Peppino Mazzullo

Peppino Mazzullo. Peppino Mazzullo (Santo Stefano di Briga, 6 giugno 1926) è un attore e doppiatore italiano, noto per aver dato la propria voce al personaggio televisivo Topo Gigio. Ha iniziato giovanissimo la sua carriera artistica nel Teatro Auditorium San Gaetano in Santo Stefano di Briga, villaggio della città di Messina, sua città natale, sotto la direzione artistica del suo compaesano Placido Andriolo, che ne fece il suo primo attore scrivendo anche dei monologhi appositamente per lui. Grazie alla recitazione di uno di questi monologhi ottenne una borsa di studio e poté frequentare, tra il 1947 e il 1950, l’Accademia d’arte cinematografica a Roma e l’Accademia d’arte drammatica a Milano. Dal 1950 ha iniziato la carriera teatrale con la compagnia di Guglielmo Della Seta e con la compagnia di prosa della Rai. È stato primo attore presso alcuni teatri milanesi, fra i quali l’Angelicum da cui veniva irradiata la trasmissione Le avventure di Pinocchio. Negli anni cinquanta ha fatto parte della compagnia di Enzo Ferrieri. Ha raggiunto una grande notorietà dando la propria voce al personaggio di Topo Gigio dal 1961, continuando ininterrottamente fino al 2006. Si narra che tale voce sia stata ispirata da quella, reale, di un suo amico d’infanzia. Oltre alle sue performance vocali, si ricordano anche le partecipazioni di Mazzullo agli spettacoli dello Zecchino d’Oro degli anni Sessanta, nell’interpretazione del personaggio di Richetto, lo scolaro eternamente bocciato.Nel 2004 Peppino Mazzullo, tornato a vivere a Santo Stefano di Briga, ha fondato il Piccolissimo Teatro di Messina, all’interno del quale dirige tuttora la Scuola di teatro comico e drammatico. Nel luglio 2008 ha vinto il premio Leggio d’oro voce cartoon alla quinta edizione del Leggio d’oro. Inoltre nel 2011 gli viene conferito il Premio alla voce dei ricordi durante l’ottava edizione.

Enzo Liberti

Enzo Liberti . Enzo Liberti, all’anagrafe Vincenzo (Roma, 20 aprile 1926 – Saint-Laurent-du-Var, 5 maggio 1986), è stato un attore, doppiatore e regista italiano, attivo in teatro, cinema e televisione per il quale è stato anche attivo in qualità di autore. Avviatosi inizialmente alla carriera di corriere diplomatico viene scoperto da Checco Durante in una serata in casa di amici comuni, dove intrattiene i presenti con imitazioni dei personaggi radiofonici famosi dell’epoca. Nel 1950 entra così a far parte della “Compagnia stabile del teatro di Roma”, che nello stesso anno ha trovato sede nell’antico Teatro Rossini di piazza Santa Chiara, dove conosce Leila Durante, che diventerà in seguito sua moglie. Si dedica quindi principalmente al genere dialettale  romano, nella compagnia del Teatro Rossini, assieme alla moglie Leila, al suocero Checco Durante e alla suocera Anita Durante. Si cimenta anche come autore di commedie e nella recitazione in italiano in compagnie di primo piano, accanto ad attori del calibro di Peppino De Filippo, Gino Cervi, Andreina Pagnani, Ernesto Calindri, Lauretta Masiero e molti altri. Nel 1954-55, dopo aver partecipato ad un primo film, cura la regia cinematografica di due film girati dagli attori della compagnia di Checco Durante, continuando in seguito come attore caratterista cinematografico. Nel 1954 inizia una lunga attività come doppiatore, solitamente per le cooperative ODI (da molto giovane), CID e CVD. Il timbro particolare della sua voce, squillante e profonda al tempo stesso, ne fa uno dei doppiatori più richiesti per la caratterizzazione di attori italiani o stranieri in genere robusti e/o corpulenti. Ma in tal senso ha al suo attivo un record, avendo doppiato una delle creature più gigantesche apparse sugli schermi, ovvero il mostro Godzilla nel film Godzilla contro i giganti. Sempre negli anni cinquanta inizia a recitare nella prosa televisiva Rai, dai cui schermi diventa effettivamente famoso solo a partire dal 1974, quando col varietà Tante scuse inizia la sua collaborazione con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini che continua fino alla scomparsa. Da tempo gravemente malato di cuore, muore all’età di 60 anni il 5 maggio 1986, mentre si trova nella clinica “Arnauld Tranck” di Saint-Laurent-du-Var, vicino Nizza, dove era stato sottoposto ad un intervento chirurgico cardiaco, nel periodo in cui si tengono le registrazioni della popolare trasmissione Zig Zag: numerose puntate con la sua presenza continueranno infatti ad andare in onda dopo la sua morte. Il suo amico Raimondo Vianello decide quindi di lì a breve di chiudere definitivamente il quiz per rispetto alla memoria del defunto. La salma fu riportata in Italia il successivo 7 maggio per i funerali che si sono tenuti il giorno seguente nella Basilica di San Lorenzo a Roma. Riposa nel Cimitero del Verano di Roma.

