Coprisedile in paglia

Coprisedile in paglia.  Arrivano i primi caldi e nelle macchine si cominciano a vedere gli immortali coprisedili in paglia…bambu’ e materiali simili. Esistono da una vita e non hanno minimamente intenzione di andare in pensione. Il loro scopo e’ quello di rendere piacevole la guida , togliendo quella noiosa situazione di schiena sudante dovuta ai rivestimenti tradizionale dei sedili. Sinceramente li uso anche io ( amante del Vintage ) : e’ un rito con i primi caldi…togliere il vecchio coprisedile invernale e piazzare quello estivo. Il tutto , colmo di speranze piene di ottimismo. Alla fine il risultato è assolutamente mediocre. Ovviamente il materiale scalda meno del tessuto di un sedile o di un coprisedile invernale…ma il guadagno che si ha….non è mai pari a quello pubblicizzato sulla confezione del prodotto.I prodotti piu’ mediocri cominciano col tempo  a perdere frammenti di paglia che silenziosamente si depositano sul sedile sottostante e a seguire un po’ per tutta la macchina. A pezzatura uniforme..a listelli…a filamenti : il sedile estivo di paglia ( e similari) rimane un prodotto che il tempo, sembra non abbia il potere di cancellare. Piu’ recentemente si sono affacciati quelli di legno ( a palline…). Ma il seedile di paglia rimane e rimarra’ per ancora anni ed anni..il piu’ usato in estate.

Amaro Medicinale Giuliani

L’Amaro Medicinale Giuliani è un medicinale per automedicazione , venduto in farmacia.  L’amaro è composto sia da principi attivi ( Rabarbaro, Cascara, Genziana, Boldo )  sia da eccipienti  ( glicerina, caramello, bicarbonato di sodio, alcoll etilico, saccarosio ed acqua ) È indicato come stimolante dell’appetito e della digestione , ma anche come lassativo .  Essendo un medicinale (categoria ATC A06AB57), il consumo non può essere equiparato a quello di un liquore e deve essere limitato a brevi periodi.  Famoso negli anni 60 e per un ventennio abbondante….aveva la capacita’ di affascinare la gente con i suoi spot : ci si poteva abbuffare…mangiare di tutto…ingozzarsi …che tanto dopo c’era il mito Amaro Medicinale Giuliani. Ancora in produzione.

appuntamenti Vintage

appuntamenti Vintage . Ogni tanto pubblicizzo anche le mie serate vintage affinche’ possiamo avere anche sul campo…un riscontro musicale a questo spazio internet. Il 21-04-2018 saro’ al Volo di caselle con la mia miscela di anni 60 70 80 90 2000 afro funky latino e tanto altro ancora.  Serata simile il 12-05-2018 al Bridi di Zevio.  La piu’ bella musica di sempre…tutta in una sera. Il 30-06–2018 sara’ la volta del Bridi Summer Contest …un bellissimo concorso canoro ( iscrizione gratuita) che si svolgera’ all’aperto.  Siete i benvenuti e …divertiamoci insieme…che fa sempre bene. Da me non trovate TUTTO…ma trovate .. DI TUTTO.  Venni…vidi…vintage.

 

Mateus Rose’

Mateus Rose’ . Si tratta di un vino rosato con una tonalità molto attraente e luminoso. Nel complesso, si tratta di un vino fresco e seducente con bouquet fine ed intenso e tutta la giovialità dei vini giovani. In bocca è un vino ben equilibrato e seducente, brillantemente completato da una finitura morbida e leggermente frizzante. La vinificazione segue il metodo tradizionale per i vini bianchi e la fermentazione avviene lentamente , in vasche di acciaio inox a 16 ° C di temperatura controllata. L’affinamento è eseguito a freddo , dopo la quale il vino viene filtrato e imbottigliato. L’intero processo è fatto con estrema cura, in modo da garantire costantemente per Mateus un  unico stile, colore e freschezza. E’ composto dai seguenti vitigni :Baga, Rufete, Tinta Barroca, Touriga Franca . Ha una tonalita’  luminosa. Nel complesso, si tratta di un vino fresco e seducente con bouquet fine ed intenso e tutta la giovialità dei vini giovani. In bocca è un vino ben equilibrato e seducente, brillantemente completato da una finitura morbida e leggermente frizzante. La bottiglia deve essere conservato in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce. Servire in posizione ideale tra 6 ° C – 8 ° C. Ideale come aperitivo, per accompagnare un momento rinfrescante nel giorno. Mateus Rosé originale va anche molto bene con piatti leggeri, diversi tipi di pesce e frutti di mare, carni bianche, piatti alla griglia e insalate.  E’ ancora prodotto.

