Lamu’

Lamu’ . Lamù (ラム Ramu?) è un personaggio immaginario e la coprotagonista della serie manga e anime Lamù, creata da Rumiko Takahashi.Rumiko Takahashi le aveva riservato un ruolo marginale. Il vero protagonista della serie, infatti, è Ataru Moroboshi e Lamù doveva essere solo un comprimario. Nel primo capitolo del manga Una buona preda, Lamù riscosse un enorme successo tra i fan della Takahashi che, dopo aver visto che il personaggio della ragazza aliena non era presente nel secondo capitolo del manga Un povero diavolo, ne chiesero insistentemente il ritorno nella serie. Dal terzo capitolo del manga Lamù diventa una presenza fissa, assumendo il ruolo di co-protagonista insieme ad Ataru e divenendo in seguito uno dei personaggi più amati e rappresentativi dell’animazione giapponese.  Lamù è una ragazza molto bella e decisamente sensuale. Secondo qualche fonte è alta 1,60 m e le sue misure di seno, vita e fianchi sono 84-56-85. I suoi occhi sono blu cobalto e leggermente truccati da un ombretto azzurro. Nel manga i suoi lunghi capelli sono di un colore indefinito, simile a quello prodotto dalla luce riflessa da un cd. Nell’anime, per semplificare il compito dei disegnatori, la chioma della giovane aliena assume un colore verde marino o, raramente, blu. Solitamente indossa un succinto bikini tigrato e degli stivali al ginocchio, anche questi tigrati. Nelle prime storie l’aliena si dimostra come capricciosa e ostinata, fonte di ogni tipo di guai per il povero Ataru (che ama perdutamente), per poi divenire un personaggio molto più ingenuo e sensibile, capace di slanci di tenerezza e di sincera amicizia. Sa essere molto violenta e soffre di una gelosia mortale quando Ataru si mette a corteggiare le altre ragazze, fulminandolo con il suo terribile elettroshock. Del resto Lamù è solitamente tranquilla, socievole, allegra e fedele in amore. Lamù è un’aliena proveniente dal pianeta Oniboshi (stella malvagia) popolato da Oni. Come tutti i suoi simili ha delle caratteristiche fisiche particolari: canini aguzzi, orecchie a punta e due cornini posti all’altezza delle tempie. Lamù è in grado di volare (caratteristica ereditata dal padre) e può lanciare scariche elettriche fino a 3.000 volt di potenza (come sua madre); il suo unico punto debole sembra essere l’aglio, soltanto l’odore  rischia di soffocarla. Gli umeboshi hanno su di lei un effetto simile a quello che l’alcol ha sugli esseri umani, basta che ne mangi uno solo per diventare completamente brilla. Lamù non è una brava cuoca e mangia cibi estremamente piccanti; è invece molto abile nel realizzare marchingegni che, grazie alla tecnologia aliena, le consentono di risolvere situazioni impossibili per gli esseri umani. Lamù giunge sulla Terra quando gli Oni decidono di conquistare il pianeta. Gli alieni, tuttavia, concedono agli umani una possibilità di salvarsi: se uno dei loro rappresentanti estratto a sorte tra tutti i terrestri (Ataru) riuscirà ad afferrare il loro rappresentante (Lamù) rinunceranno ai loro propositi di invasione. La gara viene vinta da Ataru che, per la gioia, grida al mondo che finalmente potrà sposarsi. Le parole del ragazzo sono per Shinobu, la sua fidanzata, ma Lamù crede che siano rivolte a lei e che Ataru voglia sposarla. A seguito di questo malinteso Lamù inizia a comportarsi come se fosse la moglie di Ataru e si trasferisce in casa Moroboshi a tempo