Grease

Grease . Ci siamo gia’ occupati di Grease tempo fa, ma proprio in questi giorni ( 16-06 )  scade il quarantennale e mi sembrava giusto ricordare uno dei film piu’ amati di sempre.  Un film senza eta’…senza tempo ! Potrei rivederlo e rivederlo che non mi stancherei mai. Un Travolta reduce dal successio dell’anno precedente ( La febbre del sabato sera), una Newton John in piena ascesa come cantante pop-country. La miscela che ne deriva dal loro incontro…….è esplosiva. Una regia azzeccatissima : Randal Kleiser . Da ritmo…brio….velocita’ e ampio spazio all’improvvisazione dei singoli. Un altro regista non avrebbe potuto fare meglio. Le musiche sono un pezzo assolutamente forte del film : il singolo You’re the one that I want e’ nella top ten dei singoli piu’ venduti di sempre….Summer Nights e’ nella top ten.  La title track scritta da Barry Gibb ( Bee Gees ) e cantata da F.Valli..successo planetario. Un accompagnamento fantastico che sfocio’ in un doppio LP che vendette a dismisura. La trama e’ semplice e mai sopra le righe. Una trama…umana…di tutti i giorni..nella quale tutti potevano identificarsi.  Il grosso valore aggiunto fu dato senza dubbio dall’incredibile feeling che ebbe la coppia John-Olivia ( ancora oggi….amicissimi ). Un po’ tutti abbiamo amato la mitica Rydell School : e amare una scuola…poteva sembrare strano ! E poi’…l’angelo , interpretato dal grande Frankie Avalon….. e tanti personaggi azzeccatissimi ( dai T – Birds alle Pink ladies….da Eugene all’allenatore Calhoun …). Fu un successo enorme che a distanza di quaranta anni… mantiene la stessa freschezza . Io sono andato a vederlo al cinema…quaranta anni fa. Le cose vissute in prima persona… hanno sempre un sapore diverso. Un gran film , dove i due protagonisti Danny e Sandy….ci hanno conquistato con la loro spontaneita’ . Un film….imperdibile.

Matt Guitar Murphy

Un omaggio al grande : Matt “Guitar” Murphy (Sunflower, 29 dicembre 1929Miami, 15 giugno 2018) E’ stato un chitarrista blues statunitense, famoso per aver suonato nella “The Blues Brothers” band, e per aver intrepretato se stesso negli omonimi film di John Landis del 1980 e del 2000. Nacque a Sunflower, cittadina del Mississippi (Stati Uniti d’America) ma, a causa della Grande Depressione, la famiglia si dovette trasferire a Memphis (Tennessee), dove il padre lavorò per il Peabody Hotel. Qui, cominciò a suonare la chitarra già da bambino, tanto che, a soli 19 anni, decise di trasferirsi a Chicago, dove entrò a far parte della appena nata blues band di Howlin’ Wolf, dove cantava anche un giovane bluesman, Junior Parker. Il successo arrivò immediatamente, tanto che gli anni cinquanta videro numerose tourneé tra l’Illinois e il Tennessee con la Howlin’ Wolf band, ma anche collaborazioni con il gruppo di Memphis Slim. Nel 1963, durante il Folk Blues Festival tour americano in Europa, compose il suo celebre brano “Matt’s Guitar Boogie“, dove i suoi virtuosismi gli diedero l’appellativo di Matt “Guitar”. Gli anni anni sessanta videro inoltre numerose collaborazioni musicali con artisti quali Ike Turner, James Cotton, Otis Rush, Etta James, Sonny Boy Williamson II, Chuck Berry, Joe Louis Walker, Frank Zappa. Nel 1978, grazie agli spettacoli televisivi del Saturday Night Live, si unì al duo comico musicale The Blues Brothers, fondato da John Belushi e Dan Aykroyd. Da questa collaborazione, nacque il celebre film omonimo di John Landis del 1980, dove Matt interpretò il marito della cantante Aretha Franklin e se stesso come chitarrista. Lo stesso farà nel film Blues Brothers: Il mito continua del 2000. Un infarto nel 2003 arrestò la sua carriera musicale, tuttavia egli si riprese e fece nuove apparizioni pubbliche, tra le più note al “Chicago Blues Festival” del 2010 e all'”Eric Clapton Crossroads Guitar Festival”, al Madison Square Garden di New York City, nel 2013. La chitarra elettrica di Matt è la Cort, modello a lui dedicato “MGM-1”, con legno in agathis e manico in mogano, ma in passato usò spesso anche la Gibson SG, che si vede utilizzare con i Blues Brothers. Contrariamente a quanto si pensi, non è fratello né parente del noto attore Eddie Murphy.