Carlo delle Piane

Carlo delle Piane . Carlo Delle Piane (Roma, 2 febbraio 1936) è un attore italiano. Nel corso della sua carriera ha lavorato con alcuni dei più importanti attori e registi come Totò, Eduardo De Filippo, Alberto Sordi, Roman Polański, Vittorio De Sica, Vittorio Gassman, Steno, Mario Monicelli, Sergio Corbucci, Aldo Fabrizi e Pupi Avati. Nasce a Roma, in piazza Campo de’ Fiori, il 2 febbraio del 1936, secondogenito dei tre figli di Francesco Delle Piane, un sarto originario di Casoli di Atri, frazione di Atri (in provincia di Teramo), e di Olga Rossi, una casalinga romana. Debuttò nel mondo dello spettacolo nel 1948, quando venne scelto da Vittorio De Sica e Duilio Coletti per interpretare il ruolo di Garoffi nel film Cuore, durante una serie di provini in giro per le scuole. Delle Piane considerava questa esperienza cinematografica un avvenimento unico; nel 1950, tuttavia, fu chiamato per partecipare al suo secondo film, Domani è troppo tardi, del regista francese Léonide Moguy.Ancora giovanissimo, nel 1951, fu scelto da Steno e Mario Monicelli per affiancare Aldo Fabrizi e Totò in Guardie e ladri, con i quali successivamente lavorò in altri film. Nel 1954 è la volta di Un americano a Roma, dove interpreta Romolo Pellacchioni detto “Cicalone”, l’amico di Nando Mericoni, interpretato da Alberto Sordi. Il particolare aspetto del suo viso e le innate capacità interpretative, figlie del talento e non di studi specifici, lo portarono a ricoprire ruoli in alcuni dei più importanti film girati in quegli anni. Negli anni sessanta portò in tournée, con tappa a Toronto, lo spettacolo Rugantino, con Nino Manfredi, interpretando Bojetto, il figlio di Mastro Titta interpretato da Aldo Fabrizi. Nel 1968 recitò nel proprio unico film giallo d’azione, Scacco internazionale di Giuseppe Rosati, ma la sua parte fu poi esclusa in fase di montaggio.Nel 1973 ebbe un incidente automobilistico e rimase in coma per più di un mese. Si riprese lavorativamente anche grazie all’incontro con il regista Pupi Avati, che ne capì le doti drammatiche e lo scelse per il film Tutti defunti… tranne i morti, che portò Delle Piane a un importante mutamento professionale, mostrandone le qualità interpretative anche in ruoli drammatici: particolarmente riuscito quello dell’avvocato Santelia in Regalo di Natale e La rivincita di Natale. Proprio grazie all’interpretazione in Regalo di Natale, Delle Piane si aggiudicò nel 1986 la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla 43ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Tra gli altri ruoli, quello del professore innamorato della bella collega del liceo, in Una gita scolastica (1983), film per il quale venne premiato nel 1984 col Nastro d’argento (migliore attore), col Globo d’oro (miglior attore rivelazione) e col Premio Pasinetti (miglior attore). Negli anni successivi molte furono le sue partecipazioni a opere del regista bolognese. Nel 1997 interpretò e diresse il suo unico film da regista, Ti amo Maria.Sempre schivo e riservato, nel 2006 ha inciso un disco intitolato Bambini, scritto da Massimo Bizzarri e Giuseppe Marcucci, arrangiato da Massimo Bizzarri, parte dei proventi sono stati devoluti ad un’associazione umanitaria. Nel 2008 è stato protagonista, assieme a Stefania Sandrelli, del cortometraggio Ogni giorno, diretto da Francesco Felli, sul tema dell’Alzheimer, prodotto da Sky e dalla Federazione Alzheimer Italia. Per il teatro scrive e dirige insieme a Giuseppe Aquino l’opera intitolata Io, Anna e Napoli, la prima viene rappresentata al Teatro San Ferdinando di Napoli il 23 aprile 2010. Nel 2012 interpreta un ex partigiano nel film Linea gotica, opera prima di Stefano Giulidori.Il 16 maggio 2013 si sposa con la cantante Anna Crispino. Nella serata di venerdì 9 gennaio 2015 viene ricoverato d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma per un malore di carattere neurologico. Salvato dall’intervento tempestivo della moglie, il 20 gennaio viene dimesso completamente ristabilito. Nel maggio dello stesso anno è ospite del Valdarno Cinema Festival. Nell’ottobre 2015 è ospite della trasmissione I fatti vostri, ripercorrendo la propria carriera. Nel 2017 è protagonista del film Chi salverà le rose? di Cesare Furesi, dove riveste nuovamente i panni dell’avvocato Santelia, già interpretato in Regalo di Natale di Pupi Avati, insieme a Lando Buzzanca, Philippe Leroy e Caterina Murino. Per tale interpretazione è candidato come migliore attore al Globo d’oro. L’11 ottobre 2017 è stato omaggiato a Bologna con il premio alla carriera La farfalla di ferro.