Shirley Jones

Shirley Jones.  Shirley Mae Jones (Charleroi, 31 marzo 1934) è una cantante e attrice statunitense. Vinse il premio Oscar alla miglior attrice non protagonista nel 1961 per la sua interpretazione ne Il figlio di Giuda. Nella sua lunga carriera, iniziata nel 1950, Shirley Jones ha interpretato oltre 50 pellicole, per la maggior parte di grande successo commerciale. Impossibile dimenticarla nel film Il figlio di Giuda (1960), che le valse il premio Oscar alla miglior attrice non protagonista. Tra gli altri titoli, sono da ricordare il western Cavalcarono insieme (1961) di John Ford, la commedia Una fidanzata per papà (1963) di Vincente Minnelli, e molti altri. La Jones è ricordata anche per la sua attività in campo televisivo, in particolare per essere stata tra i protagonisti del telefilm La famiglia Partridge (19701974), ruolo che le valse ben due nomination ai Golden Globe come miglior attrice. Recitò poi come guest star in numerose serie, tra le quali Sabrina, vita da strega (1999), in cui interpretò la nonna paterna di Sabrina. Nel 1983, una sua azione legale contro Iain Calder, direttore del National Enquirer, relativa ad un caso di diffamazione per la pubblicazione di un articolo che la riguardava, fu discussa dinanzi alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America. La sentenza, pubblicata il 20 marzo 1984, nota come Calder vs. Jones, è tuttora una pietra miliare del diritto statunitense sulla personal jurisdiction. . Nel 2006 recitò nel film televisivo La vera eredità, ruolo che le valse una nomination all’Emmy Award. Per i suoi contributi al cinema ha una stella sull’Hollywood Walk of Fame.

La piazza dei giochi

La piazza dei giochi . La piazza dei giochi ….. In ogni citta’ o paese…esisteva una piazza dove al pomeriggio i bambini potevano giocare e divertirsi. Di solito avevano un monumento commemorativo che dava il nome alla piazza ( es. Piazza Garibaldi…). Non mancava una fontanella dove i bambini andavano ad abbeverarsi nelle calde giornate primaverili ed estive…dopo aver giocato…..e aver disperso tanti liquidi . A quei tempi esisteva piu’ verde e quindi la piazza…disponeva senza dubbio di aiuole verdi con alberi . Nella stessa piazza confluivano diverse fasce di eta’. Dai piu’ piccoli…sino ai ragazzini di 12-14 anni . Ognuno aveva la proprie esigenze : i piu’ piccoli avevano necessita’ piu’ soft . Se giocavano a palla..lo facevano con tanta delicatezza e tanta imprecisione nei lanci ( con la palla che andava di conseguenza…ovunque). Di solito erano confinati nelle aiuole…perchè la parte centrale della piazza era riservata ai piu’ grandicelli…che si sfidavano con interminabili partite di pallone. La partita finiva solo quando il pallone andava in un punto non piu’ recuperabile…oppure quando si bucava ( i mitici super tele avevano la resistenza di una carta velina…) . Non esisteva nessun richiamo da parte di nessuno…che potesse far finire la partita prima.  Esisteva anche chi si dilettava ad andare in bicicletta : la piu’ gettonata era la Graziella ( a seguire….arrivarono anche quelle finto cross ) . Immaginate quanto fosse difficile coniugare tutte queste realta’….in una sola piazza. I grandi non volevano i piccoli..le mamme dei piccoli erano preoccupate che non arrivassero pallonate ai figli e a chi stava andando in bicicletta. Aiutava il momento merenda…che diradava di fatto la densita’ della piazza…..! La merenda o la si portava da casa ( classico : merendina e succo di frutta…) oppure si attingeva al baracchino…immancabile …che stazionava appena fuori della piazza. I bambini volevano il baracchino e le mamme no ( altro classico). A parte le merendine il baracchino aveva come caratteristica la vendita di dolcissime e coloratissime gomme da masticare vendute singolarmente , che erano ambitissime dai bambini. Ad una certa ora..tutti a casa : la mamma doveva iniziare a preparare la cena 🙂 . Quanti ricordi…quanti pomeriggi…..!