Formaggino Grunland

Formaggino Grunland ( il formaggino d’oro ) . Correva l’anno 1985, quando  Karl Heinz Rumenigge , calciatore bavarese all’epoca attaccante dell’Inter, prestò il suo volto per promuovere il tedesco Formaggino d’Oro Grünland. Introdotto dalla voce fuori campo come campione di Baviera, Rummenigge appare sullo schermo mentre segna un goal di testa e poi un altro in rovesciata, guadagnandosi l’ammirazione di un bambino che guarda le sue prodezze in TV con la sorellina. Tutto ciò serve l’assist alla mamma del piccolo fan, che si presenta con un vassoio di pane e Formaggino d’Oro e attacca: “Venite qui, vi do io il campione di Baviera”. A questo punto riappare Rummenigge che prova a fare goal nella mente dei piccoli italiani pronunciando (con trasporto nordeuropeo) la frase: “Anche a me piace il Formaggino d’Oro Grünland, che formaggio ragazzi!”.   Nonostante il testimonial d’eccezione, questo prodotto oggi sembra essere scomparso. E non si capisce il perchè. Forse e’ sparito dalle posizioni strategiche del supermercato ? O altro ? I formaggini a marchio Grünland si trovavano in Italia già negli anni ’50 e si presentavano come rotelle di formaggio spalmabile. Nel decennio successivo, a fianco ai formaggini rotondi, vengono lanciati quelli a spicchio. Non è chiaro per quanto tempo le due versioni abbiano convissuto sugli scaffali. Sta di fatto che, a un certo punto, la Grünland torna a produrre solo i formaggini originali, quelli rotondi.  Forse la scelta è stata guidata anche dalla volontà di distinguersi dai competitor: la maggior parte dei formaggini in commercio – Susanna (Invernizzi poi Kraft), Tigre, Ramek (Kraft) – era a spicchio. Alcuni, come Mio e Bebè (Bel Paese Galbani), erano quadrati. Caratteristica principale del packaging del Formaggino d’Oro era il ricorso al color oro, coerentemente con il nome del prodotto. Dorato era l’incarto di ogni singolo formaggino e dorato era il barattolo cilindrico che li conteneva. Sia il naming che il packaging erano mirati a rimarcare il posizionamento “prodotto di qualità superiore”. Il concept “oro”, infatti, porta spesso con sé questa connotazione (pensa, tanto per dirne una, a Lavazza Qualità Oro). Tutt’altra linea di comunicazione rispetto, per esempio, al più amichevole formaggino Susanna, per cui si è puntato tutto sulla carica trainante del personaggio di Susanna Tuttapanna. Le differenze tra il Formaggino d’Oro Grünland e i suoi concorrenti non finiscono qui.  Il target era rivolto ai bambini , tant’è che anche lo spot con Rummenigge,  era riferito a loro in modo chiaro.
Aggiungo che il ricorso ai gadget regalo, nel settore dei formaggini, è sempre stato un’arma spesa bene da molti produttori. I gadget venivano offerti con l’acquisto delle confezioni (figurine, macchinine, etc.) o facendo una raccolta punti (come nel caso della Mucca Carolina, un pupazzo gonfiabile, con il formaggino Il Milione, il coccodrillo Invernizzi o la stessa Susanna). Grunland invece cambio’ rotta :  all’interno della confezione si poteva trovare un formaggino dello stesso peso degli altri ma in oro vero.Ma quale interesse può avere un bambino verso un formaggino d’oro 24 carati, piuttosto che accumulare punti per ottenere un coccodrillo gonfiabile?! Questo forse fu un errore grossolano di marketing che allontano’ il bambino dal prodotto. Il prodotto rimane comunque un prodotto di qualita’ e che ebbe un periodo di grande splendore.

