Peppino Mazzullo

Peppino Mazzullo. Peppino Mazzullo (Santo Stefano di Briga, 6 giugno 1926) è un attore e doppiatore italiano, noto per aver dato la propria voce al personaggio televisivo Topo Gigio. Ha iniziato giovanissimo la sua carriera artistica nel Teatro Auditorium San Gaetano in Santo Stefano di Briga, villaggio della città di Messina, sua città natale, sotto la direzione artistica del suo compaesano Placido Andriolo, che ne fece il suo primo attore scrivendo anche dei monologhi appositamente per lui. Grazie alla recitazione di uno di questi monologhi ottenne una borsa di studio e poté frequentare, tra il 1947 e il 1950, l’Accademia d’arte cinematografica a Roma e l’Accademia d’arte drammatica a Milano. Dal 1950 ha iniziato la carriera teatrale con la compagnia di Guglielmo Della Seta e con la compagnia di prosa della Rai. È stato primo attore presso alcuni teatri milanesi, fra i quali l’Angelicum da cui veniva irradiata la trasmissione Le avventure di Pinocchio. Negli anni cinquanta ha fatto parte della compagnia di Enzo Ferrieri. Ha raggiunto una grande notorietà dando la propria voce al personaggio di Topo Gigio dal 1961, continuando ininterrottamente fino al 2006. Si narra che tale voce sia stata ispirata da quella, reale, di un suo amico d’infanzia. Oltre alle sue performance vocali, si ricordano anche le partecipazioni di Mazzullo agli spettacoli dello Zecchino d’Oro degli anni Sessanta, nell’interpretazione del personaggio di Richetto, lo scolaro eternamente bocciato.Nel 2004 Peppino Mazzullo, tornato a vivere a Santo Stefano di Briga, ha fondato il Piccolissimo Teatro di Messina, all’interno del quale dirige tuttora la Scuola di teatro comico e drammatico. Nel luglio 2008 ha vinto il premio Leggio d’oro voce cartoon alla quinta edizione del Leggio d’oro. Inoltre nel 2011 gli viene conferito il Premio alla voce dei ricordi durante l’ottava edizione.

Scooter ( Muppet )

Scooter ( Muppet ) . Scooter  funge da “tuttofare” nelle dietro le quinte del Muppet Show, ed è uno dei principali personaggi dei Muppet, apparso fin dal primo episodio prodotto fino all’ultimo.Scooter compare quasi esclusivamente nel backstage con ruoli principali. Anche se di tanto in tanto ha eseguito numeri sul palco. Dalla quinta alla quarta stagione, Scooter è apparsoi prima della sigla dove ha il ruolo di avvisare l’ospite speciale che lo show sta per iniziare. Lui ha anche una sorella di nome Skeeter. Scooter è un giovane vago umanoide dalla pelle arancione e da un grande naso. Ha anche un paio di occhiali con occhi inglobati nelle lenti. Ha capelli di lana e indossa sempre una giacca verde lucida, con su scritto sul retro “The Muppet Show”. La prima apparizione di Scooter risale già al primo episodio del Muppet Show (dove ha già il ruolo principale), anche se l’ufficiale comparsa avviene nel sesto episodio della prima stagione. Una gag ricorrente riguarda il fatto che lo zio di Scooter, J.P Grosse, è il proprietario del teatro dei Muppet, è spesso sfruttato da suo nipote per ottenere ciò che vuole. Nel diciannovesimo episodio della quarta stagione, Scooter ha seguito un corso di corrispondenza leggendo un libro per diventare un supereroe. A volte, Scooter ha aiutato Miss Piggy nei suoi tentativi per far diventare Kermit romanticamente interessato a lei. Nel ventesimo episodio della terza stagione, Scooter ha venduto pass privati per il backstage di alcune fan di Sylvester Stallone. Questa azione fece arrabbiare Kermit. Nell’ottavo episodio della terza stagione, Scooter ha avuto il ruolo di dirigere lo show quando Kermit, accidentalmente, parte per un treno mentre lo spettacolo andava avanti. Scooter ha spesso interagito con Fozzie eseguendo insieme duetti musicali e sketch. Dopo il Muppet Show, Scooter fece apparizioni con ruoli minori nei film Ecco il film dei Muppet (1979), Giallo in casa Muppet (1981) e I Muppets alla conquista di Broadway (1984). Comunque, Scooter riebbe di nuovo un ruolo importante nella serie Muppet Babies, dove compare al suo fianco la sua sorella Skeeter (che non farà nessun’altra apparizione nelle produzioni Muppet). Negli anni ’90, dopo la morte del suo esecutore, Richard Hunt, Scooter uscì a far parte del cast dei Muppet e smise di comparire sullo schermo fino al 1999. Scooter iniziò a ricomparire a partire dal 1999 con il film I Muppets venuti dallo spazio, dove, però, ebbe solo brevi ruoli di lingua. Scooter ritorna ad essere un personaggio principale del cast con il film del 2011, I Muppet.