indeterminato; soprattutto nei primi episodi la vita del ragazzo viene sconvolta dal carattere invadente e ostinato dell’aliena. Lamù, nonostante l’involontaria dichiarazione che le ha fatto Ataru, è sinceramente innamorata di lui. Il ragazzo però preferisce corteggiare altre donne trascurando Lamù che, di fatto, è l’unica che lo apprezza. Ataru, nonostante il suo atteggiamento scontroso nei confronti di Lamù, dimostrerà in più occasioni di ricambiare l’amore dell’aliena pur senza mai riuscire a dichiarare apertamente i suoi sentimenti. Lamù, dal canto suo, pare accettare il comportamento di Ataru ed il fatto che lui tenti sempre di conquistare altre donne: nell’episodio Mondi paralleli Lamù si ritrova in dimensioni spazio-temporali diverse che propongono futuri alternativi. In una di queste Ataru dichiara apertamente di amarla ed è molto premuroso nei suoi confronti; la ragazza, nonostante la situazione a lei favorevole, si rende conto di trovarsi in una dimensione che non è quella reale e abbandona questo futuro alternativo per tornare alla realtà in cui Ataru è un libertino incallito. Lamù è amorevole e premurosa nei confronti di Ataru, che chiama con l’appellativo di tesoruccio o, più raramente, amoruccio (nell’adattamento italiano; la versione originale del soprannome di Ataru è darling). La Takahashi ha dichiarato di essersi ispirata al telefilm americano Vita da strega per la storia di Urusei Yatsura: nel telefilm Samantha, una strega apparsa improvvisamente sulla Terra, sposa un umano di nome Darrin Stevens. La parola inglese darling (usata da Samantha per chiamare il marito) in katakana si scrive dārin (ダーリン?), termine che viene usato da Lamù con Ataru. Proprio a causa del carattere di Ataru , Lamù è estremamente gelosa nei suoi confronti. Spesso infligge al suo amato punizioni corporali (soprattutto le sue dolorose scariche elettriche) o mette in campo strategie macchinose e meschine per controllare Ataru e prevenire eventuali tradimenti da parte sua. Con gli altri protagonisti Lamù è solitamente molto tranquilla e socievole, con una ingenuità molto infantile. Si arrabbia soltanto quando qualcuno tratta male Ataru, riservando al malcapitato di turno — chiunque esso sia, anche il cuginetto Ten — lo stesso trattamento destinato ad Ataru quando fa il farfallone. Nel corso della storia Lamù, per tenere sotto controllo Ataru, si iscrive al liceo Tomobiki nella stessa classe frequentata dal ragazzo e diviene ben presto l’oggetto del desiderio dei compagni di classe. Nella versione originale dell’anime Lamù si riferisce a se stessa con il termine “uchi” (うち?), e termina le sue frasi con la parola “~daccha” (~だっちゃ?). Questa parola, considerata a sé stante, significa “sì”; il fatto di aggiungerla al termine delle frasi è tipico delle adolescenti ed enfatizza i connotati kawaii del personaggio. Il nome “Lum” è un omaggio ad Agnes Lum, una Gravure idol molto popolare in Giappone fra la seconda metà degli anni settanta ed i primi anni ottanta alla quale la Takahashi si è ispirata per creare il personaggio di Lamù. Lum è anche una variante del soprannome dell’autrice (Rum): in giapponese il suono delle lettere “R” e “L” è intercambiabile e questo rende possibile la scrittura del nome usando entrambe le grafie.Nella versione italiana del manga e della serie televisiva non è stata adottata la translitterazione Lum, ma Lamù.

