Plinio Fernando

Plinio Fernando . Plinio Fernando (Tunisi, 15 settembre 1947) è un attore e scultore italiano. È diventato noto presso il grande pubblico come interprete del personaggio di Mariangela Fantozzi, nella saga cinematografica di Fantozzi. Nato a Tunisi nel 1947 da genitori italiani, si trasferisce a Roma all’età di cinque anni. Si diploma come perito meccanico ma poi si interessa di teatro e si iscrive all’Accademia di recitazione Stanislavskij al Teatro Anfitrione, esordendo con due commedie dirette da Sergio Ammirata: Allegro… con cadavere e Pupi e pupe della malavita, in cui interpreta rispettivamente il comandante di un plotone di esecuzione e poi un gangster. In tale circostanza, all’età di 27 anni, viene avvistato per caso da persone che lo vogliono presentare a Luciano Salce. A tal proposito Fernando dirà: «Mi scelse il regista Luciano Salce, dopo che mi presentai a un provino in via Monte Zebio, qui a Roma. E Paolo Villaggio fu subito d’accordo.». Incomincia così la carriera da caratterista che lo vede diventare famoso per l’interpretazione di Mariangela, figlia brutta e imbranata del ragionier Ugo Fantozzi, il personaggio creato da Paolo Villaggio e portato per la prima volta al cinema da Salce. Il motivo per cui tale personaggio è stato interpretato da un uomo e non da una donna è proprio perché doveva avere un aspetto grottesco, sgraziato, scimmiesco. I film della serie Fantozzi sono dieci e Fernando prende parte ai primi otto. In tre di essi interpreta anche Uga, la nipote di Fantozzi, che Mariangela ha avuto dall’erotomane Loris Batacchi, in seguito adottata dal compagno Bongo. Nel 1993 in occasione dell’uscita nelle sale di Fantozzi in paradiso (ultimo film da lui interpretato) prende parte, insieme agli altri protagonisti, a una puntata speciale del Maurizio Costanzo Show dedicata a Fantozzi. Al di fuori della serie di Fantozzi ha recitato in altri tre film: Sturmtruppen, Sballato, gasato, completamente fuso e, in un cameo, Fracchia contro Dracula.A quarant’anni di distanza dal primo film, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre del 2015, tornano nelle sale cinematografiche (in versione restaurata) i primi due capitoli della saga fantozziana: ossia Fantozzi (1975) e Il secondo tragico Fantozzi (1976). L’uscita dei due film è stata presentata al Festival del Cinema di Roma, dove era presente assieme a Paolo Villaggio e ad Anna Mazzamauro. Nel 1994, dopo aver abbandonato il cinema, ha cominciato a cimentarsi nella pittura e scultura, formandosi con i maestri Roberto Cussino, Marina Gozzi e Luigi Diotallevi. Appassionato di Medioevo, nelle proprie sculture rappresenta teste di guerrieri, scene di combattimento e cavalli. Ha scolpito inoltre una raffigurazione della Sinagoga di Roma in oro zecchino, offerta poi al museo dello stesso Tempio Maggiore. Nel dicembre 2008 ha esposto alcune delle sue opere in una mostra alla galleria Fitel, in maggioranza nature morte e sculture di teste in terracotta, ricevendo critiche positive dalla storica e ceramista Giuliana Gardelli. Nel 2015 ha esposto ad Anzio, presso il Museo Civico Archeologico, la personale dal titolo “Inaspettate S-Combinazioni”.