Fiat 128

Fiat 128 . La Fiat 128 è un’automobile prodotta dalla Fiat nello stabilimento di Rivalta di Torino (TO) tra il 1969 e il 1983 in Italia, e fino agli anni novanta in Sudamerica, Egitto e Jugoslavia. Il codice di progetto interno alla Fiat è X1/1. La Fiat 128 venne lanciata sul mercato nell’aprile 1969, inizialmente affiancando la vecchia Fiat 1100, per poi sostituirla. Prima vettura di serie con marchio FIAT a trazione anteriore, dopo anni di sperimentazione e collaudo delle soluzioni cinematiche sui modelli Autobianchi Primula, fu progettata dall’ing. Dante Giacosa (padre di tutti i modelli FIAT fino ai primi anni settanta), ed era considerata una vettura all’avanguardia. In quegli anni la configurazione tutto avanti era una soluzione poco diffusa in Italia e sino a quel momento osteggiata dai vertici FIAT, utilizzata da Lancia (sui modelli Flavia e Fulvia), dalle francesi Citroën, Peugeot, Panhard, Renault e SIMCA, dalle inglesi (Austin/Morris) o da alcuni costruttori tedeschi (allora) minori come Audi e DKW. La vera innovazione rispetto a quasi tutte le concorrenti pioniere della trazione anteriore fu il gruppo motore-trasmissione montato in posizione trasversale, con il cambio in linea a sinistra del motore, ciò che consente un ottimale sfruttamento dello spazio nell’abitacolo. Questo schema, oggi adottato da tutti i costruttori sulle piccole-medie trazioni anteriori, è significativamente chiamato “disposizione Giacosa”, dall’ingegnere italiano. La 128 è caratterizzata anche da altre scelte tecniche innovative: le sospensioni a quattro ruote indipendenti consistevano in uno schema McPherson all’avantreno e in una sospensione con balestra trasversale, con funzione anche di barra stabilizzatrice al retrotreno.L’interno è più improntato alla funzionalità che al lusso, con un cruscotto semplice e razionale, sedili rivestiti in finta pelle, finiture semplici e una notevole abitabilità interna, anche grazie all’assenza del tunnel centrale. Al debutto era disponibile una sola motorizzazione: un nuovo 4 cilindri in linea di 1116 cm³ da 55 CV, con albero a camme in testa azionato da cinghia dentata in gomma, che comandava direttamente le punterie senza interposizione di bilancieri. La velocità massima veniva dichiarata in circa 140 km/h. La linea, piuttosto spigolosa e priva di concessioni alla stravaganza, segue i dettami stilistici in voga all’epoca, già adottati dalla FIAT per i precedenti modelli “124” e “125”. La gamma iniziale prevedeva le versioni berlina 3 volumi a 4 o 2 porte e, sul corpo vettura di quest’ultima, anche la “Familiare” a 3 porte. La “128” ottenne subito un notevole successo di vendita in tutta Europa, anche aggiudicandosi il premio di Auto dell’anno nel 1970. Narra il designer Giorgetto Giugiaro che, recandosi a Wolfsburg per presentare i bozzetti del disegno della futura Golf, vide nel reparto progettazione Volkswagen una “128” completamente smontata; i tecnici tedeschi ritenevano infatti che la berlina Fiat fosse il miglior esempio di “auto medio piccola” moderna, alla quale ispirarsi per lo schema tecnico.Al momento del lancio la Fiat 128 si confrontava, nella sua categoria, con pochi modelli a trazione anteriore, Peugeot 204 e Simca 1100 (già con carrozzeria a portellone), rispetto alle quali offriva qualità di guida più moderne, mentre tecnicamente e dinamicamente surclassava le Ford Escort Mk1 e le Opel Kadett B, a trazione posteriore, motori ad aste e bilancieri, retrotreno ad assale rigido con balestre. Nel 1971 arrivarono le concorrenti Citroën GS e Alfasud entrambe di prezzo superiore ma con caratteristiche meccaniche sofisticate (sospensioni idropneumatiche per la GS, motori a cilindri contrapposti, 4 freni a disco). Tuttavia fu l’avvento della “Golf I” (1974), della Renault 14 del 1976 e della nuova generazione di medie a 2 volumi con portellone posteriore che resero la carrozzeria della 128 obsoleta. Nel 1978, con il lancio della Fiat Ritmo, la gamma della 128 fu semplificata mantenendo il solo allestimento CL con motore 1100; a metà del 1980 uscì di produzione anche la Panorama, mentre la berlina restò in vendita fino alla fine del 1983.

