Commodore 64

Il Commodore 64  è un home computer della Commodore Business Machines Inc. E’ stato il sogno di tutti noi ragazzini negli anni 80 ma il prezzo pur abbordabile, non era per tutti. Fu commercializzato dal 1982 al 1993. È nato come fratello maggiore del Commodore Vic-20, con capacità grafiche e sonore superiori, a scapito però della compatibilità software . Evoluzioni a seguire : Commodore 128 , Commodore 128D  Commodore 65 , tutti compatibili a livello software con il Commodore 64. I primi due sono stati commercializzati a partire dal 1985 mentre il terzo è rimasto allo stadio di prototipo, mentre la produzione cessò nel 1992. Il presidente della Commodore,Jack Tramiel  voleva che i chip formassero la base per un computer con 64 kb di Ram , ossia  il doppio del quantitativo di RAM di molti dei personal computer disponibili nel tardo 1981. Sebbene 64 kB di RAM fossero molto costosi, Tramiel sapeva che i prezzi della DRAM stavano crollando e che sarebbero alla fine calati a un livello accettabile prima di passare alla piena produzione. il C64 fece un esordio impressionante: “Tutto quello che vedevano al loro stand espositivo  erano le persone dell’Atari esterefatti  che dicevano “Come potete farlo per solo 595 dollari?”. Il costo di costruzione di ogni C64 è stimato attorno ai 135 dollari  grazie ai vantaggi della fabbricazione dei circuiti integrati della MOS Technology. Questo rendeva possibile un ampio margine di guadagno con il quale lavorare. Il nome adottato dalla casa costruttrice fu inizialmente Commodore VIC-30, ma prima della distribuzione venne cambiato in Commodore 64.Il Commodore 64 è stato annunciato all’inizio del 1982  quando  ne è stato anche mostrato un prototipo. Nell’agosto 1982 è incominciata la vendita al dettaglio  negli Stati Uniti con un prezzo di lancio di 595 dollari.   L’importazione e la distribuzione autorizzata del Commodore 64 in Italia è stata curata direttamente dalla Commodore International Ltd.  che lo ha reso disponibile per la vendita al dettaglio a partire dal marzo 1983   con un prezzo di listino di   973.500 lire . Nel Rego Unito i concorrenti principali del C64 erano il britannico Sinclair ZX Spectrum e l’Amstrad CPC. . Distribuito qualche mese prima del C64 e venduto a quasi metà del suo prezzo, lo Spectrum diventò – in un primo momento – leader del mercato.Il glorioso C64 surclasserà in popolarità lo Spectrum nella seconda metà degli ottanta ! La chiave del successo del C64 furono le aggressive tattiche di marketing, che portarono a venderlo anche nei grandi magazzini , nei discount e nei negozi di giocattoli, oltre che nella rete di rivenditori autorizzati. Grazie alla sua grafica e al suo sonoro avanzato, il C64 è spesso accreditato di aver incominciato la sottocultura informatica conosciuta come demoscene . Il C64 continuò ad avere un notevole successo sino all’inizio degli anni 90.  Tra il 1990 e il 1991, fu progettato un potenziale successore avanzato del C64, il Commodore 64 (anche conosciuto come C64DX), ma non fu mai immesso nel mercato. Il C64 uscì di produzione all’inizio del 1994.  Fu un gran prodotto.

Earth Vintage & fire

Earth Vintage & fire : le serate revival che ti coprono di Vintage a 360°. Sono serate   semplici….spontanee….rilassanti. Al Volo di Caselle si mangia ( ottimamente ) e poi si  balla. Afro funky discomusic latino anni  50 60 70 80 90 2000 e tanto altro ancora.  Inserisco qui ogni tanto le mie feste , perchè questo è uno spazio dedicato al Vintage…e la mia musica e’ assolutamente Vintage ( con qualche concessione anche al recente).  E ricordatevi che il 10 febbraio…ci sara’ la festa di CarneVolo con un premio al costume piu’ bello.  W il vintage…che non tradisce mai. Chi la dura la Vintage.