Il Dufono della Ducati

Il Dufono della Ducati. Il Dufono della Ducati è l’avo delle moderne teleconferenze. Realizzato nel 1935 dall’azienda bolognese (all’epoca si chiamava “Società Scientifica Radio Brevetti Ducati”), questo piccolo oggetto – definito “sistema altoparlante per intercomunicazioni” – così veniva descritto dalle brochure pubblicitarie di quegli anni: «Un Dufono sul vostro tavolo vi consentirà di parlare con tutti i vostri collaboratori. La vostra voce verrà riprodotta con intensità naturale in qualsiasi altro ambiente del vostro ufficio, o della vostra azienda. I vostri collaboratori potranno, nello stesso modo, comunicare con voi. Le comunicazioni a viva voce, mediante il Dufono, renderanno più rapido ed efficiente il vostro lavoro». Del resto, Adriano Ducati, figlio del fondatore dell’azienda nonché pioniere delle trasmissioni radiofoniche, aveva già realizzato il primo stabile collegamento radio fra Italia e Usa e la prima connessione simultanea fra i cinque continenti. Il Dufono era, quindi, un graziosissimo e utilissimo gioco da ragazzi.

Miss Piggy

Miss Piggy . Miss Piggy è un personaggio dei Muppet interpretato principalmente da Frank Oz nel Muppet Show. Nel 2001, Eric Jacobson ha iniziato a ricoprirne il ruolo, anche se Oz non ha mai ufficializzato il suo abbandono fino al 2002. È una maialina convinta di essere destinata alla celebrità. Si presenta come essenza del fascino femminile, ma può diventare molto violenta ogni volta che pensa di essere stata insultata o ostacolata. Miss Piggy ama Kermit, e lo ha sempre soffocato di baci, ma quando viene irritata, lo colpisce con un colpo di karate mettendolo al tappeto. Frequenta corsi di Karate ed ha un barboncino di nome Foo-Foo. La prima apparizione conosciuta di Miss Piggy avviene nella presenza speciale dei Muppet nello speciale televisivo di Herb Alpert: Herb Alpert & The Tijuana Brass, in onda il 13 ottobre 1974, su ABC. In quella apparizione, la voce di Miss Piggy era notevolmente più nasale e stridula ed al posto di Frank Oz, il suo esecutore è stato Jerry Nelson. Successivamente, Piggy comparve nel pilota del Muppet Show intitolato The Muppet Show: Sex and Violence andato in onda su ABC nel 1975 dove aveva occhietti neri luccicanti ed una voce squillante eseguita da Eren Ozker. Con l’inizio del Muppet Show nel 1976, Miss Piggy comparve con un aspetto più familiare: aveva grossi occhi azzurri, un abito bianco e con il trascorrere della serie iniziò ad accanirsi su Kermit, l’amore della sua vita. Miss Piggy è iniziata ad apparire nel Muppet Show come un personaggio minore, ma a poco a poco si sviluppò diventando uno dei personaggi principali dello spettacolo. Nei primi episodi della prima stagione del Muppet Show, l’esecutore principale di Piggy era Richard Hunt (dandole una voce più calda), e Frank Oz si esibiva solo occasionalmente. Intorno alla metà della prima stagione, Frank Oz diventa l’esecutore di Piggy a tempo pieno.

Peppino Mazzullo

Peppino Mazzullo. Peppino Mazzullo (Santo Stefano di Briga, 6 giugno 1926) è un attore e doppiatore italiano, noto per aver dato la propria voce al personaggio televisivo Topo Gigio. Ha iniziato giovanissimo la sua carriera artistica nel Teatro Auditorium San Gaetano in Santo Stefano di Briga, villaggio della città di Messina, sua città natale, sotto la direzione artistica del suo compaesano Placido Andriolo, che ne fece il suo primo attore scrivendo anche dei monologhi appositamente per lui. Grazie alla recitazione di uno di questi monologhi ottenne una borsa di studio e poté frequentare, tra il 1947 e il 1950, l’Accademia d’arte cinematografica a Roma e l’Accademia d’arte drammatica a Milano. Dal 1950 ha iniziato la carriera teatrale con la compagnia di Guglielmo Della Seta e con la compagnia di prosa della Rai. È stato primo attore presso alcuni teatri milanesi, fra i quali l’Angelicum da cui veniva irradiata la trasmissione Le avventure di Pinocchio. Negli anni cinquanta ha fatto parte della compagnia di Enzo Ferrieri. Ha raggiunto una grande notorietà dando la propria voce al personaggio di Topo Gigio dal 1961, continuando ininterrottamente fino al 2006. Si narra che tale voce sia stata ispirata da quella, reale, di un suo amico d’infanzia. Oltre alle sue performance vocali, si ricordano anche le partecipazioni di Mazzullo agli spettacoli dello Zecchino d’Oro degli anni Sessanta, nell’interpretazione del personaggio di Richetto, lo scolaro eternamente bocciato.Nel 2004 Peppino Mazzullo, tornato a vivere a Santo Stefano di Briga, ha fondato il Piccolissimo Teatro di Messina, all’interno del quale dirige tuttora la Scuola di teatro comico e drammatico. Nel luglio 2008 ha vinto il premio Leggio d’oro voce cartoon alla quinta edizione del Leggio d’oro. Inoltre nel 2011 gli viene conferito il Premio alla voce dei ricordi durante l’ottava edizione.