Asha Puthli

Asha Puthli. Asha Puthli (Bombay, 4 febbraio 1945) è una cantante e attrice indiana.   Conosciuta soprattutto per la sua partecipazione all’album Science Fiction del jazzista Ornette Coleman, la Puthli ha registrato dieci album da solista per etichette quali EMI, Sony e RCA. Vanta la collaborazione con alcuni dei più importanti produttori musicali tra cui Del Newman (che ha lavorato tra gli altri con Elton John e Cat Stevens) e Teo Macero (produttore di Miles Davis e Vernon Reid). È anche produttrice e scrittrice di testi musicali. In Italia è stata la vedette musicale  fissa del programma Non stop e super ospite al Festival di Sanremo 1978, cantando il suo successo The Devil Is Loose.

Ettore

Ettore . Ettore (nella versione originale in inglese Hector the Bulldog) è un  cane di razza Bulldog , ed è un personaggio minore delle serie animate Looney Tunes e Merrie Melodies della Warner Bros .  È presente in alcune puntate ed il suo ruolo è di proteggere su incarico della nonnina  Granny , il canarino Titti , infatti interviene più volte in aiuto dell’uccellino giallo salvandolo dalle fauci di  Gatto Silvetsro . Esso compare anche in Tom e Jerry , ma con un nome differente, Spike (o Killer).