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Alvaro Vitali

Alvaro Vitali. Alvaro Vitali (Roma, 3 febbraio 1950) è un attore e cabarettista italiano. Sfruttando la propria fisicità ha dato vita a un personaggio che, come altri attori del periodo come Lino Banfi, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, ha caratterizzato la commedia sexy italiana tra gli anni settanta e ottanta. Ancora studente, con una passione per il canto e il ballo, venne scoperto da Federico Fellini durante un provino. Nel 1969 il regista riminese lo fece esordire nel cinema con una piccola parte in Fellini Satyricon. Il regista lo volle in seguito ne I clowns (1971), Roma (1972) – dove interpreta un ballerino di tip-tap d’avanspettacolo – e in Amarcord (1973). La fama di Vitali è legata a doppio filo alla commedia sexy all’italiana, per anni vero e proprio fenomeno cinematografico commerciale. Dopo aver interpretato La poliziotta con Mariangela Melato, Vitali viene notato dal produttore Luciano Martino grazie a una gag con la pistola (dove sbaglia sistematicamente ogni colpo). Da quel momento Alvaro comincia a lavorare con la Dania film. A partire dalla seconda metà degli anni settanta, Vitali interpretò numerosi film, accompagnando attori protagonisti come Lino Banfi e Renzo Montagnani, per poi passare a dei ruoli di prima fila interpretando il personaggio di Pierino, eroe popolare delle barzellette, con Pierino contro tutti (1981) e Pierino colpisce ancora (1982), entrambi diretti da Marino Girolami, e in Pierino medico della Saub (1981) di Giuliano Carnimeo. Seguono una sorta di spin off della serie, ovvero film dove Vitali propone personaggi similari, Gian Burrasca, Giggi il bullo e Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento.  La stagione della commedia sexy durò poco e con essa terminò anche la fortuna dell’attore; nel 1990 il tentativo di rilanciarlo con un ulteriore film della serie Pierino torna a scuola, diretto da Mariano Laurenti si rivelò infatti un fallimento. Dopo un decennio di oblio, la figura di Vitali è stata rilanciata da Striscia la notizia dopo che, in un servizio che prendeva in giro una gaffe di Jean Todt, veniva paragonato l’allora direttore sportivo della Ferrari al personaggio di Pierino, sottolineandone la somiglianza fisica. Quando l’imitatore Dario Ballantini fece esordire la sua caricatura di Luca Cordero di Montezemolo nei suoi servizi, Antonio Ricci pensò di affiancargli proprio Vitali nei panni di Todt, facendolo tornare così sulle scene per il piccolo schermo. Sempre nelle gag di Striscia al fianco di Ballantini, ha imitato personaggi come la madre dell’avvocato Giulia Bongiorno e la principessa Marina Ricolfi Doria di Savoia nella trasmissione. Il personaggio di Pierino è stato utilizzato dal 2004 in poi da Vitali per le pubblicità del negozio di abbigliamento Mas destinate al circuito delle TV private di Roma e provincia. Nel 2006 ha partecipato alla terza edizione del reality La fattoria, ma dopo poche settimane ha dovuto abbandonare il reality show per il riacutizzarsi dell’asma, malattia di cui soffre. Separato con un figlio, vive a Roma con l’attuale compagna, la cantautrice Stefania Corona.