David Cassidy

David Cassidy . Oggi sarebbe stato il compleanno di David Cassidy. Ai molti forse non dira’ molto, ma e’ stato un ottimo attore e cantante con una carriera lunghissima. Sara’ per sempre ricordato nel ruolo di Keith nel telefilm della famiglia Partridge ( prima meta’ anni settanta). Era un talentuoso musicista : era di casa nelle abitazioni di Brian Wilson e i Beach Boys……gli America hanno scritto per lui . Era un uragano…con tanto entusiasmo unito a tanta semplicita’. Riempiva le arene  e vendeva milioni di dischi. Poi logorato da una fama arrivata troppo presto….un lunghissimo stop a cavallo tra i settanta e gli ottanta ( complice..la morte del padre Jack…attore ) . Specie in Inghilterra la sua fama rimase inossidabile nel tempo e lui rimase sempre abbastanza coerente al suo stile musicale ….ossia un pop facile….mai impegnato…ma  sempre piacevole. Quello che io definisco…bubble pop.  Amava la California e la sua passione per questa terra dove ha risieduto per la maggior parte della sua vita trasuda nelle sue canzoni. Spesso basta chiudere gli occhi e sembra di essere in una spiaggia di Los Angeles …o Fort Lauderdale ( dove e’ morto a novembre del 2017) . 3 matrimoni e due figli . Un periodo segnato da qualche abuso di troppo di alcol. Si era ritirato dalle scene a inizio 2017 per demenza senile ( non era piu’ in grado di ricordare tutte le parole delle sue canzoni….durante i concerti ) , malattia per la quale era gia’ morta sua madre.  Complicazioni legate ad organi interni…hanno portato alla sua prematura morte ( era in attesa di un trapianto di fegato). Penso che la sua morte sia stata poco commemorata, ed è un peccato. David rimane un personaggio che a diritto fa parte della storia della musica. Buon compleanno David ( R.I.P. ) .

Amaro Diesus

Amaro Diesus . Diesus è l’amaro del frate. Sia per l’inconfondibile forma della sua bottiglia, che per il tradizionale gusto dell’amaro, tipico dei liquori storicamente prodotti nei conventi. Un amaro tradizionale, frutto dell’infusione in vini pregiati ed erbe aromatiche quali china, genziana e timo. Diesus nasce negli anni Sessanta. Da sempre è uno dei prodotti di punta della Barbero 1891, azienda nata alla fine dell’Ottocento nel basso Piemonte, entrata a far parte del Gruppo Campari nel 2003. “L’amaro del frate” è uno dei primi claim pubblicitari diventato “d’uso comune” nell’Italia del dopoguerra.  Il suo picco di popolarita’ lo raggiunge negli anni settanta dove era sempre in bella vista in qualsiasi bar o ristorante. Ve lo ricordavate ?

Bazar

Bazar. Vi ricordate negli anni settanta, quei negozi dove dentro trovavi di tutto ? Di solito erano in prossimita’ delle spiaggie…. o poco prima. Stavate andando al mare e vi eravate accorti che vi mancava qualcosa? Nessun problema : si entrava in questi piccoli bazar e il problema era risolto. Dunque…cosa avevano questi negozi ? Prima di tutto : asciugamani da mare….solari….qualche costume . Ma anche qualche gioco per bambino , tipo formine…camioncini ruspa…palloni etc etc.  Non mancava un ricco reparto dedicato alla pesca : ami…galleggianti….piombini..cucchiaini…qualche canna e qualche esca viva. Fantastico il classico profumo di sughero dei galleggianti. Non macavano anche ciabatte…e qualche gonfiabile ( braccioli…..materassino….canottini ) . Qualcuno aveva anche un piccolo angolo-edicola. Era bello andare….e vedere tutto quello che c’era..e perdersi qualche minuto alla ricerca di quello che si voleva ed anche di quello che non si voleva. Erano negozi sempre pieni….con tanta gente che poi non vedeva l’ora di andare in spiaggia. Arredamento…minimalista….ma con tante cose esposte. Semplici scaffali…di quelli di una volta..in metallo…e se andava bene…anche un po’ di legno . Bei tempi.

Penna a quattro colori

Penna a quattro colori . Quello che negli anni settanta, per un alunno era fare la differenza…era poter disporre della mitica Quattro colori , la penna biancazzurra dalla forma particolare che però, attraverso quattro tasti a innesto manovrava altrettante cannucce di colore. Quasi sempre la penna , – acquistata dopo insistenze varie con i genitori, i quali nicchiavano sostenendo che fosse troppo cara e superflua (le biro allora costavano meno di 10 centesimi l’una) – diventava una trecolori ( ah ah ah)  perché è vero che c’erano anche verde e rosso, ma poi si finiva quasi sempre per usare il blu o il nero. E non c’erano santi, quando la cannuccia terminava la penna finiva per azzopparsi. La frontiera estrema della penna multicolore, però, era quella con 16 e oltre colori: una specie di corpo contudente in vendita nelle cartolerie di tutt’Italia, che annegava al suo interno colori in qualsiasi sfumatura. Un piccolo pezzo di storia…che noi alunni ricordiamo alla perfezione.