Nando Gazzolo

Nando Gazzolo . Nando Gazzolo, all’anagrafe Ferdinando Gazzolo (Savona, 16 ottobre 1928 – Nepi, 16 novembre 2015), è stato un attore e doppiatore italiano.     Figlio dell’attore e doppiatore Lauro Gazzolo e dell’annunciatrice radiofonica Aida Ottaviani Piccolo, fratello maggiore dell’attore Virginio Gazzolo e padre di tre figli, uno dei quali è l’attore Matteo Gazzolo. Dopo il suo esordio alla radio debutta in teatro a vent’anni, nel 1948, con Antonio Gandusio e raggiunge il successo nell’Antonio e Cleopatra allestito da Renzo Ricci nel 1951. Nel 1954 interpreta Orazio nell’Amleto, messo in scena da Vittorio Gassman e Luigi Squarzina con il Teatro d’Arte Italiano. Oltre che nel teatro, dalla metà degli anni cinquanta lavora per il doppiaggio e negli anni seguenti intraprende una brillante carriera televisiva. Con la televisione conquista una più vasta popolarità legando il suo volto e la sua straordinaria voce all’interpretazione di numerosi sceneggiati quali Capitan Fracassa nel 1958, La cittadella nel 1964 e La fiera della vanità nel 1967, diretti da Anton Giulio Majano. L’esordio nel cinema è nel 1961 con il film storico Costantino il Grande, cui seguiranno altri ruoli cinematografici. Intenso è il lavoro nel doppiaggio cinematografico prestando la voce a interpreti prestigiosi tra i quali David Niven, Michael Caine, Frank Sinatra, Yul Brynner, Marlon Brando, Robert Duvall, Donald Sutherland, Laurence Olivier, Clint Eastwood, Louis Jourdan, Henry Fonda e altri. Nel 1963 è la voce narrante de Il mulino del Po, sceneggiato televisivo di Sandro Bolchi. Nel 1968 è il protagonista della serie televisiva italiana Sherlock Holmes. Nel 1971 è Thomas nello sceneggiato I Buddenbrook di Thomas Mann, con la regia di Edmo Fenoglio. Negli anni settanta ha partecipato al famoso programma televisivo pubblicitario Carosello in tre serie: prestando la sua voce nell’episodio pubblicitario a favore del Gruppo Finanziario Tessile, tra il 1972 e il 1976; negli episodi Poesie di tutti i tempi e poi Tradizione cliente, andati in onda in più cicli tra il 1965 e il 1976, per pubblicizzare l’Amaretto di Saronno dell’Illva, e ne Il primo anno di vita (voce) per la Società del Plasmon, nel 1970. Negli anni ottanta partecipa come narratore ai Raccontastorie, raccolta di fiabe per bambini lette da attori e doppiatori italiani. Parallelamente al suo lavoro in televisione ha continuato a recitare in palcoscenico in un repertorio di teatro soprattutto classico, diretto da registi come Walter Pagliaro, Mario Ferrero, Dario Fo, Orazio Costa, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi e Sandro Sequi. Tra gli allestimenti teatrali memorabile (ma contrastato) quello nel 1976 della commedia di Dario Fo Chi ruba un piede è fortunato in amore. Oltre alle pièce teatrali, ha letto opere di poeti come D’Annunzio, García Lorca, Leopardi, Neruda, Montale, Pascoli, Pasolini, Quasimodo, Saba, Ungaretti. Dal 2002 lavora alla realizzazione di una collana di CD contenente una vasta selezione di brani di prosa e poesia. Tra gli ultimi lavori a teatro, Sul lago dorato di Ernest Thompson nel 2003, Servo di scena di Ronald Harwood nel 2006 e Il burbero benefico di Goldoni nel 2007. Nando Gazzolo muore il 16 novembre 2015 in una clinica di Nepi, dove era degente da una settimana, all’età di 87 anni. «Gazzolo era ricoverato – spiega la famiglia – per il complessivo aggravarsi delle condizioni in seguito anche a una frattura del femore di cinque anni fa».