 

Biscotti Ringo

Biscotti Ringo. Pavesi S.p.A. è un’azienda italiana specializzata  specializzata tra le altre cose  , nella produzione di biscotti e snack ( oltre a cracker ed altro ancora ) . Fu fondata a Novara nel 1937 da Mario Pavesi (  con sede a Novara ) Fa parte del gruppo Barilla.  La società ,  inizialmente produce biscotti  e, principalmente i tradizionali Biscottini di Novara , denominati con il celebre appellativo di Pavesini . Nel 1954  inaugura la produzione di cracker. Nel 1962 nasce l’Autogrill Pavesi: sull’ Autostrada A4 , nei pressi del casello di Novara : un autogrill con struttura a cavallo di entrambe le corsie di marcia. Nel 1967 nascono i mitici Ringo , biscotti snack prodotti dalla Pavesi .  I Ringo sono dei biscotti . Tradizionalmente, i Ringo sono composti da due biscotti (uno alla vaniglia e uno al cacao ), uniti fra loro da uno strato di crema al latte o al cioccolato , anche se negli anni seguenti ne sono state prodotte numerose varianti. L’idea dei Ringo venne a Mario pavesi  dopo un viaggio negli Stati Uniti . Mario Pavesi, infatti, intendeva lanciare un prodotto destinato a una fascia di pubblico più adulto rispetto a quella a cui si rivolgeva l’altro prodotto di punta dell’azienda,ossia  i Pavesini . Quindi il target di riferimento erano gli adolescenti , e, non a caso, il nome Ringo era preso in prestito da quello di Ringo Starr ( dei Beatles ) ,  molto popolare fra i giovani. In seguito, le campagne pubblicitarie del prodotto punteranno soprattutto sul mondo dello sport  e sul concetto di interrazialita , rappresentato in modo simbolico dal colore diverso dei due biscotti circolari. Le prime campagne pubblicitarie dei Ringo risalgono ai primi anni sessanta  e furono mandate in onda durante Carosello . Dagli anni ottanta  la promozione fu concentrata sul concetto di sportività del prodotto e nacque l’idea dei Ringo Boys, una squadra di volta in volta di sport diversi .

 

Dentifricio AZ 15

Dentifricio AZ 15 .  Dentifricio AZ : e’ stato una delle prime valide alternative  ai soliti dentifrici degli anni sessanta e settanta . AZ ricerca, anche conosciuto semplicemente come AZ , è un marchio  di una linea di prodotti per l’igiene  prodotti dall’azienda americana Procter & Gamble e commercializzati in Italia .  Il marchio è stato introdotto sul mercato nel lontano 1965 , ed il primo prodotto della linea ad essere commercializzato è stato il famoso dentifricio  AZ15 ….. il famoso Gengidentifricio. Dagli anii ottanta  sono stati poi commercializzati anche spazzolini da denti , colluttori , linee di prodotti specifici per i bambini e le linee Az Tartar Control ed AZ Fluor Protection.Me lo ricordo perfettamente e il suo sapore per un ragazzetto come me, non era tra i migliori. Ma ebbe un notevole successo assicurando come spesso accade per tali prodotti…miracoloso rimedi per gengive e denti. Un altro piccolo tassello nel nostro viaggio nel passato.