Stringa

Stringa . La stringa o laccio da scarpa è un accessorio, che concorre alla chiusura della calzatura o di altre parti dell’ abbigliamento . . È un sottile laccio di cuoio o piu’ facilmente una fettuccia fatta di tessuto , terminante in un rinforzo, solitamente in plastica, che passando negli occhielli dei due lembi della tomaia permette, se tirato, di serrare la scarpan o lo stivale e, se allentato, di sfilare le calzature dal piede. Gli occhielli possono essere: semplici buchi, fori rinforzati in metallo , anelli fatti con un laccio o gancetti metallici.Difficile determinare l’esatto inizio della storia delle stringhe: come per le scarpe, il materiale facilmente deperibile con cui esse sono costruite difficilmente è giunto fino a noi. Una testimonianza sul loro uso nell’ eta’ del bronzo ci viene dal ritrovamento di Otzi , la famosa mummia del Similaun , che portava un paio di calzature in cuoio, chiuse da stringhe dello stesso materiale. Le stringhe servivano da chiusura anche per il busto, il farsetto, le casacche, i calzoni chiusi al ginocchio (detti alla zuava) e altri capi di abbigliamento, oggi desueti. Un accessorio che dura nel tempo…senza praticamente cambiare mai . Anche se usate nell’antichità e nel medioevo , solo nel ventesimo secolo esse divennero il metodo più utilizzato per chiudere le calzature; prima, questo compito era affidato ampiamente a fibbie e bottoni.

Le Volpi della Notte

Le Volpi della Notte  è un film televisivo  trasmesso la prima volta il 4 novembre 1986 da Italia uno. Era ispirato alla famosa serie americana delle Charlie’s Angels  Anche qui infatti abbiamo tre protagoniste femminili (interpretate da Viola Valentino, Frabrizia Carminati e Pamela Prati ) nei panni di tre agenti segreti. Elena, Miriam e Anna, le volpi della notte, sono tre belle donne ma sono anche tre agenti speciali della questura di Roma. Una sera ricevono l’incarico di partecipare ad una sfilata di alta moda: è arrivata una soffiata su di una partita di droga che dovrebbe essere scambiata là. Alla sfilata tutto avviene regolarmente, salvo il tentativo di scippo di un beauty-case di una delle indossatrici. La mattina dopo però, Daniela, l’indossatrice interessata dallo scippo, viene trovata morta e si scopre che lo scippatore era il guardaspalla dell’ing. Mauro De Mauro, ricco costruttore. Le volpi iniziano ad indagare.   Poteva avere un seguito come telefilm..ma non ebbe successo.  Non so in quanti di voi se lo ricorderanno.

Caramella Golia

Caramella Golia . sono delle caramelle gommose alla liquirizia  prodotte e distribuite dalla Perfetti Van Melle . Sono  sul mercato dal 1945 ed inizialmente erano  prodotte dalla Caremoli. Già a fine anni ’60 le Golia erano pubblicizzate in TV ( a Carosello ) con lo slogan “Golia è aria viva in gola” e con stunts di sciatori. All’epoca il produttore era la Caremoli. Altre campagne pubblicitarie delle caramelle Golia furono trasmesse in televisione all’inizio degli anni 80 , ed erano costruite intorno al jingle “Chi non mangia la Golia è un ladro o una spia“, adattamento di una celebre filastrocca popolare. Negli anni successivi le varie linee differenti del prodotto hanno assunto proprie campagne pubblicitarie distintive, ad esempio gli orso bianchi “mascotte” delle Golia bianche, la frase “A Marco piace” per le Golia Fresca Estate, e gli studenti inglesi che alzano la gonna delle compagne, soltanto soffiando, spot delle Golia Activ. Infine, il marchio Golia è sponsor della versione italiana di The Voice. Un pezzo della nostra gioventu’……! Grande Golia.

Temperino

Temperino . Passano gli anni..i decenni…i lustri a go go ….ma il temperino rimane sempre “l’attrezzo” piu’ comune per fare la punta alla matita ( che nonostante gli anni…resiste sempre alla grande…). Ci sono svariate tipologie di temperino. Quelli piu’ diffusi sono in acciao..ferro ma… anche plastica. Quelli di plastica erano piu’ presenti negli astucci scolastici che dovevano avere un prezzo competitivo e quindi erano dotati di temperini in plastica ( gialli…rossi…verdi…). Ovviamente la cosa in comune tra le varie tipologie era comunque la lama. La lama era importante : una buona lama….assicurava una punta precisa….senza che la grafite si sfaldasse o si rompesse in maniera irregolare. IL temperino in  metallo era di un altro pianeta : robusto…solido….indistruttibile. Esisteva anche la variante a due fori ( uno piu’ grosso e uno piu’ piccolo ). A seguire sono arrivate le varianti a “barilotto” che permettevano di far defluire il legno della spuntatura…in un serbatoio interno…senza sporcare in terra o sul tavolo. Esistono anche le versioni elettriche dove si infila la matita in un buco e questa viene rapata ben bene. Ma …non sono cosi’ diffusi come le versioni tradizionali. Stesso funzionamento ma a manovella…..esistevano anche quelli . Insomma…varianti ..tantissime : ma il piu’ famoso e il piu’ usato..rimane e rimarra’ sempre..il temperino classico. Il temperino in sintesi  è un oggettomolto comune, realizzato in acciaio,ferro, plastica o altri materiali. La sua funzione è appuntire le matite , affinché queste possano scrivere. Riepilogo delle varie forme :