Enzo Liberti

Enzo Liberti . Enzo Liberti, all’anagrafe Vincenzo (Roma, 20 aprile 1926 – Saint-Laurent-du-Var, 5 maggio 1986), è stato un attore, doppiatore e regista italiano, attivo in teatro, cinema e televisione per il quale è stato anche attivo in qualità di autore. Avviatosi inizialmente alla carriera di corriere diplomatico viene scoperto da Checco Durante in una serata in casa di amici comuni, dove intrattiene i presenti con imitazioni dei personaggi radiofonici famosi dell’epoca. Nel 1950 entra così a far parte della “Compagnia stabile del teatro di Roma”, che nello stesso anno ha trovato sede nell’antico Teatro Rossini di piazza Santa Chiara, dove conosce Leila Durante, che diventerà in seguito sua moglie. Si dedica quindi principalmente al genere dialettale  romano, nella compagnia del Teatro Rossini, assieme alla moglie Leila, al suocero Checco Durante e alla suocera Anita Durante. Si cimenta anche come autore di commedie e nella recitazione in italiano in compagnie di primo piano, accanto ad attori del calibro di Peppino De Filippo, Gino Cervi, Andreina Pagnani, Ernesto Calindri, Lauretta Masiero e molti altri. Nel 1954-55, dopo aver partecipato ad un primo film, cura la regia cinematografica di due film girati dagli attori della compagnia di Checco Durante, continuando in seguito come attore caratterista cinematografico. Nel 1954 inizia una lunga attività come doppiatore, solitamente per le cooperative ODI (da molto giovane), CID e CVD. Il timbro particolare della sua voce, squillante e profonda al tempo stesso, ne fa uno dei doppiatori più richiesti per la caratterizzazione di attori italiani o stranieri in genere robusti e/o corpulenti. Ma in tal senso ha al suo attivo un record, avendo doppiato una delle creature più gigantesche apparse sugli schermi, ovvero il mostro Godzilla nel film Godzilla contro i giganti. Sempre negli anni cinquanta inizia a recitare nella prosa televisiva Rai, dai cui schermi diventa effettivamente famoso solo a partire dal 1974, quando col varietà Tante scuse inizia la sua collaborazione con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini che continua fino alla scomparsa. Da tempo gravemente malato di cuore, muore all’età di 60 anni il 5 maggio 1986, mentre si trova nella clinica “Arnauld Tranck” di Saint-Laurent-du-Var, vicino Nizza, dove era stato sottoposto ad un intervento chirurgico cardiaco, nel periodo in cui si tengono le registrazioni della popolare trasmissione Zig Zag: numerose puntate con la sua presenza continueranno infatti ad andare in onda dopo la sua morte. Il suo amico Raimondo Vianello decide quindi di lì a breve di chiudere definitivamente il quiz per rispetto alla memoria del defunto. La salma fu riportata in Italia il successivo 7 maggio per i funerali che si sono tenuti il giorno seguente nella Basilica di San Lorenzo a Roma. Riposa nel Cimitero del Verano di Roma.

Serate Vintage

Serate Vintage . Si svolgono alla pizzeria il Volo ( a Caselle in provincia di Verona ). Ogni tanto le promuoviamo in questo blog perchè bene si sposano col carattere e umore che trovate qui. La piu’ bella musica di sempre…tutta in una sera.  Se vi è piaciuto La febbre del sabato sera, Grease , il periodo della discomusic , degli anni settanta e ottanta….e un po’ di latino e afro , ebbene queste sono le serate che fanno per voi. Tanto divertimento e ottima musica ( con l’ottimo cibo del Volo ). I protagonisti siete voi…e solamente Voi. Vi aspettiamo il 09-02-2019…per divertirci insieme.

Amaro Diesus

Amaro Diesus . Diesus è l’amaro del frate. Sia per l’inconfondibile forma della sua bottiglia, che per il tradizionale gusto dell’amaro, tipico dei liquori storicamente prodotti nei conventi. Un amaro tradizionale, frutto dell’infusione in vini pregiati ed erbe aromatiche quali china, genziana e timo. Diesus nasce negli anni Sessanta. Da sempre è uno dei prodotti di punta della Barbero 1891, azienda nata alla fine dell’Ottocento nel basso Piemonte, entrata a far parte del Gruppo Campari nel 2003. “L’amaro del frate” è uno dei primi claim pubblicitari diventato “d’uso comune” nell’Italia del dopoguerra.

La puntina

La puntina . La puntina è una sorta di spillo che si usa per attaccare provvisoriamente un foglio, generalmente di carta, a una superficie dura ma perforabile (legno, sughero, materiale plastico). È composta da un gambo, corto, appuntito e di una certa robustezza e una testa larga e appiattita, che consente di spingerla con le dita senza farsi male. Tre sono i nomi e le date a cui si fa risalire la nascita della puntina: Edwin Moore attorno al 1900, anno in cui fondò la Moore Push-Pin Company; Johann Kirsten, orologiaio di Lychen in Germania nel 1903 vendette i diritti a Otto Lindstedt, un uomo d’affari che ne ottenne il brevetto nel 1904; Heinrich Sachs, austriaco nel 1888. Il tipo più vecchio è quello ottenuto da un dischetto di ferro in cui viene ricavata la punta con un taglio a V, poi piegata ad angolo retto, questo modello ha il difetto di vedere piegata la punta se la forza applicata per farla penetrare non è perpendicolare al supporto. Un altro modello  è questo .  Un dischetto di metallo da cui sporgono tre piccole e corte punte, ricavate dal dischetto stesso tramite taglio e piegatura. Questa puntina ha un foro centrale e diametro di un centimetro circa. Veniva usata per applicare un foglio su tavolette, sul tecnigrafo o altri tavoli da disegno e tolta con un apposito leva-puntine. Oggi viene ampiamente sostituita dal nastro adesivo in carta. Molto comuni sono quelle in ottone, composte da un dischetto bombato e una punta di sezione circolare saldata alla testa. Spesso la testa ha un rivestimento colorato fatto con un foglio di plastica. La testa in plastica, sagomata con una certa altezza, permette una comoda presa, si usa qualora serva un rapido o frequente riposizionamento, a differenza delle puntine tradizionali che per essere tolte devono essere scalzate con l’uso di un tagliacarte, coltello o con le unghie.