 

Cotton fioc

Cotton fioc . Il bastoncino cotonato o bastoncino di ovatta (ufficialmente bastoncini per la pulizia delle orecchie) consiste in un’asticella le cui estremità sono rivestite di cotone idrofilo . La locuzione cotton fioc è un termine pseudoinglese in uso solo in Italiano , dal nome commerciale di un prodotto per il mercato italiano, della Johnson & Johnson  (in altri mercati dalla stessa azienda sono chiamati cotton buds o bastoncillos cotonetes).I bastoncini vennero ideati nel lontano 1923 dall’inventore statunitense di origine polacca  Leo Gerstenzang. Egli avrebbe osservato come la moglie fissava un fiocco di cotone all’estremità di uno stuzzicadenti per la pulizia personale del bambino. Gerstenzang fondò la ditta Infant Novelty Company per lanciare sul mercato la sua innovazione, che pochi anni dopo veniva chiamata Q-tips. Per quanto riguarda il materiale utilizzato per l’asticella, al legno si sono affiancati materiali come la plastica e, successivamente, il cartoncino . A causa dei devastanti problemi ambientali legati all’accumulo di enormi quantità di asticelle in prossimità dei corsi d’acqua, l’uso di bastoncini cotonati in materiale plastico (non biodegradabile) è in regresso dalla fine del XX secolo, tanto che in diversi paesi occidentali il modello in plastica è stato proibito .Si presta agli usi più disparati come il trucco oppure per il prelievo di campioni destinati alle analisi del laboratorio medico: in tal caso si usano bastoncini speciali confezionati singolarmente.L’uso dei bastoncini di cotone per la pulizia dell’ orecchio  è una pratica assai popolare quanto contestata. Per quanto riguarda l’efficacia, si dice in genere che il bastoncino spinga il cerume all’interno del condotto uditivo piuttosto che estrarlo; in merito alla questione della sicurezza, è opinione abbastanza affermata che un eventuale uso del bastoncino vada limitato alla parte esterna dell’orecchio, quella visibile; questo per evitare pericolose lesioni oppure un dannoso accumulo di cerume in prossimità del timpano . In alcuni paesi, le confezioni di bastoncini riportano sull’etichetta delle indicazioni per avvertire il consumatore di possibili danni e pericoli. Un secondo aspetto problematico dell’uso incauto di questo prodotto consiste nel fatto che, gettati nel WC, i bastoncini cotonati creano problemi otturando le tubature oppure ammassandosi negli impiantidi depurazione  e nei corsi d’acqua, per cui vanno sempre buttati in pattumiera , anche se l’obbligo di bastoncini biodegradabili ha sensibilmente migliorato la situazione. Un altro pezzo del passato ( ma anche presente ) che abbiamo analizzato. We are Vintage People.