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Charles Monroe Schulz

Charles Monroe Schulz. Charles Monroe Schulz (Minneapolis, 26 novembre 1922 – Santa Rosa, 12 febbraio 2000) è stato un fumettista statunitense, conosciuto in tutto il mondo per aver creato le strisce dei Peanuts. Nasce a Minneapolis nel Minnesota, cresce a Saint Paul, figlio unico di Carl Schulz, originario della Germania, e Dena Halverson, proveniente dalla Norvegia. Fu lo zio che gli diede (al terzo giorno di vita) il soprannome “Sparky” dal cavallo Spark Plug del fumetto Barney Google di Billy DeBeck.Schulz amava disegnare e talvolta rappresentava il cane di famiglia, Spike, con particolari inusuali. Nel 1937, Schulz disegnò un’immagine di Spike e la spedì a Ripley’s Believe It or Not!; il disegno venne pubblicato da Robert Ripley con la didascalia “A hunting dog that eats pins, tacks and razor blades is owned by C. F. Schulz, St. Paul, Minn.” e “Drawn by ‘Sparky'”[3] (C.F. erano le iniziali di suo padre Carl Fred Schulz).Frequentò la scuola elementare Richards Gordon a St. Paul, saltando due semestri: in questo modo, quando frequentò la scuola superiore anni dopo, si trovò ad essere il più piccolo della classe.Alle superiori gli furono rifiutati dei disegni da pubblicare sull’annuario della scuola. Sessanta anni dopo, nell’atrio della stessa scuola è stata posta una statua alta un metro e ottanta che raffigura Snoopy. Dopo la morte della madre, nel 1943, fu arruolato nell’esercito e mandato a Camp Campbell in Kentucky. Due anni dopo fu mandato in Europa per combattere nella Seconda guerra mondiale. Dopo aver lasciato l’esercito nel 1945, lavorò come insegnante. Fu anche predicatore laico di una Chiesa protestante.La sua prima striscia a fumetti con cadenza regolare fu pubblicata nel 1947 dal St. Paul Pioneer Press, e si intitolava Li’l Folks. Anche il Saturday Evening Post accettò di pubblicare alcune vignette dei Li’l Folks. Fu in queste strisce che apparve per la prima volta Charlie Brown, così come un cane somigliante a Snoopy. Nel 1950 Schulz propose i suoi lavori alla United Features Syndicate, e i Peanuts furono pubblicati per la prima volta il 2 ottobre 1950. Per breve tempo disegnò anche una striscia ispirata allo sport chiamata It’s Only a Game (1957-1959), aiutato anche dal suo amico e già collaboratore per i Peanuts Jim Sasseville, ma la serie non prese piede e fu chiusa.Con l’andare degli anni, i Peanuts divennero uno dei fumetti più popolari di tutti i tempi. Parte della sua esperienza viene riflessa nei Peanuts attraverso le somiglianze con Charlie Brown, il personaggio principale; alcuni esempi:

anche il padre di Schulz era barbiere e sua madre casalinga

anche Schulz da piccolo aveva un cane (il suo cane Spike però era un pointer)

anche Schulz era timido e introverso

la ragazzina dai capelli rossi di Schulz era Donna Mae Johnson Wold (1929-2016), con cui aveva avuto una relazione. Schulz le chiese di sposarlo, ma lei rifiutò. Rimasero comunque sempre amici.Schulz, pur essendo un cristiano convinto, si sposò due volte: la prima volta nel 1951 con Joyce Halverson dalla quale ebbe cinque figli e divorziò nel 1972 ed, in seguito, con Jean Forsyth Clyde che sposò nel 1973 e con la quale visse il resto della vita. Il padre di Schulz morì nel 1966 mentre era andato a trovarlo, lo stesso anno in cui il suo studio in California bruciò in un incendio. Nel novembre 1999 Schulz ebbe un ictus; più tardi gli venne diagnosticato un cancro. A causa della chemioterapia e per il fatto che non riusciva a leggere o vedere con chiarezza, il 14 dicembre 1999 annunciò il suo ritiro, all’età di settantasette anni. Schulz morì il 12 febbraio 2000 a Santa Rosa in California a causa di un attacco cardiaco. Il giorno dopo fu pubblicata la sua ultima striscia, in cui lasciava a Snoopy il compito di congedarsi dai suoi lettori con queste parole:”Cari amici, ho avuto la fortuna di disegnare Charlie Brown e i suoi amici per quasi cinquant’anni. È stata la realizzazione del sogno che avevo fin da bambino. Purtroppo, però, ora non sono più in grado di mantenere il ritmo di lavoro richiesto da una striscia quotidiana. La mia famiglia non desidera che i Peanuts siano disegnati da qualcun altro, quindi annuncio il mio ritiro dall’attività. Sono grato per la lealtà dei miei collaboratori e per la meravigliosa amicizia e l’affetto espressi dai lettori della mia “striscia” in tutti questi anni. Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy… non potrò mai dimenticarli…!” . Schulz ha richiesto nel suo testamento che i personaggi dei Peanuts rimanessero genuini e che non si disegnassero nuove strisce basate sulle sue creature. Peanuts è stato pubblicato per quasi cinquant’anni praticamente senza interruzioni ed è apparso su 1600 quotidiani in 75 paesi. Fino ad oggi le sue volontà sono state rispettate, e le vecchie strisce continuano a essere ripubblicate su quotidiani e riviste. Il quotidiano londinese The Times lo ha ricordato, il 14 febbraio 2000, con un necrologio che terminava con la seguente frase: “Charles Schulz leaves a wife, two sons, three daughters, and a little round-headed boy with an extraordinary pet dog”. (“Charles Schulz lascia una moglie, due figli, tre figlie e un piccolo bambino dalla testa rotonda con uno straordinario cane”). Schulz è stato sepolto presso il cimitero di Pleasant Hills di Sebastopol, California.

