenza continueranno infatti ad andare in onda dopo la sua morte. Il suo amico Raimondo Vianello decide quindi di lì a breve di chiudere definitivamente il quiz per rispetto alla memoria del defunto. La salma fu riportata in Italia il successivo 7 maggio per i funerali che si sono tenuti il giorno seguente nella Basilica di San Lorenzo a Roma. Riposa nel Cimitero del Verano di Roma.

Carlo delle Piane

Carlo delle Piane . Carlo Delle Piane (Roma, 2 febbraio 1936) è un attore italiano. Nel corso della sua carriera ha lavorato con alcuni dei più importanti attori e registi come Totò, Eduardo De Filippo, Alberto Sordi, Roman Polański, Vittorio De Sica, Vittorio Gassman, Steno, Mario Monicelli, Sergio Corbucci, Aldo Fabrizi e Pupi Avati. Nasce a Roma, in piazza Campo de’ Fiori, il 2 febbraio del 1936, secondogenito dei tre figli di Francesco Delle Piane, un sarto originario di Casoli di Atri, frazione di Atri (in provincia di Teramo), e di Olga Rossi, una casalinga romana. Debuttò nel mondo dello spettacolo nel 1948, quando venne scelto da Vittorio De Sica e Duilio Coletti per interpretare il ruolo di Garoffi nel film Cuore, durante una serie di provini in giro per le scuole. Delle Piane considerava questa esperienza cinematografica un avvenimento unico; nel 1950, tuttavia, fu chiamato per partecipare al suo secondo film, Domani è troppo tardi, del regista francese Léonide Moguy.Ancora giovanissimo, nel 1951, fu scelto da Steno e Mario Monicelli per affiancare Aldo Fabrizi e Totò in Guardie e ladri, con i quali successivamente lavorò in altri film. Nel 1954 è la volta di Un americano a Roma, dove interpreta Romolo Pellacchioni detto “Cicalone”, l’amico di Nando Mericoni, interpretato da Alberto Sordi. Il particolare aspetto del suo viso e le innate capacità interpretative, figlie del talento e non di studi specifici, lo portarono a ricoprire ruoli in alcuni dei più importanti film girati in quegli anni. Negli anni sessanta portò in tournée, con tappa a Toronto, lo spettacolo Rugantino, con Nino Manfredi, interpretando Bojetto, il figlio di Mastro Titta interpretato da Aldo Fabrizi. Nel 1968 recitò nel proprio unico film giallo d’azione, Scacco internazionale di Giuseppe Rosati, ma la sua parte fu poi esclusa in fase di montaggio.Nel 1973 ebbe un incidente automobilistico e rimase in coma per più di un mese. Si riprese lavorativamente anche grazie all’incontro con il regista Pupi Avati, che ne capì le doti drammatiche e lo scelse per il film Tutti defunti… tranne i morti, che portò Delle Piane a un importante mutamento professionale, mostrandone le qualità interpretative anche in ruoli drammatici: particolarmente riuscito quello dell’avvocato Santelia in Regalo di Natale e La rivincita di Natale. Proprio grazie all’interpretazione in Regalo di Natale, Delle Piane si aggiudicò nel 1986 la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla 43ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Tra gli altri ruoli, quello del professore innamorato della bella collega del liceo, in Una gita scolastica (1983), film per il quale venne premiato nel 1984 col Nastro d’argento (migliore attore), col Globo d’oro (miglior attore rivelazione) e col Premio Pasinetti (miglior attore). Negli anni successivi molte furono le sue partecipazioni a opere del regista bolognese. Nel 1997 interpretò e diresse il suo unico film da regista, Ti amo Maria.Sempre schivo e riservato, nel 2006 ha inciso un disco intitolato Bambini, scritto da Massimo Bizzarri e Giuseppe Marcucci, arrangiato da Massimo Bizzarri, parte dei proventi sono stati devoluti ad un’associazione umanitaria. Nel 2008 è stato protagonista, assieme a Stefania Sandrelli, del cortometraggio Ogni giorno, diretto da Francesco Felli, sul tema dell’Alzheimer, prodotto da Sky e dalla Federazione Alzheimer Italia. Per il teatro scrive e dirige insieme a Giuseppe Aquino l’opera intitolata Io, Anna e Napoli, la prima viene rappresentata al Teatro San Ferdinando di Napoli il 23 aprile 2010. Nel 2012 interpreta un ex partigiano nel film Linea gotica, opera prima di Stefano Giulidori.Il 16 maggio 2013 si sposa con la cantante Anna Crispino. Nella serata di venerdì 9 gennaio 2015 viene ricoverato d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma per un malore di carattere neurologico. Salvato dall’intervento tempestivo della moglie, il 20 gennaio viene dimesso completamente ristabilito. Nel maggio dello stesso anno è ospite del Valdarno Cinema Festival. Nell’ottobre 2015 è ospite della trasmissione I fatti vostri, ripercorrendo la propria carriera. Nel 2017 è protagonista del film Chi salverà le rose? di Cesare Furesi, dove riveste nuovamente i panni dell’avvocato Santelia, già interpretato in Regalo di Natale di Pupi Avati, insieme a Lando Buzzanca, Philippe Leroy e Caterina Murino. Per tale interpretazione è candidato come migliore attore al Globo d’oro. L’11 ottobre 2017 è stato omaggiato a Bologna con il premio alla carriera La farfalla di ferro.