Karina Huff

Karina Huff . Karina Huff, nome d’arte di Carrina Corona Elizabella ( Londra 21 gennaio 1961 – Londra 18 aprile 2016 ), è stata un’attrice britannica .Nata a Londra il 21 gennaio del 1961, Karina ebbe una certa notorietà in Italia nei primi anni ottanta  grazie soprattutto ai film Vacanze di Natale  (in cui è Samantha, un’americana di Pittsburgh ), Sapore di mare , Sapore di mare 2 , Un anno dopo  (nei quali interpreta Susan, straniera innamorata degli agi).Nel 1981  è stata la soubrette al fianco di Gianfranco d’Angelo nel varietà di Rai 2 , Signori si parte , del quale cantò anche le sigle. Nel 1982 condusse la seconda edizione di Popcorn , il primo programma musicale della Fininvest andato in onda su Canale 5.Nel dicembre 1981 conquistò la copertina di Playboy , dove veniva indicata come la rivale di Heather Parisi . Al culmine della fama, nel marzo 1984 , apparve ancora senza veli sulla rivista Playmen .Nel 1988  è lei a ballare la sigla finale del serial cabarettistico Zanzibar , in cui compariva anche nella parte di Eva (avventrice in perpetua attesa del fidanzato Raul), personaggio che però non fu incluso nel montaggio finale del programma.Dopo qualche altro piccolo ruolo in pellicole di vario genere ha abbandonato il mondo del cinema. Nel 1999  ha partecipato alla trasmissione tv Meteore – Alla ricerca delle stelle perdute . A marzo del 2013 è stata ospite nel salotto televisivo di Domenica Live , presentato da Barbara d’Urso .Nel 2008  ha scoperto di avere un tumore al seno  dal quale si è curata. Ha fatto poi rientro in Inghilterra . A causa di una recidiva tumorale, muore il 18 aprile 2016, all’età di 55 anni.