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Vim Clorex

Vim Clorex. VIM CLOREX POLVERE . Polvere abrasiva per le pulizie generali. Esercita una forte azione pulente anche contro lo sporco più ostinato. particolarmente indicato per cucine e bagni. Detergente abrasivo in polvere per la pulizia di superfici dure, pentolame in alluminio, superfici in acciaio inox, sanitari e lavandini. VIM è un marchio che da oltre 100 anni è conosciuto da generazioni di consumatori sia in Italia che in Europa come sinonimo di qualità pulente e igienizzate. Per questo è nata VIM PROFESSIONAL con una linea di prodotti specializzata e studiata appositamente per venire incontro alle specifiche esigenze della clientela.

Tarzan boy

Tarzan boy.  Tarzan Boy è un singolo del gruppo musicale italiano Baltimora, pubblicato nell’aprile 1985 come primo estratto dal primo album in studio Living in the Background. Il ritornello del singolo allude melodicamente al noto urlo di Tarzan. Le strofe sono invece cantate in lingua inglese. Il singolo riscosse grande successo negli Stati Uniti d’America per l’uso che se n’è fatto nei primi anni novanta, in seguito ad una pubblicità promossa da Listerine. Il singolo fu rimasterizzato nel 1993 in una nuova versione per la colonna sonora dei film Tartarughe Ninja III del 1993 e Mai dire ninja del 1997 con Chris Farley. Un chiaro richiamo al brano è presente nel singolo “Nasty girl” del gruppo femminile “Destiny’s Child”.

I Got You (I Feel Good)

I Got You (I Feel Good). I Got You (I Feel Good) (in italiano:Io ti ho (Mi sento bene)), comunemente chiamata I Feel Good, è un popolare brano musicale di James Brown. Pubblicato come singolo nel 1965, è universalmente riconosciuto come uno dei suoi brani più conosciuti.  La canzone era stata originariamente registrata, con un testo ed una melodia praticamente identici, nel 1962 da Yvonne Fair con il titolo I Found You e pubblicata come singolo dalla King Records. La Fair era una delle coriste del gruppo di James Brown, ed aveva pubblicato diversi singoli prodotti da James Brown, benché non fosse mai riuscita ad entrare in classifica. James Brown rielaborò il testo e la musica di I Found You, e la pubblicò con il titolo ufficiale I Got You (I Feel Good). 99 singoli della carriera di James Brown entrarono nella Billboard Hot 100 (una cifra che lo rende secondo soltanto a Elvis Presley), e I Got You (I Feel Good) fu il singolo ad ottenere il miglior risultato commerciale, raggiungendo la terza posizione. La canzone invece raggiunse la vetta della Billboard R&B Chart, dove rimase per sei settimane, prendendo il posto di Papa’s Got a Brand New Bag, sempre di Brown, che era in vetta da otto settimane. La canzone è stata oggetto di numerose cover nel corso dei periodi successivi, e l’urlo di James Brown che si sente all’inizio ed alla fine del brano è stato campionato numerose volte, soprattutto in produzioni di genere hip hop e dance. Nel 2000, I Got You (I Feel Good) raggiunse la ventunesima posizione nella classifica 100 Greatest Songs in Rock and Roll e la settantacinquesima nella 100 Greatest Rock and Roll Dance Songs entrambe stilate dall’emittente VH1. Nel 2004 la canzone è stata posta 78esima della lista delle 500 migliori canzoni stilata dalla rivista Rolling Stone. I Got You (I Feel Good) è apparsa nella colonna sonora di decine di pellicole, incluse Il professore matto, Good Morning, Vietnam, Mamma, ho allagato la casa , Il dottor Dolittle, Boat Trip, Asterix e Obelix – Missione Cleopatra, K9, Garfield e Transformers, Mr. Jones. Inoltre il brano è apparso nelle serie televisive Tour of Duty, Gli amici di papà, Lost e nel cartone animato I Simpson.