Nando Gazzolo

Nando Gazzolo . Nando Gazzolo, all’anagrafe Ferdinando Gazzolo (Savona, 16 ottobre 1928 – Nepi, 16 novembre 2015), è stato un attore e doppiatore italiano.     Figlio dell’attore e doppiatore Lauro Gazzolo e dell’annunciatrice radiofonica Aida Ottaviani Piccolo, fratello maggiore dell’attore Virginio Gazzolo e padre di tre figli, uno dei quali è l’attore Matteo Gazzolo. Dopo il suo esordio alla radio debutta in teatro a vent’anni, nel 1948, con Antonio Gandusio e raggiunge il successo nell’Antonio e Cleopatra allestito da Renzo Ricci nel 1951. Nel 1954 interpreta Orazio nell’Amleto, messo in scena da Vittorio Gassman e Luigi Squarzina con il Teatro d’Arte Italiano. Oltre che nel teatro, dalla metà degli anni cinquanta lavora per il doppiaggio e negli anni seguenti intraprende una brillante carriera televisiva. Con la televisione conquista una più vasta popolarità legando il suo volto e la sua straordinaria voce all’interpretazione di numerosi sceneggiati quali Capitan Fracassa nel 1958, La cittadella nel 1964 e La fiera della vanità nel 1967, diretti da Anton Giulio Majano. L’esordio nel cinema è nel 1961 con il film storico Costantino il Grande, cui seguiranno altri ruoli cinematografici. Intenso è il lavoro nel doppiaggio cinematografico prestando la voce a interpreti prestigiosi tra i quali David Niven, Michael Caine, Frank Sinatra, Yul Brynner, Marlon Brando, Robert Duvall, Donald Sutherland, Laurence Olivier, Clint Eastwood, Louis Jourdan, Henry Fonda e altri. Nel 1963 è la voce narrante de Il mulino del Po, sceneggiato televisivo di Sandro Bolchi. Nel 1968 è il protagonista della serie televisiva italiana Sherlock Holmes. Nel 1971 è Thomas nello sceneggiato I Buddenbrook di Thomas Mann, con la regia di Edmo Fenoglio. Negli anni settanta ha partecipato al famoso programma televisivo pubblicitario Carosello in tre serie: prestando la sua voce nell’episodio pubblicitario a favore del Gruppo Finanziario Tessile, tra il 1972 e il 1976; negli episodi Poesie di tutti i tempi e poi Tradizione cliente, andati in onda in più cicli tra il 1965 e il 1976, per pubblicizzare l’Amaretto di Saronno dell’Illva, e ne Il primo anno di vita (voce) per la Società del Plasmon, nel 1970. Negli anni ottanta partecipa come narratore ai Raccontastorie, raccolta di fiabe per bambini lette da attori e doppiatori italiani. Parallelamente al suo lavoro in televisione ha continuato a recitare in palcoscenico in un repertorio di teatro soprattutto classico, diretto da registi come Walter Pagliaro, Mario Ferrero, Dario Fo, Orazio Costa, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi e Sandro Sequi. Tra gli allestimenti teatrali memorabile (ma contrastato) quello nel 1976 della commedia di Dario Fo Chi ruba un piede è fortunato in amore. Oltre alle pièce teatrali, ha letto opere di poeti come D’Annunzio, García Lorca, Leopardi, Neruda, Montale, Pascoli, Pasolini, Quasimodo, Saba, Ungaretti. Dal 2002 lavora alla realizzazione di una collana di CD contenente una vasta selezione di brani di prosa e poesia. Tra gli ultimi lavori a teatro, Sul lago dorato di Ernest Thompson nel 2003, Servo di scena di Ronald Harwood nel 2006 e Il burbero benefico di Goldoni nel 2007. Nando Gazzolo muore il 16 novembre 2015 in una clinica di Nepi, dove era degente da una settimana, all’età di 87 anni. «Gazzolo era ricoverato – spiega la famiglia – per il complessivo aggravarsi delle condizioni in seguito anche a una frattura del femore di cinque anni fa».