  • quello a doppio foro, che permette di temperare matite di due dimensioni diverse
  • quelli per matite speciali, dotati di lame capaci di tagliare legni più duri o più morbidi del normale
  • quelli con serbatoio che permettono di raccogliere i trucioli di legno
  • quelli con un foro
  • quelli elettrici che, dopo aver infilato la matita nell’apposito foro, basta azionare il temperamatite perché questo faccia la punta alla matita tramite la rotazione di una lama interna. Esistono temperini con foro di 2 mm per appuntire le mine dei portamine. Il temperino a volte è incorporato nel pulsante amovibile del portamine stesso. È composto da 3 parti che si possono riconoscere se si possono smontare

 

 

Intervallo

Intervallo : quando nei programmi rai ( ma anche altre reti)  c’erano dei buchi di tempo tra la fine di un programma e l’inizio dell’altro, ecco che puntuale arrivava l’intervallo.  MInuti e minuti di pecore che brucano. Il tutto accompagnato da una musichetta di sottofondo molto rilassante. In Italia è noto il vecchio intervallo della Rai che veniva utilizzato nei vuoti di programmazione o in presenza di problemi tecnici di trasmissione quali collegamenti via satellite particolarmente problematici o di improvvise interruzioni di programmi in diretta. Inizialmente la sequenza mostrava la parola Intervallo in corsivo sulle immagini di un gregge di pecore ed  un sottofondo musicale di xilofono . Successivamente negli 70 in bianco e nero, e poi negli anni 80 a colori, la sequenza consisteva in una successione di immagini di paesaggi “cartolina” delle città grandi e piccole d’Italia commentate dal nome del luogo e del particolare visualizzato. Di tanto in tanto compariva anche la parola Intervallo a carattere maiuscolo sulle immagini con e senza didascalia.

Panettone

Il Natale è anche Panettone.E’un tipico dolce milanese, associato alle tradizioni gastronomiche del Natale e ampiamente diffuso in tutta Italia. Uno dei dolci piu’ tipici di queste festivita’…assolutamente. Con i canditi…senza canditi…con la glassa o senza glassa : rimane sempre un must irrinunciabile. Negli anni settanta…si poteva comperare anche al bar …. in pasticceria e ovviamente nei primi grossi supermercati come la Standa. Le marche che lo proponevano erano infinite : Motta….. Galup …Maina …Besana … Bauli..Balocco…Battistero…Alemagna…Melegatti …Perugina . Mano a mano sono cresciute di numero negli anni, ma prima il monopolio era ristretto a un due o tre marche veramente famose ( forse la Motta era la leader…a quei tempi assieme alla Alemagna . ERa un momento di felicita’ : erano altri tempi. Gustarsi una bella fetta di panettone a fine pranzo Natale….. era un momento atteso.  Si apriva la scatola ( e puntualmente….facendo uno scempio)….si tirava fuori il panettone e se si riusciva…si metteva qualche minuto vicino al calorifero ( perchè…in giro si sentiva…che veniva piu’ buono….mah). Si cercava di fare fette uguali per tutte e poi via : chi doveva come me cercare di togliere i canditi…iniziava piu’ tardi a mangiare . Col tempo il panettone si evolve : con scaglie di cioccolato..mandorlato…con glassa….nocciolato…solo uvetta …piu’ basso e largo. Insomma…adesso la scelta e’ ampia…e pure troppo. SE non cotto eccesivamente…e non seccato dalle temperature di stoccaggio..il panettone rimane un dolce buono….e appetitoso. Buon Natale a tutti.

Last Christmas

Last Christmas . Wham. UN brano asolutamente natalizio che ci ha fatto sognare nel lontano ( ma poi non tanto ) 1984. Il disco doveva inizialmente uscire in occasione della Pasqua del 1985 e il brano doveva intitolarsi Last Easter .  La casa discografica degli Wham! insistette però affinché il disco fosse prodotto per il Natale del 1984 e così cambiò anche il titolo, che divenne Last Christmas .Il singolo uscì il 15 dicembre 1984.