Ciro Sebastianelli

Ciro Sebastianelli . Ciro Sebastianelli, pseudonimo di Gilberto Sebastianelli  (Napoli, 11 settembre 1950 – Milano, 14 febbraio 2009), è stato un cantautore italiano. Debutta sulle scene musicali nel 1973 con il singolo Capelli di seta, ma è due anni dopo con il singolo Vattenne, scritto con Ermanno Capelli ed Oscar Avogadro, che ottiene un discreto successo. L’anno dopo esce Laura, la canzone più votata al Disconeve. La vecchia casa discografica si affretterà a ripubblicare il singolo Capelli di seta accreditandolo a Ciro Sebastianelli. Nel 1978 partecipa al Festival di Sanremo, arrivando ad un punto di differenza dal podio, composto da Matia Bazar, Anna Oxa e Rino Gaetano, con Il buio e tu, primo brano in un misto di lingua italiana e napoletano, ripreso a tutt’oggi da altri artisti. Lo stesso anno pubblica anche il suo primo album Il buio e….! L’anno successivo si ripresenta al Festival di Sanremo con Ciao Barbarella. Segue il singolo Marta, Marta, che partecipa al Festivalbar 1980, riscuotendo un buon successo di pubblico. Con la canzone Tenerezza ha partecipato alla manifestazione canora Azzurro di Vittorio Salvetti. Ha composto brani anche per altri cantanti, fra i quali Loredana Bertè ed il duo olandese Mouth & MacNeal (Ah l’amore, scritta con Ermanno Capelli, finalista al Festival di Sanremo 1974 ed ai primi posti nelle classifiche europee), ed ha pubblicato altri suoi brani fra i quali Rubami, composto con Cristiano Malgioglio, una rielaborazione in chiave moderna dello storico brano Signorinella, la canzone Ischia faje sunnà, con la quale ha partecipato ad un festival internazionale in Olanda, oltre ad aver pubblicato vari 45 giri ed LP. Fra i brani da lui composti con Ermanno Capelli e da lui incisi si possono ricordare Tra sogno e realtà, Madre del vento, L’uomo bambino, Vorrei essere io, Lasciati andare, Ti vestivi di stelle. Negli anni ottanta interpreta quale protagonista il film dossier Apocalisse di un terremoto, una storia d’amore che documenta i danni del terremoto dell’Irpinia del 1980, che ha destato interesse anche all’estero, in particolare in Canada. In seguito è stato acquisito dalla Cineteca Vaticana. Nel 2000 è uscita su CD la raccolta Ciro Sebastianelli. Nel novembre 2007 la Warner Music per Ala Bianca ha pubblicato il CD Il mio amico Roberto Murolo, il cui brano di punta E canto, supportato da videoclip, è interpretato in duetto con lo stesso Roberto Murolo. Subito dopo, è uscito il DVD Ritratto inedito del mio amico Roberto Murolo (AlaBianca): un filmato unico per l’eccezionalità delle immagini, raccolte negli ultimi anni di vita (e non solo) del maestro,  dal cantautore Ciro Sebastianelli, e contenente, oltre il videoclip del brano E Canto, altre canzoni, dialoghi e testimonianze. È morto il 14 febbraio 2009 all’Ospedale San Raffaele di Milano, presso il quale era stato sottoposto a un intervento chirurgico.