Super Tele

Il Super Tele è un modello di pallone in plastica . Sebbene in rete si trovi diffusa la notizia che vuole il Super Tele nato in Italia nel 1972 , uno studio più approfondito riproduce un catalogo della Mondo spa del 1967  , in cui il modello risulta già in vendita: il sito dell’azienda non lo menziona, ma cita il Super Santos , di fascia appena superiore, come prodotto creato nel 1962.Già dal 1948 la Mondo produceva palloni in quantità industriale, in seguito alla richiesta di oggetti promozionali da parte della Ferrero , e si può dire che negli anni sessanta, ed anche successivi, i suoi modelli monopolizzarono il mercato dei palloni da calcio di fascia bassa, che ebbero un’enorme diffusione, favorita anche dalla socialità infantile ed adolescenziale tipica del periodo, in cui i bambini, anche in numero ridotto o perfino da soli, tendevano naturalmente a giocare a calcio in qualsiasi luogo capitasse (cortili, piazzali condominiali, perfino in strada, i più fortunati avevano a disposizione prati, o i campi degli oratori parrocchiali). Un pallone di prezzo molto basso (per foratura o smarrimento la vita media di un pallone era di pochi giorni, era raro che superasse una durata di qualche settimana), dalle misure più o meno regolamentari ma tanto leggero da non causare danni agli oggetti ed alle infrastrutture circostanti, si adattò perfettamente alle necessità dei consumatori, a cui veniva proposto da una fitta rete di vendita al dettaglio: ovviamente negozi di giocattoli e supermercati, ma anche tabaccai, edicole, empori di piccoli centri e bancarelle. Inoltre la sua leggerezza lo rendeva utilizzabile anche dai bambini più piccoli, dell’età di tre o quattro anni, ormai compresi nel pubblico calcistico ed orientati verso disegni che richiamassero le massime serie.Inizialmente era prodotto in colore bianco, con una stampa a pentagoni neri che riprendeva il motivo dei palloni professionali come il Telstar , usati a partire dai MOndiali del 1970 ; oltre ai pentagoni, vi era stampata la scritta “made in Italy”. In seguito vennero realizzate anche versioni con la base blu, rossa, verde e gialla, tutte sempre abbinate alla stampa in nero. Per ridurre i costi, l’imballaggio venne limitato ad una semplice retina in plastica, chiusa da un colletto metallico. Il pallone era in teoria gonfiabile,  tramite una piccola valvola autosigillante in gomma, che però per via della realizzazione approssimativa era il principale punto debole del pallone: tendeva a staccarsi e a rientrare nella sfera se si cercava di rigonfiare il pallone. Se sottoposta a colpi particolarmente potenti poteva addirittura staccarsi, rendendo in entrambi i casi il pallone inutilizzabile.Oltre ad essere venduto ad un costo ridottissimo, il Super Tele era caratterizzato dall’essere molto leggero: se da una parte questo lo rendeva poco adatto ad esempio all’uso nelle partite di calcio, aveva il pregio di ridurre il rischio di infortuni e di danni derivanti da colpi male assestati.In compenso, la leggerezza del materiale lo rendeva anche facilmente soggetto a forature, un fattore che insieme alla valvola poco resistente ne limitava notevolmente la durata di utilizzo. Quanti super tele….ho comperato……….!!!

Marina Morgan

Marina Morgan . Marina Morgan, pseudonimo di Marina Meucci (Roma, 10 settembre 1943), è una annunciatrice televisiva, conduttrice televisiva , attrice e cantante italian. E’ stata attiva in Rai dal 1975 sino al 2002 .  Ha esordito come attrice nel cinema di genere degli anni 1960. Nel 1966 è nel cast dello sceneggiato televisivo L’ombra cinese della serie Le inchieste del commissario Maigret, con Gino Cervi ed Andreina Pagnani. Nel 1968 appare nella terza puntata dello sceneggiato musicale Non cantare, spara ideato da Giovanni Giacobetti del Quartetto Cetra. Negli anno settanta decide di entrare alla Rai come annunciatrice del giornale radio tentando poi la strada della televisione : vi riesce con successo e, nel 1975, inaugura la rubrica meteorologica della Rete Due post-riforma. Entra quindi nel corpus delle signorine buonasera e, in brevissimo tempo, ne diventa un volto familiare al pari delle storiche colleghe. Oltre alle consuete trasmissioni affidate alle annunciatrici, conduce alcuni programmi televisivi tra cui Il processo del lunedì nel 1980-1981 al fianco di Enrico Ameri. Successivamente è spesso ospite del Maurizio Costanzo Show. Nella metà degli anni ottanta (pur non abbandonando il suo lavoro come annunciatrice) tentò la carriera di cantante, incidendo l’album Una donna, dal quale furono estratti due singoli: Innamorati del mondo e Tonight; sia l’album che i due singoli non riscossero però il successo sperato e dunque la sua parentesi musicale si concluse in poco tempo, e la Morgan tornò a tempo pieno all’attività di signorina buonasera.Negli anni novanta presentò il rotocalco televisivo Magazine 3, fu co-conduttrice del varietà di Rai1 RAImondo in cui era affiancata al gruppo comico napoletano Trettrè, ed ha partecipato alla trasmissione Telesogni curando un’ironica rubrica incentrata sulle soap opera e le telenovelas. Nel 1991 ha preso parte al musical-comico televisivo di Canale 5, I Tre Moschettieri nel ruolo di Milady. Lascia la RAI nel 2002, avendo raggiunto venticinque anni di attività. viene annoverata fra le annunciatrici predilette dal pubblico, che ben presto ne apprezzò la chiara pronuncia, l’aspetto solare e le vistose acconciature di vario colore, mutate nel corso dei decenni: rosso negli anni settanta, biondo negli anni ottanta, moro negli anni novanta, per poi tornare di nuovo al biondo negli anni 2000. Marina Morgan, assieme a Peppi Franzelin, è l’ultima delle storiche Signorine buonasera ad essere pensionata dalla RAI, il 9 giugno del 2002, ritirandosi a vita privata.