Help Me, Rhonda

Help Me, Rhonda. Help Me, Rhonda (originariamente pubblicata come Help Me, Ronda) è un brano musicale composto da Brian Wilson e Mike Love per i Beach Boys. Nel marzo 1965 la traccia venne inserita nell’album The Beach Boys Today! Una seconda versione del brano, con un arrangiamento significativamente differente, fu successivamente pubblicata su singolo con il titolo Help Me, Rhonda. Il 45 giri raggiunse la vetta della classifica negli Stati Uniti, secondo singolo dei Beach Boys a raggiungere tale risultato dopo I Get Around nel 1964. La versione del singolo venne infine inserita come traccia nell’album Summer Days (And Summer Nights!!) del giugno 1965. Il testo di Help Me, Rhonda narra la storia di un uomo innamorato di una donna che lo ha abbandonato per un altro, e che prega una ragazza di nome Rhonda di aiutarlo a dimenticare. Prima di un concerto al Merriweather Post Pavilion nel 2012, Brian Wilson rivelò che “Rhonda” non era una persona reale ma un personaggio inventato appositamente per la canzone.La versione originale venne registrata negli studi United Western Recorders di Hollywood nei giorni 8 e 19 gennaio 1965, con Chuck Britz tecnico del suono e Brian Wilson alla produzione. La traccia strumentale vedeva la presenza di Carl Wilson, e dei membri della The Wrecking Crew: Bill Pitman, e Glen Campbell alle chitarre, Billy Strange all’ukulele, Ray Pohlman al basso, Leon Russell al pianoforte, Hal Blaine a batteria e cimbali, Billy Lee Riley all’armonica a bocca, Steve Douglas e Plas Johnson al sax tenore, e Jay Migliori al sax baritono. Al Jardine canta come solista con cori da parte di Carl, Dennis e Brian Wilson, e Mike Love. La traccia dura più di 3 minuti senza assolo di chitarra, finale in dissolvenza, e, una breve introduzione all’ukulele. La prima seduta d’incisione fu interrotta dal padre ubriaco dei fratelli Wilson, Murry, che criticò l’entusiasmo della band. Le sue critiche furono motivo di lite con Brian; il quale urlando improperi si tolse le cuffie e affrontò il genitore. Poco tempo dopo, Murry lasciò lo studio e i Beach Boys continuarono a registrare. La registrazione della lite in studio esiste ancora e circola tra i cultori del gruppo sotto forma di bootleg.Help Me, Ronda non era stata composta per essere un singolo, ma la band si accorse che le radio la suonavano spesso, così Brian decise di rimettere mano alla canzone modificandone l’arrangiamento per renderla ancora più commerciale. Con il titolo modificato in Help Me, Rhonda, il brano venne ri-registrato agli studi Universal e Radio Recorders di Hollywood il 24 febbraio 1965, ancora con Britz e Brian produttore. In questa versione compaiono Hal Blaine alla batteria e Carol Kaye al basso. I Beach Boys che suonarono nella traccia strumentale furono Carl (chitarra) e Brian (pianoforte acustico e organo Hammond B-3). La versione singolo è sempre cantata da Al Jardine con l’accompagnamento di Carl, Dennis e Brian Wilson, e Mike Love. È leggermente più veloce, e ha qualche verso cambiato (ruined our plans modificato in shattered our plans).