Suzi Quatro

Suzi Quatro . Suzi Quatro (pseudonimo di Susan Kay Quattrocchio; Detroit, 3 giugno 1950) è una bassista, cantante e attrice statunitense. La Quatro è zia dell’attrice Sherilyn Fenn ed è considerata un’importante esponente femminile del glam rock, fenomeno musicale degli anni settanta.Suzi Quatro nasce da genitori cattolici, Art Quattrocchio (originario di Sulmona) ed Helén Szaniszlay, ungherese; è la penultima di tre sorelle e un fratello. La sua carriera inizia all’età di quattordici anni militando nei gruppi Pleasure Seekers e Cradle. Nel 1971 si trasferisce nel Regno Unito, chiamata dal produttore Mickie Most.La sua prima canzone, Rolling Stone, non ha molto successo eccetto in Portogallo dove arriva prima in classifica, ma il suo secondo singolo, Can the Can, raggiunge la prima posizione in tutte le classifiche europee e australiane. Seguono poco dopo altri tre grandi successi: 48 Crash, Daytona Demon e Devil Gate Drive. Non ottiene gli stessi risultati negli Stati Uniti, nonostante i tour di metà anni settanta siano sostenuti da Alice Cooper. La sua popolarità comincia a declinare nel 1975 in tutti i paesi a eccezione dell’Australia. Nel 1978 la sua canzone If You Can’t Give Me Love raggiunge i primi posti nelle classifiche britanniche e australiane e Stumblin’ In, un duetto registrato lo stesso anno con Chris Norman, arriva al quarto posto negli Stati Uniti. Entrambe le canzoni appaiono nell’album If You Knew Suzi. Nel 1985 Suzi Quatro collabora con Bronski Beat e con i membri del gruppo The Kinks, Eddie & the Hot Rods e Dr. Feelgood per una versione del classico Heroes di David Bowie prodotta da Mark Cunningham e realizzata nel 1986 per il documentario Children in Need della BBC. Suzi Quatro ha venduto oltre 45 milioni di dischi. Suzi Quatro ha intrapreso una parallela attività di attrice partecipando ad alcune serie televisive: appare in sette episodi del telefilm Happy Days, dove interpreta il personaggio di Leather Tuscadero, in un episodio di Hazzard e in un episodio de L’ispettore Barnaby (Concerto per un assassino). Suzi Quatro è stata sposata con il chitarrista Len Tuckey dal 1976 al 1992; la coppia ha due figli: Laura, nata nel 1982, e Richard Leonard, nato nel 1984. Si è risposata nel 1993 con Rainer Haas, un organizzatore di concerti tedesco.