John Hillerman

John Benedict Hillerman (Denison 20-12-1932 – Houston 09-11-2017 ) e’ stato un attore statunitense . Ha interpretato vari film ma è principalmente noto per il ruolo di Higgins nel telefilm di grande successo Magnum P.I. , per il quale ha vinto un Premio Emmy ( nel 1987 ) e un Golden Globe ( nel 1982 ) .Hillerman nacque nella città texana di Denison , figlio di Christopher Benedict e Lenora Joan Medlinger. Frequentò l’Accademia militare di St. Xavier e successivamente l’ Universita’ del Texas ad Austin , dove si diplomò in giornalismo . Nel 1953  si arruolò nell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti i, dove rimase per quattro anni raggiungendo il grado di sergente .Si ritirò nel 2000 in una tenuta nel “suo” Texas, dove ha risieduto fino alla sua morte, avvenuta il 9 novembre 2017 all’età di 85 anni. Durante il servizio militare frequentò diversi gruppi teatrali. Dopo il congedo, si trasferì a New York  per studiare all’American Theatre Wing.  Debuttò a Broadway nel 1959 , dove si esibì fino al suo debutto nel cinema nel 1970. Ottenne parti (seppure secondarie) in film piuttosto importanti, come L’ultimo spettacolo( 1971), Ma papa’ ti manda sola? ( 1972), Paper Moon ( 1973), Mezzogiorno e mezzo di fuoco ( 1973 ) e Chinatown ( 1974 ) .  Nel 1975 ebbe un ruolo da coprotagonista nella serie televisiva Ellery Queen , dove interpretò la parte del presuntuoso Simon Brimmer, presentatore di programmi radiofonici in diretta, e al contempo investigatore in competizione con Ellery Queen , che egli invano cercava di superare in astuzia e in acume deduttivo nella risoluzione di complessi casi di omicidio. La grande notorietà per Hillerman arriva nel 1980 con il suo ruolo da coprotagonista in Magnum P.I. ( 1980-1988 ) , serie televisiva di grande successo in cui interpretò la parte di Jonathan Quayle Higgins III, già sergente maggiore  al servizio di Sua Maestà Britannica, responsabile e factotum della tenuta hawaiana di Robin Masters e autore di continue angherie su Magnum. In quello stesso ruolo apparve anche in altre tre serie di successo: Simon & Simon ( 1982 ) , La signora in giallo ( 1986 ) e Quantum Leap (1990).  Anche se il doppiaggio  italiano non permette di apprezzarlo appieno, Hillerman recitò il ruolo di Higgins facendo sfoggio di un impeccabile accento britannico, che egli dichiarò di aver sviluppato ascoltando Laurence Olivier , e che spesso usò per giocare degli scherzi ai danni dei fan e dei colleghi. Ebbe in seguito altri ruoli più o meno importanti in diversi film e episodi di serie televisive fino al ritiro dalle scene nel 2000.

Douglas Fairbanks Jr.