(I Can’t Get No) Satisfaction

(I Can’t Get No) Satisfaction. (I Can’t Get No) Satisfaction è un singolo dei Rolling Stones, scritto da Mick Jagger e Keith Richards e prodotto da Andrew Loog Oldham. La rivista Rolling Stone l’ha collocata alla seconda posizione nella “Lista delle 500 migliori canzoni”, mentre VH1 l’ha posizionata in vetta alla classifica delle “100 più grandi canzoni Rock & Roll”. Nel 2006 è stata aggiunta dalla Biblioteca del Congresso nel National Recording Registry. Il riff di chitarra del brano è uno dei più celebri della storia del rock, insieme a quello di Smoke on the Water dei Deep Purple e quello di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin. La canzone è stata pubblicata come singolo per la prima volta negli Stati Uniti nel giugno 1965, estratta dall’album dei Rolling Stones Out of Our Heads, pubblicato nel luglio dello stesso anno. Satisfaction fu un successo senza precedenti, portando il gruppo per la prima volta in vetta alla Billboard Hot 100 per quattro settimane, alla Official Singles Chart per due settimane, in Norvegia per cinque settimane, nei Paesi Bassi per otto settimane, in Austria per due settimane ed in Germania per sei settimane. In Europa la canzone fu inizialmente trasmessa solo da alcune emittenti pirata, perché quelle ufficiali ritenevano il testo del brano troppo sessualmente esplicito. Uscì ufficialmente soltanto ad agosto, ma non venne inserita in Out of Our Heads, dato che all’epoca non era consuetudine inserire negli album tracce pubblicate in precedenza. Il testo del brano è un inno all’insoddisfazione giovanile e si dichiara apertamente contro il consumismo, cosa che fece percepire la canzone come un attacco allo status quo sociale dell’epoca. All’inizio Otis Redding, The Residents e Devo, ma anche Britney Spears, Gloria Trevi, Tritons, Alejandra Guzmán, Vanilla Ice e Cat Power l’hanno reinterpretata. Keith Richards registrò la versione grezza del celebre riff di chitarra di Satisfaction in una stanza di hotel. Il riff gli era venuto in mente al risveglio dopo una dormita. Il chitarrista accese un registratore portatile e lo incise su nastro prima di riaddormentarsi. La mattina seguente, Richards riascoltò il nastro e notò come ci fossero circa due minuti di chitarra acustica seguiti poi dal rumore del suo russare per i successivi quaranta minuti prima della fine del nastro. I Rolling Stones registrarono il brano il 10 maggio 1965 ai Chess Studios di Chicago,in una versione con Brian Jones all’armonica. Il gruppo registrò nuovamente in seguito la traccia due giorni dopo agli RCA Studios di Hollywood, con un ritmo differente e con un effetto distorsione sul riff di chitarra principale ottenuto per mezzo di un fuzzbox. Richards avrebbe voluto reincidere ancora la traccia con una sezione fiati a ripetere il riff principale poiché aveva immaginato la canzone come un pezzo alla Otis Redding, ma gli altri Stones, e il manager Andrew Loog Oldham insistettero per mantenere la versione chitarristica che inoltre venne selezionata come nuovo singolo della band, nonostante il parere contrario di Richards.

Scooter ( Muppet )

Scooter ( Muppet ) . Scooter  funge da “tuttofare” nelle dietro le quinte del Muppet Show, ed è uno dei principali personaggi dei Muppet, apparso fin dal primo episodio prodotto fino all’ultimo.Scooter compare quasi esclusivamente nel backstage con ruoli principali. Anche se di tanto in tanto ha eseguito numeri sul palco. Dalla quinta alla quarta stagione, Scooter è apparsoi prima della sigla dove ha il ruolo di avvisare l’ospite speciale che lo show sta per iniziare. Lui ha anche una sorella di nome Skeeter. Scooter è un giovane vago umanoide dalla pelle arancione e da un grande naso. Ha anche un paio di occhiali con occhi inglobati nelle lenti. Ha capelli di lana e indossa sempre una giacca verde lucida, con su scritto sul retro “The Muppet Show”. La prima apparizione di Scooter risale già al primo episodio del Muppet Show (dove ha già il ruolo principale), anche se l’ufficiale comparsa avviene nel sesto episodio della prima stagione. Una gag ricorrente riguarda il fatto che lo zio di Scooter, J.P Grosse, è il proprietario del teatro dei Muppet, è spesso sfruttato da suo nipote per ottenere ciò che vuole. Nel diciannovesimo episodio della quarta stagione, Scooter ha seguito un corso di corrispondenza leggendo un libro per diventare un supereroe. A volte, Scooter ha aiutato Miss Piggy nei suoi tentativi per far diventare Kermit romanticamente interessato a lei. Nel ventesimo episodio della terza stagione, Scooter ha venduto pass privati per il backstage di alcune fan di Sylvester Stallone. Questa azione fece arrabbiare Kermit. Nell’ottavo episodio della terza stagione, Scooter ha avuto il ruolo di dirigere lo show quando Kermit, accidentalmente, parte per un treno mentre lo spettacolo andava avanti. Scooter ha spesso interagito con Fozzie eseguendo insieme duetti musicali e sketch. Dopo il Muppet Show, Scooter fece apparizioni con ruoli minori nei film Ecco il film dei Muppet (1979), Giallo in casa Muppet (1981) e I Muppets alla conquista di Broadway (1984). Comunque, Scooter riebbe di nuovo un ruolo importante nella serie Muppet Babies, dove compare al suo fianco la sua sorella Skeeter (che non farà nessun’altra apparizione nelle produzioni Muppet). Negli anni ’90, dopo la morte del suo esecutore, Richard Hunt, Scooter uscì a far parte del cast dei Muppet e smise di comparire sullo schermo fino al 1999. Scooter iniziò a ricomparire a partire dal 1999 con il film I Muppets venuti dallo spazio, dove, però, ebbe solo brevi ruoli di lingua. Scooter ritorna ad essere un personaggio principale del cast con il film del 2011, I Muppet.