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Giochi senza frontiere

Giochi senza frontiere .  Giochi senza frontiere (in francese Jeux sans frontières, in sigla JSF) era un programma televisivo prodotto dall’Unione Europea di Radiodiffusione (UER) e derivato dal programma francese Intervilles, a sua volta ispirato all’italiano Campanile sera. Nel Regno Unito andava in onda con il titolo It’s a Knockout (titolo anche del Campanile sera locale), mentre in tutti gli altri paesi era la traduzione fedele di quello francese. Il programma è andato in onda dal 1965 al 1982 e successivamente dal 1988 al 1999.L’idea del programma fu del presidente francese Charles de Gaulle, che voleva che i giovani francesi e tedeschi si incontrassero in un torneo di giochi allo scopo di rafforzare l’amicizia tra Francia e Germania. Nel 1965, tre francesi (Pedro Brime, Claude Savarit e Jean-Louis Marest) proposero l’idea dei giochi anche ad altri paesi europei. La prima edizione andò in onda nel 1965 e poi ogni estate ininterrottamente fino al 1982; dopo una sospensione di alcuni anni, il programma riprese nel 1988 e andò avanti fino al 1999. Essi erano una sorta di olimpiadi dove ogni nazione partecipante era rappresentata, in ogni puntata, da una diversa città o (più spesso) cittadina che sfidava in prove molto divertenti e bizzarre le città delle altre nazioni. In quasi tutte le edizioni ciascuna puntata veniva ospitata in una delle città partecipanti alla puntata stessa; nelle ultime quattro edizioni i giochi furono disputati in un’unica sede. Alla prima edizione parteciparono Belgio, Francia, Germania Ovest e Italia, e nel corso degli anni si avvicendarono in totale 20 nazioni. L’Italia è stata l’unica nazione che ha partecipato a tutte le edizioni estive della manifestazione che, inizialmente limitata a nazioni del Mercato Europeo Comune, Regno Unito (poi entratovi) e Svizzera, venne poi abbandonata da alcune di queste, sostituite da altre nazioni europee. Dal 1966 al 1982 gli arbitri ufficiali furono gli svizzeri Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi. Alla ripresa vi fu il belga Denis Pettiaux (già concorrente nel 1981 e 1988) affiancato prima da Bernard Galley poi da Carlo Pegoraro. In Italia il programma venne trasmesso, dall’inizio fino al 1982 (anno in cui terminò la prima serie), sul Secondo Programma, l’odierna Rai 2; dal 1971 al 1977 venne condotto da Giulio Marchetti e Rosanna Vaudetti e trasmesso a colori già dal 1973, nonostante la Rai non avesse ancora adottato ufficialmente il colore; con l’inizio del secondo ciclo, nel 1988, venne trasmesso su Rai 1. L’Italia ha vinto 4 volte: nel 1970, 1978, 1991 e 1999. Vennero disputate anche venti edizioni invernali, chiamate Giochi sotto l’albero e Questa pazza pazza neve. Il successo di Giochi senza frontiere superò qualsiasi previsione e risultò travolgente in tutta Europa. Nel 1977 una puntata di Giochi senza frontiere fece segnare un’audience di 17 milioni di spettatori, ma secondo alcune fonti  la trasmissione avrebbe toccato i venti milioni. Anche con la ripresa del 1988 il programma ebbe un notevole successo, nonostante il periodo estivo. Il gioco consisteva in una serie di prove che le nazioni dovevano affrontare per guadagnare punti. Nelle prove in cui le nazioni si sentivano più forti potevano giocare (in molte edizioni) il jolly, che faceva raddoppiare il punteggio totalizzato, mentre, a turno, saltavano una prova per giocare (se presente) il fil rouge, una prova speciale che ogni squadra doveva affrontare individualmente. Nella seconda serie, il gioco finale prevedeva punteggi raddoppiati. Nel 1988, 1989 e 1994 fu introdotta la “scommessa”: la squadra che non giocava puntava su un’altra, ottenendo così gli stessi suoi punti conteggiati ad esclusione dell’eventuale jolly (es. nella puntata di Roma nel 1994 il Portogallo scelse di puntare sull’Italia e avendo essa vinto 18 punti con il jolly, ne ricevette 9). Fino al 1995 la trasmissione è stata itinerante: in ogni edizione, ciascuna puntata veniva ospitata a rotazione da ognuna delle diverse nazioni partecipanti, cosicché di puntata in puntata i Giochi si svolgevano sempre in scenari diversi. Durante la seconda serie, la prima puntata di ogni edizione si tenne sempre in Italia, tranne il 1994 quando si partì dal Portogallo. Dal 1996 si è optato per una sede fissa: Torino nel 1996, Budapest nel 1997 (con finale però a Lisbona), Trento nel 1998, Isola di Capo Rizzuto nel 1999. Alla puntata finale di ogni edizione accedevano le squadre che per ciascuna nazione avevano ottenuto i risultati migliori nel corso delle puntate “eliminatorie”, indipendentemente dai punteggi. Ogni nazione era indicata con la rispettiva sigla automobilistica internazionale.