Volano

Una pallina leggera come una piuma, che fluttua nell’aria con l’impressione  che non abbia peso . E’  stata una fonte inesauribile di divertimento, come confermano illustrazioni vecchie addirittura di 2000 anni dall’India e dalla Grecia. E’ difficile dire esattamente quando fu giocato per la prima volta il badminton come lo conosciamo ai giorni d’oggi. La teoria più accreditata è che gli inglesi l’abbiano portato dall’india in epoca coloniale. Sappiamo che il nome viene dal Duca di Beaufort, un giocatore appassionato, che visse a Badminton House nel XiX secolo. Grazie ad una popolarita’ sempre piu’ crescente in tutto il mondo , nel 1934 vennero stabilite delle regole internazionali e dal 1992 il badminton è una disciplina olimpica che richiama continuamente nuovi appassionati.  Si gioca in singolo maschile o femminile, doppio maschile o femminile o doppio misto su un campo rettangolare diviso da una rete alta 1,55 m alle estremità (pali di sostegno) e 1,524 m al centro. Non ci sono differenze di altezza rete fra uomini e donne. Il gioco consiste nel colpire un volano con una racchetta facendogli oltrepassare la rete e mandandolo nella metà campo opposta dove dovrà essere ribattuto al volo dall’avversario. Tra i più veloci sport di racchetta, il badminton è uno sport in cui si rendono necessarie prestanza fisica, agilità e prontezza di riflessi. L’effetto è spettacolare con scambi rapidi, cambi di fronte e movimentati recuperi. Possono sfidarsi, oltre a due giocatori (singolare), anche due coppie dello stesso sesso (doppio maschile o doppio femminile), o due coppie formate da giocatori di entrambi i sessi (doppio misto). Le competizioni agonistiche internazionali vengono praticate solamente al coperto: data l’elevata leggerezza dei volani, anche un piccolissimo alito di vento potrebbe deviare la loro traiettoria. Si svolgono tornei estivi di beach-badminton sulle spiagge.

Nikita

Nikita. Nikita è un brano scritto ed interpretato dall’artista britannico Elton John . Il testo e’ di Bernie Taupin . Proveniente dall’album del 1985 Ice on Fire, si evidenzia  come una canzone pop; presenta David Paton al basso, Dave Mattacks alla batteria e Nik Kershaw alla chitarra elettrica . Ai sintetizzatori troviamo sia Fred Mandel che Elton; la rockstar, oltre che al pianoforte, si cimenta anche nei cori insieme a D.Johnstone e G.Michael . Il testo di Bernie parla di un uomo innamorato di una donna guardia di frontiera chiamata per l’appunto Nikita) proveniente dalla Repubblica Democratica Tedesca. Egli non può incontrarla perché non è tollerato nel Paese (la storia si svolge nell’ambito della Guerra Fredda). Il videoclip della canzone fu diretto da Ken Russel e il ruolo della donna soldato fu interpretato da Anya Major. Russell, in un primo momento, non si rese conto del fatto che “Nikita” fosse un nome maschile in Russia ; la canzone può perciò essere considerata anche da un punto di vista omosessuale.. Nikita è uno dei brani più famosi di Elton: distribuita come singolo il 29 ottobre del 1985 nel Regno Unito e nel febbraio del 1986 negli Stai Uniti, ebbe un grandioso successo in buona parte dell’Europa !