Fabrizia Carminati

Fabrizia Carminati.  Fabrizia Carminati (Bergamo, 16 dicembre 1955) è un’annunciatrice televisiva e conduttrice televisiva italiana attiva per le reti Fininvest negli anni ottanta. Ha esordito in televisione nel 1979 come valletta di Mike Bongiorno nel primo quiz da lui condotto su una tv privata, I sogni nel cassetto, trasmesso da Telemilano (che dal 1980 divenne Canale 5). Dal 1981, sempre al fianco di Bongiorno ha partecipato alla trasmissione quotidiana del mattino Bis, che abbandonò nel 1983 per affiancare Stefano Santospago (poi sostituito da Marco Columbro e infine da Umberto Smaila e i Gatti di Vicolo Miracoli) nel quiz musicale Help!. Nell’estate del 1984 ha affiancato nuovamente Bongiorno, insieme a Fiorella Pierobon, nello spettacolo musicale Incontri d’estate.Nello stesso periodo è stata inoltre una delle giovani signorine buonasera con le quali Canale 5, Italia 1 e Rete 4, sul modello allora in voga della Rai, annunciavano i programmi in palinsesto. Appariva inoltre in diversi sketch nei contenitori di cartoni animati delle reti Fininvest, e con ruoli minori in altre trasmissioni televisive come Premiatissima in qualità di “Miss Fortuna” (curava lo spazio dedicato alle estrazioni per un concorso a premi) e Zodiaco (interpretava il segno del “Sagittario”).Nel 1986 ha interpretato una parte nel film per la televisione diretto da Bruno Corbucci Le volpi della notte, con Viola Valentino (Anna) e Pamela Prati (Miriam), nel ruolo di Elena, giovane e attraente agente speciale della questura di Roma. Nella stagione successiva, 1986/1987, ha fatto parte del cast di Un fantastico tragico venerdì, varietà di prima serata di Rete 4 condotto da Paolo Villaggio e Carmen Russo.Nel 1990 è passata in RAI dove ha affiancato Raffaella Carrà nella prima edizione di Ricomincio da due – Weekend con Raffaella in onda su Raidue, curandone i collegamenti esterni, mentre l’anno successivo è stata nel cast della trasmissione del venerdì sera di Telemontecarlo Settimo squillo, condotto da Remo Girone e Paola Perego. In seguito, tornata in Mediaset, è diventata inviata per il programma di Rete 4 Buon pomeriggio, condotto da Patrizia Rossetti.Nel 1994 ha collaborato con Telenorba, per la quale ha condotto il contenitore quotidiano Piazza d’uomo insieme a Ettore Andenna e Daniela Rocco.Successivamente si è candidata in politica per Forza Italia alle elezioni europee del 2004, senza però essere eletta.Dopo anni di assenza dal piccolo schermo è apparsa come ospite, nella primavera del 2007, in una puntata di Quelli che… il calcio (Rai 2), mentre nell’estate successiva è stata il personaggio misterioso in una puntata di Cultura moderna (Canale 5).Nel 2007 ha dichiarato d’aver avuto all’inizio degli anni ottanta una breve relazione amorosa con il suo editore del tempo, Silvio Berlusconi.