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Chevron

Chevron.  Chevron Corporation è un’azienda petrolifera statunitense costituita nel 1911 in California dalla dissoluzione del trust Standard Oil Company, prendendo il nome di Standard Oil of California. Il suo quartier generale si trova a San Ramon, in California, ed è attiva in più di 180 paesi del mondo. Dispone di importanti giacimenti petroliferi e di gas naturale, raffinerie di petrolio e petroliere. Ha un fatturato di 27.342 milioni di dollari. Nel 1983 occupò l’undicesimo posto tra le maggiori imprese industriali del mondo in economia di mercato. In dieci anni ottenne 1.590 milioni di dollari di utili e dà lavoro a 40.000 persone. Nel 1984 acquistò la proprietà della Gulf Oil Corporation per un importo di 13.400 milioni, in seguito si fuse con la Texaco, mantenendo la maggioranza del capitale azionario, e nel 2005 acquisì il controllo della Unocal Corporation. Nel 1987 occupava, per fatturato (26.015 milioni di dollari), il 23º posto tra le maggiori imprese industriali in economia di mercato, con una rete mondiale di oltre 4000 distributori.Nel 2009 ha raffinato 1,9 milioni di barili di petrolio al giorno, e venduto una media di 3,3 milioni di barili di prodotti raffinati al giorno. Le riserve di petrolio della società ammontavano nel 2009 a 8,3 miliardi di barili di petrolio oltre a 3,0 miliardi di barili in comproprietà. È proprietaria nel mondo di 16 raffinerie di petrolio. Dal 19 febbraio 2008 è entrata a far parte dell’indice Dow Jones.In Italia fu presente con una sua rete distributiva fino a fine anni ’80, quando venne ceduta alla ERG.

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The power of love

The power of love . The Power of Love è il terzo singolo estratto dall’album Welcome to the Pleasuredome dei Frankie Goes to Hollywood, pubblicato nel 1984. Scritta da Holly Johnson, Peter Gill, Mark O’Toole e Brian Nash, The Power of Love seguì i suoi due predecessori, Relax e Two Tribes, in cima alla classifica dei singoli del Regno Unito. Entrò anche nelle Top Ten in altri paesi europei, in Nuova Zelanda e in Canada. Dopo questo successo iniziale, il brano viene spesso considerato come canzone ‘natalizia’ sebbene non contenga nessun riferimento alla festa cristiana. Tuttavia il videoclip promozionale è una rappresentazione della natività, approfittando del periodo in cui uscì il singolo e il tema dell’amore universale, personificato nella figura di Cristo. Nella copertina del singolo è riprodotta l’Assunzione di Tiziano, dipinto del XVI secolo conservato a Venezia. Dopo la prima uscita, altre ristampe e/o remix della canzone sono entrate nella Top Ten UK in altre due occasioni, alla posizione numero 10 a natale del 1993 e al 6º posto nell’estate del 2000. The Power Of Love fu reincisa da Holly Johnson in qualità di solista nel 1999 e da Gabrielle Aplin nel 2012. La versione di Aplin raggiunse la posizione numero 1 nel Regno Unito, esattamente 28 anni dopo l’originale dei Frankie Goes To Hollywood. Anche gli Oomph hanno realizzato una cover nel 2006. Holly Johnson più tardi ricordò: “Ho sempre sentito The Power Of Love come il disco che mi avrebbe salvato la vita. C’è un aspetto biblico della sua spiritualità e passione, il fatto che l’amore è l’unica cosa che conta, alla fine”