Douglas Fairbanks Jr. (New Tork 09-12-1909 * New York 07-05-2000 ) è stato un attore statunitense ( l nome completo Douglas Elton Fairbanks). Douglas Elton Fairbanks Jr. nacque il 9 dicembre 1909 , figlio dall’attore Douglas Fairbanks sr.  e dalla prima moglie di questi , Anna Beth Sully . Quando ebbe nove anni i suoi genitori divorziarono e, benché in seguito avessero contratto ulteriori matrimoni, non ebbero altri figli. Douglas Jr. trascorse l’infanzia con la madre, viaggiando nelle maggiori capitali europee. Il padre Douglas Sr. era stato uno dei più celebri e amati divi dell’epoca del cinema muto a Hollywood , noto soprattutto per i personaggi atletici e spavaldi interpretati in film d’avventura quali Il segno di Zorro (1920 ) , Robin Hood ( 1922 ) e il Ladro di Bagdad( 1924 ).  Grazie all’appoggio paterno, Douglas Jr. ottenne nel 1924 un contratto con la Paramount PIctures e, dopo alcuni ruoli piuttosto anonimi, nel 1925 recitò nel melodramma Stella Dallas ( 1925 ), ricevendo positivi riscontri dalla critica. In questa prima fase della sua carriera, Douglas Jr. recitò in ruoli prevalentemente da comprimario, spesso a servizio delle star femminili di turno come Belle Bennet e Esther Ralston. Nel 1930 interpretò un malavitoso della Chicago degli anni venti in Piccolo Cesare .  Era un  film drammatico che fu una delle sue prime pellicole a ottenere un vero successo commerciale e che gli consentì di proseguire brillantemente la carriera durante tutti gli anni trenta , confermandosi degno successore del fascino paterno. Tra i film di maggior successo da lui interpretati, sono da ricordare Gentiluomo dilettante ( 1936 ) , pellicola d’avventura in cui Douglas Jr. poté esprimere a pieno le doti atletiche ereditate dal padre, il dramma sentimentale Per la sua Donna ( 1937 ) e Il prigioniero di Zenda ( 1937 ) , in cui interpretò un ruolo di malvagio cospiratore. Dopo il fiasco della commedia Gioia di Amare ( 1939 ) , nello stesso anno si riscattò interpretando un sergente dell’esercito britannico nel film d’avventura Gunga Din , al fianco di Cary Grant . Il suo ultimo film prima dell’inizio della seconda guerra mondiale fi I Vendicatori ( 1941 ) , una pellicola di cappa e spada in cui interpretò il doppio ruolo di un gemello. Allo scoppio del conflitto, Douglas Jr. venne assegnato come ufficiale riservista della Marina Militare e successivamente inviato in Inghilterra .  In Inghilterra partecipò ad addestramenti militari . Il contributo alle tecniche belliche di diversivo e l’impegno attivo avuto nell’ambiziosa invasione della Francia Meridionale  fruttarono a Douglas Jr. la Legion of Merit  da parte dell’esercito americano . Dopo la fine del conflitto, Douglas Jr. tornò al cinema con il ruolo di Carlo II Stuart in Re in esilio ( 1947 )  e, nello stesso anno, interpretò la pellicola d’avventura Sinbad il Marinaio , in cui ancora una volta fece sfoggio delle sue doti acrobatiche. Nel 1950 fu protagonista del thriller Segreto di Stao , dopo il quale iniziò a rallentare la carriera cinematografica. Dopo una pausa in Inghilterra , nel 1957  rientrò in America per lavorare in un programma della NBC , proseguendo la carriera fino alla fine degli anni 80 . La sua ultima apparizione cinematografica risale al 1981 nel film Sorie di Fantasmi , in cui recitò accanto a Fred Astaire . Douglas Fairbanks Jr. morì il 7 maggio del 2000 a New York e venne sepolto all’Hollywood Forever Cemetery.

Errol Leslie Flynn

Errol Leslie FlynnErrol Leslie Flynn (Hobart 20-06-1909 – Vancouver 14-10-59 )  è stato un attore statunitense di origine australiana  . Sul modello di Douglas Fairbanks Sr.  interpretò personaggi avventurosi ed eroici in film di successo. Alto, agile, scattante, elegante nel portamento, fu un idolo delle platee per la sua aria spavalda, i suoi atteggiamenti di simpatico scapestrato e di allegro seduttore, per i suoi duelli spettacolari ed acrobatici. Prima di esordire nel cinema, studiò a LOndra e a Parigi , poi esercitò i mestieri e le professioni più disparate: impiegato, cuoco  di bordo,poliziotto , sorvegliante di una piantagione,contadino, manovale, giornalista, commerciante, pescatore di perle, cercatore d’oro, pugile, attore teatrale .  I suoi primi grandi successi furono Capitan Blood ( 1935 )  e La carica dei seicento ( 1936 ) . Nella seconda metà degli anni trenta  e negli anni quaranta  fu uno dei divi più popolari dello schermo, apparendo in film quali La leggenda di Robin Hood ( del 1938 ) .  Altri suoi film significativi furono Il principe e il povero, La storia del Generale Custer , Il sentiero della Gloria , La bandiera sventola ancora , La saga dei Forsyte , Kim , Il sole sorgera’ ancora ( del 1957 , una delle sue migliori interpretazioni )  Nel 1942   fu accusato da due minorenni, Peggy Satterlee e Betty Hansen, di violenza carnale , ma venne assolto dopo due processi ricchi di dettagli scabrosi e accanitamente seguiti dalla stampa scandalistica. Alcuni arrivarono a sospettare che le accuse fossero state montate ad arte per danneggiare il suo produttore Jack Warner , che avrebbe rifiutato di pagare un’adeguata tangente ai nuovi inquilini del municipio di Los Angeles. In Furia d’amare ( 1958 )  impersonò John Barrymore , attore del cinema muto al quale Flynn somigliò per la vita spericolata e per la fama di grande seduttore. Altro lato decisamente controverso della personalità di Flynn – e sul quale, specie dopo la biografia dedicatagli da Charles Higham, si è molto discusso – è relativo alle presunte simpatie naziste dell’attore. La tesi – sotto forma di diceria – è comunque a lungo sopravvissuta negli ambienti di Hollywood ben oltre la sua morte, tanto che un film del 1991 , Le avventure di Rocketeer , ambientato negli anni ’30-’40, vede T.Dalton , nel ruolo del villain , che caratterizza la propria interpretazione “facendo il verso” ad Errol Flynn (baffi compresi). Errol Flynn morì nel 1959 , a soli 50 anni, per un infarto . Da circa un decennio la sua vita era segnata dall’alcolismo . Le sue ultime parole pare siano state di rammarico per dover morire prima “di quello stronzo” di Jack Warner. Volle essere sepolto con dodici bottiglie di whiskey. Un desiderio, che fu esaudito dal regista Raoul Walsh. Errol Flynn, infatti, temeva che nell’aldilà non sarebbe riuscito a trovare alcolici e, per uno come lui, passare una vita eterna senza bere, la considerava una cosa insopportabile.