Fiat 128

Fiat 128 . La Fiat 128 è un’automobile prodotta dalla Fiat nello stabilimento di Rivalta di Torino (TO) tra il 1969 e il 1983 in Italia, e fino agli anni novanta in Sudamerica, Egitto e Jugoslavia. Il codice di progetto interno alla Fiat è X1/1. La Fiat 128 venne lanciata sul mercato nell’aprile 1969, inizialmente affiancando la vecchia Fiat 1100, per poi sostituirla. Prima vettura di serie con marchio FIAT a trazione anteriore, dopo anni di sperimentazione e collaudo delle soluzioni cinematiche sui modelli Autobianchi Primula, fu progettata dall’ing. Dante Giacosa (padre di tutti i modelli FIAT fino ai primi anni settanta), ed era considerata una vettura all’avanguardia. In quegli anni la configurazione tutto avanti era una soluzione poco diffusa in Italia e sino a quel momento osteggiata dai vertici FIAT, utilizzata da Lancia (sui modelli Flavia e Fulvia), dalle francesi Citroën, Peugeot, Panhard, Renault e SIMCA, dalle inglesi (Austin/Morris) o da alcuni costruttori tedeschi (allora) minori come Audi e DKW. La vera innovazione rispetto a quasi tutte le concorrenti pioniere della trazione anteriore fu il gruppo motore-trasmissione montato in posizione trasversale, con il cambio in linea a sinistra del motore, ciò che consente un ottimale sfruttamento dello spazio nell’abitacolo. Questo schema, oggi adottato da tutti i costruttori sulle piccole-medie trazioni anteriori, è significativamente chiamato “disposizione Giacosa”, dall’ingegnere italiano. La 128 è caratterizzata anche da altre scelte tecniche innovative: le sospensioni a quattro ruote indipendenti consistevano in uno schema McPherson all’avantreno e in una sospensione con balestra trasversale, con funzione anche di barra stabilizzatrice al retrotreno.L’interno è più improntato alla funzionalità che al lusso, con un cruscotto semplice e razionale, sedili rivestiti in finta pelle, finiture semplici e una notevole abitabilità interna, anche grazie all’assenza del tunnel centrale. Al debutto era disponibile una sola motorizzazione: un nuovo 4 cilindri in linea di 1116 cm³ da 55 CV, con albero a camme in testa azionato da cinghia dentata in gomma, che comandava direttamente le punterie senza interposizione di bilancieri. La velocità massima veniva dichiarata in circa 140 km/h. La linea, piuttosto spigolosa e priva di concessioni alla stravaganza, segue i dettami stilistici in voga all’epoca, già adottati dalla FIAT per i precedenti modelli “124” e “125”. La gamma iniziale prevedeva le versioni berlina 3 volumi a 4 o 2 porte e, sul corpo vettura di quest’ultima, anche la “Familiare” a 3 porte. La “128” ottenne subito un notevole successo di vendita in tutta Europa, anche aggiudicandosi il premio di Auto dell’anno nel 1970. Narra il designer Giorgetto Giugiaro che, recandosi a Wolfsburg per presentare i bozzetti del disegno della futura Golf, vide nel reparto progettazione Volkswagen una “128” completamente smontata; i tecnici tedeschi ritenevano infatti che la berlina Fiat fosse il miglior esempio di “auto medio piccola” moderna, alla quale ispirarsi per lo schema tecnico.Al momento del lancio la Fiat 128 si confrontava, nella sua categoria, con pochi modelli a trazione anteriore, Peugeot 204 e Simca 1100 (già con carrozzeria a portellone), rispetto alle quali offriva qualità di guida più moderne, mentre tecnicamente e dinamicamente surclassava le Ford Escort Mk1 e le Opel Kadett B, a trazione posteriore, motori ad aste e bilancieri, retrotreno ad assale rigido con balestre. Nel 1971 arrivarono le concorrenti Citroën GS e Alfasud entrambe di prezzo superiore ma con caratteristiche meccaniche sofisticate (sospensioni idropneumatiche per la GS, motori a cilindri contrapposti, 4 freni a disco). Tuttavia fu l’avvento della “Golf I” (1974), della Renault 14 del 1976 e della nuova generazione di medie a 2 volumi con portellone posteriore che resero la carrozzeria della 128 obsoleta. Nel 1978, con il lancio della Fiat Ritmo, la gamma della 128 fu semplificata mantenendo il solo allestimento CL con motore 1100; a metà del 1980 uscì di produzione anche la Panorama, mentre la berlina restò in vendita fino alla fine del 1983.

Asha Puthli

Asha Puthli. Asha Puthli (Bombay, 4 febbraio 1945) è una cantante e attrice indiana.   Conosciuta soprattutto per la sua partecipazione all’album Science Fiction del jazzista Ornette Coleman, la Puthli ha registrato dieci album da solista per etichette quali EMI, Sony e RCA. Vanta la collaborazione con alcuni dei più importanti produttori musicali tra cui Del Newman (che ha lavorato tra gli altri con Elton John e Cat Stevens) e Teo Macero (produttore di Miles Davis e Vernon Reid). È anche produttrice e scrittrice di testi musicali. In Italia è stata la vedette musicale  fissa del programma Non stop e super ospite al Festival di Sanremo 1978, cantando il suo successo The Devil Is Loose.