 

Burt Reynolds

Burt Reynolds. Un omaggio al grande Burt .Burton Leon “Burt” Reynolds Jr. ( Lansing 11-02-36 – Jupiter 06-09-18 )e’ stato un attore. regista e sceneggiatore statunitense. Di origini irlandesi e cherokee da parte di padre, Reynolds debutta in televisione, interpretando tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta  diverse serie, per divenire popolare con Hawk l’indiano ( 1966 ) .  Nello stesso anno recita nello spaghetti western Navajo Joe di Sergio Corbucci , che egli stesso definiva il film più brutto a cui avesse mai preso parte, al punto da consigliarne la proiezione solo sugli aerei e nelle carceri, dove gli spettatori non hanno via d’uscita e sarebbero costretti a guardarlo. Il grande successo arriva nel 1972 con Un tranquillo weekend di paura  , nel quale interpreta un personaggio di nome Lewis Medlock che, con alcuni amici, partecipa ad un’escursione in canoa sulle rapide di un’amena regione americana, dove diviene bersaglio di alcuni balordi che trasformano la breve vacanza in un incubo. Due anni dopo  è protagonista di Quella sporca ultima meta ,  nel ruolo di un giocatore di football , sport del quale era stato realmente un buon giocatore come halfback  durante gli studi . Negli anni 80 partecipa a film di discreto successo come La corsa piu’ pazza d’America  (The Cannonball Run) e il relativo sequel  (The Cannonball Run II) . Nel 1997  recita in Boogie Nights , per il quale viene candidato al premio oscar  come migliore attore non protagonista. Dal 1976 al 2000  si è anche autodiretto in cinque pellicole cinematografiche, tuttavia senza mai ottenere grande successo.Dopo essere stato guest-star in un episodio del 2002 della serie televisiva X-Files , tra il 2006 e il 2009  ha partecipato a tre episodi di My name is Earl  nei panni di Chubby, ricco magnate proprietario di fast food , strip club e rivendite di auto.È morto il 6 settembre 2018  all’età di 82 anni per arresto cardiaco  mentre si trovava nella sua residenza a Jupiter in Florida ]: nel maggio dello stesso anno era stato scritturato da Q.Tarantino  per prendere parte al suo film Once upon a time in Hollywood , ma a causa del decesso – avvenuto appunto un mese prima delle riprese delle scene in cui avrebbe dovuto apparire – non è riuscito a prendervi parte. Un attore che avrebbe meritato di piu’ di quello che Hollywood gli ha dato.